BENEDETTO SIA 'L GIORNO, 'L MESE, e L'ANNO
Beatrice Bargis, Davide Berardi, Chiara D'Alessandro, Carla Fraschini
BENEDETTO SIA 'L GIORNO, 'L MESE, e L'ANNO
Benedetto sia ’l giorno, e ’l mese, e l’anno,
e la stagione, e ’l tempo, e l’ora, e ’l punto,
e ’l bel paese, e ’l loco ov’io fui giunto
da’ duo begli occhi che legato m’hanno;
e benedetto il primo dolce affanno
ch’i’ebbi ad esser con Amor congiunto,
e l’arco, e le saette ond’i’ fui punto,
e le piaghe che ’nfin al cor mi vanno.
Benedette le voci tante ch’io
chiamando il nome de mia donna ho sparte,
e i sospiri, e le lagrime, e ’l desio;
e benedette sian tutte le carte
ov’io fama l’acquisto, e ’l pensier mio,
ch’è sol di lei, sì ch’altra non v’ha parte.
PARAFRASI
BENEDETTO SIA 'L GIORNO, 'L MESE, e L'ANNO
Sia benedetto il giorno e il mese e l’anno, la stagione, il tempo, l’ora e il momento e il bel paese, il luogo dove sono stato condotto da quei begli occhi che mi hanno per sempre legato. e sia bendetto il primo dolce affanno che provai nell'innamorarmi, e l'arco, e le frecce dalle quali fui colpito, e le ferite che mi vanno fino al cuore. Siano benedette le tante voci che ho
sparso in tutte le direzioni nel chiamare la mia donna,
e i sospiri, le lacrime e il desiderio d'amore. Siano benedetti tutti i versi
coi quali le procuro fama, e il mio pensiero
che è soltanto per lei, così che per nessun altra donna vi è posto.
Benedetto sia ’l giorno, e ’l mese, e l’anno,
e la stagione, e ’l tempo, e l’ora, e ’l punto,
e ’l bel paese, e ’l loco ov’io fui giunto
da’ duo begli occhi che legato m’hanno;
e benedetto il primo dolce affanno
ch’i’ebbi ad esser con Amor congiunto,
e l’arco, e le saette ond’i’ fui punto,
e le piaghe che ’nfin al cor mi vanno.
Benedette le voci tante ch’io
chiamando il nome de mia donna ho sparte,
e i sospiri, e le lagrime, e ’l desio;
e benedette sian tutte le carte
ov’io fama l’acquisto, e ’l pensier mio,
ch’è sol di lei, sì ch’altra non v’ha parte.
ANALISI E COMMENTO
Caratteristiche:
- poesia-benedizione (come nel libro del profeta Daniele)
- celebrazione anniversario del primo incontro-6 aprile 1327(venerdì santo)
- prima parte del Canzoniere: "in vita di Laura"
- pensiero iniziale: le cose importanti sono le poesie d'amore (vv12-13) per rendere immortale il nome della sua donna amata
Benedizione:ordine di benedizione:
- 1°) luogo e momento dell' incontro
- 2°) attimo dell'innamoramento
- 3°) pena provocata dall'amore
- 4°) le opere letterarie di Petrarca ispirate da Laura
Paradosso:
- innamoramento MA sofferenza (dolce affanno, piaghe, sospiri, lagrime e desio)
- benedizione del destino sebbene sia privo di gioia
- amore appagato dalla possibilità di amare (come nella Vita Nova di Dante per Beatrice)
Struttura:
- forma retorica semplice
- "benedetto" come anafora
- cose che devono essere
benedette: in stile paratattico (come Stil Novo)
1° QUARTINA
ANALISI & COMMENTO
Benedetto sia ’l giorno, e ’l mese, e l’anno,e la stagione, e ’l tempo, e l’ora, e ’l punto, e ’l bel paese, e ’l loco ov’io fui giunto da’ duo begli occhi che legato m’hanno;
- Benedetto: benedizione in stile biblico ("il cantico delle creature" e "libro del profeta Daniele")
- occhi: parola chiave per gli Stil Novisti (Cavalcanti)
- e...: stile paratattico per legare le varie benedizioni in climax
- climax: (un graduale passaggio da un concetto all'altro, via via più intenso;) in questo caso Petrarca passa dal concetto più generale a quello più specifico fino ad arrivare al luogo preciso deove vide Laura.
