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Gli este, signori di Ferrara
Asia Trombetta
Created on January 24, 2024
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Gli este, signori di Ferrara
Tra le mura di Ferrara:un viaggio nella storia e nel potere degli Estensi,signori di fascino e intrighi
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Indice
7. Ercole I d'Este
8. Alfonso I d'Este
1. Le signorie
9. Gli stemmi
2. La casata degli Este:collocazione geografica
10. Il motto della casata degli Este
3. La casata degli Este:le origini
11. Il Castello estense di Ferrara
4. Membri della casata degli Este
12. La storia di Ugo e Parsina
5. Niccolò II d'Este
13. Panoramica castello Estense
6. Nicolò III d'Este
14. L'Orlando Furioso e Ippolito d'Este
Le signorie
La Signoria, istituzione politica presente in molte città italiane, si sviluppò spesso attraverso una decisione libera del Comune infatti alcuni leader, come podestà o capitani del popolo, consolidarono il potere nel tempo, ottenendo cariche vitalizie ereditabili e formando dinastie. Parallelamente a questa evoluzione pacifica, vi furono situazioni in cui la Signoria fu impostata con la forza, grazie al supporto di classi ostili al governo precedente. Nonostante il potere contestato, i Signori cercavano spesso un riconoscimento ufficiale, ricorrendo all’imperatore per legittimare la nuova struttura istituzionale. La Signoria in Italia emerse con l’espansione dei Comuni a discapito delle città vicine. Comuni più forti adottarono politiche espansionistiche, formando grandi Stati regionali come Milano, Venezia e Firenze.
La casata degli Este:collocazione geografica
Gli Este furono una famiglia nobile di origine italiana, una delle dinastie europee più longeve che ha governato alcuni territori in Italia a partire dal XIII secolo fino alla fine del XVI secolo.Il territorio della signoria di Ferrara includeva : - Provincia di Ferrara(Ferrara) ;- la Transpadana Ferrarese (oggi in provincia di Rovigo) ;- Romagna d'Este (provincia di Ravenna). Il territorio estense confinava con:
Repubblica di Venezia;
Domini dei Gonzaga;
Repubblica di Lucca;
Ducato di Milano;
Stato della chiesa.
Domini dei Malaspini;
La casata degli Este:le origini
Alla morte di Leonello subentrò il fratello Borso, che già a diciotto anni era al servizio del Comune di Venezia come capitano di ventura. A differenza di Leonello, Borso d’Este fu un uomo d’azione e un ottimo militare. Infatti durante i primi anni di reggenza si dedicò più alla vita militare riportando una serie di sconfitte in battaglie che miravano ad estendere il dominio estense.
La casata degli Este ha le sue origini nell’alto medioevo e in particolare nella famiglia degli Obertenghi, di ascendenze longobarde. La stirpe dei marchesi estensi si determina con Alberto Azzo II, figlio di Alberto Azzo I, morto nel 1029. Suo nipote Obizzo I nel corso del XIII secolo ottenne prima la signoria di Ferrara e poi di Modena.
Dopo un periodo di crisi nel corso del XIV secolo, gli Estensi furono cacciati da Modena e Ferrara. Successivamente furono richiamati a Ferrara come vicari del papa. Sarà solo con Niccolò III che la potenza della casata si affermerà definitivamente consolidando lo stato che si era formato con le nuove annessioni. Infatti, il dominio dello stato estense all’inizio del XV secolo comprendeva Ferrara ma anche Modena, Adria, Comacchio, Rovigo e vari possessi in Romagna. Dopo la morte di Niccolò III salì al trono Leonello. Durante questo periodo il ducato Estense vivrà uno dei momenti più pacifici e rosei, soprattutto dal punto di vista culturale.
Alberto Azzo II
Niccolò III
Leonello
Borso
Successivamente invece decise di dedicarsi all’attività diplomatica. Seguì in parte la precedente politica attuata da Leonello nel sostenere gli equilibri, sempre molto labili, tra gli Stati italiani. Dopo la morte di Borso, la scelta del nuovo successore cadde di nuovo sulla linea legittima della famiglia; salì al trono Ercole, primo figlio del terzo matrimonio di Niccolò III. La Signoria estense terminò nel 1598 con Alfonso II d'Este poiché non ebbe discendenza legittima.
