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la logica dell'inserimento
Maria Cristina Cangi
Created on January 30, 2024
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Transcript
Corso di formazione per il conseguimento della specializzazione per le attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità - a.s. 2023/2024 VIII ciclo Sezione soprannumerari legislazione scolastica Prof.ssa Marialaura Cunzio
dell'inserimento
la scuola negli anni '70
Gli anni 70 hanno segnato un cambiamento epocale nella storia della scuola italiana e dei servizi educativi della prima infanzia e non solo. In quell’anno infatti il nostro parlamento approvò provvedimenti ancora oggi di fondamentale importanza: la legge 1044 riguardante gli asili nido, la legge 820 istitutiva del tempo pieno nella scuola elementare, la legge 118 che avviò il processo dell’inserimento scolastico degli alunni “handicappati” nelle classi comuni, indicando una strada mai sperimentata in nessun altro Stato, passando per la commissione Falcucci e l'importante documento che ne derivò fino alla legge517. In questo viaggio nella storia della legislazione ci occuperemo di questo profondo cambiamento.
In un’Italia contadina nella quale si nasceva e si moriva sulla terra, il bambino fragile trascorreva la propria esistenza in famiglia, in una condizione di mera assistenza, spesso di occultamento.
La legge 517 dell’agosto 1977 è stata l’architrave della scuola italiana della seconda metà del Novecento, ed ha gettato le basi di un modello educativo italiano unico al mondo. Preceduta da un’altra importantissima norma, la legge 118 del 1971, essa ha segnato uno spartiacque nella cultura pedagogica, giuridica, medica, modificando in profondità i costumi della vita familiare e sociale dell’Italia nel difficile passaggio dalla cultura della “specialità” a quella della valorizzazione delle differenze.
Tra la I e la II Guerra Mondiale, in Italia si ebbe la maggior diffusione delle opere di Dewey ; si può affermare, pertanto, che l’Attivismo influenzerà notevolmente in particolare la scuola elementare a partire dagli anni Sessanta e verrà rivalutato in particolare a partire dal Sessantotto, che fu periodo di grande fermento pedagogico ed educativo, anche con contraddittorietà e contrasti, durante il quale si accentuerà la libera espressione, il protagonismo del soggetto, la cooperazione, la sperimentazione, capisaldi, appunto dell’Attivismo.
Don Lorenzo Milani, prete e maestro dei figli degli operai e dei contadini di Barbiana, è uno degli educatori che ha maggiormente contribuito a provocare i cambiamenti avvenuti negli anni Settanta. Nella Lettera a una professoressa egli ha fatto conoscere il marchio della povertà educativa e culturale dei bambini del Mugello e, più in generale, delle fasce emarginate della popolazione italiana.
Come don Milani, anche Illich sostiene che non esista una scuola unica per tutti ma, anzi, è la stessa istituzione a rimarcare le diversità. Questa assume così il ruolo di “centro di riproduzione dell’ideologia opprensiva del potere sociale e politico” che alimenta, paradossalmemte, un mito dell’uguaglianza che, nei fatti, è smentito dalla diseguaglianza emergente nella stessa scuola.
Gli anni Settanta sono stati un decennio caratterizzato da un intenso dibattito sulla forma e sul ruolo della scuola pubblica. In quegli anni sono state varate leggi innovative e si sono manifestate proficue rivoluzioni didattiche. Gran parte delle innovazioni sono state prodotte dal basso, in centinaia di "officine" scolastiche dove insegnanti, bambine e bambini, studenti, comitati di genitori e di quartiere prendevano nelle loro mani le tradizioni della vita scolastica e le riplasmavano secondo le nuove sensibilità emerse dalla società civile.
Il 30 marzo 1971 entra in vigore la Legge n.118 dal titolo “Conversione in legge del D.L. 30 gennaio 1971, n. 5 e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili” con la quale ha preso avvio il processo d’integrazione sociale che attraverso le graduali modifiche di passaggio dal semplice inserimento all’integrazione scolastica, oggi, dopo cinquant’anni giunge al traguardo dell’inclusione sociale dei disabili e degli studenti “bisognosi di particolari attenzioni”.La legge 118, risentiva ancora del dramma del dopo guerra ed è stata approvata dal Parlamento dopo il Decreto legge n. 5 del 30 gennaio 1971,
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1971/04/02/071U0118/sg
Particolarmente significativi gli articoli 28 e 29 nei quali si legge: “Ai mutilati e invalidi civili che non siano autosufficienti e che frequentino la scuola dell’obbligo o i corsi di addestramentoprofessionale finanziati dallo Stato vengono assicurati:a) il trasporto gratuito dalla propria abitazione alla sede della scuola o del corso e viceversa, a carico dei patronati scolastici o dei consorzi dei patronati scolastici o degli enti gestori dei corsi;b) l’accesso alla scuola mediante adatti accorgimenti per il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche che ne impediscono la frequenza;c) l’assistenza durante gli orari scolastici degli invalidi più gravi
Inizia così il processo d’inserimento scolastico dei disabili nelle classi comuni
commissione Falcucci
Nel 1975 la Commissione presenta un documento rivoluzionario in cui si chiedeva l’immediata soppressione delle classi differenziali ed il graduale superamento di quelle speciali. Ormai la scelta della coeducazione nella scuola di tutti era chiara ed esplicita e venivano citati anche i passi fondamentali della DICHIARAZIONE DELL’ONU SUI DIRITTI DEGLI HANDICAPPATI MENTALI: diritto ad avere gli stessi diritti fondamentali degli altri cittadini; Diritto all’istruzione, formazione professionale e riadattamento; Diritto a misure adatte a conseguire la più ampia autonomia possibile.
