PLAUTO
Il lenone Ballione
Pseudolus, vv. 133-205
Biba Vanessa
vv. 133-205
(Agli schiavi) Uscite, su, uscite, buoni a nulla, cattivi arnesi, cattivi acquisti! Mai che venga in mente a nessuno di loro di farne una buona! Non se ne può cavare alcun frutto, se non ricorro a questo mezzo (li batte). Non ho mai vi sto degli individui più asini di costoro, a tal punto i loro fianchi han fatto callo alle botte. Se li batti, ti fai più male di loro. Perché tale è la natura: sono dei conciasferze. Eccoli i loro proponimenti: appena se ne presenta l'occasio ne, agguanta, ruba, piglia, afferra, bevi, mangia, scappa! Queste son le loro incombenze; preferiresti lasciar dei lupi a guardia delle pecore, che costoro a guardia della casa. [...] Eppure, già ieri avevo dato a tutti i miei ordini, avevo assegnato gl'incarichi; ma voi siete dotati di una tale apatia, di un animo cosi malvagio, che mi obbligate a richiamarvi al vostro dovere con le cattive. Si, questo è il vostro temperamento: con la vostra cocciutaggine avete ragione di questo (indica il suo staffile) e di me. Di grazia, guarda un po' come mi stanno a sentire! (li batte) Badate a questo, fate attenzione a questo, qua, porgete orecchio a quel che dico, razza di pigliabusse! No, per Polluce! La vostra pelle non sarà mai più dura di quella del mio staffile. Ebbene? Fa male? Ecco, così si tratta un servo che se ne infischia del suo padrone. Disponetevi tutti di fronte a me, e fate attenzione a quel che vi dirò. (rivolgendosi a uno degli schiavi) Tu che hai la brocca, porta dell'acqua, riempi la caldaia al cuoco. (a un altro) Tu con la scure, ti assegno alla circoscrizione dei tronchi d'albero. Ma questa è smussata. Lasciala stare così; voi pure lo siete, a furia di bötte, tutti quanti: forse che per questo mi servo meno della vostra opera? (a un altro schiavo) A te assegno l'in- carico di far brillare la casa: hai il tuo da fare; spicciati, entra! (a un altro) Tu stenderai i letti. (a un altro) Tu pulirai l'argenteria e la disporrai sulla mensa.
BA
SC
BA
Fate in modo che al mio ritorno dal foro trovi tutto pronto, spazzato, innaffiato, pulito, apparecchiato, lavato e lustro. Giacché oggi è il mio compleanno, ed è bene che voi tutti festeggiate questo giorno. (al primo schiavo) Fa star nell'acqua prosciutto, cotenne, animelle e zinna. Hai capito bene? Voglio fare un'accoglienza coi fiocchi a delle persone d'altissimo rango, perché pensino che ho dei mezzi. Entrate, svelti, e sbrigatevi a far quello che v'ho detto, perché quando verrà il cuoco non debba perder tempo. Io vado al mercato acomprare tutto il pesce che c'è. (gli schiavi rientrano, allo schiavetto) Va' avan ti, ragazzo; e fa' attenzione, che non ti taglino la borsa. O meglio, aspetta: ho qualcosa da dire in casa; a momenti me lo scordavo. (chiamando all'interno) Per voi, donne, ecco qua i miei ordini. Voi che passate la vostra tenera età tra le raffinatezze, le mollezze, le ricercatezze, in compagnia di persone d'altissimo rango, voi, amanti di grido, oggi saprò, oggi conoscerò alla prova dei fatti chi di voi si preoccupa della sua testa e chi del suo ventre, chi pensa al suo interesse e chi non pensa che a dormire. Oggi conoscerò alla prova dei fatti chi di voi è destinata a divenire mia liberta, e chi invece dovrò vendere. Fate in modo che oggi, da parte dei vostri amanti, mi giunga qua un mucchio di regali; perché se oggi non mi giungono provviste per un anno intero, domani farò di voi delle volgari prostitute. Sapete che oggi è il mio compleanno: dove sono costoro per i quali siete la pupilla dei miei occhi, che vi chiamano vita mia, gioia mia, boccuccia mia, seno mio, dolce miele mio? Fate in modo che tra breve qui, dinanzi al mio uscio, siano schierati interi reparti di portadoni. Perché vi fornisco vestiti, gioielli e tutto quel che vi occorre? Cosa me ne viene in casa, oggi, dalle vostre prestazioni, se non dei guai, briccone? Non siete avide che di vino; e cosi voi ve ne inzuppate la pancia, mentre io me ne sto qua a bocca asciutta. Ma adesso la cosa migliore da farsi è che io vi chiami per nome ad una ad una, in modo che nessuna di voi possa dire di non essere stata tem- pestivamente avvertita. Fate attenzione tutte quante.
