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CYBERBULLISMO

Caselli Camilla

Created on February 3, 2024

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Transcript

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COS'E'

DOVE VIENE PRATICATO

EFFETTI SULLE VITTIME

STORIE

CAUSE
Il cyberbullismo definisce un insieme di azioni aggressive e intenzionali, di una singola persona o di un gruppo, realizzate mediante strumenti elettronici il cui obiettivo è quello di provocare danni ad un coetaneo incapace di difendersi.
CONSEGUENZE
TIPI DI CYBERBULLISMO
DIFFERENZE BULLISMO E CYBERBULLISMO

Anonimato: la possibilità di rimanere anonimi online può incoraggiare comportamenti aggressivi. Disinibizione online: la mancanza di contatto fisico e la distanza tra i protagonisti del cyberbullismo. Bisogno di attenzione Difficoltà relazionali e problemi personali: il cyberbullismo può essere un’espressione di insicurezza. Imitazione: la presenza di modelli negativi può ispirare comportamenti simili tra i giovani.

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VITTIME
BULLO/SITO

vergogna imbarazzo isolamento sociale della vittima forme depressive attacchi di panico atti estremi come i tentativi di suicidio disturbi del sonno disturbi alimentari bassa autostima

conseguenze penali conseguenze civili: può essere tenuto a risarcire la vittima per i danni subiti. oscuramento dei siti internet

Conseguenze Penali

legge 71 approvata nel maggio 2015

Disposizione a tutela dei minori per la prevenzione e il contrasto del fenomeno del cyberbullismo
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CYBERBULLISMO

BULLISMO

1. possono essere coinvolti individui di tutto il mondo2. chiunque può diventare cyberbullo poichè protetto da uno schermo3. il materiale utilizzato per azioni di cyberbullismo può essere diffuso in tutto il mondo;4. assenza di reazioni visibili da parte della vittima che non consentono al cyberbullo di vedere gli effetti delle proprie azioni5. contatto indiretto con la vittima
1. sono coinvolti individui che conoscono fisicamente la vittima2 . solo chi trova il coraggio di praticare questi atti violenti in pubblico può diventare cyberbullo 3. le azioni di bullismo vengono raccontate ad altri individui ma sono circoscritte ad un determinato ambiente;4. reazioni evidenti da parte della vittima e visibili nell'atto dell'azione di bullismo; 5. contatto diretto con la vittima
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Text button

Quali sono i social dove si registrano episodi di cyberbullismo

soluzioni offerte dai siti internet

Gli utenti possono segnalare comportamenti abusivi ocontenuti inappropriati Gli utenti hanno la possibilità di bloccare altri utenti o filtrare determinati tipi di contenuti per proteggersi dal cyberbullismo. Le piattaforme di social media spesso forniscono risorse educative per aiutare gli utenti a capire come navigare in sicurezza online In alcuni casi , le piattaforme di social media possono collaborare con le autorità per affrontare casi gravi di cyberbullismo.

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-Cambiamento di umore improvviso -Ansia Rifiuto ad andare a scuola -Calo del rendimento scolastico: vivendo un turbinio di emozioni negative, ansie e preoccupazioni, la mente del ragazzo non è sufficientemente serena per potersi concentrare sugli apprendimenti -Alterazioni del sonno -Alterazioni nell’alimentazione -Perdita di interesse per attività/hobby -Controllo continuo di pc e smartphone -Intolleranza alle regole: spesso il disagio si manifesta attraverso episodi, anche rabbiosi, di intolleranza a regole familiari quotidiane -Autolesionismo: in alcuni casi : si scarica su se stessi quello che non si riesce a riversare verso l’esterno. -Bassa autostima

ETA' DELLE VITTIME

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Le storie di...

