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Mistero al castello di Bari
Elena Musci
Created on January 31, 2024
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Mistero al castello
Video sul castello di Bari (consorzio Idra)
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Esemplificazione, realizzata a scopo didattico, di un gioco escursione nel Castello di Bari con materiali disponibili in Rete (vedi sopra). Il gioco e la versione su gennially sono di Elena Musci elemusci@hotmail.com
Nel castello si aggira un fantasma inquieto: ha solo poche visioni del suo passato e ti chiede di analizzarle e di cercare in esse gli indizi del suo passato.
Sei pronto ad aiutarlo?
Cosa devi fare
Esplora il castello cliccando sugli elementi interattivi: - questo simbolo indica che ci sono elementi da osservare; - questo che sei in presenza di una visione/domanda del fantasma; - questo ti permette di passare ad un ambiente diverso; - questo che ci sono informazioni interessanti.
Il castello di Bari venne edificato dai normamni, ma è stato poi modificato nel corso del tempo. Al regno di Federico II di Svevia risalgono il portale che vedi in questa fotografia, mensole e capitelli del vestibolo e del loggiato e un camminamento di ronda.
Il portale è una delle tracce che il mondo ideologico e visivo di Federico II ha lasciato in questo castello: presenta simboli presenti anche sulle cattedrali romaniche della zona e altri propri del mondo tedesco dell'imperatore svevo.
Gli ultimi conci a motivi vegetalisulla destra non fanno parte del portale del XIII secolo, ma sono stati realizzati durante i restauri degli anni Trenta del '900 per sostituire quelli originali, troppo rovinati.
Ritorna
Procedi in questo modo: 1) Visiona gli elementi decorativi. Cerca il capitello con le lettere dell'artista che lo ha realizzato e la mensola che sembra guardarti. 2) Rispondi alla domanda e prendi appunti. 3) Procedi nell'esplorazione del castello.
Il vestibolo è stato realizzato in epoca federiciana (1233 -1240).
Frutti "penduli"
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Capitello decorato con motivi vegetali.Sopra le ultime foglie si intravedono delle lettere.
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Decorazione con uccelli
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Decorazione con teste di soldati
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Torna indietro se hai bisogni di guardare meglio
Prima di leggere la domanda, devi osservare con attenzione tutti i capitelli dell'ingresso e del vestibolo. Solo dopo potrai risolvere questa tappa.
Torna indietro se hai bisogni di guardare meglio
Torna indietro (anche se hai bisogno di guardare meglio)
Guarda da qui l'altro lato del cortile
Lo stemma...
è stato voluto da Giovanni Lorenzo Pappacoda che amministrò, fra il 1545 ed il 1558, i possedimenti di Bona Sforza (all'epoca in Polonia). Rappresenta:
- San Stanislao, patrono della Polonia, vestito da vescovo con in mano il pastorale.- S. Antonio Abate, con un bastone a cui è appeso un campanellino.- Un leone (stemma dei Pappacoda).- Due leoni (probabilmente rappresentano Bona Sforza).
Stai per entrare nella prima stanza della GIPSOTECA, la raccolta di riproduzioni scultoree e di parti decorative di chiese, palazzi e monumenti della Puglia, relativamente al periodo tra l'XI secolo e il Seicento. Queste riproduzioni vennero realizzate nel 1899 per l'Esposizione di Torino, nel 1900 per quella di Parigi e nel 1911 per la mostra delle regioni a Roma, in occasione dei cinquant'anni dell'unità italiana.
Ecco la planimetria della Gipsoteca. Visiona gli approfondimenti e quando trovi il pallino rispondi alle domande e prendi appunti.
Vai all'ultima pagina e risolvi l'enigma!
Torna nel cortile
Torna alla planimetria
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Procedi in questo modo: 1) Osserva attentamente le raffigurazioni dei bassorilievi. 2) Clicca sul pallino e accedi alla visione del fantasma. 3) Se hai bisogno di rivedere i bassorilievo torna qui e poi clicca nuovamente sul pallino. 3) Rispondi alla domanda e prendi appunti.