Ercole I
Alfonso II d'Este
OBIZZO I
OBIZZO I
OBIZZO II
Azzo VIII
OBIZZO II
Azzo VIII
AZZO VI
AZZO VI
ALBERTO AZZO II
ALBERTO AZZO II
Folco
Folco
Rinaldo
Rinaldo
Aldobrandino III
Aldobrandino III
Nicolò II
Nicolò II
Nicolò III
Nicolò III
Alberto
Alberto
Obizzo III
Obizzo III
Nicolò I
Nicolò I
Membri della casata degli Este
Membri della casata degli Este
Leonello
Leonello
Alfonso II
Alfonso II
Borso
Borso
Alfonso I
Ercole II
Alfonso I
Ercole II
Ercole I
Ercole I
dal 1294 al 1814
dal 1294 al 1814
Cesare
Cesare
Alfonso III
Alfonso III
Francesco I
Alfonso IV
Francesco I
Alfonso IV
Rinaldo I
Francesco II
Francesco III
Membri della casata degli Este
Ercole III
dal 1294 al 1814
Niccolò II d'Este
Info
Niccolò II d’Este, fu uno dei membri più importanti della famiglia degli Este nel XV secolo.Egli salì al trono come signore di Ferrara nel 1393 e governerà per oltre trent’anni fino alla sua morte avvenuta nel 1441.Durante il suo regno egli si impegnò a contribuire innanzitutto al potere della sua famiglia e poi rafforzò l’amministrazione, migliorò l’economia e promosse lo sviluppo culturale nella città di Ferrara. Proprio per questo durante il suo governo la città conobbe un periodo di grande prosperità in ogni campo e Niccolò II all’interno del suo governo si dimostrò come un uomo di cultura, ospitando all’interno delle sue corti artisti molto importanti e anche come un uomo diplomatico, in quanto preferiva la stabilità evitando i conflitti.
Niccolò III d’Este
Stella de'Tolomei
Niccolò III d'Este nacque a Ferrara nel 1383 e morì a Milano nel 1441 egli riuscì con alcune azioni militari, e grazie a una politica di mediazione fra le potenze allora in lotta in Italia,( l'impero, il papato, Venezia, Milano e Firenze), a ingrandire i territori soggetti a Ferrara e a liberarsi di un enorme debito contratto con Venezia. Diede una svolta importante anche dal punto di vista culturale tramite la riapertura dell’università di Ferrara, infatti dopo la sua fondazione, (avvenuta grazie ad una bolla papale di Bonifacio IX nel 1391), l'Università degli Studi di Ferrara era stata chiusa per motivi economici solo tre anni dopo, Niccolò III, nel 1402, la riaprì dandole prestigio e chiamando nel ruolo di docenti personalità importanti come Pietro d'Ancarano (che veniva dall'Università di Bologna), Antonio da Budrio e Giovanni da Imola Ma più che per le imprese belliche e politiche Niccolò è ricordato per la sua intensa attività amorosa. Si dice che abbia avuto oltre ottocento amanti, la più nota delle quali fu Stella de' Tolomei detta anche dell'Assassino, dalla quale ebbe tre figli: Ugo , Leonello e Borso.
Ercole I d'Este fu un nobile italiano del Rinascimento, nato nel 1431 e morto il 15 giugno 1505. Appartenente alla potente famiglia d'Este, governò come duca di Ferrara dal 1471 fino alla sua morte.Dimostrò un'abilità politica notevole, egli infatti si alleò con varie potenze europee, cercando di mantenere un equilibrio tra le influenze francesi e quelle papali. Fu un patrono della cultura, trasformando la corte di Ferrara in un importante centro culturale rinascimentale e un grande sostenitore delle arti figurative, commissionando opere a numerosi artisti rinomati del suo tempo. Tra le commissioni più celebri di Ercole I vi fu l'incarico a Dosso Dossi per la decorazione della celebre "Camera degli Sposi" nel Castello Estense di Ferrara. Questa straordinaria opera d'arte raffigura scene di vita di corte. Fu un mecenate generoso nei confronti del poeta Ludovico Ariosto, finanziando la composizione della sua famosa epopea cavalleresca, "Orlando Furioso". Quest'opera divenne uno dei capolavori letterari del Rinascimento italiano, influenzando profondamente la cultura dell'epoca. Si dice che Ercole I avesse una grande passione per le collezioni d'arte e gli oggetti rari. Accumulò una vasta gamma di tesori artistici, libri antichi, e oggetti curiosi nella sua residenza, contribuendo a rendere la corte d'Este famosa per la sua ricchezza culturale.
