Il teatro greco
e i luoghi di svago nell'Antica roma
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Quando più approfondiamo in merito all'originalità della produzione delle tragedie e delle commedie ad Atene, tanto meno sembra sbagliato perfino chiamarle "spettacoli" nel senso moderno del termine.J.J. Winkler
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Indice
1. Introduzione
2. Struttura del teatro
3. Gli attori
4. Il teatro di Dionisio
5. Il teatro Latino
6. Le costruzioni per lo svago e i giochi cruenti
7. Test
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'Il teatro è uno dei centri della vita collettiva della polis greca, un luogo dell’identità culturale, politica e religiosa, che accoglie spettacoli e manifestazioni pubbliche investiti di un fondamentale ruolo educativo per il cittadino; ma costituisce anche la culla di sperimentazioni architettoniche e artistiche di grande rilievo.'
teatro greco di Siracusa
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Il teatro greco
Il teatro come oggi lo conosciamo è un luogo che si è sviluppato nel corso del tempo. Alle radici, sia ideologiche sia architettoniche, del teatro occidentale possiamo, seguendo uno schema cronologico, collocare il teatro greco, il teatro della Grecia antica.
La tragedia
La commedia
Home
protagonisti della scena
Nell'antica Grecia gli attori recitavano indossando delle maschere. Queste avevano diversi scopi: oltre alla già citata amplificazione della voce, servivano anche a caratterizzare il volto del personaggio accentuandone fortemente i lineamenti affinché l'espressione fosse riconoscibile anche da lontano, e infine davano la possibilità agli attori di interpretare diversi ruoli nello stesso spettacolo, inclusi quelli femminili.
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il teatro di Dionisio..
Dedicato, come indica il nome, a Dioniso, dio del vino e del teatro, inizialmente si recitavano preghiere in suo onore attorno all’altare del tempio e gli spettatori sedevano ai lati. In seguito, questi rituali si trasformarono nelle rappresentazioni delle classiche tragedie di Eschilo, Sofocle, Euripide e delle commedie di Aristofane. Le sue misure sono di 117,9 cm di altezza e 96,09 cm di larghezza. Intorno all’anno 407 a.C. si introdusse l’usanza di far seguire dopo la rappresentazione, un dramma satiresco. Le esibizioni duravano fino a sei ore e l’ingresso era gratuito per i cittadini ateniesi.
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Il teatro Latino
Il teatro latino fu alla base della cultura Romana antica, visto soprattutto come intrattenimento, spesso incluso nei giochi, accanto ai combattimenti dei gladiatori, ma soprattutto, sin dalle origini venne collegato alle feste religiose. La data "ufficiale" d'inizio del "vero" teatro latino viene tradizionalmente fatta coincidere con la prima rappresentazione drammatica di Livio Andronico, di origine greca, avutasi nel 240 a.c.
La struttura
Approfondimento
La messa in scena
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Le costruzioni per lo svago e i giochi cruenti
Fin dal periodo repubblicano nel mondo romano si tenevano regolarmente diverse forme di spettacolo pubblico: rappresentazioni teatrali (ludi scaenici), corse dei carri (ludi circenses), combattimenti tra gladiatori e animali feroci, finte battaglie navali (naumachie), competizioni atletiche di tradizione greca.Gli spettacoli, spesso organizzati in coincidenza con festività religiose, divennero lo strumento con cui gli uomini più in in vista dell'età repubblicana e successivamente gli imperatori creavano il consenso attorno alla propria persona.
Proprio per evitare a che la realizzazione di un particolare edificio conferisse troppo prestigio chi l’aveva promosso, fino al I sec. a.C. il Senato si oppose alla costruzione di impianti permanenti. gli spettacoli si svolgevano in strutture di legno provvisorie
Il teatro di Pompeo
Il teatro di Marcello
Anfiteatro Flavio (Colosseo)
Il Circo Massimo
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Giulia PorrovecchioAlica Giannavola 1 CC
Come nel teatro greco, le compagnie teatrali non ammettevano interpreti femminili.
