Le opere DI
Dante Alighieri
Alice costa, ania franzetti, alessio zampini e riccardo giuliani
3 cles A.s. 2023/2024
Indice
IL DE VULGARI ELOQUENTIA
La vita
Riccardo e Alessio
Ania
LE RIME
La vita nuova
Alice e Ania
Alessio
la monarchia
Il convivio
Ania e Alice
Riccardo
le epistole
Alice
01
La vita di Dante
Alessio Zampini e Riccardo Giuliani
La vita di Dante
Dante Alighieri, nato nel 1265 a Firenze in Italia, è uno dei più grandi poeti della storia letteraria. Cresciuto in una famiglia di piccola nobiltà, Dante ricevette un'educazione e istruzione eccellente, sviluppando un profondo interesse per la poesia, la filosofia e la teologia attraverso lo studio degli autori classici come Virgilio.
Coinvolto negli eventi politici della Firenze medievale e partecipe delle controversie tra le fazioni guelfe e ghibelline, Dante si distinse per il suo coinvolgimento nella vita politica cittadina: in particolare, fu sostenitore della fazione dei guelfi bianchi. Si sposò con Gemma Donati, donna da cui avra 4 figli. L'elemento principale della sua ispirazione poetica fu il suo amore platonico per Beatrice Portinari, donna che incarnava l'ideale di bellezza e perfezione spirituale. L'amore per Beatrice ispirò gran parte della sua poesia.
La vita di Dante
A causa delle sua posizione a favore dei guelfi bianchi, Dante fu esiliato da Firenze nel 1302. Durante l'esilio, scrisse la sua opera più celebre, la "Divina Commedia". Questo capolavoro è un viaggio attraverso l'Inferno, il Purgatorio e il Paradiso, guidato da Virgilio e ispirato dall'amore ideale per Beatrice. .
Dante morì nel 1321 a Ravenna, ma ancora oggi è ricordato per i suoi essenziali testi, riconosciuti come uno dei capolavori della letteratura mondiale. Dante è considerato il padre della lingua italiana moderna, e la sua influenza si estende dalla letteratura alla filosofia, dalla teologia all'arte, conferendogli un posto indiscusso tra le figure più importanti della cultura occidentale.
La vita nova
02
Alice Costa e Ania Franzetti
La vita nuova
Dante partendo dalla lirica d'amore cortese, sperimenta nuove tendenze poetiche grazie all'amicizia con Guido cavalcanti, dando vita al dolce stil novo. inizialmente esprime l'amore come tormento, ma successivamente evolve la sua concezione verso una visione più mistica e spiritualizzata. Dopo la morte di Beatrice raccoglie le sue poesie in vita Nova usando versi e prosa in una sola scrittura più innovativa che narra una vicenda personale conferendo il senso più unitario e profondo alle liriche. I commenti in prosa comprendevano: un introduttivo, che spiega ogni volta l'occasione in cui versi sono stati composti, e uno finale, che contiene una breve spiegazione e un'analisi degli aspetti retorici. L'alternanza di parti in versi e di parti in prosa fa sì che l'opera, dal punto di vista della struttura, risulti un prosimetro. Questa era una novità di grandissima portata: tutti i poeti d'amore precedenti avevano semplicemente messo insieme dei canzonieri, cioè una serie di liriche in se stesse compiute che si affiancavano l'una all'altra.L'opera fu compiuta probabilmente tra il 1293 e il 1295, fu intitolata vita nuova proprio per indicare il rinnovamento spirituale e l'evoluzione poetica.
Contenuti
IL SALUTO= Dante narra di aver incontrato Beatrice per la prima volta all'età di nove anni, e di averne provato un tale impressione che da quel momento amore era divenuto il signore del suo animo. Dopo nove anni Dante incontra ancora Beatrice e ne riceve un saluto che gli provoca un'intensa sensazione di beatitudine. Al saluto della donna il poeta fa corrispondere l'idea di salute e dal quel momento in avanti egli ripone tutta la sua felicità nelle azioni e nei gesti della "gentilissima". Però, seguendo rigorosamente i rituali dell'amor cortese, si sforza di tener nascosta a tutti l'identità della donna amata; perciò finge di rivolgere il suo amore ad altre donne perché proteggono il suo nome dall'invidia dei pettegoli e dei maldicenti. Questa funzione suscita tuttavia le chiacchiere della gente e la reputazione di Dante viene compromessa; ciò provoca lo sdegno di Beatrice, che gli nega il saluto
LODE DI BEATRICE= la privazione del saluto dell'amata genera nel poeta uno stato di profonda sofferenza; egli comprende perciò che il finale del suo amore deve essere posto non più nel saluto, ma in qualcosa che non gli può venire a mancare: le parole che lodano l'amata.Di conseguenza decide di assumere per la sua poesia una materia nuova e più nobile , non più la descrizione delle sue sofferenze, ma la lode della donna. Comincia così la sezione dedicata alle rime in lode di Beatrice.
