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PLAUTO - Miles Gloriosus

chiaramv07

Created on January 27, 2024

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Transcript

M I L E S G L O R I O S U S

Nam hospes nullus tam in amici hospitium devorti potest, quin, ubi triduom continuom fuerit, iam odiosus siet.

Non vi e' ospite tanto gradito che non diventi scomodo dopo tre giorni.

- Miles Gloriosus, 741-742

T I T O M A C C I O P L A U T O

NASCITA: 255/250 a.C. circa MORTE: 184 a.C.

MARIA VITTORIA NABORRINI

T R A M A

Il giovane Pleusicle ama Filocomasio, che ricambia il suo amore. Ma Filocomasio viene rapita da Pirgopolinice, che la conduce a Efeso. Palestrione, schiavo di Pleusicle, parte per cercare il suo padrone, ma viene catturato dai pirati e venduto a Pirgopolinice. Dunque Palestrione organizza una tresca per salvare Filocomasio con l’aiuto di Periplectomeno, Acroteleuzio e Milfidippa e lla fanciulla ritornerà da Pleusicle. La storia si concluderà con un comico epilogo.

RICCARDO DEDONATO

A N A L I S I

"Alazon Grasce huic nomen est comoediae; Id nos Latine gloriosum dicimus" “Essa s’intitola in greco Alazon; e' quello che noi, in latino, chiamiamo un fanfarone.”

L’ambientazione è la Grecia anche se i personaggi hanno caratteristiche più romane che greche

I motivi principali del Miles Gloriosus sono:

  1. il danno iniziale cioè il rompimento e la prigionia di Filocomasio
  2. il ricongiungimento di Filocomasio e Pleusicle permesso dal foro nella parete della casa da Palestrione
  3. la parte centrale cioè la tresca organizzata da Palestrione contro Pirgopolinice per liberare Filocomasio
  4. il lieto fine con il ritorno dei due giovani ad Atene e la punizione del soldato fanfarone

GIADA DI TRAPANI

P A S S I I M P O R T A N T I

- A T T O I -

Nell’ atto I vediamo la comicità di Plauto espressa dalle iperboli su Pirgopolinice:

“Ex sunt homines quos tu occidisti uno die” “Tanti sono gli uomini che hai ucciso in un sol giorno”

Altri passi citati

GIADA DI TRAPANI

P A S S I I M P O R T A N T I

- A T T O I I -

PA. Philocomasium eccam domi, quam in proxumo Ridisse aibas te osculantem atque amplexantem cum altero. SC. Mirumst lolio vinctitare te tam vili tritico. PA. Quid iam? SC. Quia luscitiosu’s. PA. Verbero, edepol tu qiodem Caecus, non luscitiosu’s: nam illam quidam illa domi.

PA. Dico a te, ehi Filocomasia! PH. Che furie ti perseguitano, da chiamarmi con un nome che non è il mio? E che razza di nome! PA. Eh? Come ti chiami dunque? PH. Il mio nome è Dicea.

PA. Tibi ego dico: heus, Philocomasium! PH. Quae te intemperie tenent, qui me perperam perplexo nomine appellas? PA. Eho, quis igitur vocare? PH. Dicea nomen est.

PA. Eccola qua in casa Filocomasio, tu che sostenevi d’averla vista dal vicino mentre s’abbracciava e si baciava con un altro! SC. Strano tu che mangi loglio, quando il frumento è così a buon mercato! PA. Cosa vuoi dire? SC. Che sei debole d’occhi. PA. Arnese da frusta! E tu, per Polluce!, sei cieco, non debole d’occhi, perché lei è in casa.

MARIA VITTORIA NABORRINI

P A S S I I M P O R T A N T I

- A T T O I V -

PA. Circumspicedum, nequis nostro hic auceps sermoni siet; Nam hoc negoti clandestino ut agerum mandatumst mihi. PA. Da’ un’occhiata in giro, e assicurati che nessuno dia la caccia ai nostri discorsi; mi è stato raccomandato di trattare quest’affare con la massima segretezza.

