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arte

Melissa Botta

Created on February 2, 2024

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Transcript

Pace e guerra nell' arte

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Indice

PACE
GUERRA

"in vedetta" di giovanni fattori

"La colomba blu" di picasso

"MANIFESTAZIONE INTERVENTISTA" di CARLO CARRà

"tuttomondo" di keith haring

"lE VISAGE DE LA GUERRE" di SALVADOR DALì

"il lanciatore di fiori" di banksy

sitografia

PABLO PICASSO

Nato il 25 ottobre 1881 a Malaga, è stato un artista innovativo che ha influenzato molto l’arte del XX secolo. Non era solo un pittore ma anche uno scultore, incisore, artista della ceramica e scrittore. Il suo lavoro è maturato dal naturalismo della sua infanzia attraverso il cubismo, il surrealismo e oltre, dando forma alla direzione dell'arte moderna e contemporanea attraverso i decenni. Picasso visse due guerre mondiali, ebbe quattro figli e scrisse poesie. Morì nel 1973 a Mougins, in Francia.

cubismo

Il cubismo è un movimento artistico del XX secolo e i massimi esponenti sono Pablo Picasso e Georges Braque.

Il termine cubismo comparve per la prima volta nei testi del critico d’arte Louis Vauxcelles il quale, recensendo delle opere di Braque esposte nel 1907, considerava che erano formate da cubi. Si trattava di una mostra tenuta a Marsiglia. Vauxcelles ne scrisse: “Braque maltratta le forme, riduce tutto, luoghi, figure, case, a schemi geometrici, a cubi”.

Il Cubismo rappresenta la realtà così come è percepita dall’artista. I cubisti, quindi, scompongono un soggetto ricavandone le diverse prospettive e successivamente lo riassemblano sulla tela per dare all’osservatore una visione d’insieme e simultanea del soggetto.

COLOMBA BLU

La colomba è simbolo di pace fin dai tempi dell’arca di Noè (inviò proprio una colomba per conoscere in quali condizioni fosse la terra in seguito al diluvio universale)

Nel gennaio 1949 il Partito comunista francese chiede a Pablo Picasso un disegno come simbolo del Movimento per la Pace

La colomba porta nel becco un rametto verde.

Nella primavera dello stesso anno la colomba appare su tutti i muri delle città d’Europa --> il simbolo sarà utilizzato ampiamente nella propaganda del Movimento per la Pace, anche in occasione del Consiglio mondiale della Pace (1949-1950).

La ripresa della figura della colomba...

COLOMBa corazzata di bansky

Su un muro in cemento, quello che ancora oggi separa la Cisgiordania (territorio palestinese) da Israele, rappresenta una colomba della pace che vola dispiegando le ali e tenendo nel becco il rametto di ulivo, indossa però un giubbotto antiproiettile e il mirino di un’arma è puntato sul suo cuore. L’opera è metafora della situazione politica in Palestina: la pace fragile e precaria, costantemente minacciata dal clima di odio reciproco tra palestinesi ed israeliani.

KEITH HARING

Nacque in Pennsylvania nel 1958. La sua passione per il disegno si sviluppò fin da bambino e fu appoggiata fortemente dal padre, che disegnava per lui personaggi di fumetti e cartoni animati. Dopo aver passato l’adolescenza a Pittsburgh si trasferì a New York, dove ebbe modo di entrare in contatto con artisti e correnti di pensiero nuove e affini a lui. Sempre a New York decise di intraprendere gli studi alla School of Visual Art, mai conclusi perché Haring entrò subito a far parte della scena artistica newyorkese. La causa della morte di Haring furono le complicanze dovute all’AIDS, che aveva contratto nel 1985. Morì nel 1990 a soli 31 anni

CARATTERISTICHE DELLA SUA ARTE

-il linguaggio di Haring è uno dei più iconici del XX secolo: uno stile immediato, festoso e ironico; -la linea di contorno essenziale rende i personaggi e gli oggetti stilizzati e bidimensionali; -sfondi dai colori vivaci e accattivanti; -temi principali: l’amore fisico e platonico, la felicità, il piacere, l’omosessualità, l’oppressione razziale e sociale; -la sua arte= piattaforma del suo attivismo: i suoi lavori mostrano come fosse sostenitore del benessere dei bambini, della de escalation nucleare, dei diritti civili e sociali degli omosessuali e degli oppressi e della consapevolezza dell’AIDS.

