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presentazione 1A inquinamento acque

Raffaella Porroni

Created on January 29, 2024

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Transcript

L'inquinamento delle acque

"L’ecologista non è l’uomo che dice che il fiume è sporco. L’ecologista è l’uomo che pulisce il fiume"(Ross Perot)

1.

INQUINAMENTO

Che cos'è?

L'inquinamento dell'acqua – o inquinamento idrico – è, in generale, la contaminazione dei corpi idrici (ad esempio laghi, fiumi, oceani, falde acquifere e acque sotterranee), dovuta di solito alle attività umane. Si tratta della seconda preoccupazione ambientale più importante dopo l'inquinamento dell'aria.

1.INQUINAMENTO

Quando si verifica?

L'inquinamento dell'acqua si verifica quando gli inquinanti ( particelle, sostanze chimiche o sostanze che rendono l'acqua contaminata) vengono scaricate direttamente o indirettamente nei corpi idrici senza un sufficiente trattamento per eliminare i composti o gli elementi nocivi. Gli inquinanti entrano nell'acqua principalmente per cause umane o per fattori legati all'uomo.

1. INQUINAMENTO

Quanti tipi di acqua conosciamo?

Sulla Terra sono presenti circa un miliardo e mezzo di metri cubi di acqua, il 97% dei quali costituito da acqua salata dei mari ed il restante 3% costituito da acqua dolce sotto forma di laghi, fiumi, ghiacciai e acque sotterranee.

In realtà le acque si possono distinguere in base ad altre caratteristiche: 1.di tipo fisico (temperatura, colore, torbidità); 2. di tipo chimico (contenuto di sali, di gas, di prodotti chimici); 3.di tipo biologico (presenza di microrganismi)

INDiCE

1. Inquinamento

2. Inquinamento dell'acqua

3. Inquinamento dei mari

4. Inquinamento acque continetali

5. Salvaimo gli oceani dalla plastica

6. Plastica, microplastica e nanoplastica

7. Team

8. Ringraziamenti

1. INQUINAMENTO

I diversi tipi di inquinamento

Ci sono diversi tipi di inquinamento dell’acqua: 1.civile: deriva dagli scarichi delle città quando l'acqua si riversa senza alcun trattamento di depurazione nei fiumi o direttamente nel mare; 2.industriale: formato da sostanze diverse che dipendono dalla produzione industriale; 3.agricolo: legato all'uso eccessivo e scorretto di fertilizzanti e pesticidi, che essendo generalmente idrosolubili, penetrano nel terreno e contaminano le falde acquifere.

2.

INQUINAMENTO DELL'ACQUA

Effetti più noti dell'inquiamento dell'acqua

  • Le acque subiscono un danno enorme anche dalle attività agricole , poiché i pesticidi e i fertilizzanti di sintesi possono penetrare nel terreno e arrivare fino alle falde acquifere sotterranee, compromettendone la loro purezza.
  • L’inquinamento delle acque è causato anche dalle azioni che compiamo ogni giorno, come i rifiuti che produciamo nel corso della nostra esistenza ,le sostanze che spesso vengono fatte defluire nello scarico dei lavandini e i rifiuti organici e l’acqua sporca domestica. Per questo utilizzare prodotti naturali e rispettosi per l’ambiente farebbe la differenza.
  • Le acque inquinate possono essere un grave rischio per la salute dell'uomo , poiché possono portare virus e batteri e provocare l’insorgere di una serie di malattie anche gravi.
  • Questo inquinamento è causato soprattutto dalle industrie , che scaricano quotidianamente nelle acque prodotti chimici, senza calcolare i danni che porterebbero.
  • Altre industrie sono quelle che scaricano i residui di lavorazione, che portano alla formazione di batteri particolari dannosi per piante e animali.

2. INQUINAMENTO DELL'ACQUA

Prevenzioni e rimedi

Vi sono dei piccoli gesti che potremmo fare tutti noi per ridurre l’inquinamento, come ad esempio utilizzare materiale biodegradabile , limitare l’utilizzo della plastica, adoperare detergenti naturali, non buttare mai nello scarico dei sanitari oggetti solidi e se si possiede un giardino , bisognerebbe utilizzare solo concimi e diserbanti naturali.