BA
Comincio da te, Edilia, da te che sei l'amica dei mercanti di grano, gente che a casa loro il frumento l'han tutti quanti a grossi mucchi, a montagne: fa' in modo, ti prego, che mi sia trasportato qua tanto frumento da bastare per un anno, per me e per tutta la mia famiglia, che io ribocchi di grano al punto che i miei concittadini mi cambino il nome, e invece di Ballione il lenone, mi proclamino il re Giasone (a parte a Calidoro) Lo senti il pendaglio da forca, cosa dice? Ti pare che di arie se ne dia abbastanza? (a parte a Pseudolo) Altro che, per Polluce! E ha anche l'aria d'un furfante! Ma taci, e fa' attenzione. Escrodora, tu che hai per amanti i concorrenti dei lenoni, i beccai, i quali al pari di noi realizzano illeciti guadagni coi loro pasticci, se oggi non avrò tre rampini carichi di carne fino a spezzarsi sotto il peso, domani ti farò fare la fine di Dirce, come essa, a quanto si racconta, fu un giorno legata a un toro dai due figli di Giove, cosi io appenderò te al rampino, sarà quello il tuo toro, te l'assicuro. (a parte) A sentirlo parlare, monto su tutte le furie. Possibile che la gioventù ate- niese tolleri che un individuo simile abiti qui? Dove sono, dove si nascondono quei giovanottoni nel fiore dell'età che vanno a fare all'amore in casa del lenone? Perché non si danno convegno qui, perché non liberano tutti assieme questo po- polo da un simile flagello? Ma che besna sone, quanto poco ho imparato! Come potrebbero avere il coraggio di farlo, quando la loro passione li rende schiavi di questi individui e gl'impedisce di far loro quello che essi non vogliono?
PS
CA
BA
PS
L'opera e la trama
Opera di Plauto, lo"Pseudolus" è una PALLIATA scritta nel II secolo a.C. , è nota per la trama intricata e l'umorismo.
- il protagonista è Pseudolus, uno schiavo astuto
- l'antagonista è il lenone Ballione, superbo e
arrogante, ossessionato dal desiderio di beni materiali (denaro e beni di lusso).
- il padrone è il giovane Calidoro.
- Fenicio è la cortigiana amata da Calidoro, posseduta da Ballione e promessa a un mercenario macedone è Fenicio.
- Calidoro è innamorato della cortigiana Fenicio, ma lei è stata venduta a un capitano militare, Miles Gloriosus.
- Pseudolus promette al padrone Calidoro che lo aiuterà a conquistare il cuore di Filocomasia in cambio della sua libertà.
- La trama si sviluppa attraverso una serie di equivoci, scambi di identità e colpi di scena. Pseudolus cerca disperatamente di mantenere le apparenze, risolvere le situazioni complesse e assicurarsi che alla fine Calidoro possa unirsi a Fenicio.
Nella scena assistiamo al lenone Ballione che, con un linguaggio irato, rimprovera i suoi schiavi per la loro pigrizia e inefficienza. Ballione sembra essere frustrato dalla mancanza di iniziativa degli schiavi e ricorre a minacce e violenze fisiche per cercare di impartire loro ordini. La scena si svolge nel contesto del compleanno di Ballione che desidera organizzare una festa. Infatti minaccia di vendere le cortigiane che non gli porteranno regali
La scena
- Ballione incarica gli schiavi di preparare la casa e di fornire alimenti e beni di lusso per l'evento. - Si rivolge anche alle donne presenti, presumibilmente le cortigiane, con un tono sarcastico, rimproverandole per la loro mancanza di contributo ai suoi bisogni materiali ( = dimostra la sua natura avida) . - Il lenone enfatizza la necessità di ricevere generosi regali dagli amanti delle cortigiane per mantenere il suo stile di vita opulento. - Nella scena, emerge anche la presenza di personaggi come Calidoro e Pseudolo . Calidoro sembra essere indignato per il comportamento di Ballione . Pseudolo è descritto come un servo astuto che cerca di moderare e placare la situazione
In generale, la scena è caratterizzata da un umorismo vivace, situazioni paradossali e una critica sociale che prende di mira la corruzione e l'avidità presenti nella società dell'epoca. La commedia di Plauto, in questo passaggio, offre uno sguardo ironico e satirico sulla vita quotidiana, le relazioni e le dinamiche di potere dell'antica Roma.