+altre sue opere

TUTTOMONDO

Storia

Fu realizzato da Keith Haring nel 1989. Piergiorgio Castellani, un ragazzo pisano, un giorno lo incontrò a New York e gli propose di raggiungere Pisa per realizzare una delle sue opere di street art: Keith Haring accettò. Alla fine gli chiesero di dare un titolo all’opera, così disse ‘Tuttomondo": fu dunque questo ciò che trovò a Pisa; fin dall’antichità porto fluviale e marittimo, centro culturale per le sue università e, oggi, una delle città turistiche più famose al mondo. Qui tutti i giorni si incontrano, vivono e studiano migliaia di persone provenienti da tutto il mondo.

Il dipinto ritrae 30 figure dinamiche e di grande vitalità, concatenate e incastrate tra loro a simboleggiare la pace e l'armonia del mondo.

i personaggi

ALTRI PERSONAGGI...

BANSKY

Banksy è uno pseudonimo utilizzato da un famoso artista di strada, pittore e attivista politico la cui vera identità è ancora sconosciuta al pubblico. La data di nascita di Banksy è sconosciuta, ma si stima che sia nato tra il 1972 e il 1975 a Bristol, in Inghilterra. Il suo lavoro artistico è caratterizzato da un forte messaggio politico e sociale, spesso esposto attraverso graffiti o murales. Banksy è diventato famoso negli anni ’90 a Bristol, una città con una vivace scena artistica di strada. Una delle sue opere più famose è “Girl with a Balloon”, raffigurante una bambina estendere la mano verso un cuore rosso a forma di palloncino.

STREET ART

La Street Art è una vera espressione artistica presente in spazi pubblici come muri, strade e stazioni. L’ipotesi più accreditata è quella che vuole si sia affermata intorno agli anni ’70 nella città di New York. L‘inizio del 20esimo secolo ha portato poi una vera e propria esplosione della famosa “arte di strada” grazie anche ai numerosi stencil di Banksy.

IL LANCIATORE DI FIORI

  • apparso nel 2003 sul muro che separa Israele e la Palestina;
  • rappresenta un uomo che lancia un mazzo di fiori;
  • indossa abiti quotidiani: jeans, maglione, berretto girato al contrario ed una bandana che gli copre metà viso;
  • Banksy rappresenta il suo pensiero sulla pace: con quest’opera cerca di abbattere le barriere che dividono i due popoli;
  • ha ripreso una figura da guerriglia urbana dove i contestatori in mano hanno bombe incendiarie, mentre qui ha un mazzo di fiori, simbolo di dolcezza ed affetto;
  • ha realizzato quest’opera perchè il mondo non dimentichi questo conflitto territoriale

GIOVANNI FATTORI

Nato a Livorno nel 1825, Giovanni Fattori studia pittura all’Accademia di Firenze dal 1847 al 1851 e frequenta il Caffè Michelangelo. Dipinse prevalentemente paesaggi toscani, in particolare quelli della Maremma, ma anche lavoratori e episodi di guerra relativi ad avvenimenti a lui contemporanei come le guerre d’indipendenza. Ciò che rese Fattori celebre e molto ammirato fu l’uso che fece delle macchia e dei colori rappresentando sempre soggetti realistici. Fattori rifiutò i temi celebrativi tipici del Neoclassicismo, ma anche quelli nazionalisti: il pittore preferì temi più realistici, e le battaglie non venivano celebrate come facevano altri pittori del tempo, ma venivano più semplicemente descritte le ha vissute in prima persona). Giovanni Fattori muore il 3 agosto del 1908 a Firenze.