Sia benedetto il giorno e il mese e l’anno, la stagione, il tempo, l’ora e il momento e il bel paese, il luogo dove sono stato condotto da quei begli occhi che mi hanno per sempre legato.
ANALISI E COMMENTO
2° QUARTINA
e benedetto il primo dolce affannoch’i’ebbi ad esser con Amor congiunto,
e l’arco, e le saette ond’i’ fui punto,
e le piaghe che ’nfin al cor mi vanno.
- dolce affanno: ossimoro che preve la contrapposizione dei due termini affanno, considerato negativo, e l'aggettivo dolce, che varia il sifignicato della prima parola
- Amor: allegoria riccorrente nel mondo di petrarca, che dona al concetto astratto di amore sembianze personali, tali che egli si congiunge proprio con questa figura. il termine Amor rapprsenta anche il personaggio mitologico Cupido, che possiede arco e freccia, le quali, all'interno di questo testo colpiscono Petrarca fino a toccagli il cuore. Questa immagine dell'autore colpito da frecce si trova anche nel mondo Stilnovista, sopratutto nelle opere di Cavalcanti.
- e... e... e: anafora, in cui la ripetzione della lettera "e" crea un filo conduttorio tra i versi della seconda quartina e la quartina precedente.
PARAFRASI e sia bendetto il primo dolce affanno che provai nell'innamorarmi, e l'arco, e le frecce dalle quali fui colpito, e le ferite che mi vanno fino al cuore.
ANALISI E COMMENTO:In questa terzina è descritto come l'innamoramento stravolge i sentimenti dell'autore. Quest'ultimo quando sente la mancanza di Laura, è pervaso dai sospiri, dalle lacrime e dal desiderio di vedere la donna amata.Il poeta sembra fiero di tutte le sofferenze patite e benedice tutti i sentimenti provati per Laura.Inoltre nella terzina è ripreso il tema del sospiro, già citato da Dante in numerosi sonetti (es. Tanto gentile e tanto onesta pare).
1° TERZINA
Benedette le voci tante ch’iochiamando il nome de mia donna ho sparte,e i sospiri, e le lagrime, e ’l desio; PARAFRASI Siano benedette le tante voci che ho sparso in tutte le direzioni nel chiamare la mia donna, e i sospiri, le lacrime e il desiderio d'amore.
ANANFORA : all'inizio di ogni strofa benedice degli elementi diversi. es: "benederre le tante voci"
Nella parte finale l'autore elogia le sue opere, dicendo che grazie esse lui ha acquisito la fama che ha tuttora. Sostiene che l'unica donna che possa trovarsi nei suoi pensieri e nel suo cuore sia Laura, e grazie a questi ultimi versi ne esalta la persona.
e benedette sian tutte le carte
ov’io fama l’acquisto, e ’l pensier mio,
ch’è sol di lei, sì ch’altra non v’ha parte.
Grazie per L'ATTENZIONE
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Petrarca-benedetto sia 'l giorno, 'l mese, e 'lanno
dalessandrokiara
Created on January 30, 2024
by Bargis, Berardi, D'Alessandro, Fraschini
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BENEDETTO SIA 'L GIORNO, 'L MESE, e L'ANNO
Beatrice Bargis, Davide Berardi, Chiara D'Alessandro, Carla Fraschini
BENEDETTO SIA 'L GIORNO, 'L MESE, e L'ANNO
Benedetto sia ’l giorno, e ’l mese, e l’anno, e la stagione, e ’l tempo, e l’ora, e ’l punto, e ’l bel paese, e ’l loco ov’io fui giunto da’ duo begli occhi che legato m’hanno; e benedetto il primo dolce affanno ch’i’ebbi ad esser con Amor congiunto, e l’arco, e le saette ond’i’ fui punto, e le piaghe che ’nfin al cor mi vanno. Benedette le voci tante ch’io chiamando il nome de mia donna ho sparte, e i sospiri, e le lagrime, e ’l desio; e benedette sian tutte le carte ov’io fama l’acquisto, e ’l pensier mio, ch’è sol di lei, sì ch’altra non v’ha parte.