Gli attori indossavano delle maschere che consentivano agli spettatori di riconoscere i personaggi. Facevano eccezione le rappresentazioni del mimo, un genere a forte impronta popolaresca , recitate senza maschera anche da donne, con linguaggio audace, a volte scurrile, caratterizzate da canto e danza.
L'organizzazione degli spettacoli era pubblica ed era affidata agli edili, magistrati disposti a spendere anche enormi somme di denaro personale per conquistare popolarità e accedere alle magistrature superiori. A teatro erano ammesse anche le donne, tra gli spettatori; il poeta Ovidio, nel I secolo d.C., ci descrive gli spettacoli teatrali come vere e proprie occasioni mondane, in cui le donne avevano la possibilità di vedere e farsi vedere. Talora, anche di innamorarsi.
Il teatro, nel tempo, fu particolarmente amato dai Romani. Nella tragedia come nella commedia i Romani si ispirarono ai loro modelli greci.
Della produzione tragica romana pochissimo è rimasto: frammenti di tragedie arcaiche e qualche tragedia di Seneca , già concepita come opera più da leggere che da rappresentare. Le storie sono quelle che conosciamo: Medea, la saga degli Atridi (Agamennone, Atreo e Tieste), Aiace.
Diverso fu invece il destino della commedia, molto amata dal pubblico romano. Nata nel III secolo a.C. come "traduzione" della commedia greca più recente, la commedia romana ha la sua chiave nella “contaminazione”. Storie che fanno sorridere e riproducono tipi umani in situazioni quotidiane, ma ambientate in Grecia e con costumi greci. E la cosiddetta palliata: la commedia del pallium, il mantello che indossavano gli attori greci (che si distingue dalla rogata, la commedia di ambientazione romana, della quale nulla ci è rimasto).
La commedia romana raggiunse esiti originali con Plauto e Terenzio ; se le commedie di Plauto attingono ancora a repertori di "tipi" fissi, pur contaminando- con esiti esilaranti - situazioni e ambienti greci con accenni alla realtà romana, in Terenzio la vena comica si piega a una rappresentazione meno "statica" dell'umanità: al servo astuto di Plauto si affianca il padre comprensivo o la suocera generosa di Terenzio, figure umane più vicine al vissuto del pubblico, sulle quali sorridere, ma anche un poco riflettere.
Uno spettacolo chiamato Colosseo
È il primo edificio totalmente romano: nato con tecniche tipicamente romane quali l'arco e la volta, per rispondere a esigenze proprie del popolo romano (assistere a spettacoli tumultuosi e violenti). Il risultato è l'anfiteatro, una sorta di doppio teatro di forma ellittica dalle dimensioni colossali.
L'esemplare più grande e integro di tutta l'età imperiale è l'Anfiteatro Flavio [7.95], costruito a Roma tra il 72 e l'82 d.C. da Vespasiano e Domiziano, imperatori della dinastia dei Flavi. È comunemente noto come Colosseo non per le sue dimensioni (misura 188×156 metri e ha un'altezza massima di 50) ma per via di una statua colossale di Nerone che sorgeva accanto all'edificio fino al Medioevo.
La struttura interna, composta da lunghi setti disposti in senso radiale e corridoi concentrici è in mattoni, gli archi e i rivestimenti esterni sono in travertino. Il prospetto, di cui è rimasta solo la metà sul lato nord, presenta quattro livelli con ottanta arcate per piano nei primi tre e un attico chiuso
Come nel Teatro di Marcello, gli archi sono circondati dagli ordini architettonici: tuscanico al primo livello, ionico al secondo e corinzio al terzo e quarto. Le mensole presenti nell'ultimo livello servivano a montare i pali del velarium, un immenso telo a forma di anello usato per ombreggiare il pubblico nelle giornate più assolate All’interno la cavea era divisa in cinque settori orizzontali destinati alle diverse classi sociali.