Analisi scena
Il modo di parlare di Ballione è pieno di sarcasmo e di frustrazione nei confronti dei suoi schiavi, che giudica come esseri pigri e inefficienti = IRA REPRESSA CON PAROLE FORTI E GESTI VIOLENTI
Ballione considera gli schiavi come "buoni a nulla" e li rimprovera per la loro mancanza di iniziativa = DIMOSTRAZIONE DELL'USO DELLA VIOLENZA
La commedia di Plauto è nota per la sua satira sociale, che mette in luce le ipocrisie e gli eccessi della società dell'epoca=CRITICA NEI CONFRONTI DELL'ALTA SOCIETA' E DEGLI SCHIAVI
La richiesta di regali da parte di Ballione evidenzia la corruzione e l'avidità presente nella società = CRITICA ALLE PRATICHE SOCIALI DELL'ANTICA ROMA
Lingua e stile
LINGUAGGIO COLLOQUIALE = contribuisce a rendere la commedia accessibile al pubblico. USO DI FIGURE RETORICHE = contribuiscono all'umorismo e all'originalità del testo. IRONIA E SATIRA = attraverso il personaggio di Ballione, critica le ipocrisie della società romana, mettendo in ridicolo la corruzione, l'avidità e la superficialità delle relazioni ESPRESSIVITA = i dialoghi sono dinamici, spesso punteggiati da esclamazioni e frasi enfatiche, mantenendo un ritmo veloce tipico del genere comico GIOCHI DI PAROLE = ad esempio, il lenone Ballione potrebbe essere interpretato come un gioco di parole tra "lenone" (proprietario di un bordello) e il nome "Ballione," contribuendo a un effetto comico. CARATTERIZZAZIONE CON IL LINGUAGGIO = i personaggi sono distinti attraverso il loro modo di parlare.
Plauto utilizza una lingua vivace, espressiva e piena di sfumature per creare una commedia che non solo intrattiene il pubblico, ma anche critica la società del suo tempo attraverso l'umorismo e la satira.
Figure retoriche
IPERBOLE Ballione esagera le caratteristiche negative degli schiavi, chiamandoli "buoni a nulla" e "cattivi arnesi" ANASTROFE Ballione afferma: "Badate a questo, fate attenzione a questo, qua, porgete orecchio a quel che dico." ANTITESI Ballione afferma che, battendo gli schiavi, si fa più male lui che loro PARONOMASIA L'uso di parole simili o con suoni simili, come "lenone Ballione" IRONIA Nelle minacce di Ballione di vendere le cortigiane se non porteranno abbastanza regali ALLITERAZIONE in espressioni come "razza di pigliabusse."
Grazie!
il lenone ballione
Biba Vanessa
Created on February 3, 2024
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PLAUTO
Il lenone Ballione
Pseudolus, vv. 133-205
Biba Vanessa
vv. 133-205
(Agli schiavi) Uscite, su, uscite, buoni a nulla, cattivi arnesi, cattivi acquisti! Mai che venga in mente a nessuno di loro di farne una buona! Non se ne può cavare alcun frutto, se non ricorro a questo mezzo (li batte). Non ho mai vi sto degli individui più asini di costoro, a tal punto i loro fianchi han fatto callo alle botte. Se li batti, ti fai più male di loro. Perché tale è la natura: sono dei conciasferze. Eccoli i loro proponimenti: appena se ne presenta l'occasio ne, agguanta, ruba, piglia, afferra, bevi, mangia, scappa! Queste son le loro incombenze; preferiresti lasciar dei lupi a guardia delle pecore, che costoro a guardia della casa. [...] Eppure, già ieri avevo dato a tutti i miei ordini, avevo assegnato gl'incarichi; ma voi siete dotati di una tale apatia, di un animo cosi malvagio, che mi obbligate a richiamarvi al vostro dovere con le cattive. Si, questo è il vostro temperamento: con la vostra cocciutaggine avete ragione di questo (indica il suo staffile) e di me. Di grazia, guarda un po' come mi stanno a sentire! (li batte) Badate a questo, fate attenzione a questo, qua, porgete orecchio a quel che dico, razza di pigliabusse! No, per Polluce! La vostra pelle non sarà mai più dura di quella del mio staffile. Ebbene? Fa male? Ecco, così si tratta un servo che se ne infischia del suo padrone. Disponetevi tutti di fronte a me, e fate attenzione a quel che vi dirò. (rivolgendosi a uno degli schiavi) Tu che hai la brocca, porta dell'acqua, riempi la caldaia al cuoco. (a un altro) Tu con la scure, ti assegno alla circoscrizione dei tronchi d'albero. Ma questa è smussata. Lasciala stare così; voi pure lo siete, a furia di bötte, tutti quanti: forse che per questo mi servo meno della vostra opera? (a un altro schiavo) A te assegno l'in- carico di far brillare la casa: hai il tuo da fare; spicciati, entra! (a un altro) Tu stenderai i letti. (a un altro) Tu pulirai l'argenteria e la disporrai sulla mensa.
