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Il Vittoriale

Sophia Scalera

Created on January 29, 2024

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Transcript

Vittoriale

Sophia Scalera 3A

Nome

Il nome rende omaggio alla Vittoria dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale celebrando il genio e le audaci imprese del poeta-soldato. Una forte analogia con il Vittoriano a Roma che celebra il Padre della Patria, re Vittorio Emanuele II, e l'intera stagione risorgimentale.

Dove si trova

Il complesso si estende sulla riva bresciana del Lago di Garda: per l'esattezza, è a Gardone Riviera il Vittoriale, in tutta la sua magnificenza, per un'estensione di nove ettari in posizione panoramica sulle colline che dominano il lago. La struttura ospita archivi, biblioteche, un bookshop, è aperto alla didattica e all'organizzazione di eventi pubblici e privati, compresi matrimoni e unioni civili.

Stanze interne

Stanza del mascheraio

Stanza della Zambracca

Stanza della Leda

Stanza della musica

Stanza del mappamondo

Veranda dell'Apollino

Stanza della Cheli

Officina della Prioria

Esterno

L'atmosfera sorprendente è ben percepibile anche negli ambienti esterni, dove sono pronti ad accoglierti lussuosi giardini, la limonaia con il Belvedere, il Portico del Parente intitolato a Michelangelo Buonarroti e lo splendido anfiteatro con vista lago, ancora oggi sede ogni estate di importanti manifestazioni musicali e di concerti di artisti rinomati provenienti da tutto il mondo.

Fine

La sala della Zambracca

Il poeta utilizzava questa sala come studio e l’aveva dotata anche di una farmacia: da qui il nome “zambracca”, ( ovvero donna di pulizie ma anche meretrice). Nella stanza ci sono tantissimi oggetti tra cui la scrivania su cui, il primo marzo 1938, D’Annunzio morì per emorragia cerebrale.

Veranda dell'Apollino

L’architetto Maroni la progettò per evitare che la luce diretta non entrasse nella stanza della Leda. Il nome della veranda viene dalla statua di Apollo collocata in centro e già presente nello studio del poeta ad Arcachon, in Francia.

La nave

La prora della Nave Puglia, una delle protagoniste della Prima Guerra Mondiale, venne rimontata al Vittoriale tra il 1925 e il 1938. La nave, sulla quale trovò la morte Tommaso Gulli nelle acque di Spalato, fu donata a d’Annunzio dalla Marina Militare nel 1923.

Mausoleo

Al Vittoriale il poeta riservò ai suoi cani un piccolo cimitero, con al centro la sua tomba. Per tutta la vita D’Annunzio si circondò di levrieri, alani e molossi, infatti, nel Vittoriale ci sono numerose fotografie in cui D’Annunzio mostra un volto privato e inconsueto, mentre sorride spensierato circondato dai suoi levrieri.

Anfiteatro

“Una conca marmorea sotto le stelle”, così Gabriele d’Annunzio immaginava il teatro ideale per rappresentare i propri spettacoli, immerso nella splendida cornice del Vittoriale. Fu il Vate a scegliere il luogo: un punto panoramico del parco, da cui si ammirano l’Isola del Garda, il Monte Baldo, la penisola di Sirmione e, soprattutto, la suggestiva Rocca di Manerba.

La stanza della musica

In questa stanza si trovano gli strumenti musicali. Proprio da una finestra della stanza della musica, la prima entrando, D’Annunzio cadde misteriosamente il 13 agosto 1922 e riportò una grave ferita alla testa.Non si conobbero le cause della caduta, neppure il poeta ne parlò mai, ma tra quelle più accreditate c’è una sua acrobazia amorosa verso la sorella di Luisa Baccara

La sala del mappamondo

La sala del mappamondo prende nome dal grande mappamondo appartenuto al precedente proprietario della villa, Henry Thode, sormontato da un galeone in ferro battuto. La stanza fungeva anche da cenacolo per ospiti illustri. La sala custodisce un piccolo sacrario dedicato a Napoleone Bonaparte. C'é anche la maschera funeraria dell’imperatore e, D’Annunzio ha voluto omaggiare Dante Alighieri, facendo incastonare in una nicchia di damasco rosso una xilografia di Adolfo de Carolis, realizzata a Fiume nel 1920.

Officina della Prioria

Lo studio di D’Annunzio si trova proprio accanto allo scrittoio. Questo è un ambiente molto luminoso grazie alle scaffalature in rovere chiaro che contengono strumenti di lavoro, dizionari, repertori, volumi che si alternano a oggetti cari al poeta. Uno di questi è il calco in gesso del volto di Eleonora Duse che DAnnunzio teneva coperto per non essere distratto dalla sua bellezza.

Stanza della Cheli

In questa stanza c'è la tartaruga Cheli che, a detta di D’Annunzio, morì per indigestione . Il poeta decise di posizionarla nella sala da pranzo come monito rivolto ai commensali, anche se D’Annunzio raramente si sedeva a tavola con gli ospiti

Stanza della Leda

Prima di entrare nella stanza del poeta si legge “genio et voluptati” cioè al genio e al piacere. Questo ambiente è nominato stanza della Leda per il bronzo raffigurante la scena mitologica di Leda amata da Zeus in forma di cigno.

Il tema amoroso aleggia anche sul soffitto della stanza dove campeggiano i primi versi della canzone dantesca “tre donne intorno al cor mi son venute”. Ben visibili sono i sei elefanti in maiolica acquistati in Francia dalla moglie, Maria Hardouin di Gallese.

Aereo

Nell'auditorium del Vittoriale si ammira ancora oggi, recentemente restaurato, l’aereo SVA utilizzato da d'Annunzio per le sue imprese: come il volo su Vienna.

Stanza del mascheraio

Dal vestiblo, la porta a destra conduce alla stanza degli ospiti indesiderati, la stanza del Mascheraio, dedicata a questa figura che fabbrica e vende le maschere di carnevale. Proprio qui ebbe luogo la visita di Mussolini.