Alla plebe era riservata la summa cavea La fascia più alta
Ai senatori il podium i posti intorno all’area centrale
Nell’area si svolgevano spettacoli particolarmente cruenti : venationes
La caccia ad animali feroci , minera
I combattimenti tra gladiatori dammatio ad bestias
Battaglie navali realizzate allagando l’arena
In senso architettonico il teatro è il luogo del theàomai, dello stare a guardare. Pertanto, ha bisogno di due parti, una per lo svolgimento dello spettacolo e una per lo spettatore. Da uno spazio allestito in maniera occasionale, si passò all’uso di strutture lignee mobili, fino ad arrivare, durante il V secolo a.C., a uno spazio creato ad hoc, con strutture fisse in pietra. Il teatro greco era scavato nella roccia e pertanto era collocato presso un pendio. Uno spazio semicircolare (in greco kòilon, in latino cavea) era occupato dagli spettatori, al centro l’orchestra, il luogo del coro, e dalla parte opposta a essa la skenè, o edifico scenico, il luogo dove gli attori si cambiavano. All’orchestra si accedeva attraverso due accessi scoperti, le pàrodoi, che separavano l’edificio scenico dalla cavea. Davanti alla skène, il proskènion, ovvero il palcoscenico dove gli attori si esibivano. La forma semicircolare restituiva un’acustica perfetta.
Nel corso del tempo il teatro come è stato sintatticamente descritto ha subito molteplici mutamenti. Per esempio, nel corso del III secolo, la skenè assunse dimensioni maggiori, fino a divenire una monumentale facciata a più piani, con varie porte da cui entravano e uscivano gli attori, mentre il palcoscenico tendeva a invadere l’orchestra, la cui importanza diminuiva insieme all’importanza che al coro veniva data.
Il Teatro di Pompeo
(in latino: Theatrum Pompeium), oggi non più esistente, è stato il primo teatro di Roma costruito in muratura Si trovava nella zona del Campo Marzio, oggi appartiene al rione di Parione. Una parte della cavea del Teatro è tuttora visibile nei corridoi dell'odierno Hotel Lunetta, all’interno di alcuni negozi di Via dei Giubbonari e nelle cantine degli edifici della zona
Fu eretto per volere del console Pompeo , e fu per Roma una innovazione straordinaria: la legge romana vietava infatti la costruzione di teatri in muratura per portare al termine il suo progetto, costruì su un podio rialzato un tempio dedicato a Venere vincitrice la cui gradinata di accesso era costituita dall'intera cavea teatrale: in questo modo gli fu possibile aggirare il divieto del Senato Aveva un diametro esterno di circa 150 m e disponeva di 17.500 posti a sedere, nei quali gli spettatori si distribuivano entrando dalle numerose arcate. La scena era decorata da tre ordini sovrapposti di colonne e il tutto era sormontato da una lunga tettoia sporgente per dirigere verso il pubblico i suoni e le voci degli attori. Teatro e tempio furono più volte danneggiati da incendi
In scena a teatro vi erano gli attori e i coreuti. L’origine dello spettacolo teatrale è legata al dialogo che il capo coro, il coreuta, istituiva con l’attore. È proprio questo dialogo, che si affianca e alterna al canto e alle danze del coro, la condizione tecnica perché esistano la tragedia e la commedia. All’unico attore presente sulla scena nei primi anni di vita della rappresentazione teatrale, all’epoca di Tespi, se ne aggiunge con Eschilo un secondo; con Sofocle la scena arriva a ospitare un massimo di tre attori attivi contemporaneamente in scena. Il fatto che non sia mai stato superato questo numero è dovuto probabilmente alla necessità di uno svolgimento lineare dell’azione che evitasse confusioni e sovrapposizioni del parlato. Gli attori erano tutti uomini che recitavano indossando maschere, diverse a seconda del sesso del personaggio (le maschere femminili erano più chiare) e della tipologia di spettacolo. Le maschere degli attori comici presentavano nasi prominenti, barbe arruffate, tratti caricaturali, mentre gli attori tragici si servivano di maschere piuttosto realistiche. In generale le maschere avevano anche una funzione pratica, dovevano far sentire chiaramente la voce del personaggio, le sue battute, oltreché permettere la sua identificazione.
