LA GAZZETTA DEL SYLOS
Feb, 2k24
Il suicidio in carcere, i dati, le cause, la prevenzione, le esperienze in prima persona, le misure essenziali, a chi rivolgersi in caso di necessità.
Questo giornale presenta contenuti delicati che alcuni soggetti potrebbero trovare forti o disturbanti.
Il suicidio in carcere
lagazzettadelsylos.com
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IL SUICIDIO IN CARCERE
Detenuti morti dal 2014 al 2024: 567 in totale
Il 2022 è stato l’anno con più suicidi negli ultimi
10 anni, il numero più alto registrato dal 1990 ( anno in cui è iniziata la raccolta dei dati) Gli 84 detenuti che si sono suicidati nel 2022 avevano in media 37,7 anni: in 22 avevano tra 20 e 30 anni, in 31 tra 30 e 40 anni, in 19 tra 40 e 50 anni e 12 più di 50 anni. Il 6% dei suicidi riguarda le donne, che sono circa il 4 % della popolazione carceraria. Il 60% dei suicidi in carcere ha riguardato persone con nazionalità italiana e nel 40% di nazionalità straniera (gli stranieri sono circa il 40% dei detenuti). I suicidi sono avvenuti in 55 carceri su un totale di circa 190 istituti. Il numero maggiore, cinque, lo si è registrato a Foggia, seguita dal carcere di Torino, Milano San Vittore e Firenze Sollicciano, con quattro suicidi.
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-ambiente interno del carcere, in quanto ostico: -assenza di acqua calda e riscaldamento -grave sovraffollamento -scarsa condizione igienica -improvvisa solitudine -shok dell'incarcerazione -il Covid19 ha contribuito all'aumento del tasso di suicidi poichè ha tolto vitalità al carcere riducendone le attività
Il suicidio in carcere
I motivi principali del suicidio sono:
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La prevenzione del suicidio in carcere è un tema di estrema importanza. Molti paesi hanno leggi e regolamenti specifici che richiedono agli istituti penitenziari di adottare misure per prevenire il suicidio tra i detenuti. Queste misure possono includere la formazione del personale penitenziario per riconoscere i segnali di pericolo, la valutazione dei rischi di suicidio all'ingresso in carcere e la fornitura di supporto psicologico e sanitario ai detenuti vulnerabili. Inoltre, le leggi in materia penale generalmente prevedono che il mancato adempimento degli obblighi di prevenzione del suicidio da parte delle autorità carcerarie possa comportare conseguenze legali.
Il suicidio in carcere
Prevenzione del suicidio in carcere: leggi e misure obbligatorie
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Le misure obbligatorie per la prevenzione del suicidio in carcere di solito includono: 1. Formazione del personale penitenziario per riconoscere i segnali di pericolo e gestire situazioni di crisi. 2. Valutazione dei rischi di suicidio durante l'ammissione in carcere. 3. Monitoraggio regolare dei detenuti a rischio. 4. Fornitura di supporto psicologico e sanitario ai detenuti vulnerabili. 5. Procedura di gestione delle crisi e intervento immediato in caso di segnali di pericolo. 6. Creazione di un ambiente carcerario che riduca le opportunità di autolesionismo e suicidio. 7. Registrazione accurata di incidenti e tentativi di suicidio.
il suicidio in carcere
Le attuali norme carcerarie in Italia
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il suicidio in carcere
Alleghiamo di seguito un' intervista a un ex-professore carcerario, dove ci parlerà della sua esperienza diretta:
Ha mai vissuto un'esperienza di suicidio da vicino?
“Ero in classe e uno dei miei alunni era un ragazzo di Santo Domingo, che era stato messo dentro per piccolo spaccio, non aveva i soldi per pagarsi l’avvocato ma non si aspettava quattro anni rispetto a un reato di piccolo spaccio che ti porta a star dentro diversi mesi ma non quattro anni. Aveva lasciato fuori una fidanzata molto giovane di 20 anni e quel giorno a scuola lui ha fatto lezione con me e, avendo la possibilità di vedere i parenti dalle dodici all’una una volta a settimana, sopratutto il sabato, mi dice: “prof io devo andarmi a fare bello perché arriva la mia ragazza a trovarmi.”...
