Prima Rivoluzione Industriale
CHE COSA SUCCEDE CON LA
RIVOLUZIONE AGRICOLA? La produzione agricola migliora e aumenta Durante il 1700 in Inghilterra avviene la cosiddetta rivoluzione
agricola: la produzione agricola migliora e aumenta. Si coltivano i nuovi prodotti portati dalle colonie (ad esempio, mais e
patate) e aumentano i terreni coltivabili perché molte terre vengono
bonificate e dissodate. Si formano grandi proprietà terriere In Inghilterra alcune leggi permettono ai proprietari terrieri di
comprare e di chiudere con una recinzione i campi aperti. I campi aperti erano terreni dello Stato, usati da tutti i contadini per
far pascolare gli animali, tagliare la legna o raccogliere frutti. I piccoli proprietari non hanno i soldi per comprare i campi aperti
e vendono i propri terreni. Così i contadini senza terra vanno a
lavorare per i grandi proprietari come braccianti o nelle manifatture
delle città.
I proprietari terrieri usano nuove tecniche agricole
e nuovi modi di coltivare I grandi proprietari terrieri investono (usano) denaro per migliorare
la produzione agricola e guadagnare maggiori ricchezze.
I grandi proprietari:
- coltivano piante diverse per rendere più fertile il terreno e, allo
stesso tempo, ottenere cibo o foraggio (cioè mangime per gli animali)
- allevano gli animali in pascoli recintati e in stalle: in questo modo
è più facile raccogliere il letame (gli escrementi degli animali) per
concimare i campi. Di conseguenza i terreni producono più cibo per
le persone e per gli animali, cresce la produzione di carne e latte e
migliora l’alimentazione delle persone;
- passano dalla rotazione triennale alla rotazione continua. I campi
sono coltivati senza pause: invece di lasciare il terreno a riposo (a
maggese) ogni tre anni, viene seminato il foraggio (trifoglio e rape);
- usano attrezzi di ferro più resistenti ed efficienti nel lavoro dei
campi.
QUALI INNOVAZIONI FAVORISCONO
LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE? Vengono inventate le macchine tessili L’industria tessile, cioè l’industria che produce tessuti, si sviluppa
perché gli allevamenti forniscono molta lana e le colonie forniscono
cotone. Con la crescita della popolazione, aumenta la domanda di tessuti,
perciò servono nuovi macchinari che producono di più e più velocemente. Così vengono inventate le nuove macchine tessili.
Watt inventa la macchina a vapore Nel 1769 James Watt inventa la macchina a vapore. La macchina a
vapore utilizza come combustibile il legno o il carbone per scaldare
l’acqua e produrre vapore; l’energia del vapore fa funzionare i
macchinari. La macchina a vapore viene utilizzata nell’industria tessile e
nell’industria siderurgica per produrre più merci in meno tempo.
Migliorano le vie di comunicazione e i trasporti Per trasportare il carbone nelle fabbriche e le merci nei mercati le vie
di comunicazione vengono migliorate: si usano i fiumi e si costruiscono
canali, strade, ponti di ferro e gallerie. Dal 1829 la macchina a vapore è usata anche per muovere le
locomotive dei treni, così in Europa si diffondono le ferrovie e i
trasporti di uomini e merci diventano più veloci.
Si sviluppano le città e le campagne si spopolano La Rivoluzione industriale cambia l’aspetto delle città.
Infatti si costruiscono fabbriche vicino alle vie di comunicazione
(strade, ferrovie, porti). In poco tempo le città si ingrandiscono perché i contadini e gli abitanti
delle campagne si trasferiscono nelle città per lavorare nelle fabbriche.
Quindi nelle periferie delle città si costruiscono grandi quartieri operai.
Nei quartieri operai molti uomini, donne e bambini vivono in case
fatiscenti (rovinate e sporche) senza luce né acqua e in cattive
condizioni igieniche.
Nasce una nuova classe sociale: il proletariato urbano Nelle fabbriche lavorano molti operai, compresi donne e bambini,
che formano una nuova classe sociale: il proletariato urbano. Nelle fabbriche il lavoro è durissimo: gli operai lavorano fino a
14-16 ore al giorno e hanno salari molto bassi. Il padrone può
licenziare gli operai se protestano o si ammalano, perché non
esistono leggi che difendono i lavoratori.
Gli operai si ribellano Ben presto gli operai non sopportano più le
terribili condizioni di lavoro e si ribellano
contro i padroni delle fabbriche. Scoppia
così la questione sociale, cioè il conflitto
tra operai e capitalisti. In seguito i lavoratori si organizzano nel
movimento operaio: gli operai protestano
insieme e fanno sciopero contro i
proprietari delle fabbriche. Nel 1799 il Parlamento inglese vieta gli
scioperi e le associazioni operaie, ma le
proteste non si fermano. Per questo motivo molti lavoratori che
scioperano vengono arrestati o uccisi. Nel 1824 gli operai si uniscono in associazioni di lavoratori
(in inglese, Trade Unions), chiamate poi sindacati. I sindacati
cercano di migliorare i salari e le condizioni di lavoro degli operai.
