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Cunzio_gruppo del Lonfo
Raimondo Esposito
Created on January 27, 2024
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Transcript
Università degli studi "suor orsola benincasa" napoli
"Legislazione primaria e secondaria riferita all' integrazione scolastica" Prof.ssa Marialaura Cunzio
Logica dell'inserimento
Corsisti: Esposito Raimondo AD1001852 Costagliola Filomena AD1001690 Esposito Claudia AD1001636 Crispino Gianna AD1001829 Iaquinta Lorenzo AD1001826 Natale Rossella AD1001687 Gaio Alessandro AD1001677
INDICE
- La Linea evolutiva della normativa
- Il Dibattto degli anni '70: Illic, Don Milani, Bourdieu
- Ivan Illich, Descolarizzazione della società
- Don Lorenzo Milani, Lettera a una professoressa
- Pierre Bourdieu: La Riproduzione
- Invalidità civile e tutela e assistenza delle persone con disabilità: Legge 118/71
- Articoli 27 e 28 L.118
- Victor, Non esistono bambini non educabili
- Commissione Falcucci: Le radici dell'integrazioni scolastica in Italia
- DPR 970/1975: La figura dell'insegnante di sostegno
- D.M. 3 GIUGNO 1977
- Legge 517/ 77: Una legge spartiacque in tema di integrazione scolastica
- Conclusioni
Linea evolutiva della Normativa
- Da Esclusione a Inserimento - dalla L. 118 alla 517
- Da Inserimento a Integrazione - dalla L. 517 alla 104/92
- Da Integrazione a Inclusione - dalla L. 170/2010 al D. leg. 66/2017
il dibattito degli anni '70
Illich
Don Milani
Bourdieu
Ivan Illich - Descolarizzazione della società
Nel 1971 il filosofo e pedagogista ripropone il concetto di "descolarizzazione",introdotto nella letteratura socio-pedagogica da Everett Reimer, teorico dell'educazione. L'autore critica aspramente la scolarizzazione tradizionale ritenendo necessaria la revisione del sistema di istruzione statale e l'abolizione dell'educazione formale. "Il curricolo è sempre servito ad assegnare il rango sociale [...] L'istruzione universale avrebbe dovuto separare l'assegnazione del ruolo dalla storia personale [...] ma invece di eguagliare le possibilità, il sistema scolastico ne ha semplicemente monopolizzato la distribuzione." (Illich) La società va descolarizzata poichè la scuola non produce una vera alfabetizzazione per cui si auspica il passaggio ad un'educazione basata su reti informali "Nessuno educa nessuno, e neppure se stesso. Gli uomini si educano fra loro" (Illich)
Don Lorenzo Milani - Lettera a una professoressa (1967)
Il libro "Lettera a una professoressa" denuncia l'arretratezza e la disuguaglianza presenti nella scuola italiana che, spingendo avanti i più forti, sembra seguire un principio classista e non di solidarietà. Il motto della scuola di Don Milani è "I care, ovvero mi riguarda, mi sta a cuore, mi prendo cura". Il suo obiettivo è quello di aiutare gli emarginati, i deboli, liberare la loro dignità e la loro cultura attraverso la parola, affinchè siano in grado di affrontare le difficoltà della vita. Don Milani critica fortemente l'indrottinamento, perchè non tiene conto degli effettivi bisogni di formazione dei soggetti. Il libro propone un rinnovamento della scuola attraverso tre riforme:
- Non Bocciare
- Il tempo pieno per quelli che sembrano "cretini"
- Scopo per coloro che sono "svogliati"
Pierre Bourdieu - La Riproduzione
Bourdieu sviluppa un'analisi estremamente critica del sistema scolastico il quale "riproduce" la struttura sociale esistente e non ne garantisce la mobilità. Il sistema scolastico non garantisce la libertà di accesso a tutti, ma determina una selezione basata sui criteri culturali della classe dominante. "La nozione di riproduzione fa riferimento a dei sistemi di strategie orientati verso la perpetuazione della posizione sociale interessata nello spazio sociale." "Contro chi, nell'enunciato delle leggi sociali trasformate in destino vorrebbe trovare l'alibi di una fatalista o cinica rassegnazione, occorre ricordare che la spiegazione scientifica, che fornisce mezzi per comprendere e perfino giustificare, è anche quella che può portare al cambiamento. Una conoscenza matura dei meccanismi che governano il mondo intellettuale non dovrebbe avere per effetto di <<liberare l'individuo dal fardello imbarazzante della responsabilità morale>>. Al contrario, essa dovrebbe insegnargli a situare le sue responsabilità là dove si situano realmente le sue libertà". (Pierre Bourdieu)
Invalidità civile e tutela e assistenza delle persone con disabilità - LEGGE 118/71
La legge 118/1971 riguarda l'invalidità civile, la tutela e l'assistenza delle persone con invalidità.Agli effetti della presente legge vengono considerati i mutilati e gli invalidi civili, i cittadini affetti da minorazioni congenite o acquisite compresi gli irregolari psichici per oligofrenie di carattere organico o metabolico, insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali. Per i minori di 18 anni vengono considerati quelli con difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni della propria età. Da questa legge sono esclusi gli invalidi di guerra, di lavoro, i ciechi e i sordomuti. Per ottenere i benefici previsti dalla presente legge, ogni provincia presenta una commissione sanitaria nominata dal Prefetto "in proposta" del medico provinciale ed è composta da:
- medico provinciale che la presiede;
- ispettore medico del lavoro;
- un medico designato dall'Associazione Nazionale dei Mutilati e Invalidi Civili.
