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Shemà - Primo Levi
lisa.moioli
Created on January 24, 2024
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Transcript
TEMATICHE
ANALISI
SCHEDA TECNICA
PARAFRASI
AUTORE
Shemà
Voi che vivete sicuriNelle vostre tiepide case, Voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per mezzo pane Che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana d’inverno. Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi; Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, La malattia vi impedisca, I vostri nati torcano il viso da voi.
Scheda tecnica
La poesia "Shemà" apre il memoir di Primo Levi "Se questo è un uomo", pubblicato nel 1947. In questo testo l'autore offre la propria testimonianza degli orrori vissuti nel campo di concentramento. La poesia è composta da tre strofe di lunghezza variabile.
L'autore
Parafrasi
Voi che vivete sicuri nelle vostre case calde, voi che quando rincasate la sera trovate cibo caldo e visi amichevoli: considerate se è un uomo questo, che lavora nel fango, che non conosce pace, che lotta per mezzo pezzo di pane, che muore per un sì o per un no; considerate se questa è una donna, senza capelli e senza nome, senza più la forza di ricordare, con gli occhi vuoti e il grembo freddo, come una rana durante l’inverno. Meditate sul fatto che ciò è accaduto davvero: vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore, ricordatele quando state in casa o camminate per la strada, quando andate a letto o quando vi alzate; ripetetele ai vostri figli. Altrimenti, possa la vostra casa disfarsi, possa la malattia rendervi infermi, possano i vostri figli voltarsi dall'altra parte con disprezzo e rifiuto.
- la poesia si pone come una preghiera (il titolo "Shemà" significa "ascolta" e richiama l’espressione Shemà Israel, l’inizio di una preghiera fondamentale per gli ebrei)
- confronto tra la vita normale e quella nel campi di concentramento
- l'importanza della testimonianza e del ricordo (il poeta comanda di mantenere vivo il ricordo di ciò che è stato compiuto con la deportazione degli ebrei, perché non si ripeta più).
- minaccia per chiunque voglia dimenticare: tragedie e castighi divini dovranno abbattersi su coloro che non ricorderanno l’accaduto.