La struttura
Come nel teatro greco, il teatro romano è costituito da tre parti: cavea, orchestra e scena A differenza di quello greco, però, la cavea non poggia contro il declivio di una collina, ma su una struttura muraria basata su volte e pilastri e realizzata prevalentemente in pietra e in calcestruzzo per questo motivo il teatro romano poteva essere inserito nel contesto urbano.
All'esterno l'edificio presenta due facciate, una monumentale rettilinea e una curvilinea, composta da più piani di archi inquadrati da semicolonne trabeate. Queste si susseguono dal basso verso l'alto con la successione di dorico, ionico e corinzio, originando, così, la cosiddetta sovrapposizione degli ordini
Il secondo teatro a essere costruito in muratura fu quello iniziato da Cesare e compiuto da Augusto che, nel 13 a.C., lo dedicò al nipote e genero Marco Claudio Marcello, prematuramente scomparso nel 23 a.C. → 9.68. Poco si conosce dell'interno tuttavia le due aule che si concludono con delle esedre e che affiancano la scaenae frons, sono il protocpo delle basilicae che diverranno uno dei motivi tradizionali dei teatri, così come lo schema di esterno degli ordini sovrapposti lo sarebbe diventato per gli anfiteatri. La facciata curvilinea del teatro, che è quella meglio conservata dell'intero complesso, si caratterizza per il ricorso agli archi sostenuti da pilastri contro i quali si addossano delle semicolonne trabeate doriche al piano terra e ioniche al piano mediano. è noto l'aspetto del terzo ordine - usato come forte nel Medioevo e inglobato nel Palazzo dei Savelli che venne costruito sopra molti secoli dopo La configurazione complessiva del Teatro avrebbe avuto una grande fortuna influenzando l’architettura di molti teatri nei territori del vasto Impero romano, da Occidente a Oriente.
Il Circo Massimo è il più grande edificio per lo spettacolo dell’antichità e uno dei più grandi di tutti i tempi (600 m di lunghezza per 140 m di larghezza) ed è collegato dalla leggenda alle origini stesse della città: qui, infatti, ebbe luogo il ratto delle Sabine.
All’epoca dei re Tarquini la Valle Murcia, l’ampia valle compresa tra i colli Palatino e Aventino, fu adibita a luogo per le corse dei carri, ma è solo con Giulio Cesare che sarà realizzato un vero e proprio circo in muratura.
Le gare che si svolgevano nel Circo erano le attività agonistiche più amate dai Romani, insieme ai giochi gladiatori. I conduttori delle quadrighe diventavano ben presto personaggi idolatrati dal popolo di Roma, e, poiché le quadrighe facevano capo a scuderie distinte in base ai colori (verde, azzurro, rosso, bianco), anche gli spettatori si dividevano sulle gradinate del circo in base al colore di appartenenza dei propri beniamini. L’ampio spazio del fondovalle si prestava anche a manifestazioni legate alla vita politica, sociale e religiosa della città, come manifestazioni trionfali, processioni e pubbliche esecuzioni.
