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COSTITUZIONI ANTICHE E MODERNE
Giulia Polverino
Created on January 27, 2024
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Transcript
Costituzioni antiche e moderne
Le prime norme scritte e le principali tappe storiche del diritto
cos'è la costituzione
Citazione
le leggi materiali
Le Leggi, in senso materiale, sono il fondamento della convivenza civile tra i cittadini di uno Stato. Esse, infatti, sono norme di comportamento da adottare e rispettare al fine di regolare le relazioni sociali. Alcune leggi specifiche, invece, riguardano l'ordinamento dello Stato e delle sue Istituzioni.
maat, dea della verità e della giustizia
le regole della convivenza civile
Le Leggi o norme risalgono agli albori della civiltà (3500 a.C), quando le comunità umana, dopo essersi stanziate su un territorio, sono cresciute demograficamente, hanno dovuto difendersi dai nemici e le attività produttive si sono differenziate. In questo lontano periodo, le Leggi, stabilite dal re o dalle classi aristocratiche ricche erano orali e quindi avevano evidentemente il carattere di essere soggettive e discrezionali.
estratto del codice di Ur-Nammu
il codice di ur-Nammu
L’esigenza di riunire in un unico testo scritto le regole fondamentali di convivenza civile risale al III millennio a. C. e si giustifica con la volontà di sottrarle alla discrezionalità di chi deve farle rispettare e di renderle consultabili e reperibili da chiunque. Il più antico codice scritto che ci è pervenuto e che risale al 2050 a.C. è “il codice di Ur-Nammu”, attribuito al capostipite della terza dinastia di re della città sumera di Ur in Mesopotamia, Nammu.
aprofondimento
estratto del codice di hammurabi
il codice di Hammurabi
Risale invece al 1700 a.C., il codice di Hammurabi, voluto dal re babilonese Hammurabi e inciso su di una stele di pietra di basalto. Si tratta della più importante raccolta di leggi scritte antiche ed ebbe una ricaduta rivoluzionaria: per la prima volta un sovrano garantiva la certezza del diritto, e tutti i cittadini conoscevano quali erano i diritti e i doveri e quali erano le regole a cui dovevano attenersi e quali le pene in caso di inosservanza.
aprofondimento
l'antica babilonia
classi sociali a Sparta
il diritto a sparta
A Sparta la struttura sociale ruotava intorno al mantenimento dell’organizzazione militare e pertanto fin dalla nascita i maschi erano educati per diventare guerrieri. Questa polis ebbe sempre un regime di tipo oligarchico e infatti il potere era rimasto sempre in mano esclusivamente agli spartiati: pur essendo in netta inferiorità numerica, prendevano tutte le decisioni, anche per i perieci, uomini liberi ma privi dei diritti attribuiti ai cittadini, e per gli iloti, veri e propri schiavi, privi di qualsiasi diritto e costretti a coltivare le terre degli spartiati.
il diritto a sparta
Le uniche leggi spartane di cui si ha conoscenza furono quelle di Licurgo, vissuto forse tra l' VIII-VII secolo a.C. A Licurgo , quindi, si attribuisce la costituzione spartana, formata non da leggi scritte ma da norme consuetudinarie. Queste norme, che secondo la mitologia gli furono dettate direttamente dall’Oracolo di Delfi, regolavano l’ordinamento dello Stato nelle sue istituzioni politiche, sociali, economiche e militari. La stessa costituzione di Licurgo prevedeva la divisione dei cittadini in classi sociali rigorosamente separate.
aprofondimento
oligarchia
il diritto ad Atene
Nel mondo greco classico, e in particolare ad Atene, vennero elaborati concetti fondamentali che ancora oggi sono centrali, vale a dire libertà, democrazia e cittadinanza. Precedentemente al periodo classico, e precisamente tra l’XI a IX a.C., Atene era governata da un re. All’inizio del VII secolo a. C. il monarca venne affiancato da un consiglio degli arconti (scelti sempre nella classe dei nobili ed eletti solo dai nobili) e quindi pian piano, la monarchia venne soppiantata dall’oligarchia.
Dracone
misura Draconiana
L'oligarchia produsse molti conflitti sociali, soprattutto quando si impose una nuova classe molto ricca che faceva affari con le colonie e che partecipava anche alla difesa della città con le proprie risorse. Pertanto, nel tentativo di porre fine alle lotte, che spesso sfociavano in vere e proprie guerre civili, nel 621 a.C. l’arconte Dracone promulgò le prime leggi scritte di Atene. Dracone si occupò di diritto privato (le pene di chi violava la proprietà privata erano durissime) e diritto penale. Per evitare le faide legate agli omicidi, impose severissime leggi per chi commetteva questo tipo di reato.
solone
la pubblicazione della costituzione di solone
I conflitti sociali però non terminarono con la riforma di Dracone e quindi nel 594 a.C., l’arconte Solone mise per iscritto un nuovo codice di norme grazie al quale le nuove e ricche classi emergenti acquisirono un ruolo importante nell’amministrazione della polis: ad Atene si istituì la timocrazia (il governo dei ricchi). La popolazione venne divisa in quattro gruppi in base al censo e solo la prima classe e la seconda classe eleggevano gli arconti, mentre tutte le classi eleggevano l’ecclesia. Ovviamente erano esclusi dalla vita pubblica gli schiavi e le donne.
