Le tradizioni arabe a Palermo
La dominazione araba in Sicilia, durata circa 250 anni, ha lasciato tracce indelebili nella cultura di tutta l’isola, influenzando il dialetto, l’architettura e l’urbanistica della città, nonché gli usi, i costumi e le tradizioni.
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Il castello della Zisa (dall'arabo al-ʿAzīza ovvero "la splendida") risale al XII secolo ed è una delle migliori testimonianze della dominazione arabo-normanna in Sicilia.
L’influenza araba sulla cucina siciliana poi, è stata rivoluzionaria ed è grazie ad essa che questa può essere definita una delle più ricche e ricercate del mondo!
La dominazione araba lasciò profonde tracce nella cultura e nell'architettura di Palermo, con edifici particolari e caratteristici. Molto interessanti sono i mosaici che ritroviamo nella Cattedrale. Molti edifici di culto nati come moschee furono in seguito trasformati in chiese, come la chiesa della Magione che presenta ancora i resti di una torre araba. Altre strutture furono costruite in pieno stile arabo, ad esempio il Castello della Zisa, al cui interno si ammira anche una collezione di arte islamica.
Gli arabi hanno importato nuove tecniche agricole e di pesca, ma anche colture, come quella del riso, della pasta, dei fichi d’India, delle arance, degli asparagi, ma anche dei pistacchi e di altre delizie che hanno permesso alla cucina siciliana di essere quella che conosciamo
A Palermo, così come in molte altre città siciliane, ci sono ancora alcune parole di origine araba che sono parte integrante del dialetto siciliano. Alcuni esempi includono: Zibibbo: l'uva passa, usata anche per indicare il vino prodotto con quest'uva. Zagara: fiore d'arancio. Cassata: dolce siciliano, il cui nome deriva dall'arabo qas'ah, che significa "vaso". Carrubo: albero da frutto, dall'arabo ḫarrūb. Gelsomino: fiore di gelsomino, dall'arabo yasmin.
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Agosta Nicolò
Le tradizioni arabe a Palermo
Nicolò Agosta
Created on January 30, 2024
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Le tradizioni arabe a Palermo
La dominazione araba in Sicilia, durata circa 250 anni, ha lasciato tracce indelebili nella cultura di tutta l’isola, influenzando il dialetto, l’architettura e l’urbanistica della città, nonché gli usi, i costumi e le tradizioni.
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Il castello della Zisa (dall'arabo al-ʿAzīza ovvero "la splendida") risale al XII secolo ed è una delle migliori testimonianze della dominazione arabo-normanna in Sicilia.
L’influenza araba sulla cucina siciliana poi, è stata rivoluzionaria ed è grazie ad essa che questa può essere definita una delle più ricche e ricercate del mondo!
La dominazione araba lasciò profonde tracce nella cultura e nell'architettura di Palermo, con edifici particolari e caratteristici. Molto interessanti sono i mosaici che ritroviamo nella Cattedrale. Molti edifici di culto nati come moschee furono in seguito trasformati in chiese, come la chiesa della Magione che presenta ancora i resti di una torre araba. Altre strutture furono costruite in pieno stile arabo, ad esempio il Castello della Zisa, al cui interno si ammira anche una collezione di arte islamica.
Gli arabi hanno importato nuove tecniche agricole e di pesca, ma anche colture, come quella del riso, della pasta, dei fichi d’India, delle arance, degli asparagi, ma anche dei pistacchi e di altre delizie che hanno permesso alla cucina siciliana di essere quella che conosciamo
A Palermo, così come in molte altre città siciliane, ci sono ancora alcune parole di origine araba che sono parte integrante del dialetto siciliano. Alcuni esempi includono: Zibibbo: l'uva passa, usata anche per indicare il vino prodotto con quest'uva. Zagara: fiore d'arancio. Cassata: dolce siciliano, il cui nome deriva dall'arabo qas'ah, che significa "vaso". Carrubo: albero da frutto, dall'arabo ḫarrūb. Gelsomino: fiore di gelsomino, dall'arabo yasmin.
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Agosta Nicolò