Camilla Buccarelli e Valeriia Ilika
Disturbi alimentari
I disturbi alimentari
I distrubi alimentari sono patologie caratterizzate da un disfunzionale comportamento alimentare. I più comuni sono l'anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il distrurbo da alimentazione incontrollata, I casi in Italia sono in continuo aumento. Nel 2019 vi erano 680.569 casi, nel 2022 i casi sono arrivati a 1.450.57.
tra 0,5-1%
tra 8-10%
3 milioni
sono ragazzi
sono ragazze
sono gli italiani che soffrono di disturbi alimentari
Martina ronchi
Una testimonianza toccante
"Quando ero bambina” racconta Martina “non avevo un buon rapporto con mia mamma: lei era molto presente, ma non come avrei voluto io. E crescendo le cose non sono migliorate… Da ragazzina ero perfezionista in tutto: a scuola facevo un dramma se anziché 10 prendevo 9, nello sport e nella musica dovevo essere la più brava. Sentivo il peso di dover essere sempre perfetta. Alla scuola media sono stata vittima di bullismo per il mio aspetto fisico.
Fino a quando, durante l’estate fra la prima e la seconda superiore, ho cominciato a incanalare tutti questi pensieri ed eventi nel mio rapporto con il cibo. Ho iniziato a ridurre le porzioni, a saltare i pasti. Insomma, a manifestare tutti i sintomi tipici dei disturbi alimentari.
"Io stavo davvero molto male: mi ricordo che quell’estate ho perso quasi 10 chili in 2 mesi. Mia mamma mi guardava molto preoccupata e, ad un certo punto, mi ha detto: “Martina, cosa sta succedendo? C’è qualcosa che non va”. Io non sapevo dare un nome a quello che avevo, né sapevo cosa fossero i disturbi alimentari. Da qui la visita dalla pediatra, che, ipotizzando una correlazione fra i sintomi e l’esordio di un disturbo alimentare, raccomandò un consulto neuropsichiatrico, al quale non ho opposto nessuna resistenza perché stavo troppo male. Nel mio caso, il presunto vantaggio era rappresentato dal rapporto con mia mamma, dal suo affetto. Nella mia testa è scattato un pensiero malato:mi dà tutte quelle attenzioni che ho voluto per tanto tempo”.
Conseguenze sulle persone
Martina
“Ricordo il momento in cui ho toccato il fondo. Durante quel periodo c’è stato un momento in cui sono salita sul balcone con l’intenzione di buttarmi. In quel frangente mi sono aggrappata a mia sorella: non mi sono buttata di sotto per lei, che era lì in casa, perché non volevo lasciarla”.
Luna
Stavo perdendo tutte le persone che più amavo e ogni giorno una parte di me si dissolveva con loro.
Ogni cosa sembrava essere sbagliata, ogni pezzo della mia vita sembrava non essere compatibile con quella degli altri, non avevo più un punto fisso al quale aggrapparmi e ad ogni cosa che facevo i sensi di colpa iniziavano ad emergere fino a quando la mia vita non divenne del tutto un grandissimo senso di colpa.
Angela
Guardavo le ragazze correre tra un attività e l'altra, e mi sembravano serene, ridevano. Io non ridevo mai.
Valentina
La malattia ha distrutto la mia esistenza, quella dei miei cari; è stata in grado di allontanare i miei amici, di spegnere i miei desideri e di annullare tutto ciò che mi circondava.
Intervista alla dott.ssa fabiana FEola.Laurea magistrale in psicologia clinica. Università degli studi della campania, luigi vanvitelli
Come posso aiutare una persona che offre di distrurbi alimentari?Qual è l'origine dei distrurbi alimentari? Che effetti ha sulle persone? Come capire se una persona soffre di distrurbi alimentari? Come ci si sente ad avere dei disturbi alimentari?
Ma c'è una via d'uscita
Angela
Martina
Valentina
Luna
Ho riscoperto le mie passioni, i miei talenti ed i miei limiti.
Sono trascorsi, ora mi guardo attorno ed ho tanti progetti futuri da realizzare e pure una cicatrice lunga 19 anni che porta il nome di anoressia..
Mi ha insegnato come essere me stessa e come posso sentirmi a mio agio in un corpo vivo. I suoi consigli e quello che mi ha insegnato mi tornano utili anche oggi a distanza di quattro anni
La malattia mi ha cambiata in meglio: mi ha permesso di fare un percorso di crescita e conoscenza personale, di capire tante cose di me e degli altri. Ero perfezionista e mi sono “smollata”, anche nelle relazioni con gli altri.