il libro, come si può vedere dalla ricostruzione della sua linea narrativa, è suddiviso in tre parti:
Nella prima si tratta degli effetti che l'amore produce sull'amante, amor cortese: innamorato spera in una ricompensa al suo amore da parte della donna (Capp. I-XI)
Nella terza, la morte dei Beatrice, amore mistico: l’amore per la donna innalza l’anima sino alla contemplazione di dio (Capp. XXVIII-XLII)
Nella seconda si ha la lode della donna, amore fine a se stesso: l’appagamento, la soddisfazione, scaturisce dalla contemplazione e lode della donna amata che è in terra come un miracolo (Capp. XIII-XXVII)
analisi Tanto gentile tanto onesta pare
La mia donna si mostra tanto nobile (gentile - nobile d’animo) e onesta, quando saluta la gente , tanto che tutti fanno silenzio e gli occhi non osano (ardiscon) guardarla.
Tanto gentile e tanto onesta pare
la donna mia quand’ella altrui saluta,
ch’ogne lingua deven tremando muta e li occhi no l’ardiscon di guardare. Ella si va, sentendosi laudare,
benignamente d’umiltà vestuta; e par che sia una cosa venuta da cielo in terra a miracol mostrare.
Ella procede sentendosi lodare umile e benevolente (benignamente - latinismo), e pare sia una creatura scesa dal cielo sulla terra per mostrare la potenza divina
Tanto gentile tanto onesta pare
È un sonetto endecassilabo in cui i temi affrontati sono:
l'apparizione miracolosa della donna, il saluto salvifico di lei e la lode del poeta.La parola chiave, che costituisce la struttura del sonetto, è il verbo «pare» Il verbo però, non significa banalmente "sembrare", ma "apparire". Basta già questa scelta lessicale a indicare il carattere di apparizione miracolosa che
possiede la figura femminile.
Il carattere sovrannaturale dell'apparizione fa sì che l'oggetto non si concretizzi in un'immagine di tipo visivo. Nella poesia non spicca una descrizione fisica della donna, tutti gli aggettivi assegnati alla donna assumono un significato metaforico.
il ritmo è particolarmente lento, la lentezza è data non dalla presenza di pause, ma dal fatto che la maggioranza dei versi è segnata da un numero molto alto di accenti ritmici. La lentezza meditativa non esclude la fluidità musicale dello stile «dolce.
Il convivio
03
Riccardo Giuliani
LEARNING EXPERIENCE
Il De vulgari Eloquentia
04
Ania Franzetti
Il convivio
Il "Convivio" di Dante Alighieri è un'opera letteraria composta nel XIII secolo, in cui l'autore espone le sue idee filosofiche e politiche. Questo trattato in prosa latina è suddiviso in quattro libri, nei quali Dante affronta tematiche come la nobiltà, la filosofia e l'amore. Uno degli obiettivi principali del "Convivio" è quello di educare la nobiltà intellettuale, promuovendo la conoscenza delle arti liberali.
Nel primo libro, Dante esamina il concetto di nobiltà e la sua relazione con la virtù. Nel secondo libro, l'autore affronta temi legati alla filosofia, spiegando i principi della scienza aristotelica. Il terzo libro è dedicato all'amore, inteso sia come amore divino che amor cortese. Dante integra la sua personale esperienza amorosa con riflessioni più ampie sulla natura dell'amore e sulla sua influenza nella vita umana. Il quarto libro, rimasto incompiuto, tratta del significato allegorico delle sue poesie d'amore e presenta una difesa della poesia come mezzo per elevare l'anima verso la comprensione divina.
Dante mira a guidare il lettore attraverso un percorso di crescita intellettuale e spirituale.
Il "Convivio" riflette il pensiero complesso di Dante, che integra elementi della filosofia medievale, della teologia e della poesia. Quest'opera, sebbene rimasta incompiuta, è un'importante testimonianza della mente poliedrica del sommo poeta italiano.
Il De vulgari eloquentia
Dante decide di riprendere e ampliare il suo discorso sulla dignità del volgare con il il De vulgari éloquentia ("Sulla lingua volgare"), di cui parla già nel primo trattato del Convivio . Il De vulgari eloquentia è un trattato di retorica composto tra il 1304 e il 1307 che ha lo scopo di fissare le norme e regole sull'uso della lingua volgare e affermandola come lingua della cultura. Scritta in latino inizialmente prevedeva quattro libri ma fu interrotta al XIV del secondo.
