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MODELLI EDUCATIVI DELL'ANTICA GRECIA

Mario Bizzarro

Created on January 26, 2024

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MODELLI EDUCATIVI DELL'ANTICA GRECIA

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SITUAZIONE POLITICA

Nel IV secolo le poleis greche affrontano un periodo di grande instabilità politica. La vincitrice della Guerra del Peloponneso, Sparta, non è in grado di imporre la propria egemonia sulla Grecia; questo evento favorisce l’ascesa di nuove potenze emergenti. Tra queste c’è Tebe che ,grazie alla falange tebana guidata da Epaminonda, sconfigge gli Spartani a Leuttra. Nel mentre Atene deve fronteggiare il declino del suo potere imperialistico. Per quanto la città abbia mostrato importanti segni di ripresa in seguito all’ imposizione delle clausole punitive degli Spartani (ha ad esempio restaurato un governo democratico), la città non è più in grado di mantenere il dominio sui mari e il tentativo di ricreare una lega navale fallisce . Il vero protagonista di quest’epoca è il reFilippo di Macedonia; dopo la sua ascesa al trono, il regno macedone riesce a intromettersi nelle politiche delle poleis e a formare l’esercito più forte dell’ epoca. Ottiene la Tessaglia in seguito al suo intervento nella guerra scoppiata all’ interno dell’ anfizionia Delfica e ,allo stesso tempo, guadagna molto prestigio agli occhi dei Greci. La stessa Atene si spacca in due: un partito filo macedone (che come esponente piu illustre vede Isocrate) e un partito anti macedone guidato da Demostene. Ad Atene fioriscono anche le scuole oratorie e si denota un periodo di fiorituta per la letteratura.

aristotele

Aristotele, come è noto, scrisse molti trattati su tanti di argomenti, ma i suoi interventi specifici sul problema dell'educazione risultano sempre inseriti in altri testi ed altri contesti.

TEORIA DELLA DEMOCRAZIA

FINE dell' EDUCAZIONE

LICEO E PEDAGOGIA

ISOCRATE

Isocrate nasce nel 436 a.C. ad Atene e muore nel 338 a.C. Isocrate era legato a Teramene ed era di famiglia aristocratica. Si forma presso la prima generazione di sofisti, e decide di aprire una scuola. Ci sono giunte 21 orazioni epidittiche e giudiziarie. Si faceva pagare, quindi non impartiva una forma di educazione propriamente democratica. Fu vicino ai Sofisti, Platone, Socrate. Solo i più facoltosi potevano permettersi la sua educazione, probabilmente anche Demostene fu istruito da lui. Scelse, in contrapposizione Sofisti e Platone, di sostenere una visione personale del modello educativo. Pur non essendo un filosofo si mette in contrasto con loro. Inizialmente è ancora legato alla visione di Atene simbolo dell’eleuteria (libertà) rispetto ai persiani. Pensa che la città possa ancora avere un ruolo di primo piano. Scrive diverse opere tra cui: il Panatenaico, l’ultimo elogio della Grecia L’ Antidosis, infatti gli fu intentato lo scambio dei beni ma fu in grado di aggirarlo L’ Encomio di Elena nasce come esercizio di oratoria in cui Isocrate fa un parallelismo tra la bellezza di Elena e la potenza della parola. Panegirico discorso fittizio. Scritto nel 390 e recitato nel 380, è il momento in cui Isocrate vuole presentare il modello politico ateniese come modello in chiave anti persiana. Idea di Atene che guida le poleis greche. L’oratore ha lo scopo di formare il cittadino politico. Isocrate si scaglia contro Platone e i Sofisti. Platone sostiene la difesa dell’episteme, i sofisti pensano che non si possa conoscere nulla. Secondo Socrate c'è sempre un modo per distinguere il bene dal male, cioè agire per il bene e l'utile della città. La scuola di Socrate era destinata a formare gli aristocratici, che potevano poi intraprendere la carriera politica. La verità è l’utile e il bene della città. Il buon politico sa discernere giusto e ingiusto. Nel de oratore Cicerone lo definisce il migliore di tutti gli oratori anche se mancava di esperienza politica. Il modello di Socrate non funziona ad Atene. Isocrate può solo essere rappresentante della oratoria epidittica ma non politica. Non è nemmeno un oratore giudiziario e guadagnava molto di più degli oratori giudiziari. Quando Atene diventa parte dell'impero Macedone quel tipo di istruzione perde di significato. Gli interessa formare il politico, l’oratore. Tra le orazioni che mostrano questo interesse c'è il Panegirico e il Panatenaico. Molte orazioni sono immaginarie e non sono mai avvenute. Isocrate era un po' fuori dal mondo e si impegna nell'educazione, che doveva insegnare alla classe diligente di agire bene in qualsiasi momento il suo progetto paideutico fallisce.

