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PESTE ESCAPE ROOM

irene.rocchi1812

Created on January 23, 2024

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O1

1300

escape room

PESTE

Irene Rocchi, Sonia Scafuro, Bianca Fabbri, Lorenzo Mitolo, Marco Gaspardo

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INTRODUZIONE

partiamo dalle nozioni che abbiamo...

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la medicina medievale e la peste

La medicina del tempo era incapace di spiegare e curare le malattie. Le teorie epidemiologiche di Ippocrate e Galeno interpretavano le epidemie come malattie dell'aria, consigliando di difendersi con una dieta che eliminasse umori ed umidità, e con il salasso per rimuovere il sangue. Nel corso dei secoli, si aggiunsero influenze della medicina araba, con l'astrologia che cercava di spiegare le malattie attraverso le influenze astrali. La teoria miasmatica e quella astrologica sono riscontrabili nelle interpretazioni della peste nel XIV e XV secolo, con esempi di spiegazioni basate su acque stagnanti, accumuli di sporcizia e congiunzioni astrali. Anche nel 1628, la causa della peste veniva attribuita all'aria. Inclusi concetti come il soffio infetto che si trasmette attraverso gli occhi dei malati.

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la potenza del demonio

In questo contesto di ansie e paure collettive, la popolazione ricorreva a rimedi magici come amuleti e incantesimi per cercare protezione soprannaturale. Durante le epidemie, maghi e stregoni prosperavano. L'immaginario della peste comprendeva personaggi spaventosi o rassicuranti, legati alle credenze popolari e alla teologia ufficiale. Il protagonista di questa angoscia collettiva assumeva forme diverse, come il "fantasma della peste" o il diavolo, evocando paure diffuse. Gli uomini cercavano protezione invocando i santi, in particolare san Sebastiano e san Rocco, associati alla lotta contro le pestilenze. San Rocco, durante l'epidemia del 1348, curò gli appestati e fu rappresentato in numerosi quadri con un bubbone sulla coscia, il cane e l'angelo al suo fianco.

Il contagio rapido e inesorabile della peste portò uno stato di sgomento e confusione da parte del popolo, impotente di fronte alla situazione di terrore, reagendo in comportamenti isterici, ad esempio le bande di penitenti, tra le quali i flagellanti famosi per scatenare cacce di ebrei. Il popolo impotente e terrorizzato cercava costantemente un colpevole a cui attribuire la colpa, per questa ragione gli ebrei furono accusati di essere l'origine di ogni male. Nonostante la peste abbia avuto un incredibile impatto su tutta europa vi erano delle vittime principali, ovvero le persone appartenenti a un ceto sociale basso, questo per molteplici motivi, uno dei quali era l'alimentazione insufficiente e squilibrata che essi avevano, indebolendo così l'organismo di fronte all'epidemia. La peste non è considerata l'unica malattia in periodo medioevale ad aver avuto una preferenza in fatto di vittime, infatti questa mortalità selettiva ha caratterizzato molteplici epidemie nel corso della storia, a causa sia dell'alimentazione ma anche per colpa della qualità dell'ambiente e la qualità di vita delle persone più povere, provocando così un grosso problema di mortalità precoce e infantile.

l'epidemia

Le epidemie hanno attraversato la storia delle società umane, in tutte le aree geografiche della terra, vengono citate nei testi sacri, come l'epidemia che colpì i filistei nella bibbia, l'epidemia di Atene durante la guerra del peloponneso (430 A.C.). La peste si può presentare in 3 forme; Peste Bubbonica: presenta dei bubboni e febbre, viene contratta dalla puntura da parte di pulci infette o per contatto diretto tra materiali infetti e lesioni delle pelle di una persona. peste polmonare contratta tramite aria, è estremamente contagiosa e può essere una complicazione della peste bubbonica se non trattata bene. Peste setticemica: deriva dalla moltiplicazione dei batteri nel sangue, e può essere una conseguenza di complicazioni delle due forme precedenti Il termine peste nel medioevo veniva usato per indicare diverse malattie come vaiolo morbillo tifo. Durante il quattordicesimo secolo l'europa passò un periodo di carestie e peste che causò un declino demografico, i due eventi furono indipendenti ma sicuramente alcuni effetti della crisi contribuirono, come l'affollamento delle città e la scarsa sanità della popolazione. La peste stermino un terzo della popolazione europea, a causa delle scarse condizioni: mediche che non permisero di trovare una cura