Il volgare illustre
Dante è alla ricerca del volgare illustre, un linguaggio adatto allo stile sublime per trattare argomenti elevati ed importanti. Secondo Dante deve essere:
- cardinale: è il cardine intorno a cui devono ruotare tutti i volgari locali
- aulico: da llatino "aula","reggia", sarebbe la lingua adatta al palazzo reale se in Italia ci fosse un sovrano
- curiale: risponde alle esigenze di eleganza e dignità che si possono avere solo nelle corti, (in latino curiae") cioè nei luoghi dove si incontrano gli uomini di cultura.
Le Rime
05
Alessio Zampini
Le Rime
Le Rime sono una raccolta di 54 liriche, suddivise in 34 sonetti, 13 canzoni, 5 ballate e 2 sestine. Ne fanno parte tutte le poesie di Dante non incluse nella Vita Nova e nel Convivio, dagli anni del 1283 al 1307. Esse si dividono in sei rami: - Rime stilnovistiche - Rime della tenzone comica con Forese Donati - Rime allegoriche - Rime petrose - Rime dell'esilio Le tematiche affronate sono svariate. Infatti, Dante, tratta temi quali amore, politica, filosofia e conoscenza, ecc...
Le Rime
Il Tenzone con Forese Donati, comprende tre sonetti di Dante e tre di Forese nella quale si scambiano delle idee. Le Rime allegoriche e dottrinali riguardano l'impegno morale, come trattato anche nel Convivio. Dante utlizza un linguaggio elevato e ricercato.
Le Rime stilnovistiche furono scritte da Dante durante il periodo della sua giovinezza e furono influenzate particolarmente dalla lirica provenzale. Esse sono perlopiù liriche d'amore idealizzato nelle quali egli canta la bellezza della donna, riferendosi a Beatrice.
Le Rime
Le Rime petrose furono compose tra dicembre 1296 e il 1298, il filo conduttore di queste poesie è l'amore per una donna indifferente. La parola chiave è "Petra", che allude non solo alla "crudeltà dell'amata", ma rappresenta anche il suo stesso nome, Petra. Lo stile di scrittura realistico e brutale di Dante corrisponde all'atteggiamento aspro della donna.
Le Rime dell'esilio furono redatte tra il 1302 e il 1307, caratterizzate dai temi prevalenti di natura civile ed etica, oltre a una critica nei confronti della civiltà comunale. Dante, in relazione alla propria condizione, si presenta talvolta con un atteggiamento malinconico e in altre occasioni con orgoglio o risentimento.
Le Rime
Amor, tu vedi ben che questa donna
la tua vertù non cura in alcun tempo
che suol de l’altre belle farsi donna;
e poi s’accorse ch’ell’era mia donna
per lo tuo raggio ch’al volto mi luce,
d’ogne crudelità si fece donna; Estratto delle Rime Petrose;
Le Rime
Parafrasi Amore, tu vedi chiaramente che questa donna non si preoccupa mai della tua forza, che solitamente fa delle altre belle la sua padrona; ma quando si è resa conto che lei è la mia donna, grazie alla tua luce che brilla sul mio volto, ha cambiato da essere indifferente a farsi guidare dalla tua dolcezza, abbandonando ogni crudeltà.
Le Rime
Analisi In questi versi, Dante rivolge il suo discorso all'amore, notando che la donna oggetto del suo affetto sembra essere immune al potere di quest'ultimo, comportandosi diversamente dalle altre donne. Tuttavia, quando la donna riconosce di essere amata da Dante, il suo atteggiamento cambia radicalmente. Questo cambiamento è attribuito al "raggio" di Amore che illumina il volto di Dante, e la donna abbandona la sua freddezza precedente, trasformandosi da essere indifferente a diventare compassionevole e dolce. L'essenza del passo riguarda il potere trasformativo dell'amore e la sua capacità di cambiare il cuore della donna amata.
La monarchia
06
Ania Franzetti e Alice Costa
Monarchia
Con l'inizio del Trecento si era aperto un periodo di grave crisi: l'Impero aveva perso il suo dominio sull'Italia e la Chiesa era diventata sempre più corrotta.
Quando giunge la notizia che il nuovo imperatore Enrico VII di Lussemburgo sta per ristabilire il suo potere in Italia Dante scrive la Monarchia, scritta in latino, rivolta ai dotti, è un trattato politico suddivisa in tre libri, di cui non si conosce con certezza la data di composizione.