Devastato più volte dal fuoco, il Circo Massimo fu ricostruito quasi integralmente sotto il principato di Traiano, alla cui fase appartengono la maggior parte delle strutture attualmente visibili. Numerosi gli interventi degli imperatori successivi tra cui quello, spettacolare, dell'erezione del gigantesco obelisco, ora al Laterano, portato a Roma da Costante II nel 357 d.C.
il teatro greco
Giulia Porrovecchio
Created on February 4, 2024
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Il teatro greco
e i luoghi di svago nell'Antica roma
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Quando più approfondiamo in merito all'originalità della produzione delle tragedie e delle commedie ad Atene, tanto meno sembra sbagliato perfino chiamarle "spettacoli" nel senso moderno del termine.J.J. Winkler
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1. Introduzione
2. Struttura del teatro
3. Gli attori
4. Il teatro di Dionisio
5. Il teatro Latino
6. Le costruzioni per lo svago e i giochi cruenti
7. Test
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'Il teatro è uno dei centri della vita collettiva della polis greca, un luogo dell’identità culturale, politica e religiosa, che accoglie spettacoli e manifestazioni pubbliche investiti di un fondamentale ruolo educativo per il cittadino; ma costituisce anche la culla di sperimentazioni architettoniche e artistiche di grande rilievo.'
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Il teatro greco
Il teatro come oggi lo conosciamo è un luogo che si è sviluppato nel corso del tempo. Alle radici, sia ideologiche sia architettoniche, del teatro occidentale possiamo, seguendo uno schema cronologico, collocare il teatro greco, il teatro della Grecia antica.
La tragedia
La commedia
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protagonisti della scena
Nell'antica Grecia gli attori recitavano indossando delle maschere. Queste avevano diversi scopi: oltre alla già citata amplificazione della voce, servivano anche a caratterizzare il volto del personaggio accentuandone fortemente i lineamenti affinché l'espressione fosse riconoscibile anche da lontano, e infine davano la possibilità agli attori di interpretare diversi ruoli nello stesso spettacolo, inclusi quelli femminili.
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il teatro di Dionisio..
Dedicato, come indica il nome, a Dioniso, dio del vino e del teatro, inizialmente si recitavano preghiere in suo onore attorno all’altare del tempio e gli spettatori sedevano ai lati. In seguito, questi rituali si trasformarono nelle rappresentazioni delle classiche tragedie di Eschilo, Sofocle, Euripide e delle commedie di Aristofane. Le sue misure sono di 117,9 cm di altezza e 96,09 cm di larghezza. Intorno all’anno 407 a.C. si introdusse l’usanza di far seguire dopo la rappresentazione, un dramma satiresco. Le esibizioni duravano fino a sei ore e l’ingresso era gratuito per i cittadini ateniesi.
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Il teatro Latino
Il teatro latino fu alla base della cultura Romana antica, visto soprattutto come intrattenimento, spesso incluso nei giochi, accanto ai combattimenti dei gladiatori, ma soprattutto, sin dalle origini venne collegato alle feste religiose. La data "ufficiale" d'inizio del "vero" teatro latino viene tradizionalmente fatta coincidere con la prima rappresentazione drammatica di Livio Andronico, di origine greca, avutasi nel 240 a.c.
La struttura
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La messa in scena
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Le costruzioni per lo svago e i giochi cruenti
Fin dal periodo repubblicano nel mondo romano si tenevano regolarmente diverse forme di spettacolo pubblico: rappresentazioni teatrali (ludi scaenici), corse dei carri (ludi circenses), combattimenti tra gladiatori e animali feroci, finte battaglie navali (naumachie), competizioni atletiche di tradizione greca.Gli spettacoli, spesso organizzati in coincidenza con festività religiose, divennero lo strumento con cui gli uomini più in in vista dell'età repubblicana e successivamente gli imperatori creavano il consenso attorno alla propria persona. Proprio per evitare a che la realizzazione di un particolare edificio conferisse troppo prestigio chi l’aveva promosso, fino al I sec. a.C. il Senato si oppose alla costruzione di impianti permanenti. gli spettacoli si svolgevano in strutture di legno provvisorie
Il teatro di Pompeo
Il teatro di Marcello
Anfiteatro Flavio (Colosseo)
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Giulia PorrovecchioAlica Giannavola 1 CC
Come nel teatro greco, le compagnie teatrali non ammettevano interpreti femminili. Gli attori indossavano delle maschere che consentivano agli spettatori di riconoscere i personaggi. Facevano eccezione le rappresentazioni del mimo, un genere a forte impronta popolaresca , recitate senza maschera anche da donne, con linguaggio audace, a volte scurrile, caratterizzate da canto e danza. L'organizzazione degli spettacoli era pubblica ed era affidata agli edili, magistrati disposti a spendere anche enormi somme di denaro personale per conquistare popolarità e accedere alle magistrature superiori. A teatro erano ammesse anche le donne, tra gli spettatori; il poeta Ovidio, nel I secolo d.C., ci descrive gli spettacoli teatrali come vere e proprie occasioni mondane, in cui le donne avevano la possibilità di vedere e farsi vedere. Talora, anche di innamorarsi.
