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Marco Massaro

Created on February 1, 2024

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Transcript

"Trieste" di Umberto Saba

Ho attraversata tutta la città. Poi ho salita un’erta, popolosa in principio, in là deserta, chiusa da un muricciolo: un cantuccio in cui solo siedo; e mi pare che dove esso termina termini la città. Trieste ha una scontrosa grazia. Se piace, è come un ragazzaccio aspro e vorace, con gli occhi azzurri e mani troppo grandi per regalare un fiore; come un amore con gelosia. Da quest’erta ogni chiesa, ogni sua via scopro, se mena all’ingombrata spiaggia, o alla collina cui, sulla sassosa cima, una casa, l’ultima, s’aggrappa. Intorno circola ad ogni cosa un’aria strana, un’aria tormentosa, l’aria natia. La mia città che in ogni parte è viva, ha il cantuccio a me fatto, alla mia vita pensosa e schiva.

Inizia

Indice

Vita del Poeta

Parafrasi della Poesia

Sintesi della Poesia

Analisi formale

Collegamento Arte

Collegamento Storia

Collegamento Attualità

Collegamento Musica

Vita del Poeta

Umberto Saba, pseudonimo del poeta Umberto Poli, nasce il 9 marzo 1883. Proviene da una famiglia ebraica dal lato materno. Iniziò studi commerciali e per lunghi anni fu direttore e proprietario di una libreria antiquaria a Trieste. I suoi primi versi risalgono al 1900 ma,il primo libro “Poesie” è del 1911; il romanzo che racchiude maggiormente il suo pensiero è “Ernesto”, libro scritto nel 1953 è pervaso da pessimismo e da un senso primordiale e quasi liberatorio dal dolore, che si uniscono a un senso di preoccupazione verso la donna, l’amore e l’interesse verso le cose e le creature più umili. La sua poesia è autobiografica come diario di confessione,utilizza un tono medio fra il cantato e il parlato; unisce la sua cultura originaria con quella dell’Italia, arricchita dal Romanticismo germanico e dalla poesia dialettale veneta. Abbandonato dal padre, e rimasto con una madre dal carattere difficile, la sua infanzia è segnata da traumi e dalla presenza di una nutrice come unica figura familiare affettuosa: tutta la sua vita è segnata da periodiche crisi depressive fino alla sua morte, avvenuta nel 25 agosto 1957 nella città di Gorizia.

Parafrasi della Poesia

Ho attraversato tutta la città. Poi ho salito un ripido terreno, inizialmente popoloso, più in la disabitato, circondato da un piccolo muro: un isolato e protetto angolino in cui sto da solo ; e mi sembra che alla sua fine finisca la città. Trieste ha un brusco fascino. Se piace è come un ragazzo dal carattere difficile e arrogante, con gli occhi azzurri e dalle maniere goffe; come un amore pieno di gelosia. Da qui scopro ogni sua chiesa e ogni sua via, se conduce all'affollata spiaggia, o alla collina sulla cui pietrosa cima sorge l'ultima casa. Intorno ad ogni cosa circola un'aria strana e tormentosa: l'aria natia. La mia città è viva in ogni parte e riserva un angolino fatto apposta per me, adatto alla mia vita solitaria e malinconica.

Sintesi della Poesia

La poesia "Trieste" di Umberto Saba è divisa in tre strofe: Nella prima strofa il poeta attraversa la sua città natia, inizialmente popolosa e in seguito disabitata, e si ferma in un angolino protetto e isolato. Nella seconda strofa il poeta descrive la sua città paragonandola ad un ragazzo dal carattere difficile e dalle maniere goffe. Inoltre parla del paesaggio di Trieste in cui circola un'aria strana e tormentosa, nonché l'aria natia. Nell'ultima strofa conclude dicendo che l'angolino isolato da cui osserva la città è il posto adatto alla sua vita solitaria e malinconica e funge da rifugio per il suo animo insicuro.