Terzo libro
Primo libro
Secondo libro
L’imperatore, il papa, i due fini della vita umana[De monarchia, III,XVI]
7. Dunque l’ineffabile Provvidenza indicò all’uomo due fini da perseguire: e cioè la felicità di questa vita, che consiste nella realizzazione della potenzialità propria dell’uomo, ed è raffigurata nel paradiso terrestre; e la felicità della vita eterna, che consiste nel godimento della visione di Dio, cui la potenzialità propria dell’uomo non può arrivare se non è aiutata dalla luce divina, e che è raffigurata nel paradiso celeste. 8. A queste due forme di felicità, come a obiettivi diversi, è necessario giungere attraverso mezzi diversi. Infatti giungiamo alla prima per mezzo degli insegnamenti filosofici, purché li seguiamo operando secondo le virtù morali e intellettuali; e alla seconda giungiamo attraverso gli insegnamenti spirituali che trascendono l’umana ragione, purché li seguiamo operando secondo le virtù teologali, cioè fede, speranza e carità. 9. A questi fini e a questi mezzi – benché ci siano stati mostrati, i primi dall’umana ragione che tutta ci è stata spiegata dai filosofi, e i secondi dallo Spirito Santo che rivelò la verità soprannaturale e a noi necessaria attraverso i profeti e gli agiografi, attraverso Gesù Cristo figlio di Dio a lui coeterno – la cupidigia umana volterebbe le spalle se gli uomini, simili a cavalli che vagano nella loro bestialità, non fossero trattenuti nel loro viaggio “con morso e briglie”.
La natura dell'uomo per Dante è di per sé incline al male; ora, essendo lo scopo principale dell'umanità quello di conservare la libertà e la pace, acquista un particolare risalto il ruolo dell'imperatore, che dispone della forza materiale per realizzare queste condizioni. In rapporto alla situazione storica il progetto di restaurazione dell'autorità imperiale finiva per essere anacronistico e utopico; senza dubbio Dante, nel formulare tale ipotesi, vi proiettava soprattutto le sue aspirazioni deluse: il desiderio di una pace garantita dall'alto, che risolvesse le discordie cittadine e i contrasti particolari.Pur senza intaccare la sostanza della sua tesi, Dante ne corregge alla fine la formulazione: poiché i valori spirituali sono superiori a quelli terreni e materiali, l'imperatore deve rendere omaggio al pontefice.
Le epistole
07
Alice Costa
Le epistole
Di Dante ci sono giunte tredici lettere scritte in latino. si tratta di lettere ufficiali, in uno stile estremamente elaborato, ricco di artifici retorici e di riferimenti dotti ai classici latini e alla Bibbia. Le più interessanti sono quelle in cui si esprimono il pensiero e la passione politica di Dante, come le tre epistole composte in occasione della discesa in Italia di Enrico VII. Di carattere politico è inoltre l'epistola XI in che contiene un solenne rimprovero ai cardinali italiani, responsabili di aver trasferito, la sede papale di Avignone. Tutte queste epistole politiche sono caratterizzate da una forte avversione nei confronti del tempo presente e dalla convinzione di dover esercitare una missione profetica per riportare la pace e la giustizia sulla terra.
Epistola a cangrande
Contiene la dedica del paradiso al signore di Verona che aveva ospitato il poeta presso la sua corte. contiene fondamentali indicazioni per la lettura e l'interpretazione del poema:
la pluralità dei sensi: ci sono diverse interpretazioni: letterale, allegorica, morale, anagogica.ogni senso rappresenta un livello di significato diverso, tutti i derivati dal senso narrativo.
soggetto dell'opera: il soggetto dell'opera può essere affrontato in due modi: letteralmente come lo stato delle anime dopo la morte e allegoricamente rappresentando l'uomo e il suo merito morale basato sul libero arbitrio
Il titolo commedia: il titolo si riferisce alla struttura dell'opera che inizia con l'inferno e termina con il paradiso utilizzando un linguaggio umile e volgare
la finalità: la finalità generale e particolare potrebbe essere molteplice, mira a sollevare gli esseri umani dalla miseria di questa vita verso uno stato di felicità
Epistola XIII, capp. 10-11
«[...] sovente ho esaminato i miei piccoli regali e li ho differenziati e poi vagliati, alla ricerca del più degno e gradito a voi. E non ne ho trovato uno adeguato alla vostra eccellenza più di quella sublime cantica della Commedia che si intitola Paradiso. E questa, con la presente lettera, come a Voi consacrata con propria epigrafe, a Voi la intitolo, la offro, la raccomando.»
«[...] propter hoc munuscula mea sepe multum conspexi et ab invicem segregavi, nec non segregata percensui, digniusque gratiusque vobis inquirens. Neque ipsi preheminentie vestre congruum comperi magis quam Comedie sublimem canticam, que decoratur titulo Paradisi; et illam sub presenti epistola, tanquam sub epigrammate proprio dedicatam, vobis adscribo, vobis offero, vobis denique recommendo.»
