Cioffi Irene
L'Illuminismo In italia e Campania
-L’Illuminismo in Italia
-Illuminismo in Campania e Nel Mezzogiorno
-Giambattista Vico, il filosofo del divenire
- la fine dell’Illuminismo in Campania
- Joachim Murat
1.Introduzione.
Nell’Europa del XVIII secolo, un nuovo modo di interpretare e pensare la realtà si faceva sempre più strada nel mondo culturale e, a cascata, nella vita della collettività.La Campania e Napoli furono vere e proprie fucine di pensiero, incarnate da Antonio Genovesi, Gaetano Filangeri, Ferdinando Galiani, alcuni tra i nomi che segnano la via dell’Illuminismo napoletano e italiano.
L'Illuminismo è una corrente di pensiero emersa nel XVIII secolo, che mira a illuminare la mente umana attraverso la ragione, contrastando superstizione, ignoranza e oppressione.
-L’Illuminismo in Italia
IRENE CIOFFI
Gli ideali che hanno ispirato la Rivoluzione Francese e la Rivoluzione Americana erano promossi da intellettuali illuministi. In Italia, Cesare Beccaria, nonno di Alessandro Manzoni, ha scritto l'opera rivoluzionaria "Dei delitti e delle pene". Il suo concetto principale era che le pene dovessero essere pubbliche, rapide, necessarie, minime possibile nelle circostanze date e proporzionate ai crimini, secondo le leggi. Questo rappresentò un atto di coraggio, introducendo nel dibattito le protezioni per i condannati o i prigionieri come esseri umani con diritti, e sostenendo che la legge, non l'imposizione o l'autocrazia del sovrano, dovesse essere la vera guida.
Questo movimento ha visto la diffusione dell'Enciclopedia e l'affermazione della ragione sulla superstizione e l'oscurantismo. Originatosi in Inghilterra, si è poi diffuso in Francia, negli Stati Uniti e in Italia.
Illuminismo in Campania e Nel Mezzogiorno
Nella Lombardia di Maria Teresa e Giuseppe II d'Asburgo, insieme alla Toscana degli Asburgo-Lorena, il Regno di Napoli, sotto la guida di Carlo di Borbone, rappresentò un importante centro culturale nel XVIII secolo.
Tra le personalità di spicco di questo movimento illuminista nel Regno di Napoli vi furono Antonio Genovesi, Giambattista Vico, Gaetano Filangieri e Mario Pagano. Antonio Genovesi, nato a Castiglione dei Genovesi (Salerno) e morto a Napoli, fu uno dei maggiori esponenti dell'Illuminismo in Campania, attraverso il suo pensiero e le sue opere, cercò di conciliare il senso comune con i principi religiosi della fede cristiana.
Questo periodo, noto come il "Secolo dei Lumi", vide una significativa evoluzione della mentalità collettiva, che si allontanò dalle tradizioni feudali e cortigiane, diventando un esempio di società più moderna per nazioni straniere e visitatori.
CIOFFI IRENE
Giambattista Vico, il filosofo del divenire
Nella sua concezione, la coscienza e la conoscenza sono legate: si è consapevoli di ciò che si fa solo se si è capaci di riprodurlo. Questo porta alla conclusione che nessun uomo, al di fuori di Dio, può possedere entrambe le caratteristiche.
Vico interpreta la storia come un susseguirsi di eventi predisposti, non casuali, e ritiene compito del filosofo comprendere il fine ultimo di questi eventi. Introduce anche una visione ciclica della storia, divisa in "Età degli Dei", "Età degli Eroi" ed "Età degli Uomini".
Nato a San Biagio dei Librai, Vico si affermò come una figura di spicco dell'Illuminismo in Campania. I suoi studi si basarono su opere di autori come Sant'Agostino, Tacito, Platone e la Scolastica, mettendosi in contrasto con le teorie di Cartesio.
La fine dell’Illuminismo in Campania
Gli intellettuali sostenitori della Repubblica Napoletana, come Cirillo, Pagano e Ciaia, furono giustiziati, ma il sentimento comune animato da ideali nuovi continuò a persistere.
Il movimento illuminista nel Regno di Napoli giunse a una conclusione tragica con il ritorno al potere dei Borbone nel 1799.
Nel XVIII secolo, la società civile criticò la Controriforma e si allontanò dalla Chiesa, favorendo una visione di "Libera Chiesa in libero Stato". Influenzato dall'illuminismo inglese e da Adam Smith, Antonio Genovesi si dedicò allo studio dell'economia, credendo che le nazioni potessero raggiungere lo status di potenza attraverso strumenti economici. Queste idee fecero parte di un movimento più ampio di innovazione e riforma nel Regno di Napoli, contribuendo al suo ruolo nell'Illuminismo europeo.