l'epidemia

La peste si diffuse in gran parte dell’ Europa seminando terrore, nelle città sovraffolate e dai casi di igiene dissastrose si propagò con una mortalità elevatissima anche perché date le scarse conoscenze era impossibile stabilire una cura.Si stabilirono numerose teorie incolpando sia gli altri che addirittura le figure religiose che secondo la cultura medievale li puniscono. L’idea della malattia viene anche da lontano come nell'iliade, narra che l’epidemia si diffonde nel campo Acheo per punizione dal dio apollo.Gli uomini di fronte alle numerose paure facevamo ricorso all’utilizzo di amuleti e talismani per cui di fronte a una tragedia tale l’uomo attua l’idea del complotto, ovvero di vittime di fanatismo e del isteria comune ci rientrano gli ebrei poiché il popolo Ebreo è accusato di aver gettato una grande quantità di veleno nelle fontane per appestare e avvelenare la cristianità. Giovanni Boccaccio testimone della peste ci descrive come un epidemia posso distruggere e sconvolgere le relazioni sociali attraverso 4 modalità Prima: Coloro che vivevano con moderazione limitandosi allo stretto necessario Seconda: altri pensavano che alzare il gomito sia l’unica medicina Terza: adottarono una via di mezzo Quarta: quando vedevano che è tutto perso se la davano a gambe rinunciando al tutto

Le diverse rezioni della popolazione

Descritte nel decameron

-Schivare e tenere alla larga gli infetti, le loro cose e persino notizie di morte, vivendo divisi dal mondo e rifuggendo da ogni lussuria -Infischiarsene di ciò che succedeva, passando notte e giorno a bere e ingozzarsi ormai rassegnati alla morte. -Mantenere una vita equilibrata -Darsela a gambe, abbandonare la città per rifugiarsi nelle loro campagne o da parenti

Obiettivi

punti principali per sopravvivere:

isolarci per diminuire le probabilità di contagio

non essere contagiati dalla peste

procurarci risorse per sopravvivere ( provviste per 5 persone)

mettere in salvo me stesso, mia moglie e i miei tre figli

la mia

soluzione

diario di bordo

20 Marzo

2 Aprile

16 Marzo, Firenze 1348 In quanto padre di famiglia è toccato a me decidere cosa fare per fuggire dalla terribile pestilenza, così dopo aver fatto preparare in fretta e furia mia moglie e i miei tre bambini, ho deciso di dirigermi in un convento di monaci eremiti nelle colline circostanti.

Dopo un lungo e faticoso viaggio, pieno di strade ormai desolate, siamo giunti al convento. I monaci sono stati disponibili, accogliendoci con preghiere. In cambio gli diamo la nostra disponibilità e la nostra mano d'opera

La peste continua a diffondersi e siamo grati di essere al sicuro. Cerchiamo conforto nella fede e nei monaci che ci hanno ospitato. Ci aggrappiamo alla speranza che un giorno la peste lasci la nostra città...

Per convincere Boccaccio...

Caro Boccaccio, La mia soluzione è valida perché rifugiandomi in un convento di monaci eremiti, la vita isolata e contemplativa che già viene attuata in quell'ambiente protetto, garantirebbe la mia salute e quella della mia famiglia consentendoci di sfuggire a questa grande disgrazia. Ci dedicheremmo alla preghiera cercando di eliminare il più possibile dalle nostre vite influenze o contatti esterni che contribuiscono al diffondersi della peste.