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Il suicidio in carcere
...Lui alle dodici esce dall’aula, io all’una finisco lezione e sento la sirena del carcere, dovete sapere che nel carcere la sirena suona per due motivi: situazioni di confusione, episodi di disordine o la morte di qualcuno. Sento questa sirena, passo da un gruppo di celle e chiedo informazioni a un agente che mi dice che il mio alunno era stato trovato in cella impiccato con il lenzuolo del letto. La motivazione, che ho saputo solo nel pomeriggio, è che una volta al colloquio con la sua ragazza lei gli abbia detto che non lo avrebbe aspettato fuori, anzi, era incinta di un’altra persona. Quindi lui ha imploso tutta quella rabbia nei confronti della ragazza, nei confronti dell’istituzione carceraria, nei confronti dell’ingiustizia di prendere quattro anni per un reato così “stupido” come il piccolo spaccio, ed evidentemente tutta questa rabbia l’ha incanalata contro se stesso togliendosi la vita, a 24 anni, questa è la vicenda.”
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"Da alcuni discorsi che avevamo affrontato in classe, questa volta nel settore femminile, durante un brano antologico in cui c’è una mamma che perde il proprio bambino e poi lo ritrova dopo varie indagini, e ad un certo punto una delle mie alunne che aveva un bambino al di fuori del carcere, dopo la lettura di questi brano, questa mia alunna che si trovava in carcere per spaccio di eroina, e quindi di conseguenza una donna eroinomane, che faceva uso di metadone (sostanza sostitututiva per evitare le crisi di astinenza), scappò dall’aula e successivamente vediamo lei svenuta su una barella poichè aveva cercato di ingerire una pila. Dovete sapere che i carcerati quando vogliono essere portati fuori ingeriscono una pila, e quest’ultima una volta arrivata nello stomaco rilascia sostanze acide che iniziano a corrodere le pareti dello stomaco e se non si interviene in tempo la persona rischia una emorragia.
il suicidio in carcere
I suoi alunni/e si sono mai confidati con lei?
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il suicidio in carcere
... Le sue compagne di cella dissero che lei non l’aveva fatto per finire in ospedale, o per essere ascoltata, ma per togliersi la vita, effettuando un tentativo di omicidio.
In ospedale l’hanno salvata facendo una lavanda gastrica, e hanno anticipato la fuoriuscita degli acidi dalla pila ed è stata riportata in carcere.
Mi è capitato che successivamente a questo accaduto, la mia alunna mi scrivesse in un tema che ormai lei non aveva più niente da perdere perchè il bambino le era stato tolto e messo in comunità e addirittura si prevedeva la sua adozione da parte di estranei e lei doveva scontare ancora 3 anni di pena e nel compito mi fece intendere che quei 3 anni non li avrebbe mai completati, facendo di tutto per togliersi la vita. Per questo motivo la misero in isolamento. Uno dei suoi tentativi suicidi fu quello di provare a sniffare lo smalto per le unghie cercando di intossicarsi in questo modo, facendo assistere gli altri presenti a una scena pietosa : lei su una barella con lo smalto celeste che le fuoriusciva dal naso.
Inoltre dovete sapere che nel carcere non ci sono dei grandi controlli nei confronti di questa gente perché loro nei carceri danno fastidio e quindi non tutti si occupano del loro stato psicologico anche perché tanti di loro sono tossici o ex tossici e quindi vivono continuamente con delle turbe mentali particolari che li possono portare a fare tutto."
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In caso di necessità è possibile rivolgersi al seguente numero
06 77208977
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Il suicidio in carcere
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Created on February 2, 2024
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Il suicidio in carcere, i dati, le cause, la prevenzione, le esperienze in prima persona, le misure essenziali, a chi rivolgersi in caso di necessità.
Questo giornale presenta contenuti delicati che alcuni soggetti potrebbero trovare forti o disturbanti.
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Detenuti morti dal 2014 al 2024: 567 in totale
Il 2022 è stato l’anno con più suicidi negli ultimi 10 anni, il numero più alto registrato dal 1990 ( anno in cui è iniziata la raccolta dei dati) Gli 84 detenuti che si sono suicidati nel 2022 avevano in media 37,7 anni: in 22 avevano tra 20 e 30 anni, in 31 tra 30 e 40 anni, in 19 tra 40 e 50 anni e 12 più di 50 anni. Il 6% dei suicidi riguarda le donne, che sono circa il 4 % della popolazione carceraria. Il 60% dei suicidi in carcere ha riguardato persone con nazionalità italiana e nel 40% di nazionalità straniera (gli stranieri sono circa il 40% dei detenuti). I suicidi sono avvenuti in 55 carceri su un totale di circa 190 istituti. Il numero maggiore, cinque, lo si è registrato a Foggia, seguita dal carcere di Torino, Milano San Vittore e Firenze Sollicciano, con quattro suicidi.
