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Henri de Toulouse-Lautrec

Elena Ngjelo

Created on January 26, 2024

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Transcript

HENRI DE TOULOUSE-LAUTREC

ELENA NGJELO

Contesto storico

1882

1871

1867

Triplice Alleanza tra Italia, Austria e Germania

Proclamazione di Guglielmo I a imperatore tedesco

Pubblicazione de "Il Capitale" di Karl Marx

1900

1879

1868

Assassinio del re d'Italia Umberto I

Guerra Franco-Prussiana

Duplice Alleanza tra Austria e Germania

Biografia

Henri de Toulouse-Lautrec apparteneva a una nobile e antica famiglia, eppure agli agi dell’aristocrazia preferì la vita notturna parigina, tra champagne, prostitute e derelitti. Era nato il 24 novembre 1864 nel palazzo di famiglia ad Albi, una cittadina non lontana da Tolosa, ed era il primogenito del conte Alphonse-Charles-Marie de Toulouse-Lautrec-Montfa e di Adèle-Zoë-Marie-Marquette Tapié de Céleyran.

BIOGRAFIA

Origini familiari

La famiglia di Henri era una delle più prestigiose di Francia. I genitori di Henri erano cugini primi (le madri degli sposi erano sorelle). Questo matrimonio tra consanguinei comportò gravi conseguenze nel patrimonio genetico del figlio: non era raro, infatti, che nella famiglia Toulouse-Lautrec nascessero figli deformi, malati, o addirittura morenti. La famiglia nel XIX secolo apparteneva alla tipica aristocrazia di provincia, proprietaria terriera, e conduceva una vita agiata tra i vari castelli di proprietà nel Midi e nella Gironde grazie ai proventi dei loro vigneti e poderi. A Parigi erano proprietari di appartamenti nei quartieri residenziali e possedevano una tenuta di caccia nel Sologne.

La Comtesse Adèle de Toulouse-Lautrec dans le salon du Château de Malromé (1886-Musée Toulouse-Lautrec di Albì)

BIOGRAFIA

Una salute cagionevole

A dieci anni la sua fragile salute iniziò a deteriorarsi quando si scoprì che soffriva di una deformazione ossea congenita, la picnodisostosi, che gli procurava forti dolori.

  • La madre, preoccupata dalla cagionevolezza del figlio, tentò di sottoporlo a cure termali, nel tentativo di alleviare il suo dolore.
  • Né le terapie dalla madre, né le riduzioni delle due importanti fratture della testa del femore sortirono alcun effetto e, anzi, l'andatura di Toulouse-Lautrec iniziò a farsi caracollante, le sue labbra si inturgidirono.
  • Nel 1878, subì altri incidenti. Queste fratture non guarirono mai e gli impedirono un corretto sviluppo scheletrico: le sue gambe smisero infatti di crescere, così che da adulto rimase alto solo 1,52 m

Toulouse-Lautrec in una foto scattata nel 1867

MATURITÀ ARTISTICA

Amicizia con Vincent Van Gogh

Nello stimolante atelier di Cormon a Montmartre Toulouse-Lautrec venne a contatto con Emile Bernard, Eugène Lomont, Albert Grenier, Louis Anquetin e Vincent van Gogh, che era di passaggio nella capitale francese nel 1886. L'assenzio, la cosiddetta "fata verde", la bevanda che stordisce e che consola, è diventata per tutt'e due un'abitudine, di cui non riescono a fare a meno.Ed è proprio con l'immancabile bicchiere d'assenzio che Lautrec ritrae l'amico, mentre, con il viso pallido e i capelli rossi, perso tra i suoi pensieri, fissa un punto indistinto davanti a sé, solo e chiuso nelle sue preoccupazioni. Un'immagine malinconica e, allo stesso tempo, partecipe e affettuosa, per cui Lautrec ha adottato, in segno di omaggio, uno stile più vicino possibile a quello di Van Gogh.

Ritratto di Van Gogh (1887, Museo Van Gogh di Amsterdam)

MATURITÀ ARTISTICA

Amicizia con Oscar Wilde

Toulouse-Lautrec conosceva molto bene l'inglese ed ebbe l'opportunità di esprimere la sua anglofilia, stringendo tra l'altro amicizia con Oscar Wilde, alfiere del dandysmo e commediografo che miscelava sapientemente una brillante conversazione con una raffinata spregiudicatezza. La stima che nutriva verso Wilde fu prontamente ricambiata:

[La sua arte era] «un coraggioso tentativo di rimettere al suo posto la natura»

Ritratto di Oscar Wilde (1895, Collezione Lester, Beverly Hills (California))

Il quartiere di Montmartre

Il villaggio rurale era punteggiato di vigneti e mulini a vento. Il suo aspetto pittoresco e le viste che offriva sulla metropoli sottostante divenne presto famosa tra gli artisti.Nella seconda metà del XIX secolo, alcuni dei mulini sulla collina erano stati convertiti in sale da ballo, e vino e chiacchiere fioccavano. Un mulino del XVII secolo, chiamato Le Moulin de la Galette, aveva iniziato a servire bevande negli anni '30 del 1800. Entro la fine del secolo il locale ospitava anche una sala da ballo, che divenne leggendaria e ospitò balli energici e magnifiche serate danzanti.