Ercole I d'Este
Alfonso I d'Este
Opere
Lucrezia Borgia
Alfonso I d’Este fu un duca di Ferrara, Modena e Reggio nell’epoca rinascimentale.egli salì al potere nel 1505 e governò fino alla sua morte avvenuta nel 1534.fu un mecenate delle arti andando a portare all’interno della sua corte grandissimi artisti, letterati e pensatori di rilievo.egli si distinse per il suo Mecenatismo culturale, commissionando opere d’arte e contribuendo allo sviluppo architettonico e culturale rinascimentale della città di Ferrara.inoltre egli fu coinvolto in vari intrighi politici all’interno della sua epoca anche grazie al matrimonio con Lucrezia Borgia, ed egli riuscì a garantire la sicurezza e la stabilità dei suoi domini per quasi trent’anni.
Gli stemmi
Lo stemma degli Este è costituito da un'aquila d'argento in campo azzurro, che fregia la bandiera di famiglia fin dal 1239. L'azzurro era il colore usato dalla fazione guelfa mentre i Ghibellini adoperavano per lo più il rosso. I tre gigli in campo azzurro dentellato d'argento vennero aggiunti dal marchese Nicolò III nel 1431. Nel 1452 l'imperatore Federico III, concesse di inserire l'aquila imperiale in campo d'oro per denotare il feudo imperiale di Modena; nello stesso tempo l'aquila, divisa longitudinalmente in una metà argentea in campo azzurro e nell'altra metà nera in campo oro, rappresentava la contea di Rovigo istituita allora. Le chiavi pontificie sono il simbolo della rinnovata investitura di Ferrara da parte di Papa Sisto IV a Ercole I nel 1474
Stemma del 1431
Stemma del 1239
Stemma del 1452
Gli altri stemmi
Il motto della casata degli Este
Non è possibile attribuire in modo certo un motto alla casata degli Estensi.Un motto erroneamente legato a tutta la casata: Ab insomni non custodita Dracone (“Non custodito dal drago insonne”), deve essere in realtà legato ad uno solo dei suoi rappresentanti illustri, il cardinale Ippolito d'Este.Sulla torre dei leoni del Castello Estense però si può vedere una lastra marmorea che riporta la scritta Wor Bas ovvero “verso il meglio”, “sempre avanti”
Scritta "Wor Bas" sugli artigli dei leoni
Il Castello estense di Ferrara
Nel corso dei secoli esso è stato testimone di numerosi eventi storici. Durante il Rinascimento , sotto il dominio di Ercole I d’ Este e suo figlio Alfonso I, il castello divenne un vivace centro culturale e politico. Alfonso I, in particolare, fu un mecenate delle arti e trasformò il castello in una suntuosa residenza , attraendo artisti e intellettuali del tempo.
Il Castello Estense di Ferrara, noto anche come Castello di San Michele, è un’ importante struttura risalente al 14° secolo. Fu commissionato da Niccolò II d’ Este nel 1385 come strumento di difesa e simbolo del potere della famiglia. La sua posizione centrale nel cuore di Ferrara testimonia l' importanza strategica che il castello aveva nella storia della città.
Ferrara passò poi sotto il controllo dello Stato Pontificio e successivamente, il Castello Estense perse la sua funzione di residenza ducale e divenne una prigione. Durante il XIX secolo, con l’ avvento del dominio napoleonico e poi dell’ Unità d’ Italia, il castello perse parte delle sue strutture difensive.Oggi, il Castello Estense è un importante sito turistico e culturale, aperto al pubblico.
Nel XVI secolo, il Castello Estense subì ulteriori modifiche sotto il governo di Alfonso II d’ Este, che aggiunse una nuova ala detta ‘’Nuova’’ o ‘’Addizione’’, conferendo alla struttura una forma più regolare. Nel 1598, la dinastia d’ Este si estinse e il Ducato di Nel corso dei secoli esso è stato testimone di numerosi eventi storici. Durante il Rinascimento , sotto il dominio di Ercole I d’ Este e suo figlio Alfonso I, il castello divenne un vivace centro culturale e politico. Alfonso I, in particolare, fu un mecenate delle arti e trasformò il castello in una suntuosa residenza , attraendo artisti e intellettuali del tempo.