I MACCHIAIOLI

Sono gruppo di pittori interessati, come quelli francesi (i realisti), alla rappresentazione del reale e della vita quotidiana e si riuniva a Firenze, presso il Caffè Michelangelo. Il nome compare per la prima volta nel 1862 sulle pagine della Gazzetta del popolo, in riferimento alla tecnica pittorica «a macchie» usata dagli artisti senza alcun disegno né chiaroscuro. Al posto dei temi mitologici del Neoclassicismo e di quelli storici dei Romantici, compaiono scene di vita rurale, di lavoro operaio, di attività domestiche, rappresentate con oggettività e realismo. Tra i principali esponenti vanno citati Giovanni Fattori, Silvestro Lega e Telemaco Signorini.

opere dei macchiaioli

IN VEDETTA

  • dipinge tre soldati a cavallo che hanno il compito di sorvegliare una caserma;
  • è una scena ordinaria, resa ancora più genuina dalla presenza dello sterco del cavallo in primo piano;
  • Protagonista: la luce solare di un pomeriggio estivo, nitida e accecante. La sua violenza è evidenziata dalla luminosità del muro su cui si staglia l’ombra del cavaliere in primo piano;
  • le figure non sono mai sfumate, ma accostate con tonalità diverse tali da suggerire il chiaroscuro e la tridimensionalità;
  • scelse di esprimere il senso della durata: questi uomini in vedetta restano sospesi, nell’attesa di un futuro evento;
  • Il senso della prospettiva è dato dalla parete sulla destra

immagine

CARLO CARRà

Nato l’11 febbraio 1881 a Quargnento, in Italia, Carra iniziò a lavorare come decoratore murale all’età di 12 anni. Nel 1910 Carlo Carrà fu firmatario del Manifesto dei pittori futuristi e del Manifesto tecnico dei pittori futuristi. Il 1910 segna l’inizio della fase futurista di Carlo Carrà. Carlo realizzerà dipinti futuristi dal 1910 al 1917 circa. Dal 1917 al 1919 Carlo passò alla Pittura Metafisica e alla Pittura Anarchica. Negli anni ’20 e ’30 Carra passò alla pittura di paesaggio. Carlo Carrà morì il 13 aprile 1966 a Milano, in Italia, all’età di 85 anni.

le fasi

FUTURISMO

Il Futurismo è stato un movimento artistico nato a Milano agli inizi del XX secolo, e venne fondato dallo scrittore e poeta Filippo Tommaso Marinetti che individuò una serie di norme da seguire nella cultura, nell’arte e anche nella vita per raggiungere il rinnovamento negli uomini e nella società, spesso rinnegando tutto ciò che era avvenuto nel passato (da qui il nome futurismo). Il futurismo è il rifiuto del presente e della società borghese e si esalta la macchina, la tecnica, la grande industria, la velocità e l'aggressività. Dal punto di vista strettamente pittorico i futuristi oppongono all’antica pittura statica, una nuova pittura dinamica, capace di rendere l’idea del movimento e della velocità. Per esprimere i ritmi frenetici della vita moderna tutti i soggetti dei quadri e l’ambiente vennero deformati e resi attraverso la fusione di piani, volumi e visioni.

MANIFESTAZIONE INTERVENTISTA

  • Realizzata dopo l’attentato dell’Arciduca Francesco Ferdinando il 28 giugno 1914. Il lavoro di Carrà riguarda la manifestazione delle persone che volevano dichiarare guerra all'Austria dopo gli eventi del 1914
  • onomatopee o termini “Zang Tumb Tuum” già usati in una poesia di Marinetti del 1914;
  • Il titolo dell’opera in origine era Dipinto parolibero (Festa patriottica);
  • raffigura un volo di foglietti propagandistici lanciati da un aereo su Piazza del Duomo a Milano;
  • i volantini nel cielo sono disposti in modo così caotico che ricordano una grande folla in movimento durante una protesta

riferimenti all'Italia

strutture

scritte di propaganda

SALVADOR DALì

Salvador Dalí nasce l’11 maggio del 1904 a Figueres, in Spagna. Prese il nome di suo fratello maggiore, Salvador, il quale morì poco prima della sua nascita. Fin dalla tenera età, Dalí fu stimolato a praticare l'arte e il suo pensiero artistico, finendo poi per studiare presso l'accademia di Madrid. Nel 1920 si recò a Parigi e cominciò a interagire con autori come Picasso, Magritte e Mirò, il che lo portò al suo primo periodo surrealista. Divenuto adulto, prese casa con sua moglie Gala nei pressi di Port Lligat. Molti dei suoi dipinti incarnano il suo amore per questa parte della Spagna. Salvador Dalì morì il 23 gennaio 1989 a causa di un attacco di cuore.