2. INQUINAMENTO DELLE ACQUE

Inquinamento della plastica Si è sempre parlato dell’inquinamento della plastica come uno dei peggiori, poiché questo materiale impiega secoli per degradarsi completamente. Per questo motivo è fondamentale ridurre l’utilizzo di questo materiale e sostituirlo con materiali alternativi , come il vetro per le bottiglie e la stoffa per i sacchetti. Cerchiamo quindi di fare la nostra parte per il nostro bene e quello del pianeta in cui viviamo.

2. INQUINAMENTO DELLE ACQUE

Inquinamento della plastica Si è sempre parlato dell’inquinamento della plastica come uno dei peggiori, poiché questo materiale impiega secoli per degradarsi completamente. Per questo motivo è fondamentale ridurre l’utilizzo di questo materiale e sostituirlo con materiali alternativi , come il vetro per le bottiglie e la stoffa per i sacchetti. Cerchiamo quindi di fare la nostra parte per il nostro bene e quello del pianeta in cui viviamo.

3.

INQUINAMENTO DEI MARI E OCEANI

L’oceano è diventato la discarica della terra: ogni rifiuto se viene smaltito in maniera sbagliata e prima o poi va a finire nel mare. Il wwf si adopera per far concentrare le aziende ad elaborare delle misure volte alla tutela delle acque marine Lo scarto che si trova frequentemente è soprattutto la plastica: un materiale non biodegradabile che noi utilizziamo oltretutto come usa e getta e rischia di essere ingerito da balene, gabbiani, tartarughe marine e altri animali acquatici. Ogni anno si stima che finiscano nelle acque marine dai 4,8 ai 12,7 milioni di tonnellate di rifiuti plastici. Una regione critica in tal senso è il Sud-est asiatico.

L'eccessiva concimazione favorisce la crescita di alghe che consumano l'ossigeno presente nell'acqua e provocano la morte di molti esseri viventi marini. Il fenomeno crea vaste zone morte dove la vita è impossibileMa non è ancora troppo tardi per ritrasformare i nostri oceani in habitat puliti e ricchi di risorse. Il WWF richiama all'ordine governi e aziende affinché siano emanate e rispettate normative riguardanti lo smaltimento di rifiuti e sostanze chimiche. Il WWF si impegna inoltre per promuovere la creazione di ulteriori e più estese aree marine protette, nelle quali la pesca venga sottoposta a controlli severi e le trivellazioni, come quelle petrolifere, siano vietate.

Ad inquinare le acque sono anche i pescatori che perdono le reti in mare aperto o semplicemente buttano quelle rotte.Qui vengono imprigionate molti animali e vengono soffocati e brutalmente uccisi. Altro problema sono i concimi che vengono impiegati nei campi e attraverso i fiumi vanno a finire nei mari.

3. INQUINAMENTO MARI E OCEANI

L'oceano – questa immensa distesa d'acqua blu che ricopre parte del nostro pianeta – diventa sempre più la discarica della Terra. Dai sacchetti di plastica ai pesticidi, la maggiore parte dei rifiuti prodotti dall'uomo finisce in un modo o nell'altro in mare. Anche le navi e le piattaforme petrolifere fanno la loro parte. Il WWF si adopera per richiamare all'ordine autorità e aziende affinché siano elaborate e adottate misure volte alla tutela delle acque marine.

L'INQUINAMENTO DELLE ACQUE CONTINENTALI

4. L'INQUINAMENTO DELLE ACQUE CONTINENTALI

L'Inquinamento dei fiumi e dei laghi

I fiumi, i laghi, le falde idriche e persino gli acciai vengono sempre più spesso contaminati dalla immissione di sostanze inquinanti molto tossiche. I fiumi grazie al rimescolamento dell’acqua, smaltiscono in tempi non molto lunghi gli inquinanti. Nei laghi, dove il ricambio delle acque è molto lento, le sostanze tossiche impiegano invece moltissimo tempo a degradarsi.

4. L'INQUINAMENTO DELLE ACQUE CONTINENTALI

L'inquiamento delle falde idriche

Nelle acque sotterranee la diluizione delle sostanze nocive e avviene con grande difficoltà poiché il movimento di queste acque è lento. Perciò non c’è praticamente rimedio ad un marcato inquinamento delle falde idriche: l’unico modo per salvarlo e non inquinarle. Quando le riserve idriche sono contaminate divengono inutilizzabili con gravi conseguenze per la comunità umana.