SENOFONTE

VITA

MODELLO EDUCATIVO

Per quanto concerne il sistema educativo, Senofonte si distacca nuovamente dalla tradizione ateniese. Nell'opera "Ciropedia", Senofonte esalta il modello educativo persiano e descrive l'educazione impartita a Ciro il Grande, leggendario re persiano. Secondo la tradizione persiana, i giovani devono frequentare la scuola pubblica gestita dallo stato per imparare il concetto di giustizia. I giovani persiani dovevano vivere comunemente e andare a caccia col re e fare da vedette nei pressi degli edifici pubblici. In questo modo essi sarebbero cresciuti saggi e temperati. Senofonte individua in Ciro entrambe suddette virtù e le attribuisce all' educazione impartitigli. È grazie alla formazione del sovrano, infatti, che egli fu capace di sottomettere non solo con la forza, ma anche grazie al carisma e alla diplomazia, molti popoli di culture diverse. Senofonte vuole probabilmente esaltare la formazione persiana, criticando quella greca ritenuta responsabile per la crisi delle poleis del IV secolo.

Senofonte vive tra il 430 e il 350 circa. Fu allievo di Socrate e si cimentò nella scrittura di molti generi differenti. In vita non riscosse successo in patria; sarà solo in età ellenistica che le sue opere gli faranno ottenere la fama postuma. Senofonte rappresenta un nuovo modello di intellettuale: ateniese di nascita, decide di abbandonare la patria per svolgere la vita da mercenario e combattere nella guerra tra i persiani Ciro e Artaserse; non solo decide di non combattere per propria città, ma sveglie di vendere la propria spada ad un "barbaro" persiano. È inoltre un ammiratore degli Spartani e scrive la "vita di Agesialo" e una "Costituzione degli Spartani".

DEMOSTENE

Demostene nasce nel 384 a.C., è di nobile famiglia, nonostante la madre Cleobule sia di origine sciita. A sette anni perde il padre, e il patrimonio di quest’ultimo viene lasciato nelle mani di Afobo e Donetore, che lo esauriscono velocemente, Demostene avrebbe intentato una causa contro di loro nel 364 a.C. Demostene inizia gli studi di retorica alla scuola di Isocrate. Per motivi economici, inizialmente si dedica al mestiere del logografo. In seguito ottenne la prima liturgia (l’incarico che costringeva a fare qualcosa per la città). In cambio di quest’ultima fa richiesta di una corona d’oro. Isocrate pensava che Atene potesse ancora conservare il suo ruolo di potenza egemone. Demostene, invece, era più consapevole della realtà politica dell’Atene del suo tempo. Al momenta dell’ascesa di Filippo e in seguito di Alessandro è in grado di riconoscere che Atene può solo pensare a difendersi, quindi cercare alleati forti per contrastare la potenza emergente. Non è né demagogo né democratico. Demostene non si colloca in una stagione suddivisibile in schieramenti opposti come per l’opposizione del ceto medio e degli aristocratici. La società è profondamente mutata: Atene non è più una polis libera, quindi la società perde l’interesse per la politica.Rifiuta tutto ciò che è esterno quindi la sua posizione è molto precaria Demostene è il retore per eccellenza: possiede l’arte del parlare ai fini di persuadere la città. Inoltre mentre l’oratoria di Isocrate parla a valori universali, che possono essere applicati a qualsiasi età del mondo greco, in questo caso se non si conosce gli avvenimenti non si può comprenderne il contenuto.

PLATONE

-STATO EDUCATORE -ACCADEMIA -PENSIERO

DOCUMENTI MODERNI

Il primo Novecento, attraversato da eventi storici cruciali - la Prima Guerra mondiale, l’avvento del comunismo, del fascismo e del nazismo - fu un periodo particolarmente fecondo per la riflessione sull’educazione e sul ruolo della scuola. Nel dibattito pedagogico possono essere individuate, tra le principali, cinque correnti di pensiero. L’attivismo è una delle correnti pedagogiche che si sviluppa tra la fine dell’Ottocento e gli anni Trenta del Novecento; connessa alla psicologia, si concretizza nell’esperienza delle scuole nuove (diffuse particolarmente negli Stati Uniti e nell’Europa occidentale). I principi fondamentali: 
- il bambino e le sue inclinazioni sono posti al centro dell’attività educativa;
- il fanciullo è riconosciuto come un soggetto attivo;
- l’attività manuale è la pratica educativa fondamentale;
- l’educazione deve essere globale e consentire uno sviluppo armonico di tutte le facoltà del bambino;
- gli interessi individuali e le motivazioni di ciascuno sono alla base della costruzione del progetto educativo;
- l’apprendimento deve muovere dalla realtà che circonda il bambino e incentivare la socializzazione;
- l’antiautoritarismo. Le prime scuole nuove furono create da Cecil Reddie in Inghilterra a partire dal 1889. Si diffusero poi ampiamente in tutta Europa. I principali riferimenti teorici sono Ovide Decroly, Edouard Claparède, Adolphe Ferrière e Maria Montessori. In Europa, Roger Cousinet e Célestin Freinet rappresentano l’esito più maturo di questa corrente pedagogica. In Italia, tra le pratiche di educazione attiva più note vi sono quelle rappresentate dalla Casa dei bambini di Maria Montessori e l’asilo di Mompiano creato dalle sorelle Agazzi.

FINE.