la tirannide di pisistro
il tiranno
Il malcontento tuttavia non cessò con Solone, che fu costretto all'esilio, e le lotte sociali ripresero più violente di prima. Ciò favorì l’ascesa di Pisistrato che si proclamò, nel 546 a.C., tiranno della città. Pisistrato governò con moderazione, assicurando un periodo di prosperità alla polis, ma alla sua morte, nel 527 a.C. gli successero i figli Ippia e Ipparco e con loro la tirannide divenne più dispotica.
la democr azia imperfetta
Clistene
la costituzione degli ateniesi di aristotele
Dopo la tirannide e grazie alle riforme di Clistene, Atene finalmente divenne una democrazia e così facendo divenne un modello per i secoli successivi. Le riforme di Clistene stabilivano che tutti i cittadini ateniesi maschi adulti e liberi erano uguali tra loro. Avevano gli stessi diritti e doveri, a prescindere dalle loro ricchezze, dai loro antenati, dalle loro opinioni e pertanto questi concorrevano al governo della città, alle scelte delle politiche interne ed esterne, all’amministrazione della giustizia ecc.
la demagogia
il diritto romano
lo stato di diritto oggi
Il diritto è una delle più importanti eredità che il mondo romano ha lasciato all’Europa: il corpus di leggi prodotto da Roma è stato alla base degli ordinamenti giuridici dei secoli successivi. È l'insieme delle norme che sono state alla base dell’ordinamento giuridico romano per circa tredici secoli; dalla fondazione di Roma (convenzionalmente il 753 a.C o 754 a.C) fino alla fine dell'Impero di Giustiniano (565 d.C.).
la monarchia
il diritto romano
la REPUBBLICA
IL SENATO ROMANO
L’evoluzione della legislazione e del diritto romano è legata alla forma di governo che Roma assunse e pertanto si possono individuare 4 grandi fasi storiche del diritto romano. 1) DIRITTO ARCAICO - Dalla fondazione di Roma alle leggi delle XII Tavole (753-451 a.C.) La prima fase è detta “del diritto arcaico o quiritario”, che coincide con il periodo tra la fondazione di Roma fino alle Leggi delle XII tavole e pertanto comprende gli anni della monarchia e i primi anni della Repubblica.
il commentoi di cicerone
il diritto romano
2) Diritto repubblicano fino alla seconda guerra punica (451 al 201 a.C.) Nel 451 a.C. furono scelti dieci cittadini romani (decemviri legibus scribundis) per scrivere per la prima volta le leggi, che vennero incise su dodici tavole di bronzo, dette duodecim tabulae, e che vennero affisse al Foro romano. Queste contenevano le regole di diritto pubblico, di diritto privato e di diritto sacro denominate ius civile e riguardavano esclusivamente i cittadini romani e l’ordinamento dello stato.
SCRIPTA MANENT
estratto della I tavola
il diritto romano
3) Diritto pre-classico (201-27 a.C.)Il periodo successivo (201a.C. fino al principato di Augusto) è chiamato periodo del diritto pre-classico. Coincise con una produzione da parte dei giuristi di un grande numero di trattati. Tra i più famosi giuristi si ricordano, Quinto Mucio Scevola, che ebbe grande influenza nelle epoche successive, e Servio Sulpicio Rufo, amico di Cicerone. In questo periodo, allo ius civile si affianca lo ius honorarium, ( leggi pretorie) che comprende gli editti dei magistrati per integrare, modificare, adeguare o correggere la giurisprudenza esistente".
la cittadinanza romana
il diritto romano
3) Diritto classico (27 a.C. - 235 d.C.)Il periodo del diritto classico rappresentò, per la giurisprudenza romana, il momento più elevato dell'intera storia romana. Allo ius civile che riguardava esclusivamente i cittadini romani si aggiunse lo ius gentium composto principalmente da decreti pretori e che riguardava i rapporti tra lo Stato romano e i popoli conquistati che abitavano nelle Province. In questo periodo i giuristi produssero trattati e commentari di notevole importanza.
suddivisio del diritto romano
il diritto romano
il secolo di Lumi e "la revolution francaise"
4) Diritto post-classico (235-565 d.C.) L'ultimo periodo del diritto romano è quello denominato post-classico, iniziato nel 235 , dopo la morte dell’imperatore Alessandro Severo e terminato con Giustiniano. Non è questa la fase migliore per il diritto, poiché gli imperatori avevano concentrato sempre di più il potere nelle loro mani e le loro costituzioni erano volte a conservare tale potere assoluto piuttosto che introdurre innovazioni e migliorie. L’imperatore bizantino Giustiniano è passato alla storia per aver raccolto, in un unico testo, tutto il diritto romano: il Corpus Juris Civilis. Il codice di Giustiniano fu considerato come un monumento della saggezza romana e rimase in vigore nell’impero bizantino.
La costituzione italiana
Gli allievi della classe II C del Liceo scientifico A. Genoino: Bucciarelli Fernando D'Amico Alessia Landi Mariana Polverino Giulia Serio Francesco
Thanks!
La Costituzione è la Legge fondamentale di uno Stato e tutte le altre Leggi devono essere rispettose della Costituzione.
L'antica Babilonia
"La mia libertà finisce dove inizia la tua"
Chi decide di vivere in comunità e gode dei benefici derivanti da ciò, deve rinunciare a una parte della propria libertà individuale per consentire agli altri di vivere la propria porzione di libertà.