Nell’atto quarto del Miles Gloriosus ricomincia la comicità di Plauto, che qui raggiunge i suoi massimi livelli

Altri passi citati

RICCARDO DEDONATO

P A S S I I M P O R T A N T I

- A T T O V -

Ultima battuta dell'opera, Pirgopolinice dice:

"Oh, disgraziato che sono! Ora mi accorgo d'essere stato gabbato. Maledetto quel Palestrione: è stato lui a farmi cascare nella rete. Ma ben mi sta! Se gli altri adulteri facessero questa fine, ce ne sarebbero di meno in giro, la paura sarebbe maggiore e avrebbero meno testa a queste cose. Ma ora andiamo. Applauditeci"

Pyrg. Vae misero mihi, verba mihi data esse video. scelus viri Palaestrio, is me in hanc inlexit fraudem. iure factum iudico; si sic aliis moechis fiat, minus hic moechorum siet, magis metuant, minus has res studeant. eamus ad me. plaudite.

GIADA DI TRAPANI e CHIARA MARIA VALLE

P E R S O N A G G I

Nome ARTOTROGO

Nome PIRGOPOLINICE

Ruolo PARASSITA DEL SOLDATO

Ruolo ANTAGONISTA

Professione SOLDATO

Professione IGNOTA

Segni ParticolariFANFARONE

Segni ParticolariADULATORE

Repubblica Romana

Altre informazioni

Altre informazioni

Repubblica Romana

SARA MACCIO'

P E R S O N A G G I

Nome PERIPLECTOMENO

Nome PALESTRIONE

Ruolo SERVUS CALLIDUS del soldato (e di PLEUSICLE)

Ruolo SENEX LEPIDUS e AMICO DEL PADRE DI PLEUSICLE

Professione SERVO

Segni Particolari SAGGIO e GENEROSO

Segni Particolari FURBO

Repubblica Romana

Altre informazioni

Altre informazioni

Repubblica Romana

SARA MACCIO'

P E R S O N A G G I

Nome FILOCOMASIA

Nome SCELEDRO

Ruolo AMANTE di PLEUSICLE

Ruolo SERVO del SOLDATO

Professione CORTIGIANA

Professione SERVO

Segni Particolari DIFFIDENTE, SCIOCCO

Segni Particolari NESSUNO

Repubblica Romana

Altre informazioni

Altre informazioni

Repubblica Romana

SARA MACCIO'

SARA MACCIO'

P E R S O N A G G I

Nome ACROTELEUZIA

Nome PLUSICLE

Ruolo FINTA MOGLIE DI PERIPLECTOMENO

Ruolo GIOVANE ATENIESE

Professione CORTIGIANA

Professione NON NOTA

Segni ParticolariMODESTO e UMILE

Segni Particolari BELLAINTELLIGENTE ASTUTA

Repubblica Romana

Altre informazioni

Altre informazioni

Repubblica Romana

SARA MACCIO'

SARA MACCIO'

S E P L A U T O F O S S E Q U I...

DON CHISCIOTTE

CAPITAN FRACASSA

SANCIO PANZA

IL VANTONE

CHIARA MARIA VALLE

S E P L A U T O F O S S E Q U I...

ATTILA

DASTARDLY E MUTTLEY

ACE VENTURA

CHIARA MARIA VALLE

G R A T I A M A G E M U S

19 FEBBRAIO 2024

RICCARDO DEDONATO, GIADA DI TRAPANI, SARA MACCIO', MARIA VITTORIA NABORRINI E CHIARA MARIA VALLE

ALTRE INFORMAZIONI

È un militare al soldo del re Seleuco; è un fanfarone che si venta di grandi imprese mai compiute, spacciandosi per giunta per gran seduttore: un conquistatore immaginario di nemici e di donne, prontamente smentito dagli avvenimenti dell’opera. Dice di essere il nipote di Venere, e questo spiegherebbe il suo grande fascino. Il suo stesso nome è un composto greco che significa: “vincitore di città turrite”.