ANDREA
MASSIMO
CAROLINA

"Ragazzi, non aspettate a denunciare, perchè se state zitti vincono loro"

È il consiglio di Massimo, un ragazzo romano che ha trovato la forza di ribellarsi ai suoi aguzzini

leggi la sua storia
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Ero al primo anno di un istituto tecnico di Roma, appena arrivato dalla scuola media, e mi sono seduto in classe in un posto in cui non avrei dovuto. Il mio compagno mi si avvicinò e mi disse che quel posto era suo e dovevo smammare. Da quel momento lui e altri 4 del suo gruppo mi hanno perseguitato, inizialmente sulla chat della classe dove hanno iniziato a chiamarmi cane, a insultarmi e darmi ordini. Mi davano schiaffi in testa e spinte. Da quel momento non ho avuto più pace. Mi scrivevano infame, cane in chat o mi mandavano video con loro con il manganello dicendo: 'Ci vediamo domani a scuola'. E’ durato un mese. Poi mi sono confidato con mia madre, che ha chiesto al mio fratello maggiore di intervenire. Mi sono subito sentito libero. Ho sentito tanto sollievo. Ora ho cambiato scuola, loro stanno seguendo un programma di riabilitazione psicologica e io non voglio saperne più niente di loro. Uno ha provato a cercarmi ma l'ho bloccato. Non ho niente da dirgli, non provo rabbia ma indifferenza. I presidi devono essere più dalla parte di chi subisce e prendere subito provvedimenti. Invece, per quello che ho visto io, sono stati lasciati fare indisturbati e questo non va bene. E poi anche i miei coetanei che leggevano quei messaggi in chat e sono rimasti zitti: trovate il coraggio di stare dalla parte giusta perché, se restate in silenzio, vincono loro. E ieri è capitato a me ma domani potrebbe capitare a voi. Essere soli non è una bella sensazione".

Carolina Picchio aveva 14 anni quando decise di gettarsi nel vuoto. Mesi prima, una serata alcolica era finita con un video in cui alcuni ragazzi mimavano atti sessuali nei suoi confronti e il suo profilo Facebook si era riempito di insulti. Troppo per lei.

Il suo ultimo messaggio

Ciao ragazzi, grazie per il vostro bullismo. Ottimo lavoro. Volevo solo dare un ultimo saluto. “Perché questo? Il Bullismo. Tutto qui. Le parole fanno più male delle botte! Cavolo se fanno male !!! Ma io mi chiedo, a voi non fanno male? Siete così insensibili? Spero che adesso sarete più responsabili con le parole. Non importa che lingua sia, il significato è lo stesso.
Leggi la lettera che suo padre ha scritto
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Sono il papà di Carolina, quella ragazzina meravigliosa che manca a me e al mondo da una notte di gennaio del 2013. Mia figlia aveva 14 anni, si è uccisa perché dei giovanotti poco più grandi di lei, dopo averla molestata sessualmente e aver filmato ogni scena, hanno messo tutto su Internet. Me la ricordo bene la notte in cui tornò da quella festa, andai a prenderla io stesso e la mattina dopo mi disse: papà non ricordo niente di quello che ho fatto ieri sera. Non sapeva nulla. L’ha scoperto giorni dopo, quando ha trovato il coraggio di buttarsi dal balcone dopo aver letto i 2.600 like, insulti e volgarità vomitati dal mondo anonimo della rete. Ma parliamo dei responsabili. Le hanno fatto perdere coscienza e si sono divertiti un po’. Chissà, a loro sarà sembrato normale... Ancora oggi, dopo le loro ammissioni, mi chiedo: hanno capito davvero il disvalore di quello che hanno fatto? La consapevolezza dichiarata non sempre corrisponde a quella vissuta ed è per questo che insisto ormai da mesi: devono dimostrare fino in fondo che sono pentiti, come hanno detto in tribunale.Hanno ottenuto la messa alla prova invece del procedimento penale? Bene. Se hanno elaborato le loro colpe sarà un bene condividerle con gli adolescenti nelle scuole. Questo sarà il loro percorso alternativo al carcere, quando li sentirò parlare sinceramente del male che hanno fatto saprò che hanno capito davvero. Se hai perduto tua figlia in modo così tragico hai bisogno di un motivo per alzarti ogni mattina. Io ho passato tre mesi senza avere nemmeno la voglia di aprire gli occhi. Poi mi sono detto che Carolina non poteva essere una riga in cronaca che si legge e si dimentica. Così oggi vivo per le Caroline che non conosco e che purtroppo, lo so, sono da qualche parte nella rete anche adesso mentre scrivo. Vivo per creare anticorpi, per una società migliore […] Lo faccio per la mia Carolina, perché quello che è successo almeno serva a qualcosa in futuro. Non c’è giorno che io non pensi a lei e di notte la sogno quasi sempre. La rivedo anche adesso, qui, accanto a me. Ogni tanto sfoglio le sue fotografie, guardo un video che le feci durante un allenamento sportivo, la vedo sorridere. La immagino davanti all’altro video, quello mortale, e penso a lei che scrive la lettera d’addio. Se n’è andata ma c’è più di sempre. È lei che mi fa alzare ogni mattina.