4. L'INQUINAMENTO DELLE ACQUE CONTINENTALI

Le fonti di inquinamento principali

Le fonti di inquinamento principali dei fiumi e dei laghi sono: le acque residuali urbane, che nelle metropoli raggiungono valori altissimi dico di contaminazione; le acque di scarico delle industrie, che portano con loro residui anche tossici o possono essere versate a temperature troppo elevate per le forme di vita; le acque utilizzate nell’agricoltura che a loro volta sono cariche dei rifiuti di origine animali, insetticidi, pesticidi e fertilizzanti.

Le acque dolci accumulano così centinaia di sostanze chimiche, inorganiche e organiche, e i prodotti delle loro relazioni. Con l’aiuto dei batteri, queste acque possono rigenerarsi solo se sono inquinate entro certi limiti. Le falde idriche essendo il rapporto più o meno diretto con le acque correnti superficiali possono venire facilmente inquinate.

4. inquinamento delle acque con tinentali

L'Eutrofizzazione

Una forma di inquinamento molto diffusa nei laghi è l’eutrofizzazione. Si tratta di un fenomeno connesso alla eccessiva proliferazione di alghe che vengono concimati dai fosfati e delicati i quali provengono soprattutto dagli scarichi delle nostre abitazioni e da quelli agricoli.Alla loro morte le alghe si accumulano sul fondo del lago, dove i microrganismi le decompongono. Il processo di decomposizione richiede ossigeno che a sua volta si scioglie nell’acqua soltanto in piccole quantità e di solito le acque di un lago non ne contengono molto. Quando l’accumulo di alghe è eccessivo, gli organismi decompositori utilizzano una quantità di ossigeno tale da ridurre il contenuto disciolto nell’acqua fino al punto che gli altri organismi non riescono più a sopravvivere.

5.

SALVIAMO GLI OCEANI DALLA PLASTICA

Più di 33 mila bottigliette di plastica finiscono nel Mediterraneo ogni minutoOgni anno 570 mila tonnellate di plastica finiscono nelle acque del Mediterraneo, l'equivalente di 33.800 bottigliette di plastica gettate in mare ogni minuto. L’inquinamento da plastica sta continuando a crescere. Se i Paesi non adottano soluzioni concrete ed efficaci, entro il 2050 l'inquinamento nell’area mediterranea quadruplicherà .

5. SALVIAMO GLI OCEANI DALLA PLASTICA

L'inquinamento nel Mar Mediterraneo

  • Nel Mar Mediterraneo l'inquinamento ha raggiunto livelli record a causa dei sistemi di gestione dei rifiuti dei Paesi del Mediterraneo altamente inefficaci, costosi e inquinanti. Il nostro nuovo report 2019 “Fermiamo l’inquinamento da Plastica: come i Paesi del Mediterraneo possono salvare il proprio mare” ha analizzato ed evidenziato i principali difetti del sistema e proposto un piano di azioni politiche che i singoli paesi devono sviluppare. Per fermare l'inquinamento da plastica è infatti indispensabile un'economia sostenibile e circolare che riduca a zero la produzione di rifiuti di plastica.
  • L’Italia ha già fatto molto contro l’inquinamento da plastica: il nostro Paese ha vietato l’utilizzo di shopper di plastica per la spesa dal 1° gennaio 2011; dall’inizio del 2018 ha vietato l’uso di sacchetti di plastica per gli alimenti; dal 1° gennaio 2019 è vietato l’uso di bastoncini cotonati non biodegradabili e dal 1° gennaio 2020 l’uso di microplastiche nei cosmetici. Ma oggi il nostro Paese ha un’ulteriore occasione per mantenere e rafforzare la sua leadership su scala europea, sposando le richieste delle petizione globale.

5. SALVIAMO GLI OCEANI DALLA PLASTICA

Con misure per esempio:

  • L'obbligo di sviluppare e attuare piani d'azione nazionali
  • Uno schema condiviso per il monitoraggio la rendicontazione e la valutazione dei volumi di macro e micro-plastiche dispersi in mare
  • Un impegno per lo sviluppo di metodi, definizioni, standard e regolamenti comuni per uno sforzo globale efficace e coordinato per combattere l’inquinamento marino da plastica

La risposta globale efficace a questa crisi dev'essere un trattato globale dettagliato e omnicomprensivo, con obblighi chiari e responsabilità in materia di prevenzione, controllo e rimozione dell’inquinamento marino da plastica dagli oceani del mondo.