ACE VENTURA

Personaggio interpretato da Jim Carry, Ace Ventura è un detective privato di Miami specializzato nel recupero di animali scomparsi. Le sue eccentricità, che lo rendono uno zimbello per il dipartimento di polizia di Miami-Dade, includono una persistente volgarità e delle tendenze sarcastiche, insieme al suo comportamento estremamente appariscente che va dall'imitazione (spesso di attori famosi) a battute di spirito, al pronunciare la parola "perdenti" come una forma di mancanza di rispetto; nonostante questo, è un detective devoto, guidato da un'insaziabile adorazione degli animali e dal desiderio di proteggerli dai maltrattamenti umani.

CAPITAN FRACASSA

E' un romanzo d'appendice di Theophile Gautier, pubblicato la prima volta nel 1863. E' ambientato in Francia, durante il regno di Luigi XIII. Il protagonista è il giovane barone di Signonac (corrispondente dell'adulescens), ultimo erede di una famiglia ricchissima. Le fortune della famiglia però sono andate tutte perse e il barone è costretto a vivere nel fatiscente castello appartenuto ai suoi antenati. Ovviamente non si lascia sfuggire l'occasione di intraprendere una vita completamente diversa e si aggrega a una compagnia di attori girovaghi. Dopo la morte di uno degli attori, il giovane barone prende il suo posto, creando così il personaggio di Capitan Fracassa e diventando un attore. Poi si innamora di una delle attrici della compagnia, Isabella (la Filocomasio della situazione), che però è desiderata anche dal duca di Vallombrosa (il miles). Dopo diversi scontri tra Signonac e Vallombrosa, quest'ultimo decide di rapire Isabella e la porta nel castello di famiglia. A questo punto, il padre di Vallombrosa scopre che in realtà Isabella è sua figlia, avuta con un'altra attrice tempo fa. Quindi Vallombrosa e Isabella non possono sposarsi, per cui la giovane andrà in sposa a Signonac, che così riaquisterà anche la sua ricchezza.

Altri Passi

Nell’ atto I vediamo la comicità di Plauto espressa dalle iperboli su Pirgopolinice. Infatti vediamo da parte di Artotrogo una spropositata adulazione fatta da lodi appositamente esagerate riguardanti: 1) la bellezza di Pirgopolinice “stat propter virum fortem atque fortunatum et forma regia” “eccolo qua, al fianco di un eroe forte e fortunato dall’aspetto regale” Qui Artotrogo fa riferimento alle “imprese” in Cilicia e in Scitolatronia. 3) il suo fascino con le donne “amant te omnes mulieres, neque iniuria, qui sis tam pulcher” “sono tutte innamorate di te, e non hanno torto, bello come sei” Pirgopolinice fa proprio tutto i complimenti di Artotrogo vantandosene, mentre Artotrogo, rivolgendosi direttamente al pubblico, (come fa Lussuria nell’opera letta in classe “Silenzio in sala, grazie” che fa parte della commedia del trinummus) svela che il suo comportamento è solo un modo per ottenere dal miles qualcosa da mangiare: “Venter creat omnis hasce aerumnas: auribus peraurienda sunt, ne dentes dentiant, te adsentandumst quidquid hic mentibitur” “È il ventre che mi crea tutti questi fastidi; devo allungar le orecchie, se non voglio che mi si allunghino i denti, devo passar per buone tutte le fandonie che mi racconta”

ALTRE INFORMAZIONI

Amico del padre del giovane Pleusicle, ha 54 anni, è ricco, generoso, giovanile, astuto; vicino di casa di Pirgopolinice, è un vecchio che ha messo a disposizione tutta la sua saggezza ed esperienza per riconciliare la coppia di giovani separata ingiustamente. Periplectomeno è un altro personaggio tipico della commedia plautina, e cioè il “senex lepidus”, il vecchio libertino.