Joachim murat
storia illuminismo in campania
Irene Cioffi
Created on January 24, 2024
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Cioffi Irene
L'Illuminismo In italia e Campania
-L’Illuminismo in Italia
-Illuminismo in Campania e Nel Mezzogiorno
-Giambattista Vico, il filosofo del divenire
- la fine dell’Illuminismo in Campania
- Joachim Murat
1.Introduzione.
Nell’Europa del XVIII secolo, un nuovo modo di interpretare e pensare la realtà si faceva sempre più strada nel mondo culturale e, a cascata, nella vita della collettività.La Campania e Napoli furono vere e proprie fucine di pensiero, incarnate da Antonio Genovesi, Gaetano Filangeri, Ferdinando Galiani, alcuni tra i nomi che segnano la via dell’Illuminismo napoletano e italiano.
L'Illuminismo è una corrente di pensiero emersa nel XVIII secolo, che mira a illuminare la mente umana attraverso la ragione, contrastando superstizione, ignoranza e oppressione.
-L’Illuminismo in Italia
IRENE CIOFFI
Gli ideali che hanno ispirato la Rivoluzione Francese e la Rivoluzione Americana erano promossi da intellettuali illuministi. In Italia, Cesare Beccaria, nonno di Alessandro Manzoni, ha scritto l'opera rivoluzionaria "Dei delitti e delle pene". Il suo concetto principale era che le pene dovessero essere pubbliche, rapide, necessarie, minime possibile nelle circostanze date e proporzionate ai crimini, secondo le leggi. Questo rappresentò un atto di coraggio, introducendo nel dibattito le protezioni per i condannati o i prigionieri come esseri umani con diritti, e sostenendo che la legge, non l'imposizione o l'autocrazia del sovrano, dovesse essere la vera guida.
Questo movimento ha visto la diffusione dell'Enciclopedia e l'affermazione della ragione sulla superstizione e l'oscurantismo. Originatosi in Inghilterra, si è poi diffuso in Francia, negli Stati Uniti e in Italia.
Illuminismo in Campania e Nel Mezzogiorno
Nella Lombardia di Maria Teresa e Giuseppe II d'Asburgo, insieme alla Toscana degli Asburgo-Lorena, il Regno di Napoli, sotto la guida di Carlo di Borbone, rappresentò un importante centro culturale nel XVIII secolo.
Tra le personalità di spicco di questo movimento illuminista nel Regno di Napoli vi furono Antonio Genovesi, Giambattista Vico, Gaetano Filangieri e Mario Pagano. Antonio Genovesi, nato a Castiglione dei Genovesi (Salerno) e morto a Napoli, fu uno dei maggiori esponenti dell'Illuminismo in Campania, attraverso il suo pensiero e le sue opere, cercò di conciliare il senso comune con i principi religiosi della fede cristiana.
Questo periodo, noto come il "Secolo dei Lumi", vide una significativa evoluzione della mentalità collettiva, che si allontanò dalle tradizioni feudali e cortigiane, diventando un esempio di società più moderna per nazioni straniere e visitatori.
CIOFFI IRENE
Giambattista Vico, il filosofo del divenire
Nella sua concezione, la coscienza e la conoscenza sono legate: si è consapevoli di ciò che si fa solo se si è capaci di riprodurlo. Questo porta alla conclusione che nessun uomo, al di fuori di Dio, può possedere entrambe le caratteristiche. Vico interpreta la storia come un susseguirsi di eventi predisposti, non casuali, e ritiene compito del filosofo comprendere il fine ultimo di questi eventi. Introduce anche una visione ciclica della storia, divisa in "Età degli Dei", "Età degli Eroi" ed "Età degli Uomini".
Nato a San Biagio dei Librai, Vico si affermò come una figura di spicco dell'Illuminismo in Campania. I suoi studi si basarono su opere di autori come Sant'Agostino, Tacito, Platone e la Scolastica, mettendosi in contrasto con le teorie di Cartesio.
La fine dell’Illuminismo in Campania
Gli intellettuali sostenitori della Repubblica Napoletana, come Cirillo, Pagano e Ciaia, furono giustiziati, ma il sentimento comune animato da ideali nuovi continuò a persistere.
Il movimento illuminista nel Regno di Napoli giunse a una conclusione tragica con il ritorno al potere dei Borbone nel 1799.
Nel XVIII secolo, la società civile criticò la Controriforma e si allontanò dalla Chiesa, favorendo una visione di "Libera Chiesa in libero Stato". Influenzato dall'illuminismo inglese e da Adam Smith, Antonio Genovesi si dedicò allo studio dell'economia, credendo che le nazioni potessero raggiungere lo status di potenza attraverso strumenti economici. Queste idee fecero parte di un movimento più ampio di innovazione e riforma nel Regno di Napoli, contribuendo al suo ruolo nell'Illuminismo europeo.
Joachim murat