La storia di Ugo e Parisina
Fatto sta che al loro ritorno nel castello di Ferrara vengono scoperti da una cameriera che era stata maltrattata da Parisina, e per vendicarsi della padrona, mette al corrente della tresca il marchese. Niccolò III,ferito nel suo onore, li fa rinchiudere in due torri distinte del castello: lei in quella che sarà chiamata torre “della Marchesa”, lui nella torre dei leoni.Successivamente poco dopo i due amanti vennero decapitati e seppelliti nel giardino della chiesa ferrarese di San Francesco
Tra realtà e finzione
Laura Malatesta, detta Parisina, rimasta orfana di entrambi i genitori in giovanissima età, venne ospitata alla corte dello zio paterno, a Rimini, e ben presto furono intavolate trattative per il suo matrimonio con Niccolò III d’Este, che ha vent’anni più di lei. Secondo quanto ci raccontano le fonti all’inizio non corre buon sangue tra la fresca sposa Parisina e Ugo (il primo dei tre figli naturali che Niccolò ha avuto da una delle amanti) un bel ragazzo di un anno più piccolo della sua matrigna. Nel maggio del 1424 Parisina parte per Ravenna e come scorta, il marito la fa accompagnare da Ugo per porre fine ai loro dissidi. Durante il viaggio però tra i due scocca la scintilla e inizia una storia piena di passione e eraltro la ragazza conosce fin troppo bene la storia di Paolo e Francesca, appartenenti alla sua stessa famiglia, e ora la rivive sulla sua pelle.
Cella di Parsina
Panoramica castello Estense(esterna)
Panoramica castello Estense(interna)
Cappella ducale
Salla dell'aurora
Sala dei veleni
Sala dei giochi
L'Orlando Furioso e Ippolito d'Este
E sarà proprio Ippolito d’Este ad essere essere uno tra i primi ad apprezzare la genialità e la maestra letteraria di Ariosto andandogli a fornire non solo il sostegno finanziario, ma anche lo stimolo è l’incoraggiamento andando a riconoscere il suo valore artistico.dunque la dedica dell’Orlando furioso rivolta verso Ippolito d’Este testimonia la profonda gratitudine che Ariosto possedeva nei confronti del suo mecenate.
L’Orlando furioso opera composta da Ludovico Ariosto e in parte collegata a quella che è la storia della famiglia degli Este.quest’opera venne composta tra il 1516 e il 1532 ed è un capolavoro letterario che mescola la tradizione epica con elementi fantastici e avventure eroiche.al centro di questa creazione c’è la figura di Ippolito d’Este, importante mecenate delle arti e patrono di Ludovico Ariosto.il Ippolito, nipote di Alfonso I d’Este, governante di Ferrara ha un ruolo fondamentale nel supporto di Ariosto durante la stesura dell’Orlando furioso.Questo poema affronta le gesta di varie eroi, in particolare di Orlando, un cavaliere carolingio, e poi vi sono una serie di trame secondarie che coinvolgono altri personaggi. Ludovica Ariosto dunque riesce a creare un mondo immaginario in cui si intrecciano i sentimenti amorosi, i conflitti cavallereschi e le vicende dei cavalieri.
Ippolito I d'Este
Ludovico Ariosto
La nascita delle signorie
Nel Trecento, questa élite consolidò il proprio potere, garantendosi il diritto ereditario di partecipare ai consigli e questo portò ad una limitazione dell’accesso al potere per chi non apparteneva alle famiglie dominanti.La concentrazione del potere in poche famiglie alleate ridusse i conflitti nelle città per il controllo delle istituzioni comunali. Tuttavia, in alcuni centri urbani, ciò portò a una transizione dalla forma comunale a una Signoria, con un unico Signore che deteneva tutti i poteri effettivi. Le Signorie rappresentarono la fase finale dell’evoluzione del Comune, come a Milano con i Visconti o a Verona con i Della Scala.