ALTRE INFORMAZIONI

E' il servo di Pirgopolinice, che precedentemente era stato al servizio di Pleusicle; rappresenta uno dei personaggi ricorrenti della commedia plautina, il “servus callidus” (servo astuto); è un personaggio sfrontato e geniale, spavaldo orditore di incredibili inganni a favore del giovane Pleusicle e contro il vanesio soldato. Plauto lo definisce in vari luoghi “architetto”. È fiero e orgoglioso delle proprie mosse, si autoglorifica spesso, rivolgendosi spesso al pubblico (tipico esempio della tecnica metateatrale di Plauto – cioè ‘’teatro nel teatro’’, il teatro che rappresenta se stesso e parla di se stesso.). Dimostra di essere il personaggio più intelligente della commedia.

ALTRE INFORMAZIONI

Servo del soldato che ha il compito di sorvegliare Filocomasio; è diffidente, incredulo, sciocco e codardo.

ATTILA

Attila flagello di Dio è un film comico del 1982 girato in Italia, che vede come protagonista Diego Abatantuono, famoso comico, nei panni di Attila. In realtà questo personaggio non è quello che conosciamo tutti. In realtà costui si chiama Ardarico, un re barbaro che inizia a farsi chiamare Attila in seguito ad una divinazione e, proprio come il vero Attila, inizia una guerra contro Roma. La pressoché grande differenza è che questo Attila parte con 10 soldati, sottovalutando notevolmente le forze romane.

Altri Passi

Si sviluppa poi il dialogo tra Milfidippa, Palestrione e Pirgopolinice: già dall’inizio si verifica una certa comicità causata dal fatto che Milfidippa parla tra se’ lodando la bellezza del miles, quando in realtà (sia lei sia il pubblico) sapeva benissimo di essere ascoltata da Pirgopolinice e il suo “fedele” servo. Comico poi è il modo in cui Palestrione riesce a convincere Pirgopolinice a lasciare andar via Filocomasia, rendendo il suo consiglio quasi come un favore al miles quando in realtà il pubblico sa benissimo che aveva già progettato tutto fin dall’inizio! Quando Pirgopolinice va da Filocomasia per convincerla ad andarsene, lei finge di grande dispiacere, esagerando com’è solito in questa commedia per far scoppiare il riso. Poi viene il momento in cui Filocomasia deve andarsene: finge ancora una volta di non volersene andare e di svenire, ma il marinaio-amante la sorregge e per poco si fanno scoprire. Inoltre Palestrione è abilmente riuscito a farsi liberare da Pirgopolinice: la sua finzione raggiunge il culmine quando dice che proprio oggi il soldato riconoscerà quanto è stato buono con lui: PA. Cogitato identidem tibi quam fidelis fuerim. Si id facies, tum denum scibis tibi qui bonus sit, qui malus. PY. Scio et perspexi saepe, verum cum antehac tum hodie maxume. PA. Di tanto in tanto pensa a quanto ti sono stato fedele : se lo farai, potrai finalmente capire che ti serve bene e chi ti serve male. PY. Lo so, l’ho constatato spesso in passato, e oggi più che mai!

DON CHISCIOTTE DELLA MANCIA

E' un'opera di Miguel de Cervantes Saavedra, pubblicata tra il 1605 e il 1615 in due volumi.Il protagonista della vicenda è un hidalgo spagnolo di nome Alonso Quijano, morbosamente appassionato di romanzi cavallereschi. Le letture lo condizionano a tal punto da trascinarlo in un mondo fantastico, nel quale egli si convince di essere chiamato a diventare un cavaliere errante. Si mette quindi in viaggio, come gli eroi dei romanzi, per difendere i deboli e riparare i torti, e diventa così il cavaliere don Chisciotte della Mancia e inizia a girare per la Spagna. Come tutti i cavalieri erranti, don Chisciotte sente la necessità di dedicare a una dama le sue imprese, e lo farà scegliendo Aldonza Lorenzo, una contadina sua vicina. Purtroppo per don Chisciotte, la Spagna del suo tempo non è quella della cavalleria. La sua visionaria ostinazione lo spinge però a leggere la realtà con altri occhi. Inizierà quindi a scambiare i mulini a vento per giganti dalle braccia rotanti, i burattini con demoni, le greggi di pecore per eserciti arabi. Combatterà questi avversari immaginari risultando sempre sonoramente sconfitto, e suscitando l'ilarità delle persone che assistono alle sue folli gesta.