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-ambiente interno del carcere, in quanto ostico: -assenza di acqua calda e riscaldamento -grave sovraffollamento -scarsa condizione igienica -improvvisa solitudine -shok dell'incarcerazione -il Covid19 ha contribuito all'aumento del tasso di suicidi poichè ha tolto vitalità al carcere riducendone le attività
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I motivi principali del suicidio sono:
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La prevenzione del suicidio in carcere è un tema di estrema importanza. Molti paesi hanno leggi e regolamenti specifici che richiedono agli istituti penitenziari di adottare misure per prevenire il suicidio tra i detenuti. Queste misure possono includere la formazione del personale penitenziario per riconoscere i segnali di pericolo, la valutazione dei rischi di suicidio all'ingresso in carcere e la fornitura di supporto psicologico e sanitario ai detenuti vulnerabili. Inoltre, le leggi in materia penale generalmente prevedono che il mancato adempimento degli obblighi di prevenzione del suicidio da parte delle autorità carcerarie possa comportare conseguenze legali.
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Prevenzione del suicidio in carcere: leggi e misure obbligatorie
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Le misure obbligatorie per la prevenzione del suicidio in carcere di solito includono: 1. Formazione del personale penitenziario per riconoscere i segnali di pericolo e gestire situazioni di crisi. 2. Valutazione dei rischi di suicidio durante l'ammissione in carcere. 3. Monitoraggio regolare dei detenuti a rischio. 4. Fornitura di supporto psicologico e sanitario ai detenuti vulnerabili. 5. Procedura di gestione delle crisi e intervento immediato in caso di segnali di pericolo. 6. Creazione di un ambiente carcerario che riduca le opportunità di autolesionismo e suicidio. 7. Registrazione accurata di incidenti e tentativi di suicidio.
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Alleghiamo di seguito un' intervista a un ex-professore carcerario, dove ci parlerà della sua esperienza diretta:
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“Ero in classe e uno dei miei alunni era un ragazzo di Santo Domingo, che era stato messo dentro per piccolo spaccio, non aveva i soldi per pagarsi l’avvocato ma non si aspettava quattro anni rispetto a un reato di piccolo spaccio che ti porta a star dentro diversi mesi ma non quattro anni. Aveva lasciato fuori una fidanzata molto giovane di 20 anni e quel giorno a scuola lui ha fatto lezione con me e, avendo la possibilità di vedere i parenti dalle dodici all’una una volta a settimana, sopratutto il sabato, mi dice: “prof io devo andarmi a fare bello perché arriva la mia ragazza a trovarmi.”...
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... Le sue compagne di cella dissero che lei non l’aveva fatto per finire in ospedale, o per essere ascoltata, ma per togliersi la vita, effettuando un tentativo di omicidio. In ospedale l’hanno salvata facendo una lavanda gastrica, e hanno anticipato la fuoriuscita degli acidi dalla pila ed è stata riportata in carcere. Mi è capitato che successivamente a questo accaduto, la mia alunna mi scrivesse in un tema che ormai lei non aveva più niente da perdere perchè il bambino le era stato tolto e messo in comunità e addirittura si prevedeva la sua adozione da parte di estranei e lei doveva scontare ancora 3 anni di pena e nel compito mi fece intendere che quei 3 anni non li avrebbe mai completati, facendo di tutto per togliersi la vita. Per questo motivo la misero in isolamento. Uno dei suoi tentativi suicidi fu quello di provare a sniffare lo smalto per le unghie cercando di intossicarsi in questo modo, facendo assistere gli altri presenti a una scena pietosa : lei su una barella con lo smalto celeste che le fuoriusciva dal naso. Inoltre dovete sapere che nel carcere non ci sono dei grandi controlli nei confronti di questa gente perché loro nei carceri danno fastidio e quindi non tutti si occupano del loro stato psicologico anche perché tanti di loro sono tossici o ex tossici e quindi vivono continuamente con delle turbe mentali particolari che li possono portare a fare tutto."
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