Collina di Montmartre con cava di pietra, Van Gogh, 1886

Moulin Rouge

Gli impresari teatrali Charles Ziedler e Joseph Oller pensarono di creare un cabaret sullo stesso stile del Moulin de la Galette a Pigalle, proprio ai piedi di Montmartre, e di costruirvi sopra un mulino di colore rosso così che potesse immediatamente risaltare nell'ideale della popolazione per la sua stravaganza. Del resto il locale stesso sorgeva nella favolosa epoca della Belle Époque che rappresentò per Parigi e per la Francia intera un periodo di rinnovato splendore e spensieratezza dopo i difficili anni della Guerra franco-prussiana che aveva pesantemente piegato l'economia e la società francese.

Ballo al Moulin Rouge

Moulin Rouge

Due donne che ballano

Al Moulin Rouge

La Goulue entra al Moulin Rouge

JANE AVRIL

LA PIÙ CELEBRE BALLERINA DEL MOULIN ROUGE

La fama di Jane Avril fu consacrata all’eternità dai manifesti creati da Toulouse-Lautrec, di cui costituisce spesso il soggetto principale, segnando così con la sua presenza sia la storia dell’arte, sia la storia della pubblicità. La combinazione di sensualità e di liricità delle sue performances catturarono l’attenzione dell’artista: la caratteristica che la distingueva da tutte le altre ballerine era la sua danza priva di qualsiasi volgarità, quasi pudica, che le permise di portare il can-can in molte capitali europee sempre con grande successo.

La nascita del manifesto pubblicitario

La litografia, nata alla fine del Settecento, si sviluppa soprattutto un secolo dopo, con l'invenzione della stampa litografica a più colori che si deve al francese Jules Chéret nel 1866. I manifesti pubblicitari reclamizzano i prodotti della nuova industria e al tempo stesso sono beni di consumo.

France-Champagne (1891)Pierre Bonnard

Le Chat Noir (1898) Théophile-Alexandre Steinlen

Moulin Rouge, La Goulue (1891) Henri de Toulouse-Lautrec

La qualità della maniera di Lautrec emerge soprattutto nei ritratti, nei quali il pittore poteva non solo confrontarsi con i «tipi» umani che popolavano Montmartre, ma anche esplorarne le peculiarità psicologiche, i tratti fisionomici significativi, nonché la loro naturale unicità: si può dire che, partendo da un volto, Toulouse-Lautrec riusciva a frugarlo e a carpirne l'intima essenza. Appare dunque evidente l'impegno ritrattista del pittore, che non a caso detestava la pittura en plein air eseguita all'aperto su soggetti immobili e si rifugiava nella lumière froide degli atelier, la quale - essendo inerte - non alterava le fisionomie dei soggetti e agevolava le operazioni di scavo psicologico.

La sensibilità di Lautrec

«Solo la figura esiste, il paesaggio non è, né deve essere che un accessorio: il pittore paesaggista non è che un bruto. Il paesaggio deve servire a far comprendere meglio il carattere della figura»

Henri de Toulouse-Lautrec

Il mondo delle maisons closes

Altra ossessione tematica ricorrente nella produzione artistica di Toulouse-Lautrec è il mondo delle maisons closes, dei bordelli parigini che i borghesi e gli aristocratici frequentavano assiduamente ma che fingevano di ignorare, coprendosi di un velo di finto puritanesimo. Toulouse-Lautrec, non a caso, si sentiva estraneo a una società così ipocrita e reietta e per qualche tempo andò persino a vivere nelle case di tolleranza.

Le prostitute immortalate nei quadri di Toulouse-Lautrec non si nascondono agli sguardi, ma non chiedono nemmeno di sedurre, tanto che si comportano con naturale franchezza e immediatezza, senza vergogna o falsi ritegni, incapaci come sono di suscitare desiderio, voluttà. In alcune opere Toulouse-Lautrec arrivò persino ad approfondire i rapporti omosessuali che legavano molte delle ragazze delle maisons, stanche di saziare gli appetiti sessuali di clienti avviliti ed avvilenti.

«Mi raccontò il sapore del suo vivere dentro alla casa chiusa, di veder palpitare la prostituzione e di comprendere i dolori sentimentali di quelle povere creature, serve dell’amore. Lui era loro amico, a volte anche loro confidente, ma mai loro giudice, loro consolatore... piuttosto era per loro come un fratello nella compassione»Yvette Guilbert

A letto

Il bacio

Il bacio a letto

Ultimi anni di vita

L'assidua frequentazione dei locali di Montmartre, dove l'alcol veniva servito fino all'alba, portò Toulouse-Lautrec a bere senza alcun freno: fra le bevande che più consumava vi era l'assenzio, distillato dalle disastrose qualità tossiche che poteva offrirgli un rifugio consolatorio, anche se artificiale, a poco prezzo. Logorato, Toulouse-Lautrec fu costretto a sospendere la sua attività artistica, con la sua salute che degenerò nel marzo del 1899 con un violentissimo accesso di delirium tremens. Nell'aprile 1901 Toulouse-Lautrec tornò a Parigi per fare testamento, per portare a compimento i dipinti e i disegni lasciati incompiuti e per riordinare l'atelier. Morirà lo stesso anno.

Il fantino (1896, Musée Toulouse-Lautrec di Albì)

Sitografia