24 maggio 1915
Notizie dall'Italia
L'italia entra in guerra affiancando la triplice intesa
Il fatidico giorno è arrivato: oggi 24 maggio 1915 la nostra nazione entra in guerra a fianco della Triplice Intesa. Tutto è iniziato quando l'Impero Austro Ungarico ha annesso la Bosnia-Erzegovina, che era sotto l'infuenza serba. La tensione è definitivamente esplosa il 28 giugno dell'anno scorso, quando Gravillo Princip, un giovane nazionalista bosniaco di etnia serbo, ha assassinato l'Arciduca austriaco Francesco Ferdinando, erede al trono, in occasione della sua visita a Sarajevo. L'Austria aveva dato un ultimatum alla Serbia per farla entrare nella propria sfera di influenza e, in sostanza, un suo stato satellite; la Serbia, tuttavia, appoggiata dalla Russia, aveva rifutato e così l'Austria le dichiarò guerra. Nello stesso periodo, la Germania, alleata dell'Austria, dichiarava guerra al Belgio, con lo scopo di avere uno sbocco sull'oceano Atlantico e quindi potere fronteggiare direttamente la flotta britannica. L'azione della Germania, tuttavia, violava la convenzione di Ginevra, costringendo la Francia e l'Inghilterra ad entrare in guerra nel mese di luglio del 1914. L'Italia, all'inizio del conflitto si era mantenuta neutrale ma successivamente re Vittorio Emanuele III, spinto da mire espansionistiche e da un sentimento risorgimentale ancora molto forte essendo avvenuta l'unificazione solo pochi decenni prima, decide di dichiarare a sua volta guerra all'Austria, convinto di ottenere maggiore fama e gloria e diventare così una delle più grandi potenze europee al pari di Gran Bretagna e Francia. Credo che l'entrata in guerra del nostro Paese possa essere causa di grandi problemi e quindi la mia opinione è contraria all'ingresso nel conflitto, per le ragioni che andrò ad esporre di seguito. In primo luogo la nostra è una nazione giovane e in caso di sconfitta della Triplice Intesa saremmo costretti a soccombere davanti al grandissimo sviluppo tedesco e all'Austria, suo alleato e nostro nemico storico. In secondo luogo nel nostro Paese è nettamente prevalente l'opinione a favore della neutralità: a mio parere né il parlamento né il popolo avrebbero voluto aggiungersi al conflitto e dopo questa decisione temo che il popolo possa essere sempre più ostile al re. In terzo luogo questa guerra può causare gravi scontri tra i partiti: l'Italia è profondamente divisa, con i cattolici fortemente contrari all'entrata in guerra e vicini ai contadini del Sud che essendo molto poveri non avrebbero nulla da guadagnare con il conflitto; al Nord, invece, la borghesia è sempre stata favorevole al conflitto, spinta dall'aumento dei profitti grazie all'industria bellica. La mia contrarietà al conflitto, tuttavia, è dovuta principalmente allo spaventoso numero di giovani soldati che perderanno la vita nei combattimenti: questa è una guerra nuova, con armi moderne come le mitragliatrici che causeranno moltissime vittime per il nostro esercito, peraltro meno numeroso e peggio equipaggiato rispetto a quello austriaco. In conclusione mi sento di condividere l'opinione di Giovanni Giolitti, secondo il quale il nostro Paese avrebbe dovuto avere come obiettivo la riunificazione delle terre Irredente, Trento e Trieste, da ottenere attraverso un accordo con l'Austria in cambio della nostra neutralità ed evitando la perdita di molte migliaia di giovani vite umane.
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Leonardo STEFANI
Created on January 27, 2024
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24 maggio 1915
Notizie dall'Italia
L'italia entra in guerra affiancando la triplice intesa
Il fatidico giorno è arrivato: oggi 24 maggio 1915 la nostra nazione entra in guerra a fianco della Triplice Intesa. Tutto è iniziato quando l'Impero Austro Ungarico ha annesso la Bosnia-Erzegovina, che era sotto l'infuenza serba. La tensione è definitivamente esplosa il 28 giugno dell'anno scorso, quando Gravillo Princip, un giovane nazionalista bosniaco di etnia serbo, ha assassinato l'Arciduca austriaco Francesco Ferdinando, erede al trono, in occasione della sua visita a Sarajevo. L'Austria aveva dato un ultimatum alla Serbia per farla entrare nella propria sfera di influenza e, in sostanza, un suo stato satellite; la Serbia, tuttavia, appoggiata dalla Russia, aveva rifutato e così l'Austria le dichiarò guerra. Nello stesso periodo, la Germania, alleata dell'Austria, dichiarava guerra al Belgio, con lo scopo di avere uno sbocco sull'oceano Atlantico e quindi potere fronteggiare direttamente la flotta britannica. L'azione della Germania, tuttavia, violava la convenzione di Ginevra, costringendo la Francia e l'Inghilterra ad entrare in guerra nel mese di luglio del 1914. L'Italia, all'inizio del conflitto si era mantenuta neutrale ma successivamente re Vittorio Emanuele III, spinto da mire espansionistiche e da un sentimento risorgimentale ancora molto forte essendo avvenuta l'unificazione solo pochi decenni prima, decide di dichiarare a sua volta guerra all'Austria, convinto di ottenere maggiore fama e gloria e diventare così una delle più grandi potenze europee al pari di Gran Bretagna e Francia. Credo che l'entrata in guerra del nostro Paese possa essere causa di grandi problemi e quindi la mia opinione è contraria all'ingresso nel conflitto, per le ragioni che andrò ad esporre di seguito. In primo luogo la nostra è una nazione giovane e in caso di sconfitta della Triplice Intesa saremmo costretti a soccombere davanti al grandissimo sviluppo tedesco e all'Austria, suo alleato e nostro nemico storico. In secondo luogo nel nostro Paese è nettamente prevalente l'opinione a favore della neutralità: a mio parere né il parlamento né il popolo avrebbero voluto aggiungersi al conflitto e dopo questa decisione temo che il popolo possa essere sempre più ostile al re. In terzo luogo questa guerra può causare gravi scontri tra i partiti: l'Italia è profondamente divisa, con i cattolici fortemente contrari all'entrata in guerra e vicini ai contadini del Sud che essendo molto poveri non avrebbero nulla da guadagnare con il conflitto; al Nord, invece, la borghesia è sempre stata favorevole al conflitto, spinta dall'aumento dei profitti grazie all'industria bellica. La mia contrarietà al conflitto, tuttavia, è dovuta principalmente allo spaventoso numero di giovani soldati che perderanno la vita nei combattimenti: questa è una guerra nuova, con armi moderne come le mitragliatrici che causeranno moltissime vittime per il nostro esercito, peraltro meno numeroso e peggio equipaggiato rispetto a quello austriaco. In conclusione mi sento di condividere l'opinione di Giovanni Giolitti, secondo il quale il nostro Paese avrebbe dovuto avere come obiettivo la riunificazione delle terre Irredente, Trento e Trieste, da ottenere attraverso un accordo con l'Austria in cambio della nostra neutralità ed evitando la perdita di molte migliaia di giovani vite umane.