Durante il 1800 i sindacati lottano per dare ai lavoratori potere nella
politica contro la borghesia capitalista.
Prima Rivoluzione Industriale
Marco Santoro
Created on January 31, 2024
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Prima Rivoluzione Industriale
CHE COSA SUCCEDE CON LA RIVOLUZIONE AGRICOLA? La produzione agricola migliora e aumenta Durante il 1700 in Inghilterra avviene la cosiddetta rivoluzione agricola: la produzione agricola migliora e aumenta. Si coltivano i nuovi prodotti portati dalle colonie (ad esempio, mais e patate) e aumentano i terreni coltivabili perché molte terre vengono bonificate e dissodate. Si formano grandi proprietà terriere In Inghilterra alcune leggi permettono ai proprietari terrieri di comprare e di chiudere con una recinzione i campi aperti. I campi aperti erano terreni dello Stato, usati da tutti i contadini per far pascolare gli animali, tagliare la legna o raccogliere frutti. I piccoli proprietari non hanno i soldi per comprare i campi aperti e vendono i propri terreni. Così i contadini senza terra vanno a lavorare per i grandi proprietari come braccianti o nelle manifatture delle città.
I proprietari terrieri usano nuove tecniche agricole e nuovi modi di coltivare I grandi proprietari terrieri investono (usano) denaro per migliorare la produzione agricola e guadagnare maggiori ricchezze. I grandi proprietari:
QUALI INNOVAZIONI FAVORISCONO LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE? Vengono inventate le macchine tessili L’industria tessile, cioè l’industria che produce tessuti, si sviluppa perché gli allevamenti forniscono molta lana e le colonie forniscono cotone. Con la crescita della popolazione, aumenta la domanda di tessuti, perciò servono nuovi macchinari che producono di più e più velocemente. Così vengono inventate le nuove macchine tessili.
Watt inventa la macchina a vapore Nel 1769 James Watt inventa la macchina a vapore. La macchina a vapore utilizza come combustibile il legno o il carbone per scaldare l’acqua e produrre vapore; l’energia del vapore fa funzionare i macchinari. La macchina a vapore viene utilizzata nell’industria tessile e nell’industria siderurgica per produrre più merci in meno tempo.
Migliorano le vie di comunicazione e i trasporti Per trasportare il carbone nelle fabbriche e le merci nei mercati le vie di comunicazione vengono migliorate: si usano i fiumi e si costruiscono canali, strade, ponti di ferro e gallerie. Dal 1829 la macchina a vapore è usata anche per muovere le locomotive dei treni, così in Europa si diffondono le ferrovie e i trasporti di uomini e merci diventano più veloci.
Si sviluppano le città e le campagne si spopolano La Rivoluzione industriale cambia l’aspetto delle città. Infatti si costruiscono fabbriche vicino alle vie di comunicazione (strade, ferrovie, porti). In poco tempo le città si ingrandiscono perché i contadini e gli abitanti delle campagne si trasferiscono nelle città per lavorare nelle fabbriche. Quindi nelle periferie delle città si costruiscono grandi quartieri operai. Nei quartieri operai molti uomini, donne e bambini vivono in case fatiscenti (rovinate e sporche) senza luce né acqua e in cattive condizioni igieniche.
Nasce una nuova classe sociale: il proletariato urbano Nelle fabbriche lavorano molti operai, compresi donne e bambini, che formano una nuova classe sociale: il proletariato urbano. Nelle fabbriche il lavoro è durissimo: gli operai lavorano fino a 14-16 ore al giorno e hanno salari molto bassi. Il padrone può licenziare gli operai se protestano o si ammalano, perché non esistono leggi che difendono i lavoratori.
Gli operai si ribellano Ben presto gli operai non sopportano più le terribili condizioni di lavoro e si ribellano contro i padroni delle fabbriche. Scoppia così la questione sociale, cioè il conflitto tra operai e capitalisti. In seguito i lavoratori si organizzano nel movimento operaio: gli operai protestano insieme e fanno sciopero contro i proprietari delle fabbriche. Nel 1799 il Parlamento inglese vieta gli scioperi e le associazioni operaie, ma le proteste non si fermano. Per questo motivo molti lavoratori che scioperano vengono arrestati o uccisi. Nel 1824 gli operai si uniscono in associazioni di lavoratori (in inglese, Trade Unions), chiamate poi sindacati. I sindacati cercano di migliorare i salari e le condizioni di lavoro degli operai. Durante il 1800 i sindacati lottano per dare ai lavoratori potere nella politica contro la borghesia capitalista.