DASTARDLY E MUTTLEY

Sono due personaggi di Wacky Races, in italiano La corsa più pazza del mondo. Dastardly è forse uno dei più ostinati dei corridori, si inventa sempre i più disparati stratagemmi per riuscire a vincere ed è sempre convinto di farcela, ma alla fine non ci riesce mai. Muttley, invece, è il suo fidato segugio che lo asseconda in tutto e di conseguenza perde sempre anche lui.

IL VANTONE

E' un testo teatrale di Pier Paolo Pasolini, pubblicato nel 1963. L'autore è stato uno dei più grandi intellettuali del Novecento italiano. Oltre ad essere stato un regista, seceneggiatore, romanziere e critico letterario, era anche un grande cultore del mondo classico. Infatti il suo "Vantone" è un adattamento del Miles Gloriosus di Plauto, che non è vicina all'opera dell'autore latino per motivi filologici, bensì per la capacità al clima socio-culturale del tempo di Plauto. L'opera è scritta nel dialetto romano, con un gergo di strada, ricco di regionalismi e colloquialismi, denotati proprio dalla tipica parlata romanesca. I nomi dei personaggi e gli avvenimenti rimangono gli stessi, il lessico varia leggermente per adattarlo a quello dialettale.

ALTRE INFORMAZIONI

è il giovane ateniese amante di Filocomasia. Per recuperare la sua amata si fa ospitare a casa del vecchio Periplectomeno. È modesto e umile. Rappresenta il tipico “adulescens” della commedia di Plauto, e cioè il giovane amante innamorato di una cortigiana. Il nome è basato sul verbo greco plein, "navigare": in effetti il giovane è costretto a navigare fino a Efeso per salvare l'amata.

ALTRE INFORMAZIONI

Amante del giovane ateniese trattenuta in casa come concubina da Pirgopolinice; è astuta e furba. Negli stereotipi dei personaggi Plautini rappresenta la “meretrix”, la cortigiana amata dall’ ”adulescens”.

ALTRE INFORMAZIONI

il suo nome è un composto greco che significa: “roditore di pane”. È il parassita di Pirgopolinice che ricorre a tutta la sua capacità di adulazione per garantirsi cibo e protezione. Appare solo nel primo atto e con commenti sussurrati a parte si diverte a smantellare le mirabolanti imprese del militare.

SANCIO PANZA

Sempre in merito a Don Chisciotte, il suo fidato assistente è Sancio Pancia, paragonabile al parassita del Miles, che talvolta incita il suo "cavaliere", adulandolo, talvolta invece lo aiuta a ragionare.

ALTRE INFORMAZIONI

Amante del giovane ateniese trattenuta in casa come concubina da Pirgopolinice; è astuta e furba. Negli stereotipi dei personaggi Plautini rappresenta la “meretrix”, la cortigiana amata dall’ ”adulescens”.

Tito Maccio Plauto nasce nel 255/250 a.C. circa in una città allora umbra ora emiliana alleata di Roma e muore in quest'ultima nel 184 a.C. I tria nomina però non confermano che avesse la cittadinanza romana, "Maccius" deriva da "maccus" una delle maschere dell'Atellana e "Plautus" da un difetto fisico: i piedi piatti o le orecchie a tendine. Per le sue commedie Plauto prende spunto da quelle greche, ma attraverso la contaminatio le adatta agli usi e ai costumi romani. L'unico scopo delle rappresentazioni è di divertire e coinvolgere il pubblico attraverso giochi di parole, battute a doppio senso, scambi di persona, prese in giro, inganni, travestimenti e sbeffeggiamento del cattivo, rivolgendosi direttamente agli spettatori tramite il metateatro e dilettandoli con i "cantica", parti cantate (sostituzione del coro greco)