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POLITICA ESTERA DI AUGUSTO

Giulia Torsello

Created on January 23, 2024

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Transcript

politica estera di augusto

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indICE

01

GAIO OTTAVIO..........................

02

CONTESTO STORICO..........................

  • RIORGANIZZAZIONE DELL'ESERCITO

NUOVE ACQUISIZIONI TERRITORIALI.....................

  • GUERRE CANTABRICHE
  • LA DISFATTA DI TEUTOBURGO E LA DEFINIZIONE DI LIMES
  • I PARTI E LA SOLUZIONE DIPLOMATICA

03

01

GAIO OTTAVIO

storia di un nome

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GAIO OTTAVIO

Gaio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, nato come Gaio Ottavio Turino (Gaius Octavius Thurinus) e meglio conosciuto come Ottaviano o Augusto, è solitamente considerato il fondatore dell'Impero romano, nonché il primo imperatore di esso, per 41 anni, dal 27 a.C. al 14 d.C. Insieme a Marco Antonio e Lepido fondò il secondo triumvirato, ottenendo il proconsolato sulle province di Sicilia, Sardegna, Corsica e Africa. Con il ritiro di Lepido e gli accordi di Brindisi del 40 a.C. Ottaviano divenne proconsole in tutte le province occidentali (Sicilia, Sardegna e Corsica, Spagna Citeriore, Spagna Ulteriore, Gallia Narbonense, Gallia Cisalpina [con Illyricum settentrionale], Gallia Comata e Numidia) e in più ottenne in affidamento l'Italia.

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GAIO OTTAVIO

Nel 23 a.C. gli fu riconosciuta la (che mantenne poi a vita) e a vita; mentre nel 12 a.C. divenne Pontefice massimo con la morte di Marco Emilio Lepido.Restò al potere sino alla morte e il suo principato fu il più lungo della Roma imperiale (44 anni dal 30 a.C., 41 anni dal 27 a.C., 37 anni dal 23 a.C.)

tribunicia potestas

l'imperium proconsulare maius et infinitum

02

contesto storico

02

02 contesto storico

contesto storico

quadro generale

Quasi a dispetto dell'indole apparentemente pacifica di Augusto, il suo principato fu più travagliato da guerre di quanto non lo siano stati quelli della maggior parte dei suoi successori. Solo Traiano e Marco Aurelio si trovarono a lottare contemporaneamente su più fronti, al pari di Augusto. Sotto Augusto, infatti, furono coinvolte quasi tutte le frontiere, dall'oceano settentrionale fino alle rive del Ponto, dalle montagne della Cantabria fino al deserto dell'Etiopia, in un piano strategico preordinato che prevedeva il completamento delle conquiste lungo l'intero bacino del Mediterraneo e in Europa, con lo spostamento dei confini più a nord lungo il Danubio e più ad est lungo l'Elba (in sostituzione del Reno).

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02 contesto storico

riorganizzazione dell' esercito

riforma augustea dell' esercito romano

Augusto, prima di intraprendere le conquiste territoriali, riorganizzò l'esercito legionario e ausiliario, distribuendolo nella province.Introdusse un esercito permanente di volontari, disposti a servire inizialmente per sedici anni, e poi per vent'anni dal 6, unicamente dipendente da lui; istituì un cursus honorum anche per coloro che aspiravano a ricoprire i più alti incarichi nella gerarchia dell'esercito, con l'introduzione di generali professionisti, non più comandanti inesperti mandati allo sbaraglio nelle province di confine; creò l'aerarium militare.

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02 contesto storico

riorganizzazione dell' esercito

riforma augustea dell' esercito romano

In campo militare introdusse molte nuove riforme e ristabilì anche alcune antiche usanze. Mantenne la più severa disciplina: dove i suoi legati non ottennero, se non a fatica e solo durante i mesi invernali, il permesso di andare a trovare le loro mogli. Congedò con ignominia l'intera X legione (equestre), poiché ubbidiva con una certa aria di rivolta; allo stesso modo lasciò libere altre, che reclamavano il congedo con esagerata insistenza senza dare le dovute ricompense per il servizio prestato. Se alcune coorti risultava si fossero ritirate durante la battaglia, ordinava la loro la decimazione e nutrire con orzo. Quando i centurioni abbandonavano il loro posto di comando erano messi a morte come semplici soldati, mentre per altre colpe faceva infliggere pene infamanti, come il rimanere tutto il giorno davanti alla tenda del proprio generale, vestito con una semplice tunica, senza cintura, tenendo in mano a volte una pertica lunga dieci piedi, oppure una zolla erbosa.

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NUOVE ACQUISIZIONI TERRITORIALI

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03 nuove acquisizioni territoriali

guerre cantabriche

Le guerre cantabriche (29-19 a.C.) furono condotte da Ottaviano Augusto e da Marco Vipsanio Agrippa per un decennio, portando alla definitiva sottomissione di Cantabri ed Asturi e dei rispettivi territori. Al termine di queste guerre i Romani completarono la conquista della Spagna.Alla politica di consolidamento della PAX ROMANA (pace interna) Augusto affiancò una politica di difensa dei confini e di espansione, che produsse una lunga serie di campagne militari durate quasi un quarantennio (27 a.C- 9d.C): si trattava di due indirizzi politici non contradditori, dato che nella visione di princeps la pace interna poteva essere garantita soltanto dalla stabilizzazione del dominio di Roma e dunque dall'assoggettamento dei potenziali avversari.