Il teatro, nel tempo, fu particolarmente amato dai Romani. Nella tragedia come nella commedia i Romani si ispirarono ai loro modelli greci. Della produzione tragica romana pochissimo è rimasto: frammenti di tragedie arcaiche e qualche tragedia di Seneca , già concepita come opera più da leggere che da rappresentare. Le storie sono quelle che conosciamo: Medea, la saga degli Atridi (Agamennone, Atreo e Tieste), Aiace. Diverso fu invece il destino della commedia, molto amata dal pubblico romano. Nata nel III secolo a.C. come "traduzione" della commedia greca più recente, la commedia romana ha la sua chiave nella “contaminazione”. Storie che fanno sorridere e riproducono tipi umani in situazioni quotidiane, ma ambientate in Grecia e con costumi greci. E la cosiddetta palliata: la commedia del pallium, il mantello che indossavano gli attori greci (che si distingue dalla rogata, la commedia di ambientazione romana, della quale nulla ci è rimasto). La commedia romana raggiunse esiti originali con Plauto e Terenzio ; se le commedie di Plauto attingono ancora a repertori di "tipi" fissi, pur contaminando- con esiti esilaranti - situazioni e ambienti greci con accenni alla realtà romana, in Terenzio la vena comica si piega a una rappresentazione meno "statica" dell'umanità: al servo astuto di Plauto si affianca il padre comprensivo o la suocera generosa di Terenzio, figure umane più vicine al vissuto del pubblico, sulle quali sorridere, ma anche un poco riflettere.
Uno spettacolo chiamato Colosseo È il primo edificio totalmente romano: nato con tecniche tipicamente romane quali l'arco e la volta, per rispondere a esigenze proprie del popolo romano (assistere a spettacoli tumultuosi e violenti). Il risultato è l'anfiteatro, una sorta di doppio teatro di forma ellittica dalle dimensioni colossali. L'esemplare più grande e integro di tutta l'età imperiale è l'Anfiteatro Flavio [7.95], costruito a Roma tra il 72 e l'82 d.C. da Vespasiano e Domiziano, imperatori della dinastia dei Flavi. È comunemente noto come Colosseo non per le sue dimensioni (misura 188×156 metri e ha un'altezza massima di 50) ma per via di una statua colossale di Nerone che sorgeva accanto all'edificio fino al Medioevo. La struttura interna, composta da lunghi setti disposti in senso radiale e corridoi concentrici è in mattoni, gli archi e i rivestimenti esterni sono in travertino. Il prospetto, di cui è rimasta solo la metà sul lato nord, presenta quattro livelli con ottanta arcate per piano nei primi tre e un attico chiuso Come nel Teatro di Marcello, gli archi sono circondati dagli ordini architettonici: tuscanico al primo livello, ionico al secondo e corinzio al terzo e quarto. Le mensole presenti nell'ultimo livello servivano a montare i pali del velarium, un immenso telo a forma di anello usato per ombreggiare il pubblico nelle giornate più assolate All’interno la cavea era divisa in cinque settori orizzontali destinati alle diverse classi sociali. Alla plebe era riservata la summa cavea La fascia più alta Ai senatori il podium i posti intorno all’area centrale Nell’area si svolgevano spettacoli particolarmente cruenti : venationes La caccia ad animali feroci , minera I combattimenti tra gladiatori dammatio ad bestias Battaglie navali realizzate allagando l’arena