DANTE E LE SUE OPERE
alice costa
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Le opere DI
Dante Alighieri
Alice costa, ania franzetti, alessio zampini e riccardo giuliani
3 cles A.s. 2023/2024
Indice
IL DE VULGARI ELOQUENTIA
La vita
Riccardo e Alessio
Ania
LE RIME
La vita nuova
Alice e Ania
Alessio
la monarchia
Il convivio
Ania e Alice
Riccardo
le epistole
Alice
01
La vita di Dante
Alessio Zampini e Riccardo Giuliani
La vita di Dante
Dante Alighieri, nato nel 1265 a Firenze in Italia, è uno dei più grandi poeti della storia letteraria. Cresciuto in una famiglia di piccola nobiltà, Dante ricevette un'educazione e istruzione eccellente, sviluppando un profondo interesse per la poesia, la filosofia e la teologia attraverso lo studio degli autori classici come Virgilio. Coinvolto negli eventi politici della Firenze medievale e partecipe delle controversie tra le fazioni guelfe e ghibelline, Dante si distinse per il suo coinvolgimento nella vita politica cittadina: in particolare, fu sostenitore della fazione dei guelfi bianchi. Si sposò con Gemma Donati, donna da cui avra 4 figli. L'elemento principale della sua ispirazione poetica fu il suo amore platonico per Beatrice Portinari, donna che incarnava l'ideale di bellezza e perfezione spirituale. L'amore per Beatrice ispirò gran parte della sua poesia.
La vita di Dante
A causa delle sua posizione a favore dei guelfi bianchi, Dante fu esiliato da Firenze nel 1302. Durante l'esilio, scrisse la sua opera più celebre, la "Divina Commedia". Questo capolavoro è un viaggio attraverso l'Inferno, il Purgatorio e il Paradiso, guidato da Virgilio e ispirato dall'amore ideale per Beatrice. . Dante morì nel 1321 a Ravenna, ma ancora oggi è ricordato per i suoi essenziali testi, riconosciuti come uno dei capolavori della letteratura mondiale. Dante è considerato il padre della lingua italiana moderna, e la sua influenza si estende dalla letteratura alla filosofia, dalla teologia all'arte, conferendogli un posto indiscusso tra le figure più importanti della cultura occidentale.
La vita nova
02
Alice Costa e Ania Franzetti
La vita nuova
Dante partendo dalla lirica d'amore cortese, sperimenta nuove tendenze poetiche grazie all'amicizia con Guido cavalcanti, dando vita al dolce stil novo. inizialmente esprime l'amore come tormento, ma successivamente evolve la sua concezione verso una visione più mistica e spiritualizzata. Dopo la morte di Beatrice raccoglie le sue poesie in vita Nova usando versi e prosa in una sola scrittura più innovativa che narra una vicenda personale conferendo il senso più unitario e profondo alle liriche. I commenti in prosa comprendevano: un introduttivo, che spiega ogni volta l'occasione in cui versi sono stati composti, e uno finale, che contiene una breve spiegazione e un'analisi degli aspetti retorici. L'alternanza di parti in versi e di parti in prosa fa sì che l'opera, dal punto di vista della struttura, risulti un prosimetro. Questa era una novità di grandissima portata: tutti i poeti d'amore precedenti avevano semplicemente messo insieme dei canzonieri, cioè una serie di liriche in se stesse compiute che si affiancavano l'una all'altra.L'opera fu compiuta probabilmente tra il 1293 e il 1295, fu intitolata vita nuova proprio per indicare il rinnovamento spirituale e l'evoluzione poetica.
Contenuti
IL SALUTO= Dante narra di aver incontrato Beatrice per la prima volta all'età di nove anni, e di averne provato un tale impressione che da quel momento amore era divenuto il signore del suo animo. Dopo nove anni Dante incontra ancora Beatrice e ne riceve un saluto che gli provoca un'intensa sensazione di beatitudine. Al saluto della donna il poeta fa corrispondere l'idea di salute e dal quel momento in avanti egli ripone tutta la sua felicità nelle azioni e nei gesti della "gentilissima". Però, seguendo rigorosamente i rituali dell'amor cortese, si sforza di tener nascosta a tutti l'identità della donna amata; perciò finge di rivolgere il suo amore ad altre donne perché proteggono il suo nome dall'invidia dei pettegoli e dei maldicenti. Questa funzione suscita tuttavia le chiacchiere della gente e la reputazione di Dante viene compromessa; ciò provoca lo sdegno di Beatrice, che gli nega il saluto
LODE DI BEATRICE= la privazione del saluto dell'amata genera nel poeta uno stato di profonda sofferenza; egli comprende perciò che il finale del suo amore deve essere posto non più nel saluto, ma in qualcosa che non gli può venire a mancare: le parole che lodano l'amata.Di conseguenza decide di assumere per la sua poesia una materia nuova e più nobile , non più la descrizione delle sue sofferenze, ma la lode della donna. Comincia così la sezione dedicata alle rime in lode di Beatrice.