L. 118/71
Articoli 27 e 28
ARTICOLO 27 Barriere architettoniche e trasporti pubblici In tutti gli edifici pubblici, comprese le Istituzioni scolastiche, l'Art. 27 riguarda l'eliminazione delle barriere in luoghi pubblici, in quanto nessun luogo pubblico (tram, metropolitane, ecc) puà vietare l'accesso ai minorati
LOREM IPSUM
ARTICOLO 28Provvedimenti per la frequenza scolastica Per tutti i mutilati e invalidi civili che non siano autosufficienti e che frequentino le scuole dell'obbligo, lo Stato deve assicurare:
- trasporto gratuito dalla propria abitazione alla scuola e viceversa
- accesso alla scuola mediante accorgimenti architettonici
- Assistenza durante gli orari scolastici per gli invalidi più gravi
Non esistono bambini non educabili
victor
Jean-Marc Gaspard Itard, fondatore della pedagogia speciale, nel 1799 prende in carico Victor, il ragazzo selvaggio trovato nelle foreste del centro-sud della Francia in Aveyron. Si tratta della prima esperienza pedagogica con un ragazzo considerato "idiota" e quindi ineducabile. Itard adotta uno sguardo pedagogico che si sofferma sull'educazione senso-motoria alla base dei processi intellettivi, sul linguaggio dell'azione, sulla relazione empatica e sulla socialità.
Il caso di Victor dimostra che non esiste una natura umana che prescinde dalla cultura, perchè la nostra mente non riesce a organizzare l'esperienza e a governare il comportamento senza la guida offerta dai sistemi simbolici significanti, il cui apprendimento dipende dall'essere inseriti in un contesto sociale e culturale. Itard pertanto avvia alla comprensione del concetto che una "lunga deprivazione socio-culturale provoca irreversibili processi di atrofia intellettuale"
Commissione falcucci
Le radici dell'integrazione scolastica in Italia
Nel 1974 il Ministero della Pubblica Istruzione incaricò Franca Falcucci si presiedere una commissione che avesse il compito di svolgere un'indagine nazionale sui "problemi degli alunni handicappati". Il Documento Falcucci (1975) costituisce il più avanzato elaborato circa il problema della disabilità a livello europeo e internazionale, in quanto promuoveva un nuovo modo di concepire la scuola, come luogo più appropriato per prevenire l'emarginazione dei bambini con disabilità partendo dal concetto di "potenzialità di ogni alunno".
I portatori di handicap sono "i minori che in seguito a evento morboso o traumatico intervenuto in epoca pre-peri-post natale presentino una menomazione delle proprie condizioni fisiche, psichiche e/o sensoriali, che li mettano in difficoltà di apprendimento o di relazione".Le potenzialità conoscitive, operative, relazionali sono spesso bloccate dagli schemi, dalle richieste della cultura corrente e dal "costruire sociale"; la funzione della scuola è quella di portare a maturazione le possibilità di sviluppo di ogni bambino. Secondo il Documento Falcucci la scuola deve allargare il concetto di apprendimento affinchè accanto ai livelli di intelligenza logica venga considerata anche l'intelligenza sensoriale e pratica nonchè i processi di socializzazione.
