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La Locandiera

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Created on February 1, 2024

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Transcript

"La locandiera"

e il rapporto dei personaggi con il denaro

Mirandolina è più interessata al suo stato sociale e alla sua sicurezza economica, rispetto alla sua felicità in fatto d’amore, ella è una persona scaltra e calcolatrice, una approfittatrice sfrontata sino al cinismo. Mirandolina specula sulla propria bellezza per attrarre nobili clienti nella sua locanda, ma non solo, con questi mezzi fa anche accettare loro un trattamento alberghiero al dir poco scadente, ricavandone così un notevole profitto. Per raggiungere tale obbiettivo arriva a vendersi “all’incanto”. Si ripetono infatti una serie di scene in cui la locandiera riceve diversi regali dai suoi pretendenti.

Mirandolina
Il Cavaliere di Ripafratta

Il Cavaliere di Ripafratta gode sia del titolo nobiliare autentico che delle ricchezze. Vuole conservare le differenze tra le classi sociali e tra uomini e donne, infatti è profondamente misogino e crede che tutto gli sia dovuto. All'apparenza è duro nei modi ma cambia progressivamente atteggiamento nei confronti di Mirandolina, dalla quale seduzione non riesce a sfuggire.

Il Conte d'Albafiorita ha un atteggiamento frivolo verso il denaro e lo spende liberamente per il suo piacere e divertimento, nonostante dovrebbe conoscere bene il valore del denaro, essendo un uomo proveniente dall'alta borghesia. Il conte è noto per la sua generosità e propensione a spendere grandi somme di denaro per accontentare Mirandolina. L'uso sfrenato del denaro è un mezzo attraverso il quale cerca di impressionare e conquistare la donna.

Conte di Albafiorita
Marchese di Forlipopoli

Il Marchese di Forlipopoli assume nella commedia un atteggiamento da uomo altolocato, nonostante abbia di nobile unicamente la provenienza. Egli ha perso tutte le ricchezze che possedeva e per questo è tirchio, approfittatore e parassita. Teme molto il suo rivale, il Conte, accusandolo di non appartenere realmente alla nobiltà che, a differenza di quest’ultimo, che offre a Mirandolina doni costosi, il Marchese offre ripetutamente la sua protezione.

Futuro sposo di Mirandolina, appare con un carattere piuttosto schivo e riservato, forse perché di stato sociale inferiore rispetto ai suoi rivali in amore. Nonostante la sua perplessità di fronte al comportamento di Mirandolina, che accetta la corte degli avventori e si diletta ad innamorare gli uomini, si fa presto convincere a sposarla. Egli è sinceramente innamorato della padrona, ma mira anche ai propri interessi. Vuole infatti sistemare la sua situazione economica e sposando Mirandolina diventa anch’egli proprietario, acquisendo un maggior prestigio ed una migliore condizione sociale. La sua è una presenza defilata, alla fine della commedia quanto il discreto e fedele servitore sia importante. Sia il personaggio di Fabrizio, sia quello di Mirandolina, rispetto all’aristocrazia soggetta alle critiche goldoniane, sono su un piano di parità nella commedia, anche se la proprietaria della locanda dispone di mezzi che il cameriere non ha.

Fabrizio

Funzione degli oggetti:

Nella commedia di Goldoni gli oggetti assumono diversi significati

La boccetta d'oro

La boccettina d’oro contenente l’essenza di Melissa, viene regalata dal cavaliere a Mirandolina nella scena VI dell’atto terzo; essa simboleggia gli antichi doni dei cavalieri nell’epoca feudale

Gli orecchini

Gli orecchini vistosi e costosissimi che vengono donati a Mirandolina dal conte di Albafiorita, rappresentano le connotazioni di tale personaggio, che tramite le ricchezze è riuscito a comprarsi un titolo nobiliare, e alla sua intenzione di conquistare la locandiera.Gli orecchini in quanto oggetti di valore, assumono quasi un valore monetario, come a simboleggiare un tentativo di "comprare" Mirandolina, che però riesce sempre ad essere più furba.

La spada spezzata

La spada spezzata del Marchese, indica la reale condizione economica del Marchese, che cerca di giustificarsi e allo stesso tempo vantarsi di averla rotta in un duello precedente: quindi, quando il cavaliere estrae la spada e nota che è rotta afferma di voler combattere nonostante abbia quel pezzo di lama e il Marchese sottolinea la pregiata fattura spagnola dell’arma.

Il vino

Il vino di Borgogna che viene bevuto nella scena V dell’atto secondo dal cavaliere, dal Marchese e da Mirandolina testimonia in modo velato la taccagneria del Marchese, il quale versa un' esilissima quantità di vino da dubbio pregio. Il vino simboleggia quindi l'ostentazione della classe sociale, che conta di più della reale disponenza economica.

Il fazzoletto di rensa

Il fazzoletto del Marchese simboleggia la tradizione nobiliare, nonostante egli sia a corto di ricchezze; infatti il Marchese di Forlipopoli è un nobile solo per diritto di nascita, ma è povero e fortemente indebitato. Il fazzoletto in sé è un oggetto umile, ma essendo di un materiale pregiato rappresenta la superbia che deriva da tale ceto.