il libro, come si può vedere dalla ricostruzione della sua linea narrativa, è suddiviso in tre parti:
Nella prima si tratta degli effetti che l'amore produce sull'amante, amor cortese: innamorato spera in una ricompensa al suo amore da parte della donna (Capp. I-XI)
Nella terza, la morte dei Beatrice, amore mistico: l’amore per la donna innalza l’anima sino alla contemplazione di dio (Capp. XXVIII-XLII)
Nella seconda si ha la lode della donna, amore fine a se stesso: l’appagamento, la soddisfazione, scaturisce dalla contemplazione e lode della donna amata che è in terra come un miracolo (Capp. XIII-XXVII)
analisi Tanto gentile tanto onesta pare
La mia donna si mostra tanto nobile (gentile - nobile d’animo) e onesta, quando saluta la gente , tanto che tutti fanno silenzio e gli occhi non osano (ardiscon) guardarla.
Tanto gentile e tanto onesta pare la donna mia quand’ella altrui saluta, ch’ogne lingua deven tremando muta e li occhi no l’ardiscon di guardare. Ella si va, sentendosi laudare, benignamente d’umiltà vestuta; e par che sia una cosa venuta da cielo in terra a miracol mostrare.
Ella procede sentendosi lodare umile e benevolente (benignamente - latinismo), e pare sia una creatura scesa dal cielo sulla terra per mostrare la potenza divina
Tanto gentile tanto onesta pare
È un sonetto endecassilabo in cui i temi affrontati sono: l'apparizione miracolosa della donna, il saluto salvifico di lei e la lode del poeta.La parola chiave, che costituisce la struttura del sonetto, è il verbo «pare» Il verbo però, non significa banalmente "sembrare", ma "apparire". Basta già questa scelta lessicale a indicare il carattere di apparizione miracolosa che possiede la figura femminile.
Il carattere sovrannaturale dell'apparizione fa sì che l'oggetto non si concretizzi in un'immagine di tipo visivo. Nella poesia non spicca una descrizione fisica della donna, tutti gli aggettivi assegnati alla donna assumono un significato metaforico.
il ritmo è particolarmente lento, la lentezza è data non dalla presenza di pause, ma dal fatto che la maggioranza dei versi è segnata da un numero molto alto di accenti ritmici. La lentezza meditativa non esclude la fluidità musicale dello stile «dolce.
Il convivio
03
Riccardo Giuliani
LEARNING EXPERIENCE
Il De vulgari Eloquentia
04
Ania Franzetti
Il convivio
Il "Convivio" di Dante Alighieri è un'opera letteraria composta nel XIII secolo, in cui l'autore espone le sue idee filosofiche e politiche. Questo trattato in prosa latina è suddiviso in quattro libri, nei quali Dante affronta tematiche come la nobiltà, la filosofia e l'amore. Uno degli obiettivi principali del "Convivio" è quello di educare la nobiltà intellettuale, promuovendo la conoscenza delle arti liberali.
Nel primo libro, Dante esamina il concetto di nobiltà e la sua relazione con la virtù. Nel secondo libro, l'autore affronta temi legati alla filosofia, spiegando i principi della scienza aristotelica. Il terzo libro è dedicato all'amore, inteso sia come amore divino che amor cortese. Dante integra la sua personale esperienza amorosa con riflessioni più ampie sulla natura dell'amore e sulla sua influenza nella vita umana. Il quarto libro, rimasto incompiuto, tratta del significato allegorico delle sue poesie d'amore e presenta una difesa della poesia come mezzo per elevare l'anima verso la comprensione divina.
Dante mira a guidare il lettore attraverso un percorso di crescita intellettuale e spirituale. Il "Convivio" riflette il pensiero complesso di Dante, che integra elementi della filosofia medievale, della teologia e della poesia. Quest'opera, sebbene rimasta incompiuta, è un'importante testimonianza della mente poliedrica del sommo poeta italiano.