Analisi Formale

Figure Retoriche
Enjambements
Rime Semantiche

Trieste è come un ragazzaccio aspro e vorace -> similitudine: il poeta paragona la città di Triesta ad un ragazzo difficile e arrogante. Mani troppo grandi per regalare un fiore -> perifrasi: esprime il rapporto che il poeta ha con la città definendola ancora una volta un ragazzo difficile e arrogante. Intorno circola ad ogni cosa un'aria strana, un'aria tormentosa, l'aria natia -> anastrofe: l'aria che il poeta percepisce nella città è strana e tormentosa.

Solo|Siedo: evidenzia la condizione di solitudine del poeta. Scontrosa|Grazia: Trieste è affascinante ma difficile da trattare Vita|Pensosa: Definisce la vita del poeta come malinconica e solitaria.

Erta-Deserta: l'erta da cui il poeta osserva il paesaggio viene definita deserta, come la sua vita solitaria e malinconica. Cosa-Tormentosa: Saba, che è nato a Trieste, riconosce l'aria della città, strana e tormentosa, che la rende speciale.

"Veduta di Trieste" di Ugo Flumiani

Il quadro "Veduta di Trieste" di Ugo Flumiani, nato a Trieste nel 1876, rappresenta una piazza di Trieste che si affaccia sul mare.Flumiani, dopo un periodo di studio a Monaco, rientrò a Trieste e strinse amicizia con Umberto Veruda, che lo avvicinò all'impressionismo. Fu sempre ispirato dalla natura ed eseguì scorci periferici, ma fu attratto soprattutto dalla bellezza del golfo ed eseguì marine che, nei suoi momenti pittoricamente più alti, sono di grandissima suggestione coloristica. Nella sua produzione, inoltre, non si preoccupò tanto dell'armonia compositiva, quanto dell'effetto realistico del paesaggio. Flumiani, infine, morì a Trieste, la sua città natia, nel 1938.

Le migrazioni nel passato

Dalla poesia emerge un forte attaccamento alla terra natia e il volere di Saba di non abbandonarla mai, però, in un certo periodo storico, un grandissimo numero di italiani furono costretti a lasciare la propria terra. Questo periodo viene definito come Grande Emigrazione Italiana, un fenomeno che ha avuto luogo principalmente tra il 1876 e il 1914, in cui circa 17.250.000 italiani lasciarono il proprio paese d'origine in cerca di fortuna. Le cause di questo fenomeno furono molteplici e inclusero fattori come la povertà, l'instabilità politica, la mancanza di opportunità lavorative e le difficili condizioni economiche. La maggior parte degli italiani proveniva dal Sud Italia e, in particolare, da regioni come la Sicilia, la Calabria e la Campania e si stabilirono negli Stati Uniti, con destinazioni principali come New York, Boston, Chicago e altre città industriali. Molti di loro si inserirono nei settori manifatturieri, come l'industria tessile e quella siderurgica, trovando lavoro nelle fabbriche e nelle miniere. La vita degli immigrati italiani in America, però, non fu priva di sfide: molti, infatti, dovettero affrontare discriminazioni e pregiudizi a causa delle loro origini.

Le migrazioni nel presente

Come emerge dalla poesia, l'attaccamento e la compatibilità con la propria terra natia possono fungere da conforto e rifugio per le persone più insicure. Tuttavia, in determinate zone del mondo, la gente è costretta a scappare, non perchè lo voglia, ma a causa di determinati fattori: • I conflitti tra Stati o i conflitti interni ad uno Stato. • I gravi squilibri economici tra differenti aree geografiche. • La presenza di sistemi antidemocratici fonte di spregio dei diritti umani. • I cambiamenti del clima o del territorio e le catastrofi naturali. • Maggiori opportunità di studio e possibilità di lavoro per i più giovani. • La spinta dell’essere umano ad assicurare un’accettabile sopravvivenza a sé e ai propri cari. Le principali regioni di partenza sono l'Africa settentrionale, la Siria e l'India, mentre i luoghi di arrivo più frequenti sono l'Italia, la Germania, la Francia e alcune zone dell'America. In base ai dati presentati dalla Banca Mondiale a corredo del World Development Report 2023, i migranti internazionali sono circa 184 milioni, il 2,3% della popolazione mondiale. In Italia, ad esempio, fino al primo gennaio del 2023, gli stranieri regolarmente residenti in Italia sono 5,050 milioni, l'8,6% della popolazione totale.

"Trieste" di Sergio Endrigo