Nel periodo tra il XII e il XIII secolo, i Comuni italiani, pur raggiungendo una notevole potenza economica, affrontavano sfide significative. Le città, uscite vittoriose dagli scontri con l’impero, erano tuttavia teatro di continue guerre territoriali e lotte interne (ad esempio i conflitti tra guelfi e ghibellini, nobili e borghesi).La gestione politica non rifletteva una democrazia, ma un sistema gerarchico, generando tensioni e malcontento e la diversificazione sociale accentuavano questi problemi, rendendo la convivenza cittadina un’impresa difficile. La gestione del potere era spesso orientata secondo gli interessi di ceti privilegiati, generando un clima di perenne conflittualità.Nel corso del tempo, molti Comuni italiani svilupparono un’oligarchia, un governo controllato da poche famiglie.
Le signorie
Le signorie erano una forma di governo predominante durante il Rinascimento in Italia. Si trattava di territori governati da un signore o da una famiglia dominante, che deteneva il potere politico ed economico. Questi signori erano spesso aristocratici o mercanti ricchi che si impadronivano del controllo di città o regioni attraverso alleanze, conquiste militari o eredità.Le signorie si distinguevano per la loro autonomia politica e la relativa indipendenza da autorità superiori come regni o imperi. I signori erano al centro della vita politica e sociale, governando con potere assoluto o con l’appoggio di consigli nobiliari o borghesi.Tra le più famose signorie rinascimentali vi erano quelle dei Medici a Firenze, degli Sforza a Milano, dei Gonzaga a Mantova e gli Este di Ferrara. Le signorie per la loro protezione assoldavano dei soldati mercenari i quali comportarono un notevole aumento della spesa pubblica. Le signorie ebbero un’enorme influenza sulla cultura, sull’arte e sullo sviluppo sociale dell’epoca rinascimentale, contribuendo alla diffusione di idee e all’innovazione artistica e scientifica.
I monumenti più importanti fatti costruire da Niccolò II d'Este: 1.Castello Estense
3.Cattedrale di San Giorgio
2.Palazzo di Schifanoia
4.Mura di Ferrara
Lucrezia Borgia fu una figura storica di grande rilievo nota per essere figlia di Papa Alessandro VI e successivamente duchessa di Ferrara grazie al matrimonio con Alfonso I d’Este.la sua importanza storica è dovuta alla sua posizione in una delle famiglie più importanti di quest'epoca e ai suoi matrimoni strategici Fondamentali in quest’epoca. Inoltre sottile girano diverse leggende e quelle più diffuse sono:
1. Avvelenatrice: si dice che Lucrezia Borgia utilizzasse il veleno per eliminare i suoi nemici, proprio per questo veniva ritenuta una donna astuta e manipolatrice; I2.intrighi amorosi: alcuni racconti ci dicono che Lucrezia era una donna coinvolta in molte relazioni amorose; 3.Il suo aspetto fisico: ricollegandoci ai suoi vari intrighi amorosi si racconta che Lucrezia fosse una donna di straordinaria bellezza, molto affascinante descritta quasi dal fascino irresistibile sia su uomini che su donne; 4.Coinvolgimento in omicidi e complotti: la sua figura è stata molto spesso associata a intrighi e crimini, dando vita a racconti su di lei come partecipe oppure mandante di omicidi politici e complotti. Tutte queste leggende hanno alimentato l’immagine di Lucrezia Borgia come una figura misteriosa ma forse una delle più affascinanti dell’Italia rinascimentale
1. Dosso dossi e la scuola di Ferrara
3. torre dei leoni
2. Palazzo dei diamanti
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La storia di Stella dei Tolomei è avvolta nell’atmosfera tragica dell’Italia medievale. Amante di Niccolò III d’Este, signore di Ferrara, Stella viveva una relazione apparentemente felice. Tuttavia, la sua vita prese una svolta drammatica quando si innamorò del fratello del suo amate (Niccolò III), Ugo. L’amore proibito tra Stella e Ugo fiorì in segreto, ma la scoperta dell’adulterio portò a un destino inesorabile. Niccolò III, tradito e furioso, ordinò l’esecuzione di entrambi gli amanti. La storia tocca corde emotive poiché, al momento della condanna, Stella chiese di poter baciare suo figlio Guglielmo per l’ultima volta. La tragica fine di Stella dei Tolomei sottolinea la forza degli intrighi, delle passioni e delle conseguenze nel contesto medievale, rendendola una figura avvolta nel mistero e nell’intrigo nella storia italiana.
Stemma del 1471 voluto da Borso:
Stemma di Ercole I e II d'Este:
In Ercole I troviamo le chiavi di san Pietro,in quello di Ercole II la tiara imperiale