Il De vulgari eloquentia
Dante decide di riprendere e ampliare il suo discorso sulla dignità del volgare con il il De vulgari éloquentia ("Sulla lingua volgare"), di cui parla già nel primo trattato del Convivio . Il De vulgari eloquentia è un trattato di retorica composto tra il 1304 e il 1307 che ha lo scopo di fissare le norme e regole sull'uso della lingua volgare e affermandola come lingua della cultura. Scritta in latino inizialmente prevedeva quattro libri ma fu interrotta al XIV del secondo.
Il volgare illustre
Dante è alla ricerca del volgare illustre, un linguaggio adatto allo stile sublime per trattare argomenti elevati ed importanti. Secondo Dante deve essere:
Le Rime
05
Alessio Zampini
Le Rime
Le Rime sono una raccolta di 54 liriche, suddivise in 34 sonetti, 13 canzoni, 5 ballate e 2 sestine. Ne fanno parte tutte le poesie di Dante non incluse nella Vita Nova e nel Convivio, dagli anni del 1283 al 1307. Esse si dividono in sei rami: - Rime stilnovistiche - Rime della tenzone comica con Forese Donati - Rime allegoriche - Rime petrose - Rime dell'esilio Le tematiche affronate sono svariate. Infatti, Dante, tratta temi quali amore, politica, filosofia e conoscenza, ecc...
Le Rime
Il Tenzone con Forese Donati, comprende tre sonetti di Dante e tre di Forese nella quale si scambiano delle idee. Le Rime allegoriche e dottrinali riguardano l'impegno morale, come trattato anche nel Convivio. Dante utlizza un linguaggio elevato e ricercato.
Le Rime stilnovistiche furono scritte da Dante durante il periodo della sua giovinezza e furono influenzate particolarmente dalla lirica provenzale. Esse sono perlopiù liriche d'amore idealizzato nelle quali egli canta la bellezza della donna, riferendosi a Beatrice.
Le Rime
Le Rime petrose furono compose tra dicembre 1296 e il 1298, il filo conduttore di queste poesie è l'amore per una donna indifferente. La parola chiave è "Petra", che allude non solo alla "crudeltà dell'amata", ma rappresenta anche il suo stesso nome, Petra. Lo stile di scrittura realistico e brutale di Dante corrisponde all'atteggiamento aspro della donna.
Le Rime dell'esilio furono redatte tra il 1302 e il 1307, caratterizzate dai temi prevalenti di natura civile ed etica, oltre a una critica nei confronti della civiltà comunale. Dante, in relazione alla propria condizione, si presenta talvolta con un atteggiamento malinconico e in altre occasioni con orgoglio o risentimento.
Le Rime
Amor, tu vedi ben che questa donna la tua vertù non cura in alcun tempo che suol de l’altre belle farsi donna; e poi s’accorse ch’ell’era mia donna per lo tuo raggio ch’al volto mi luce, d’ogne crudelità si fece donna; Estratto delle Rime Petrose;
Le Rime
Parafrasi Amore, tu vedi chiaramente che questa donna non si preoccupa mai della tua forza, che solitamente fa delle altre belle la sua padrona; ma quando si è resa conto che lei è la mia donna, grazie alla tua luce che brilla sul mio volto, ha cambiato da essere indifferente a farsi guidare dalla tua dolcezza, abbandonando ogni crudeltà.
Le Rime
Analisi In questi versi, Dante rivolge il suo discorso all'amore, notando che la donna oggetto del suo affetto sembra essere immune al potere di quest'ultimo, comportandosi diversamente dalle altre donne. Tuttavia, quando la donna riconosce di essere amata da Dante, il suo atteggiamento cambia radicalmente. Questo cambiamento è attribuito al "raggio" di Amore che illumina il volto di Dante, e la donna abbandona la sua freddezza precedente, trasformandosi da essere indifferente a diventare compassionevole e dolce. L'essenza del passo riguarda il potere trasformativo dell'amore e la sua capacità di cambiare il cuore della donna amata.
La monarchia
06
Ania Franzetti e Alice Costa
Monarchia
Con l'inizio del Trecento si era aperto un periodo di grave crisi: l'Impero aveva perso il suo dominio sull'Italia e la Chiesa era diventata sempre più corrotta. Quando giunge la notizia che il nuovo imperatore Enrico VII di Lussemburgo sta per ristabilire il suo potere in Italia Dante scrive la Monarchia, scritta in latino, rivolta ai dotti, è un trattato politico suddivisa in tre libri, di cui non si conosce con certezza la data di composizione.