6. Plastica, Microplastica e nanoplastica

La plastica

  • La plastica è un materiale molto utile e importante che ad oggi troviamo dappertutto e utilizziamo costantemente e quotidianamente, risulta più leggera e meno costosa di molti altri materiali.
  • Come dei pregi ha anche difetti ad esempio se non viene correttamente smaltita o riciclata, persiste molto a lungo nell’ambiente. Basti pensare che il tempo di degradazione di una bottiglia di plastica può variare fra i 100 e i 1000 anni.

6. Plastica, Microplastica e nanoplastica

La microplastica

  • Nel corso del tempo inoltre la plastica tende a rompersi e frammentarsi formando quindi le così dette MICROPLASTICHE: minuscoli pezzi di tale materiale, solitamente inferiori ai 5 millimetri, che si formano principalmente in seguito al disgregarsi e deteriorarsi di pezzi di plastica più grandi come sacchetti, bottiglie e reti da pesca.
  • L’inquinamento da plastica e da microplastica è oggi ovunque: negli oceani, nei campi, nei prodotti alimentari e nell’acqua che beviamo.
  • Il 2-5 % di tutta la plastica prodotta finisce quindi negli oceani, di cui una parte sotto forma di microplastica, anche quest’ultima purtroppo in costante aumento. In particolare nel 2017 l’ONU ha dichiarato che ci sono 51.000 miliardi di particelle di microplastica nei mari.
  • Altro aspetto da considerare è quello legato alle microplastiche presenti in mare che possono essere ingerite dagli animali marini come pesci, molluschi e crostacei e quindi, attraverso la catena alimentare, la plastica e le sostanze chimiche tossiche da essa veicolate possono arrivare direttamente sulle nostre tavole,difatti una ricerca scientifica condotta nel 2017 dall’Università Politecnica delle Marche, conferma la presenza di particelle di microplastica in pesci e invertebrati,nei mari italiani emerge che tra il 25 e il 30 per cento dei pesci e invertebrati analizzati contiene micro particelle di plastica.
  • Nei pesci le microplastiche ingerite si fermano nell’apparato digerente che non viene normalmente consumato dall’uomo mentre diversa è la situazione nel caso di molluschi e crostacei.

6. Plastica, Microplastica e nanoplastica

Le nanoplastiche

  • Ulteriore evoluzione del problema è la graduale trasformazione/degradazione delle microplastiche in nanoplastiche, particelle di dimensioni ancora più piccole che, ingerite dai pesci, possono trasferirsi nei tessuti, con conseguenti rischi ancora non ben chiariti per la salute umana in seguito al consumo degli stessi. Non c’è quindi da stupirsi se di recente sono state rinvenute particelle di plastica anche nelle feci umane.
  • In particolare uno studio commissionato da WWF ha concluso che ingeriamo in media circa 2000 frammenti di microplastiche a settimana, pari a circa 21 grammi al mese e poco più di 250 grammi all’anno.
  • Per quanto riguarda gli effetti delle microplastiche sulla salute dell’uomo non sono ancora stati valutati e accertati appieno. Secondo alcuni ricercatori la microplastica ingerita di per sé non causa rischi concreti per la salute in quanto transiterebbe solo nel nostro intestino per essere quindi eliminata con le feci. Problematiche ed effetti nocivi, soprattutto a medio e lungo termine, si potrebbero però manifestare a causa degli additivi che la plastica può contenere come agenti stabilizzatori, ignifughi, coloranti, ecc.

6. Plastica, Microplastica e nanoplastica

Conclusioni

  • La plastica e le microplastiche rappresentano quindi una problematica purtroppo molto grave, diffusa e globale su cui è indispensabile intervenire subito.
  • Senza dubbio in Europa si stanno prendendo provvedimenti nella lotta all’inquinamento da plastica.
  • La strategia per ridurre la plastica mira ad aumentare i tassi di riciclaggio dei rifiuti di plastica nell’UE e a rendere tutti gli imballaggi di plastica riutilizzabili o riciclabili entro il 2030.
  • Per i trasgressori è prevista una sanzione da 77 a 500€.
  • Si tratta senza dubbio di iniziative positive ed interessanti ma per cercare di ottenere i migliori risultati sono indispensabili direttive suggerite dall’alto, applicate in maniera armonizzata e diffusa e controlli per il rispetto delle stesse.

VIDEO

L'emergenza plastica raccontata da un velista speciale: Francesco Malingri.

TEAM

Maria Luisa Trezza

Valeria Puglia

Gioia De Grossi

Claudia Mihu

Jhonatan Centeno Reyes

Adelaide Viotti

THANKS!