In senso architettonico il teatro è il luogo del theàomai, dello stare a guardare. Pertanto, ha bisogno di due parti, una per lo svolgimento dello spettacolo e una per lo spettatore. Da uno spazio allestito in maniera occasionale, si passò all’uso di strutture lignee mobili, fino ad arrivare, durante il V secolo a.C., a uno spazio creato ad hoc, con strutture fisse in pietra. Il teatro greco era scavato nella roccia e pertanto era collocato presso un pendio. Uno spazio semicircolare (in greco kòilon, in latino cavea) era occupato dagli spettatori, al centro l’orchestra, il luogo del coro, e dalla parte opposta a essa la skenè, o edifico scenico, il luogo dove gli attori si cambiavano. All’orchestra si accedeva attraverso due accessi scoperti, le pàrodoi, che separavano l’edificio scenico dalla cavea. Davanti alla skène, il proskènion, ovvero il palcoscenico dove gli attori si esibivano. La forma semicircolare restituiva un’acustica perfetta. Nel corso del tempo il teatro come è stato sintatticamente descritto ha subito molteplici mutamenti. Per esempio, nel corso del III secolo, la skenè assunse dimensioni maggiori, fino a divenire una monumentale facciata a più piani, con varie porte da cui entravano e uscivano gli attori, mentre il palcoscenico tendeva a invadere l’orchestra, la cui importanza diminuiva insieme all’importanza che al coro veniva data.
Il Teatro di Pompeo (in latino: Theatrum Pompeium), oggi non più esistente, è stato il primo teatro di Roma costruito in muratura Si trovava nella zona del Campo Marzio, oggi appartiene al rione di Parione. Una parte della cavea del Teatro è tuttora visibile nei corridoi dell'odierno Hotel Lunetta, all’interno di alcuni negozi di Via dei Giubbonari e nelle cantine degli edifici della zona Fu eretto per volere del console Pompeo , e fu per Roma una innovazione straordinaria: la legge romana vietava infatti la costruzione di teatri in muratura per portare al termine il suo progetto, costruì su un podio rialzato un tempio dedicato a Venere vincitrice la cui gradinata di accesso era costituita dall'intera cavea teatrale: in questo modo gli fu possibile aggirare il divieto del Senato Aveva un diametro esterno di circa 150 m e disponeva di 17.500 posti a sedere, nei quali gli spettatori si distribuivano entrando dalle numerose arcate. La scena era decorata da tre ordini sovrapposti di colonne e il tutto era sormontato da una lunga tettoia sporgente per dirigere verso il pubblico i suoni e le voci degli attori. Teatro e tempio furono più volte danneggiati da incendi
In scena a teatro vi erano gli attori e i coreuti. L’origine dello spettacolo teatrale è legata al dialogo che il capo coro, il coreuta, istituiva con l’attore. È proprio questo dialogo, che si affianca e alterna al canto e alle danze del coro, la condizione tecnica perché esistano la tragedia e la commedia. All’unico attore presente sulla scena nei primi anni di vita della rappresentazione teatrale, all’epoca di Tespi, se ne aggiunge con Eschilo un secondo; con Sofocle la scena arriva a ospitare un massimo di tre attori attivi contemporaneamente in scena. Il fatto che non sia mai stato superato questo numero è dovuto probabilmente alla necessità di uno svolgimento lineare dell’azione che evitasse confusioni e sovrapposizioni del parlato. Gli attori erano tutti uomini che recitavano indossando maschere, diverse a seconda del sesso del personaggio (le maschere femminili erano più chiare) e della tipologia di spettacolo. Le maschere degli attori comici presentavano nasi prominenti, barbe arruffate, tratti caricaturali, mentre gli attori tragici si servivano di maschere piuttosto realistiche. In generale le maschere avevano anche una funzione pratica, dovevano far sentire chiaramente la voce del personaggio, le sue battute, oltreché permettere la sua identificazione.