La figura dell'insegnante di sostegno
DPR 970/1975
Questo Decreto del Presidente della Repubblica costituisce la nuova regolamentazione della materia. Esso prescrive che il personale direttivo e docente che opererà in «scuole e istituzioni statali che, avvalendosi di interventi specializzati a carattere continuativo, perseguono particolari finalità, sia munito di un apposito titolo di specializzazione da conseguire al termine di un percorso teorico-pratico di durata biennale presso scuole o istituti riconosciuti dal Ministero della Pubblica Istruzione». «Il personale docente di cui al precedente comma può essere assegnato a scuole normali per interventi individualizzati di natura integrativa in favore delle generalità degli alunni, ed in particolare di quelli che presentino specifiche difficoltà di apprendimento».
D.M. 3 giugno1977
Decreto ministeriale 3 giugno 1977 - «Approvazione dei programmi dei corsi di specializzazione per il personale direttivo, docente ed educativo da preporre alle scuole ed istituzioni che perseguono particolari finalità». «L'insegnante specializzato dovrà essere via via stimolato a prendere sempre più piena coscienza della valenza "politica" della sua funzione docente, protagonista, insieme alle altre componenti sociali, della gestione di nuovi modelli di sviluppo democratico ed educativo. Concezione questa che sottolinea gli aspetti relazionali, ossia il modo di vedere l'alunno con difficoltà di sviluppo e di apprendimento pienamente inserito nel proprio contesto socio-ambientale, grazie all'apprestamento dei presidi e degli interventi dei quali non dovrà essere comunque privato, in quanto è ormai acquisito dalla attuale coscienza sociale e pedagogica il presupposto che non si può separare la patologia dell'individuo da quella dell'ambiente in cui vive.Poiché non è più concepibile un programma di recupero attraverso la gestione istituzionale delle varie forme di deficit, la prospettiva operativa oltrepassa i luoghi e la concezione assistenziale per approdare alla gestione sociale del fabbisogno. Di conseguenza la scuola, per diventare idonea ad affrontare al suo interno la problematica del “diverso”, deve aprirsi alla realtà del territorio e strutturarsi in funzione del bisogno della comunità infantile e giovanile di un determinato ambito territoriale».
L'insegnante di sostegno
l. 517/77
Una legge spartiacque in tema di integrazione scolastica
La legge 517/77 è riconosciuta come una delle norme più avanzate sul piano internazionale in tema di integrazione scolastica di minori con disabilità, ed è tuttora una legge molto attuale. Essa ha cambiato radicalmente il sistema d’istruzione italiano, avvicinando molto di più la scuola pubblica al principio contenuto nell’art.34 della Costituzione, che contempla una scuola aperta a tutti. Questo si realizzò, in primo luogo, attraverso lo smantellamento delle classi differenziali ed estendendo la frequentazione delle classi comuni a tutti gli alunni con disabilità. Al fine di permettere l'integrazione nel gruppo classe di questi
ultimi, negli articoli 2 e 7 di tale norma, venne introdotta la figura del docente di sostegno, in possesso di un apposito titolo di specializzazione, con il compito di supportare il consiglio di classe nella programmazione di una didattica inclusiva e con possibilità di realizzare interventi individualizzati in relazione alle esigenze dei singoli alunni. Tali provvedimenti riguardarono solo le scuole elementari e le medie.L’articolo 7 definisce inoltre che le classi nelle quali sono presenti alunni con disabilità devono essere composte da un massimo di 20 alunni e nelle stesse deve essere garantita la necessaria integrazione specialistica, il servizio socio-psico-pedagogico e forme particolari di sostegno. Tale legge ha gettato delle basi importanti e ha rappresentato un qualcosa di rivoluzionario in tema d’integrazione nel quadro italiano, ma anche rispetto alla pedagogia mondiale, nel quale erano (e sono tuttora previste) scuole speciali per bambini con handicap e scuole normali per tutti gli altri.
CONCLUSIONI
Se le leggi rispecchiano le credenze e i valori culturali di un popolo, l'iter legislativo che ha portato da una scuola di escludenti ad una inclusiva, ci mostra chiaramente quanto eravamo lontani da quei principi fondanti della civiltà recepiti poi nei nove articoli fondamentali della nostra Costituzione.
Solo il dibattito pedagogico degli anni '70, nato sull'onda della rivoluzione culturale del '68, ha realmente dato inizio ad un'inversione di logica concretizzatasi, infine, nelle leggi che hanno reso di fatto concreto il principio dell'uguaglianza sancito dall'articolo 3.
Il Documento Falcucci e la legge 517/77, spostando il focus dalle criticità alle potenzialità individuali, aprono la strada al concetto moderno di scuola inclusiva.
GRAZIE!