MARIO BIZZARRO, Bianca Maria Profili, Giordana Perillo, Mario Rubino

LICEO E PEDAGOGIA

Ciò potrebbe generare la convinzione di uno scarso interesse del filosofo per la pedagogia, mentre questo è falso: Aristotele fu in pratica un maestro ed un insegnante di tipo nuovo, inventò un modello di "scuola attiva", cioè di scuola che stimolava l'autonoma iniziativa degli allievi, che era forse il primo della storia, il Liceo, e all'interno di questo modello propose un approccio agli studi tipicamente moderno e scientifico, basato sia sulla specializzazione della ricerca per aree tematiche, sia sull'osservazione e sulla raccolta dei "dati". In più possiamo osservare che tutta la produzione filosofica dello stagirita è in qualche modo una "pedagogia" rivolta agli adulti, quasi una forma di moderna educazione permanente. In questo dunque egli rinnovò ed innovò una tradizione preesistente, quella della paidèia, cioè della cultura come abito mentale del buon cittadino, contrapposto sia al "rustico", cioè all'uomo di campagna incolto, sia al "barbaro", cioè al non Greco. Aristotele prende indubbiamente le distanze da questo modello in quanto egli comprende che in generale il fine dell'educazione non è quello di formare dei buoni governanti di cittadini non autosufficienti, ma buoni cittadini autosufficienti in grado di scegliersi i governanti. In pratica egli comprese che il fine dell'educazione non può essere subordinato ad una selezione preventiva.

TEORIA DELLA DEMOCRAZIA

Egli teorizzò anche una distinzione tra "l'esser buono" ed "esser buon cittadino". Si tratta, in fondo, di una vera "teoria" della democrazia, l'unica vera teoria accettabile ancor oggi. Questo è vero anche se, per la verità, Aristotele non parlò della democrazia come forma di governo migliore rispetto alle altre. Tuttavia è anche vero che egli criticò le forme di governo assolutistiche, tiranniche e totalitarie e, probabilmente, rinvenne nei libri di Platone dedicati allo stato un principio di totalitarismo, ovvero non solo una dittatura che vieta alcune libertà, ma una forma di governo che pretende di prescrivere la vita di ognuno, dicendo in anticipo come deve essere e cosa si deve fare persino nella sfera privata. Anche in Aristotele, pertanto, l'educazione dell'uomo coincide con la formazione civica del cittadino, ma in chiave di convivenza democratica.

FINE EDUCAZIONE

La felicità è possibile se un individuo si realizza. Il fine dell'educazione è aiutare l'individuo a realizzarsi. Alcuni individui, i migliori, si realizzano solo se scelgono (ed hanno la possibilità di farlo) una vita teoretica. Per questo la tematica educativa, da un lato, si allarga smisuratamente all'attività teoretica distinta da quella etico-pratica, e sembra quindi proporre quanto vi sia di più disdicevole nella vita umana: la scissione tra teoria e pratica. Dall'altro lato Aristotele coglie indubbiamente una necessità reale dell'individuo, quantomeno di alcuni individui, cioè il bisogno di conoscenza come fattore primario ed elemento costitutivo e necessario della stessa "felicità" umana. Ovviamente questo amore per il "sapere" non può essere inteso in senso restrittivo, come amore per la sola "filosofia".

STATO EDUCATORE

Descrive così, nel libro Repubblica, l' "ottimo Stato" , cioè lo Stato ideale, che dovrebbe essere suddiviso in tre classi di cittadini, ciascuna corrispondente ad una tendenza innata dell'anima: la classe dei produttori, di cui fanno parte gli appetiti sensibili e coloro dediti a provvedere al benessere materiale dello Stato, la classe dei custodi guerrieri, occupata da coloro tendenti all'ira e al coraggio e che devono provvedere alla protezione dello Stato, e infine la classe dei custodi perfetti, in cui domina l'aspetto razionale e filosofico dell'anima e di cui fanno parte i reggitori che dovranno guidare lo Stato. Il compito riservato all'attività educativa sarà individuare i futuri custodi e fornire loro le capacità e le conoscenze necessarie per appartenere alla classe sociale opportuna. L'importanza dell'attività richiede pertanto un forte controllo dello Stato.La soluzione adottata da Platone è quella di recuperare il modello spartano di una educazione fortemente statalizzata. Lo Stato platonico è uno Stato educatore che attua una vigilanza anche sulla famiglia.

ACCADEMIA

Platone fonda la prima scuola filosofica, l'Accademia, cioè un'istituzione che veniva frequentata da giovani adulti. Platone non vi teneva lezione in modo cattedratico; infatti probabilmente comunicava con i suoi interlocutori per mezzo del dialogo, perché egli dava scarsa importanza agli scritti.

PENSIERO

Conoscenza=reminescenza: per Platone, l'anima, prima di nascere, avrebbe girato intorno al mondo della verità e le conoscenze che la riguardavano si sarebbero imperniate nell'individuo, ma a casa di una caduta questo se ne sarebbe dimenticato. Una volta avvenuta la nascita, solo per via dell'esperienza, queste conoscenze sarebbero riaffiorate attraverso il ricordo.