BA
SC
BA
Fate in modo che al mio ritorno dal foro trovi tutto pronto, spazzato, innaffiato, pulito, apparecchiato, lavato e lustro. Giacché oggi è il mio compleanno, ed è bene che voi tutti festeggiate questo giorno. (al primo schiavo) Fa star nell'acqua prosciutto, cotenne, animelle e zinna. Hai capito bene? Voglio fare un'accoglienza coi fiocchi a delle persone d'altissimo rango, perché pensino che ho dei mezzi. Entrate, svelti, e sbrigatevi a far quello che v'ho detto, perché quando verrà il cuoco non debba perder tempo. Io vado al mercato acomprare tutto il pesce che c'è. (gli schiavi rientrano, allo schiavetto) Va' avan ti, ragazzo; e fa' attenzione, che non ti taglino la borsa. O meglio, aspetta: ho qualcosa da dire in casa; a momenti me lo scordavo. (chiamando all'interno) Per voi, donne, ecco qua i miei ordini. Voi che passate la vostra tenera età tra le raffinatezze, le mollezze, le ricercatezze, in compagnia di persone d'altissimo rango, voi, amanti di grido, oggi saprò, oggi conoscerò alla prova dei fatti chi di voi si preoccupa della sua testa e chi del suo ventre, chi pensa al suo interesse e chi non pensa che a dormire. Oggi conoscerò alla prova dei fatti chi di voi è destinata a divenire mia liberta, e chi invece dovrò vendere. Fate in modo che oggi, da parte dei vostri amanti, mi giunga qua un mucchio di regali; perché se oggi non mi giungono provviste per un anno intero, domani farò di voi delle volgari prostitute. Sapete che oggi è il mio compleanno: dove sono costoro per i quali siete la pupilla dei miei occhi, che vi chiamano vita mia, gioia mia, boccuccia mia, seno mio, dolce miele mio? Fate in modo che tra breve qui, dinanzi al mio uscio, siano schierati interi reparti di portadoni. Perché vi fornisco vestiti, gioielli e tutto quel che vi occorre? Cosa me ne viene in casa, oggi, dalle vostre prestazioni, se non dei guai, briccone? Non siete avide che di vino; e cosi voi ve ne inzuppate la pancia, mentre io me ne sto qua a bocca asciutta. Ma adesso la cosa migliore da farsi è che io vi chiami per nome ad una ad una, in modo che nessuna di voi possa dire di non essere stata tem- pestivamente avvertita. Fate attenzione tutte quante.
BA
Comincio da te, Edilia, da te che sei l'amica dei mercanti di grano, gente che a casa loro il frumento l'han tutti quanti a grossi mucchi, a montagne: fa' in modo, ti prego, che mi sia trasportato qua tanto frumento da bastare per un anno, per me e per tutta la mia famiglia, che io ribocchi di grano al punto che i miei concittadini mi cambino il nome, e invece di Ballione il lenone, mi proclamino il re Giasone (a parte a Calidoro) Lo senti il pendaglio da forca, cosa dice? Ti pare che di arie se ne dia abbastanza? (a parte a Pseudolo) Altro che, per Polluce! E ha anche l'aria d'un furfante! Ma taci, e fa' attenzione. Escrodora, tu che hai per amanti i concorrenti dei lenoni, i beccai, i quali al pari di noi realizzano illeciti guadagni coi loro pasticci, se oggi non avrò tre rampini carichi di carne fino a spezzarsi sotto il peso, domani ti farò fare la fine di Dirce, come essa, a quanto si racconta, fu un giorno legata a un toro dai due figli di Giove, cosi io appenderò te al rampino, sarà quello il tuo toro, te l'assicuro. (a parte) A sentirlo parlare, monto su tutte le furie. Possibile che la gioventù ate- niese tolleri che un individuo simile abiti qui? Dove sono, dove si nascondono quei giovanottoni nel fiore dell'età che vanno a fare all'amore in casa del lenone? Perché non si danno convegno qui, perché non liberano tutti assieme questo po- polo da un simile flagello? Ma che besna sone, quanto poco ho imparato! Come potrebbero avere il coraggio di farlo, quando la loro passione li rende schiavi di questi individui e gl'impedisce di far loro quello che essi non vogliono?