Le indicazioni contenute nella relazione, meglio nota come "Documento Falcucci", hanno dato origine alle scelte normative che hanno consentito la diffusione dell'integrazione scolastica nel nostro paese. In particolare nel documento si affermò il principio "che il superamento di qualsiasi forma di emarginazione degli handicappati passa attraverso un nuovo modo di concepire la scuola e di attuare la scuola, così da poter veramente accogliere ogni bambino e ogni adolescente per favorire il suo sviluppo personale, precisando per altro che la frequenza di scuole comuni da parte dei bambini handicappati non implica il raggiungimento di mete minime comuni". Per una sua ampia diffusione e condivisione da parte di tutto il personale scolastico il documento fu allegato dal Ministro della Pubblica Istruzione Franco Maria Malfatti alla C. M. del 8 agosto 1975, n. 227 avente come oggetto "Interventi a favore degli alunni handicappati".
https://www.edscuola.it/archivio/norme/circolari/cm227_75.html
non esistono più bambini considerati non educabili.
Secondo quanto scritto all'interno del Documento, la scuola:"proprio perché deve rapportare l'azione educativa alle potenzialità di ogni allievo, appare lastruttura più appropriata per far superare le condizioni di emarginazione in cui altrimentisarebbero condannati i bambini handicappati".Nella relazione della Commissione si proponeva di inserire all’interno delle classi insegnantispecializzati “capaci di svolgere un’azione di recupero con i nuclei di handicappati gravi” e“capaci di svolgere per soggetti medio-gravi interventi alternati sia in senso riabilitativo sia insenso specializzante”.
Il 4 agosto del 1977 nasceva la L. 517 e con essa la scuola italiana accoglieva il modello di integrazione scolastica su cui si sarebbero basate tutte le norme future. La legge fu il risultato di una significativa fase di studio e di lavoro che consentì di superare le logiche dell’esclusione e dell’educazione separata. Essa rappresenta la testimonianza più esemplare e avanzata di civiltà giuridica e sociale del nostro Paese rispetto al contesto europeo e internazionale, che guarda a questa nostra esperienza con sempre maggiore attenzione e interesse.
https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/1977/08/18/077U0517/sg
articoli
La legge n. 517 ha sancito, nel 1977, che il diversamente abile non solo ha diritto allo studio ma, affinché possa liberamente socializzare, ha anche il diritto a essere inserito e integrato, impiegando la figura dell’insegnante di sostegno, nelle classi normali della scuola dell’obbligo. Essa costituisce ancora oggi la “pietra miliare”, il caposaldo dell’attuale modello di inclusione scolastica del nostro Paese. Agli art. 2 (scuola elementare) e 7 (scuola media) si prevede la prestazione di insegnanti specializzati
dobbiamo riconoscere alla legge 517 un merito eccezionale quello di aver trattato laquestione dell’integrazione nel quadro di un complessivo processo di rinnovamento della scuola
criticità:
Il passaggio successivo si è concretizzato con la “Legge Quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate”, che è diventata sicuramente il punto di riferimento normativo per l’inclusione scolastica delle persone disabili. In sintesi, il principio caratterizzante dell’oramai famosa legge 104 del 1992 consiste nell’obbligo da parte dello Stato di rimuovere qualsiasi tipo di impedimento che possa limitare il potenziale di sviluppo della persona con disabilità. Si stabilisce così un atteggiamento di particolare attenzione e di cura educativa che ha trasformato tutto l’ambiente educativo e l’istituzione scolastica in generale
L’Italia ha compiuto un lungo percorso, durato circa 40 anni, che ha portatodall’iniziale esclusione degli alunni con disabilità dal sistema scolastico alla loro attualeinclusione. La nostra Costituzione, infatti, ha da sempre promosso una visione inclusiva della società e della scuola: basti pensare all’articolo 2 che riconosce e garantisce i diritti inviolabile dell’uomo, all’articolo 3 che afferma che tutti cittadini hanno pari dignità sociale senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinione politica, condizioni personali e sociali ed è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini e all’articolo 34 che sancisce che la scuola è aperta a tutti
la mia destinazione
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