Torna alla planimetria
Torna indietro se vuoi rivedere i bassorilievi
In questa parte della gipsoteca ci sono ben due visioni del fantasma. Clicca sull'occhio e sulla lente di ingrandimento!
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Chi sarà il fantasma?
Ora che hai analizzato le visioni, leggi le biografie di questi 4 personaggi storici le cui storie si intrecciano con quella del castello e collegali agli indizi.Il nostro fantasma ha a che fare con la soluzione degli enigmi (indizi) delle tappe n. 3; 4; 5; 6; 7; 9.
A destra dell'aquila centrale si distinguono una una sirena bicaudata, e un cavaliere che regola il proprio cavallo con le redini, seguito da due arpie, una di spalle all'altra e con le ali spiegate.
Giunse a Bari quando aveva 8 anni e crebbe circondata da dame di compagnia e maestri illustri provenienti dalle corti di Napoli e di Milano. Sposò il re di Polonia e il banchetto con cui fu festeggiato il matrimonio durò 9 ore ed era composto da 26 portate, fra cui zuppe, pasticci e pavoni in salsa. Tornò a Bari nel 1556 dopo che i nobili polacchi le si mostrarono ostili. Vi arrivò con 7 navi venete tra grandi festeggiamenti. Restaurò il castello, lo arredò con cura (fece anche realizzare una stufa con piastrelle decorate) e, in città, fece costruire alcuni serbatoi pubblici per risolvere la mancanza d’acqua. Si ammalò all’improvviso nel 1558, forse avvelenata dal suo consigliere.
Bona Sforza
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Ruggero II detto il Normanno, re di Sicilia Calabria e Puglia
Nel 1130 si trasferì in Puglia e ordinò ai muratori saraceni di costruire un castello che fosse alla periferia della città per controllarla, e vicino al mare per avere una facile via di fuga. Questo castello e la città furono quasi totalmente distrutti dal re normanno Guglielmo il Malo quando gli abitanti di Bari, fedeli ai bizantini, si ribellarono al suo dominio.
Una figura maschile, e due motivi vegetali.
Federico II di Svevia
Fra il 1233 e il 1240 fece ricostruire il castello in modo da farlo diventare un simbolo del suo potere. Fu anche poeta e accolse alla sua corte scienziati, musicisti, filosofi, architetti e poeti. Il suo simbolo nel castello è l’aquila che hai visto sui capitelli e al centro del portale d’ingresso. Amò i banchetti e lui stesso fu autore di molte ricette come quella del purè di fave o quella della salsa scapece, fatta con pesci fritti e marinati in aceto e zafferano. Partì dal porto di Brindisi verso le Terra Santa per compiere la Crociata e liberare Gerusalemme dai musulmani. Si sposò 4 volte, ma amò soltanto l’ultima sua sposa: Bianca Lancia con cui ebbe per diverso tempo una storia clandestina e che fu la madre dell’amato figlio Manfredi.
Realizzato verso il 1233, il portale rappresenta visivamente l'universalità del potere imperiale: sul concio della chiave dell'arco, infatti, si distingue l'aquila, simbolo di Federico, che tiene tra gli artigli una preda.
Isabella D’Aragona
Era figlia del re di Napoli e sposa del duca di Milano. Arrivò a Bari nel 1501 con l’unica figlia rimasta in vita: Bona. Trasformò il castello in una dimora fortificata che ospitava una corte rinascimentale, in cui gli artisti, poeti e scienziati mostravano la grandezza di coloro che li ospitavano e pagavano. Favorì i matrimoni fra i baresi e i milanesi giunti con lei da Milano. Provò a rendere più sicura Bari facendo fortificare le mura e il castello. Fece iniziare la costruzione di un canale per far diventare la città un’isola.
A sinistra dell'aquila si susseguono le immagini a cominciare da un pavone con la lunga coda chiusa, un arbusto fiorito con decorazioni a traforo, una figura maschile con lunghe vesti, un drago che custodisce tra le zampe una cornucopia.
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