Augusto raffigurato su una moneta in tenuta militare, durante un

adlocutio

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03 nuove acquisizioni territoriali

LA DISFATTA DI TEUTOBURGO E LA DEFINIZIONEDI LIMES

Nell’anno 9 d.C. le truppe germaniche tesero un’imboscata all’esercito di Publio Quintilio Varo, distruggendolo. Dopo questa colossale sconfitta i romani abbandonarono la sponda orientale del Reno: le terre germaniche non avrebbero parlato una lingua romanza

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03 nuove acquisizioni territoriali

LA DISFATTA DI TEUTOBURGO E LA DEFINIZIONEDI LIMES

Nell’anno 9 d.C. le truppe germaniche tesero un’imboscata all’esercito di Publio Quintilio Varo, distruggendolo. Dopo questa colossale sconfitta i romani abbandonarono la sponda orientale del Reno: le terre germaniche non avrebbero parlato una lingua romanza

«Quintilio Varo, restituiscimi le legioni!». Così gridava disperato Augusto mentre dava testate alle porte e si lasciava crescere la barba e i capelli in segno di lutto... Svetonio ci ha trasmesso questo aneddoto, riflesso della violenta reazione che ebbe l’imperatore quando si rese conto della tremenda sconfitta di Varo e del suo esercito nelle boscose terre germaniche, nel settembre del 9 d.C. Questo episodio, che lasciò una traccia indelebile nella memoria storica di Roma, è considerato la causa della fine della sua espansione sulla sponda orientale del Reno.

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03 nuove acquisizioni territoriali

I Parti erano un popolo iranico che fondò un impero nel I secolo a.C. che si estendeva dalla Mesopotamia alla Persia. L'Impero Romano era il suo principale rivale nell'Est. Nel 53 a.C., il generale romano Crasso fu sconfitto e ucciso dai Parti nella battaglia di Carre. Questa fu una grande sconfitta per Roma e lanciò un'era di tensioni tra i due imperi. Nel 31 a.C., Ottaviano Augusto, il futuro primo imperatore romano, sconfisse Marco Antonio e Cleopatra nella battaglia di Azio. Questo gli diede il controllo dell'Oriente romano, compreso l'Armenia. Augusto era determinato a risolvere pacificamente il conflitto con i Parti.

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03 nuove acquisizioni territoriali

Nel 20 a.C., inviò suo figlio adottivo Tiberio a condurre una missione diplomatica presso il re parto Fraate IV. Tiberio riuscì a negoziare la restituzione delle insegne romane perdute a Carre, oltre alla liberazione di alcuni prigionieri romani. Questa fu una grande vittoria per Augusto e contribuì a stabilire una pace duratura tra i due imperi. L'Eufrate divenne il confine tra le due sfere di influenza, e i Parti riconobbero Roma come potenza dominante nell'area.

end

TORSELLO GIULIA2SA

La Tribunicia potestas, concetto traducibile in italiano come "potestà tribunizia", era l'autorità di cui godevano i tribuni della plebe nell'Antica Roma. Durante l'età imperiale essa divenne, fin dai tempi di Augusto, uno degli elementi portanti dell'autorità imperiale in quanto garantiva il diritto di veto su qualsiasi decreto del Senato, il diritto di intercessio, l'immunità personale e la possibilità di comminare condanne capitali; il potere più importante era indiscutibilmente quello di far approvare norme aventi valore di legge. La sua attribuzione assegnava, dunque, al personaggio che la riceveva tutte le prerogative concesse ai tribuni della plebe, senza tuttavia l'investitura della carica.

L'adlocutio (plurale adlocutiones) era l'usanza di fare un discorso formale alle truppe, tenuto dai consoli repubblicani, dagli imperatori o dai loro generali, sia durante il periodo repubblicano sia quello imperiale. Era solitamente rivolto agli eserciti schierati, per incitarli prima di una battaglia o all'inizio di una campagna militare. Questa cerimonia poteva essere effettuata anche quando un imperatore adottava il suo successore, come avvenne nel caso di Nerva con Traiano.

Con il tramonto dell'età repubblicana e la nascita di un nuovo ordine costituzionale, ad Augusto fu conferito un nuovo tipo di imperium, detto imperium proconsulare maius et infinitum. In particolare questo potere fu conferito dal Senato ad Augusto nel 23 a.C. insieme alla tribunicia potestas a vita. Si trattava di un imperium maius perché era superiore a quello di tutti gli altri proconsoli, e infinitum nel duplice senso spaziale e temporale, perché non limitato a una sola provincia e non predeterminato nel tempo. Infatti, Ottaviano fu riconosciuto come princeps dai membri del senato. In virtù di questo riconoscimento Ottaviano diveniva il primo e più autorevole tra i senatori anche se, da un punto di vista formale, continuava a essere un senatore alla pari con gli altri.È sostanzialmente quello che attualmente definiamo come "principato". Nasce con Ottaviano un nuovo tipo di governo in cui gli elementi repubblicani (affievoliti) convivono con elementi senza dubbio monarchici (in parte mascherati).