PS
CA
BA
PS
L'opera e la trama
Opera di Plauto, lo"Pseudolus" è una PALLIATA scritta nel II secolo a.C. , è nota per la trama intricata e l'umorismo.
- il protagonista è Pseudolus, uno schiavo astuto
- l'antagonista è il lenone Ballione, superbo e
arrogante, ossessionato dal desiderio di beni materiali (denaro e beni di lusso).Nella scena assistiamo al lenone Ballione che, con un linguaggio irato, rimprovera i suoi schiavi per la loro pigrizia e inefficienza. Ballione sembra essere frustrato dalla mancanza di iniziativa degli schiavi e ricorre a minacce e violenze fisiche per cercare di impartire loro ordini. La scena si svolge nel contesto del compleanno di Ballione che desidera organizzare una festa. Infatti minaccia di vendere le cortigiane che non gli porteranno regali
La scena
- Ballione incarica gli schiavi di preparare la casa e di fornire alimenti e beni di lusso per l'evento. - Si rivolge anche alle donne presenti, presumibilmente le cortigiane, con un tono sarcastico, rimproverandole per la loro mancanza di contributo ai suoi bisogni materiali ( = dimostra la sua natura avida) . - Il lenone enfatizza la necessità di ricevere generosi regali dagli amanti delle cortigiane per mantenere il suo stile di vita opulento. - Nella scena, emerge anche la presenza di personaggi come Calidoro e Pseudolo . Calidoro sembra essere indignato per il comportamento di Ballione . Pseudolo è descritto come un servo astuto che cerca di moderare e placare la situazione
In generale, la scena è caratterizzata da un umorismo vivace, situazioni paradossali e una critica sociale che prende di mira la corruzione e l'avidità presenti nella società dell'epoca. La commedia di Plauto, in questo passaggio, offre uno sguardo ironico e satirico sulla vita quotidiana, le relazioni e le dinamiche di potere dell'antica Roma.
Analisi scena
Il modo di parlare di Ballione è pieno di sarcasmo e di frustrazione nei confronti dei suoi schiavi, che giudica come esseri pigri e inefficienti = IRA REPRESSA CON PAROLE FORTI E GESTI VIOLENTI
Ballione considera gli schiavi come "buoni a nulla" e li rimprovera per la loro mancanza di iniziativa = DIMOSTRAZIONE DELL'USO DELLA VIOLENZA
La commedia di Plauto è nota per la sua satira sociale, che mette in luce le ipocrisie e gli eccessi della società dell'epoca=CRITICA NEI CONFRONTI DELL'ALTA SOCIETA' E DEGLI SCHIAVI
La richiesta di regali da parte di Ballione evidenzia la corruzione e l'avidità presente nella società = CRITICA ALLE PRATICHE SOCIALI DELL'ANTICA ROMA
Lingua e stile
LINGUAGGIO COLLOQUIALE = contribuisce a rendere la commedia accessibile al pubblico. USO DI FIGURE RETORICHE = contribuiscono all'umorismo e all'originalità del testo. IRONIA E SATIRA = attraverso il personaggio di Ballione, critica le ipocrisie della società romana, mettendo in ridicolo la corruzione, l'avidità e la superficialità delle relazioni ESPRESSIVITA = i dialoghi sono dinamici, spesso punteggiati da esclamazioni e frasi enfatiche, mantenendo un ritmo veloce tipico del genere comico GIOCHI DI PAROLE = ad esempio, il lenone Ballione potrebbe essere interpretato come un gioco di parole tra "lenone" (proprietario di un bordello) e il nome "Ballione," contribuendo a un effetto comico. CARATTERIZZAZIONE CON IL LINGUAGGIO = i personaggi sono distinti attraverso il loro modo di parlare.
Plauto utilizza una lingua vivace, espressiva e piena di sfumature per creare una commedia che non solo intrattiene il pubblico, ma anche critica la società del suo tempo attraverso l'umorismo e la satira.
Figure retoriche
IPERBOLE Ballione esagera le caratteristiche negative degli schiavi, chiamandoli "buoni a nulla" e "cattivi arnesi" ANASTROFE Ballione afferma: "Badate a questo, fate attenzione a questo, qua, porgete orecchio a quel che dico." ANTITESI Ballione afferma che, battendo gli schiavi, si fa più male lui che loro PARONOMASIA L'uso di parole simili o con suoni simili, come "lenone Ballione" IRONIA Nelle minacce di Ballione di vendere le cortigiane se non porteranno abbastanza regali ALLITERAZIONE in espressioni come "razza di pigliabusse."
Grazie!