il suo stile

SURREALISMO

Il movimento surrealista si diffuse in Europa nel 1924, quando André Breton pubblicò il Manifesto del Surrealismo. E' l'arte dell'incoscio, che va al di là della realtà. I suoi membri si concentrano sul subconscio come mezzo per sbloccare il potere dell’immaginazione. La figura di Dalì assume un'importanza fondamentale. Seppe inoltre applicare il concetto di surrealismo a tutto ciò che intraprendeva. Il suo stile anticonvenzionale e le sue idee, talvolta oltraggiose, furono molto ricercate anche nell’ambito del settore commerciale in contesti come: moda, fotografia, pubblicitaria e cinema.

LE VISAGE DE LA GUERRE

  • Prima della tela realizzò molti disegni preparatori;
  • Sulla tela è impresso un volto spaventoso e lo sfondo è paesaggio desertico;
  • il viso dalla pelle scura con una smorfia di dolore e non si identifica la fisionomia di donna o di uomo;
  • Rappresenta, all’interno delle due orbite oculari e della bocca, dei teschi che, a loro volta, mostrano dei teschi all’interno delle tre cavità;
  • Dalla parte posteriore del viso emergono dei serpenti che si lanciano verso il davanti, minacciosi, e che avvolgono il viso;
  • L’artista con questo dipinto evidenzia la distruzione causata dalla guerra;
  • I teschi sono replicati all’infinito: è come se questo continuo rimando alla morte significhi la perenne presenza della guerra nel destino dell’umanità

dettagli

SITOGRAFIA

https://www.skuola.net/storia-arte/moderna-contemporanea/breve-riassunto-pablo-picasso.html

http://www.youanimal.it/la-colomba-di-picasso/

https://www.arteworld.it/tuttomondo-keith-haring/

https://arteinbreve.it/banksy-biografia-stile-e-opere-principali/

https://www.arteworld.it/flower-thrower-banksy/

https://www.artlex.com/it/artisti/carlo-carra/

https://www.arteworld.it/manifestazione-interventista-carlo-carra/

https://cultura.biografieonline.it/volto-della-guerra-dali/

Quell’omino che allunga il braccio nel suo corpo e si unisce alla gamba invece rappresenta il simbolo dell’infinito che a sua volta allude all’eterno ricorso della vita.

Elica di un aereo

Una spirale

Le forbici che tagliano il serpente invece alludono all’umanità che sconfigge il male

L’omino con la televisione è un simbolo di comunicazione ma che può diventare pericoloso se utilizzata per diffondere l'odio

La donna con il bambino in braccio invece rappresenta la maternità.

Pittura Metafisica

Pittura di paesaggio

Pittura Anarchica

L’omino che scappa potrebbe rappresentare l'artista stesso ma la sua non è una vera e propria fuga: è come se stesse lasciando l'opera perchè viva per conto suo in simbiosi con la citta di Pisa

Gli animali antropomorfi e l’uomo che regge il delfino simboleggiano la difesa dell’ambiente e della natura.

L’irrazionalità, la spontaneità, il bizzarro, un’attitudine ribelle, sono tratti distintivi della personalità iconica di Dalì, così come della sua produzione artistica. Il suo stile è ricco di richiami alla psicoanalisi freudiana, simbolismi ricorrenti alle sue paure e alle sue passioni. Particolare importanza viene data al sogno, chiave fondamentale per la conoscenza del pensiero umano. Dalì non trascura il realismo nelle sue opere, nonostante gli ambienti e i soggetti siano frutto della sua immaginazione, affermando che “siamo tutti affamati ed assetati di immagini reali”

I 4 omini uniti al centro del murales formano la croce Pisana, il simbolo della città.

L’omino a forma di scala rappresenta l’ambizione smisurata di alcuni potenti

Il cubismo si divide in due fasi: -il cubismo analitico (1909-1910), caratterizzato da un'accentuata frammentazione di piani e forme geometriche, che risultano quasi dissolte, e dall'uso di colori spenti e di composizioni monocrome; -il cubismo sintetico, sviluppatosi a partire dal 1912, che attuò un parziale recupero del colore e delle forme, ormai completamente svincolate dalla concezione spaziale tradizionale.