La struttura Come nel teatro greco, il teatro romano è costituito da tre parti: cavea, orchestra e scena A differenza di quello greco, però, la cavea non poggia contro il declivio di una collina, ma su una struttura muraria basata su volte e pilastri e realizzata prevalentemente in pietra e in calcestruzzo per questo motivo il teatro romano poteva essere inserito nel contesto urbano. All'esterno l'edificio presenta due facciate, una monumentale rettilinea e una curvilinea, composta da più piani di archi inquadrati da semicolonne trabeate. Queste si susseguono dal basso verso l'alto con la successione di dorico, ionico e corinzio, originando, così, la cosiddetta sovrapposizione degli ordini
Il secondo teatro a essere costruito in muratura fu quello iniziato da Cesare e compiuto da Augusto che, nel 13 a.C., lo dedicò al nipote e genero Marco Claudio Marcello, prematuramente scomparso nel 23 a.C. → 9.68. Poco si conosce dell'interno tuttavia le due aule che si concludono con delle esedre e che affiancano la scaenae frons, sono il protocpo delle basilicae che diverranno uno dei motivi tradizionali dei teatri, così come lo schema di esterno degli ordini sovrapposti lo sarebbe diventato per gli anfiteatri. La facciata curvilinea del teatro, che è quella meglio conservata dell'intero complesso, si caratterizza per il ricorso agli archi sostenuti da pilastri contro i quali si addossano delle semicolonne trabeate doriche al piano terra e ioniche al piano mediano. è noto l'aspetto del terzo ordine - usato come forte nel Medioevo e inglobato nel Palazzo dei Savelli che venne costruito sopra molti secoli dopo La configurazione complessiva del Teatro avrebbe avuto una grande fortuna influenzando l’architettura di molti teatri nei territori del vasto Impero romano, da Occidente a Oriente.
Il Circo Massimo è il più grande edificio per lo spettacolo dell’antichità e uno dei più grandi di tutti i tempi (600 m di lunghezza per 140 m di larghezza) ed è collegato dalla leggenda alle origini stesse della città: qui, infatti, ebbe luogo il ratto delle Sabine. All’epoca dei re Tarquini la Valle Murcia, l’ampia valle compresa tra i colli Palatino e Aventino, fu adibita a luogo per le corse dei carri, ma è solo con Giulio Cesare che sarà realizzato un vero e proprio circo in muratura. Le gare che si svolgevano nel Circo erano le attività agonistiche più amate dai Romani, insieme ai giochi gladiatori. I conduttori delle quadrighe diventavano ben presto personaggi idolatrati dal popolo di Roma, e, poiché le quadrighe facevano capo a scuderie distinte in base ai colori (verde, azzurro, rosso, bianco), anche gli spettatori si dividevano sulle gradinate del circo in base al colore di appartenenza dei propri beniamini. L’ampio spazio del fondovalle si prestava anche a manifestazioni legate alla vita politica, sociale e religiosa della città, come manifestazioni trionfali, processioni e pubbliche esecuzioni. Devastato più volte dal fuoco, il Circo Massimo fu ricostruito quasi integralmente sotto il principato di Traiano, alla cui fase appartengono la maggior parte delle strutture attualmente visibili. Numerosi gli interventi degli imperatori successivi tra cui quello, spettacolare, dell'erezione del gigantesco obelisco, ora al Laterano, portato a Roma da Costante II nel 357 d.C.