Andrea, all'età di 15 anni, si è tolto la vita. Lo ha fatto due giorni dopo il suo compleanno impiccandosi con una sciarpa mentre era da solo in casa.
leggi la storia raccontata da sua madre

Ero al telefono con il mio ex marito. Gli avevo telefonato proprio mentre stava rincasando. Ho sentito le grida dall'altra parte della cornetta. Non ho capito cosa stesse accadendo ma ero certa che fosse qualcosa di grave. Così, ho allarmato la polizia… E poi, mi è crollato il mondo addosso. Se ci penso, forse qualche segnale ce lo aveva dato . Diceva di avere mal di testa e se ne stava in camera , per ore. Non ha mai raccontato nulla del dramma che viveva, delle continue e reiterate prese in giro. Probabilmente pensava che ce l'avrebbe fatta da solo, che era abbastanza forte da poter reggere la situazione ma non era così. Solitamente, si pensa che il bullo sia quello che tira i cazzotti in faccia o vessa qualcuno costringendolo ad azioni umilianti, ma non è tutto qui. Esiste un 'bullismo inconsapevole', strisciante, che si manifesta attraverso la derisione continua, costante. Il bullismo è, in primis, verbale. Quella è la forma di violenza maggiore. Il bullo più deleterio, quello capace di mietere più vittime, non ha la percezione del dolore. Se potessi parlare con i genitori del bullo direi smetterla di proteggere il figlio. Capisco che per una madre o un padre riconoscere che il figlio sia un soggetto violento non è facile ma bisogna fare uno sforzo nell'interesse del ragazzo. Amare i propri figli vuol dire aiutarli a diventare delle persone perbene e, di conseguenza, a vivere più serenamente. Se ciò non accade, rischiamo solo di fare due vittime anziché una. Noi adulti, tutti, abbiamo il dovere e la responsabilità del futuro delle nuove generazioni".

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E TU SEI MAI STATO VITTIMA DI CYBERBULLISMO?
ecco alcune delle risposte date dagli studenti della nostra scuola

CLICCA QUI

Ti senti isolato a scuola, a casa o in altri luoghi?

Qualcuno ha mai diffuso voci false e offensive sul tuo conto?

Sei mai stato minacciato o forzato a fare qualcosa che non volevi ?

Ti hanno affibiato nomignoli o hanno fatto commenti sulla tua persona che ritieni offensivi
Quale delle seguenti attività fai più spesso sui social?

Quali social network utilizzi di più?

Hai mai avuto esperienze spiacevoli sui social?

Se sì, cosa pubblichi più spesso su Instagram

Se qualcuno ti offende personalemente o ti dice parolacce su una chat o su un gruppo di Whatsapp cosa fai?

Hai un profilo instagram?
Non raccolgo la provocazione e informo i miei genitori o un adulto
Regolo i contatti con chi mi insulta appena lo vedo di persona
Mi metto ad insultarlo anch'io in chat
Faccio finta di nulla
Non mi è mai capitato
Ti è mai capitato di condividere contenuti o foto intimi che poi sono stati diffusi nel web?
In quale altro modo hanno compiuto atti di cyberbullismo nei tuoi confronti?
Ti è mai capitato di essere stato filmato/fotografato e che il contenuto sia stato condiviso online o in gruppi whatsapp
Come ti sei sentito quando qualcun'altro ha compiuto atti di cyberbullismo nei tuoi confronti
Se hai subito atti di cyberbullismo, sai chi è stato?
Se sì, da quanto tempo dura o quanto è durato?
Hai visto o saputo di qualcun altro che abbia subito atti di cyberbullismo ?
Cosa hai fatto se hai subito atti di cyberbullismo?
Cosa hai fatto se sei venuto a conoscenza o se ti sei trovato con qualcuno che stava subendo o aveva subito atti di cyberbullismo?
Ti è mai capitato di aver diffuso in rete o inoltrato su altre chat foto o video dei tuoi amici con lo scopo di deriderli o offenderli?
Conosci qualcuno che è stato o è vittima di cyberbullismo?

Combattiamo per Carolina, Andrea, Massimo e tante altre vittime di cyberbullismo