In comunità sono rinata, ho riconquistato la mia vita pezzo per pezzo. Decisi che era arrivato il momento di dire basta. Così, lentamente e tra alti e bassi iniziai a riappropriarmi del mio corpo e soprattutto di me stessa.
Valutiamo quelli che possono essere i campanelli d’allarme dei disturbi alimentari: innanzitutto il cibo diviene un pensiero ossessivo, sia nelle restrizioni che nelle abbuffate; eccessiva valutazione del peso e della propria forma corporea; scarsa autostima. Da ciò derivano comportamenti alterati quali diete restrittive, strategie compensatorie (vomito autoindotto; eccessivo esercizio fisico), drastici cambiamenti nella propria alimentazione. È importante sottolineare, però, che una diagnosi spetta al professionista della salute.
La sofferenza che ha origine dai disturbi alimentari può derivare da diverse componenti di innesco, ad esempio: componenti sociali, fragilità psicologiche, complessi periodi di vita (teniamo conto che il più comune periodo di insorgenza è l’adolescenza), traumi, dinamiche familiari.
Solitamente la persona con un disturbo dell’alimentazione vive un forte senso di vergogna, di colpa per il proprio comportamento e nella maggior parte dei casi tende a nasconderlo. In molti casi, poi, la persona non si rende proprio conto di avere un problema, o meglio il suo sintomo diventa un vero e proprio tentativo di autocura, a cui è difficile rinunciare.
Oltre a complicazioni dal punto di vista medico, date dagli squilibri alimentari, questi disturbi comportano anche difficoltà a livello relazionale, emotivo, problemi nel svolgere normali attività sociali, senso di colpa, vergogna, che portano molto spesso la persona affetta a isolarsi e alienarsi.
Riconoscere la fatica che si nasconde dietro la persona, che la malattia è dolorosa e la guarigione è possibile attraverso un percorso integrato, che includa la psicoterapia. Ricordiamo, infatti, che i disturbi alimentari sono sofferenze della mente, che tengono in ostaggio il corpo, utilizzandolo come luogo di espressione. È importante non associare il disturbo a un capriccio, soffrire di disturbi alimentari non è una scelta, così come evitare di etichettare: la persona con disturbi alimentari è una persona, non è la sua malattia.
Disturbi alimentari
Camilla Buccarelli
Created on January 29, 2024
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Camilla Buccarelli e Valeriia Ilika
Disturbi alimentari
I disturbi alimentari
I distrubi alimentari sono patologie caratterizzate da un disfunzionale comportamento alimentare. I più comuni sono l'anoressia nervosa, la bulimia nervosa e il distrurbo da alimentazione incontrollata, I casi in Italia sono in continuo aumento. Nel 2019 vi erano 680.569 casi, nel 2022 i casi sono arrivati a 1.450.57.
tra 0,5-1%
tra 8-10%
3 milioni
sono ragazzi
sono ragazze
sono gli italiani che soffrono di disturbi alimentari
Martina ronchi
Una testimonianza toccante
"Quando ero bambina” racconta Martina “non avevo un buon rapporto con mia mamma: lei era molto presente, ma non come avrei voluto io. E crescendo le cose non sono migliorate… Da ragazzina ero perfezionista in tutto: a scuola facevo un dramma se anziché 10 prendevo 9, nello sport e nella musica dovevo essere la più brava. Sentivo il peso di dover essere sempre perfetta. Alla scuola media sono stata vittima di bullismo per il mio aspetto fisico. Fino a quando, durante l’estate fra la prima e la seconda superiore, ho cominciato a incanalare tutti questi pensieri ed eventi nel mio rapporto con il cibo. Ho iniziato a ridurre le porzioni, a saltare i pasti. Insomma, a manifestare tutti i sintomi tipici dei disturbi alimentari.
"Io stavo davvero molto male: mi ricordo che quell’estate ho perso quasi 10 chili in 2 mesi. Mia mamma mi guardava molto preoccupata e, ad un certo punto, mi ha detto: “Martina, cosa sta succedendo? C’è qualcosa che non va”. Io non sapevo dare un nome a quello che avevo, né sapevo cosa fossero i disturbi alimentari. Da qui la visita dalla pediatra, che, ipotizzando una correlazione fra i sintomi e l’esordio di un disturbo alimentare, raccomandò un consulto neuropsichiatrico, al quale non ho opposto nessuna resistenza perché stavo troppo male. Nel mio caso, il presunto vantaggio era rappresentato dal rapporto con mia mamma, dal suo affetto. Nella mia testa è scattato un pensiero malato:mi dà tutte quelle attenzioni che ho voluto per tanto tempo”.