Terzo libro
Primo libro
Secondo libro
L’imperatore, il papa, i due fini della vita umana[De monarchia, III,XVI]
7. Dunque l’ineffabile Provvidenza indicò all’uomo due fini da perseguire: e cioè la felicità di questa vita, che consiste nella realizzazione della potenzialità propria dell’uomo, ed è raffigurata nel paradiso terrestre; e la felicità della vita eterna, che consiste nel godimento della visione di Dio, cui la potenzialità propria dell’uomo non può arrivare se non è aiutata dalla luce divina, e che è raffigurata nel paradiso celeste. 8. A queste due forme di felicità, come a obiettivi diversi, è necessario giungere attraverso mezzi diversi. Infatti giungiamo alla prima per mezzo degli insegnamenti filosofici, purché li seguiamo operando secondo le virtù morali e intellettuali; e alla seconda giungiamo attraverso gli insegnamenti spirituali che trascendono l’umana ragione, purché li seguiamo operando secondo le virtù teologali, cioè fede, speranza e carità. 9. A questi fini e a questi mezzi – benché ci siano stati mostrati, i primi dall’umana ragione che tutta ci è stata spiegata dai filosofi, e i secondi dallo Spirito Santo che rivelò la verità soprannaturale e a noi necessaria attraverso i profeti e gli agiografi, attraverso Gesù Cristo figlio di Dio a lui coeterno – la cupidigia umana volterebbe le spalle se gli uomini, simili a cavalli che vagano nella loro bestialità, non fossero trattenuti nel loro viaggio “con morso e briglie”.
La natura dell'uomo per Dante è di per sé incline al male; ora, essendo lo scopo principale dell'umanità quello di conservare la libertà e la pace, acquista un particolare risalto il ruolo dell'imperatore, che dispone della forza materiale per realizzare queste condizioni. In rapporto alla situazione storica il progetto di restaurazione dell'autorità imperiale finiva per essere anacronistico e utopico; senza dubbio Dante, nel formulare tale ipotesi, vi proiettava soprattutto le sue aspirazioni deluse: il desiderio di una pace garantita dall'alto, che risolvesse le discordie cittadine e i contrasti particolari.Pur senza intaccare la sostanza della sua tesi, Dante ne corregge alla fine la formulazione: poiché i valori spirituali sono superiori a quelli terreni e materiali, l'imperatore deve rendere omaggio al pontefice.
Le epistole
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Alice Costa
Le epistole
Di Dante ci sono giunte tredici lettere scritte in latino. si tratta di lettere ufficiali, in uno stile estremamente elaborato, ricco di artifici retorici e di riferimenti dotti ai classici latini e alla Bibbia. Le più interessanti sono quelle in cui si esprimono il pensiero e la passione politica di Dante, come le tre epistole composte in occasione della discesa in Italia di Enrico VII. Di carattere politico è inoltre l'epistola XI in che contiene un solenne rimprovero ai cardinali italiani, responsabili di aver trasferito, la sede papale di Avignone. Tutte queste epistole politiche sono caratterizzate da una forte avversione nei confronti del tempo presente e dalla convinzione di dover esercitare una missione profetica per riportare la pace e la giustizia sulla terra.
Epistola a cangrande
Contiene la dedica del paradiso al signore di Verona che aveva ospitato il poeta presso la sua corte. contiene fondamentali indicazioni per la lettura e l'interpretazione del poema:
la pluralità dei sensi: ci sono diverse interpretazioni: letterale, allegorica, morale, anagogica.ogni senso rappresenta un livello di significato diverso, tutti i derivati dal senso narrativo.
soggetto dell'opera: il soggetto dell'opera può essere affrontato in due modi: letteralmente come lo stato delle anime dopo la morte e allegoricamente rappresentando l'uomo e il suo merito morale basato sul libero arbitrio
Il titolo commedia: il titolo si riferisce alla struttura dell'opera che inizia con l'inferno e termina con il paradiso utilizzando un linguaggio umile e volgare
la finalità: la finalità generale e particolare potrebbe essere molteplice, mira a sollevare gli esseri umani dalla miseria di questa vita verso uno stato di felicità
Epistola XIII, capp. 10-11
«[...] sovente ho esaminato i miei piccoli regali e li ho differenziati e poi vagliati, alla ricerca del più degno e gradito a voi. E non ne ho trovato uno adeguato alla vostra eccellenza più di quella sublime cantica della Commedia che si intitola Paradiso. E questa, con la presente lettera, come a Voi consacrata con propria epigrafe, a Voi la intitolo, la offro, la raccomando.»
«[...] propter hoc munuscula mea sepe multum conspexi et ab invicem segregavi, nec non segregata percensui, digniusque gratiusque vobis inquirens. Neque ipsi preheminentie vestre congruum comperi magis quam Comedie sublimem canticam, que decoratur titulo Paradisi; et illam sub presenti epistola, tanquam sub epigrammate proprio dedicatam, vobis adscribo, vobis offero, vobis denique recommendo.»