PARAFRASI
BENEDETTO SIA 'L GIORNO, 'L MESE, e L'ANNO
Sia benedetto il giorno e il mese e l’anno, la stagione, il tempo, l’ora e il momento e il bel paese, il luogo dove sono stato condotto da quei begli occhi che mi hanno per sempre legato. e sia bendetto il primo dolce affanno che provai nell'innamorarmi, e l'arco, e le frecce dalle quali fui colpito, e le ferite che mi vanno fino al cuore. Siano benedette le tante voci che ho sparso in tutte le direzioni nel chiamare la mia donna, e i sospiri, le lacrime e il desiderio d'amore. Siano benedetti tutti i versi coi quali le procuro fama, e il mio pensiero che è soltanto per lei, così che per nessun altra donna vi è posto.
Benedetto sia ’l giorno, e ’l mese, e l’anno, e la stagione, e ’l tempo, e l’ora, e ’l punto, e ’l bel paese, e ’l loco ov’io fui giunto da’ duo begli occhi che legato m’hanno; e benedetto il primo dolce affanno ch’i’ebbi ad esser con Amor congiunto, e l’arco, e le saette ond’i’ fui punto, e le piaghe che ’nfin al cor mi vanno. Benedette le voci tante ch’io chiamando il nome de mia donna ho sparte, e i sospiri, e le lagrime, e ’l desio; e benedette sian tutte le carte ov’io fama l’acquisto, e ’l pensier mio, ch’è sol di lei, sì ch’altra non v’ha parte.
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Caratteristiche:
Benedizione:ordine di benedizione:
Paradosso:
Struttura:
- forma retorica semplice
- "benedetto" come anafora
- cose che devono essere
benedette: in stile paratattico (come Stil Novo)1° QUARTINA
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Benedetto sia ’l giorno, e ’l mese, e l’anno,e la stagione, e ’l tempo, e l’ora, e ’l punto, e ’l bel paese, e ’l loco ov’io fui giunto da’ duo begli occhi che legato m’hanno;
Sia benedetto il giorno e il mese e l’anno, la stagione, il tempo, l’ora e il momento e il bel paese, il luogo dove sono stato condotto da quei begli occhi che mi hanno per sempre legato.
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2° QUARTINA
e benedetto il primo dolce affannoch’i’ebbi ad esser con Amor congiunto, e l’arco, e le saette ond’i’ fui punto, e le piaghe che ’nfin al cor mi vanno.
PARAFRASI e sia bendetto il primo dolce affanno che provai nell'innamorarmi, e l'arco, e le frecce dalle quali fui colpito, e le ferite che mi vanno fino al cuore.
ANALISI E COMMENTO:In questa terzina è descritto come l'innamoramento stravolge i sentimenti dell'autore. Quest'ultimo quando sente la mancanza di Laura, è pervaso dai sospiri, dalle lacrime e dal desiderio di vedere la donna amata.Il poeta sembra fiero di tutte le sofferenze patite e benedice tutti i sentimenti provati per Laura.Inoltre nella terzina è ripreso il tema del sospiro, già citato da Dante in numerosi sonetti (es. Tanto gentile e tanto onesta pare).
1° TERZINA
Benedette le voci tante ch’iochiamando il nome de mia donna ho sparte,e i sospiri, e le lagrime, e ’l desio; PARAFRASI Siano benedette le tante voci che ho sparso in tutte le direzioni nel chiamare la mia donna, e i sospiri, le lacrime e il desiderio d'amore.
ANANFORA : all'inizio di ogni strofa benedice degli elementi diversi. es: "benederre le tante voci"
Nella parte finale l'autore elogia le sue opere, dicendo che grazie esse lui ha acquisito la fama che ha tuttora. Sostiene che l'unica donna che possa trovarsi nei suoi pensieri e nel suo cuore sia Laura, e grazie a questi ultimi versi ne esalta la persona.
e benedette sian tutte le carte ov’io fama l’acquisto, e ’l pensier mio, ch’è sol di lei, sì ch’altra non v’ha parte.
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