Conseguenze sulle persone
Martina
“Ricordo il momento in cui ho toccato il fondo. Durante quel periodo c’è stato un momento in cui sono salita sul balcone con l’intenzione di buttarmi. In quel frangente mi sono aggrappata a mia sorella: non mi sono buttata di sotto per lei, che era lì in casa, perché non volevo lasciarla”.
Luna
Stavo perdendo tutte le persone che più amavo e ogni giorno una parte di me si dissolveva con loro. Ogni cosa sembrava essere sbagliata, ogni pezzo della mia vita sembrava non essere compatibile con quella degli altri, non avevo più un punto fisso al quale aggrapparmi e ad ogni cosa che facevo i sensi di colpa iniziavano ad emergere fino a quando la mia vita non divenne del tutto un grandissimo senso di colpa.
Angela
Guardavo le ragazze correre tra un attività e l'altra, e mi sembravano serene, ridevano. Io non ridevo mai.
Valentina
La malattia ha distrutto la mia esistenza, quella dei miei cari; è stata in grado di allontanare i miei amici, di spegnere i miei desideri e di annullare tutto ciò che mi circondava.
Intervista alla dott.ssa fabiana FEola.Laurea magistrale in psicologia clinica. Università degli studi della campania, luigi vanvitelli
Come posso aiutare una persona che offre di distrurbi alimentari?Qual è l'origine dei distrurbi alimentari? Che effetti ha sulle persone? Come capire se una persona soffre di distrurbi alimentari? Come ci si sente ad avere dei disturbi alimentari?
Ma c'è una via d'uscita
Angela
Martina
Valentina
Luna
Ho riscoperto le mie passioni, i miei talenti ed i miei limiti. Sono trascorsi, ora mi guardo attorno ed ho tanti progetti futuri da realizzare e pure una cicatrice lunga 19 anni che porta il nome di anoressia..
Mi ha insegnato come essere me stessa e come posso sentirmi a mio agio in un corpo vivo. I suoi consigli e quello che mi ha insegnato mi tornano utili anche oggi a distanza di quattro anni
La malattia mi ha cambiata in meglio: mi ha permesso di fare un percorso di crescita e conoscenza personale, di capire tante cose di me e degli altri. Ero perfezionista e mi sono “smollata”, anche nelle relazioni con gli altri.
In comunità sono rinata, ho riconquistato la mia vita pezzo per pezzo. Decisi che era arrivato il momento di dire basta. Così, lentamente e tra alti e bassi iniziai a riappropriarmi del mio corpo e soprattutto di me stessa.
Valutiamo quelli che possono essere i campanelli d’allarme dei disturbi alimentari: innanzitutto il cibo diviene un pensiero ossessivo, sia nelle restrizioni che nelle abbuffate; eccessiva valutazione del peso e della propria forma corporea; scarsa autostima. Da ciò derivano comportamenti alterati quali diete restrittive, strategie compensatorie (vomito autoindotto; eccessivo esercizio fisico), drastici cambiamenti nella propria alimentazione. È importante sottolineare, però, che una diagnosi spetta al professionista della salute.
La sofferenza che ha origine dai disturbi alimentari può derivare da diverse componenti di innesco, ad esempio: componenti sociali, fragilità psicologiche, complessi periodi di vita (teniamo conto che il più comune periodo di insorgenza è l’adolescenza), traumi, dinamiche familiari.
Solitamente la persona con un disturbo dell’alimentazione vive un forte senso di vergogna, di colpa per il proprio comportamento e nella maggior parte dei casi tende a nasconderlo. In molti casi, poi, la persona non si rende proprio conto di avere un problema, o meglio il suo sintomo diventa un vero e proprio tentativo di autocura, a cui è difficile rinunciare.
Oltre a complicazioni dal punto di vista medico, date dagli squilibri alimentari, questi disturbi comportano anche difficoltà a livello relazionale, emotivo, problemi nel svolgere normali attività sociali, senso di colpa, vergogna, che portano molto spesso la persona affetta a isolarsi e alienarsi.
Riconoscere la fatica che si nasconde dietro la persona, che la malattia è dolorosa e la guarigione è possibile attraverso un percorso integrato, che includa la psicoterapia. Ricordiamo, infatti, che i disturbi alimentari sono sofferenze della mente, che tengono in ostaggio il corpo, utilizzandolo come luogo di espressione. È importante non associare il disturbo a un capriccio, soffrire di disturbi alimentari non è una scelta, così come evitare di etichettare: la persona con disturbi alimentari è una persona, non è la sua malattia.