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IL MITO DEGLI ANDROGINI

Anna Baldan

Created on January 22, 2024

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Transcript

IL MITO DEGLI ANDROGINI

Simposio - discorso di Aristofane

La ricerca della nostra metà perduta

index

Anna Baldan

motivazione e destinatari

<< Le metà degli esseri umani bramavano costantemente di tornare alla loro forma di origine>>.Aristofane descriveva Eros come una forza magnetica che spinge gli esseri umani a completare la loro imperfezione. Questo mito risponde a una mancanza che ancora oggi sentiamo chiaramente nel profondo, come se fosse una maledizione che dobbiamo scontare contro le forze naturali che hanno inflitto la perenne sensazione di essere a metà, incompleti, senza la presenza dell'altro. È questo il motivo per cui tra i tanti miti ho scelto quello degli androgini, perchè il senso di incompletezza è qualcosa che ci contraddistingue tutti inesorabilmente sin dalla nascita. Molte persone sono alla continua ricerca di quale sia il senso della vita, una domanda la cui risposta certa non avremo mai. Io penso che ognuno di noi possa trovare un motivo diverso causa della sua presenza nel mondo, ma tutti siamo accomunati da una cosa: la costante ricerca della felicità. È questo che ci tiene in vita e che ci da la forza per lottare e per vivere. L'essere umano è alla continua ricerca dell'altro perchè è inconsciamente consapevole che da solo sta bene, ma che insieme all'altro può stare meglio, per diventare una persona migliore e sentire il suo posto in questa vita. I destinatari di questa presentazione sono degli studenti di terza liceo.

il significato e il ruolo del mito in Platone

Si può affermare che Platone fa dei miti un uso completamente differente rispetto a quello pre-filosofico: infatti è consapevole che la filosofia è nata affrancandosi dal mito e inaugurando un nuovo percorso, quello del lógos. Platone muove una duplice critica al mito: dal punto di vista formale, con il ritmo e la musicalità, lusinga la parte inferiore dell’anima, suscitando desideri e passioni; dal punto di vista dei contenuti invece, i racconti che presenta producono fantasie incontrollate. Alcuni miti platonici trattano argomenti che si potrebbero affrontare anche in modo razionale, mentre altri hanno contenuti che non possono essere trattati razionalmente. Infatti Platone stesso dichiara che ciò che il mito racconta può essere soltanto creduto e non dimostrato, come ad esempio il tema della sorte dell'anima nel Fedone. Il mito dunque è uno strumento che offre al pensiero immagini accessibili a tutti, per comprendere in modo più efficace i concetti. La funzione del mito non è solo didattica: esso subentra alla ragione oltrepassandone i limiti con narrazioni opinabili, per afferrare qualcosa che la ragione non comprende. Il mito, secondono Platone, ha anche la funzione di unire le persone nella società, la quale per essere felice deve essere unita, e l’unità di tutti si realizza nelle credenze, il mito perciò anche è un fattore di coesione e unione.

il mito oggi

Il mito non è un semplice intrattenimento per compensare la noiosa realtà come pensano in molti, ma è la sostanza dell’uomo, la misura di quello a cui dovrebbe aspirare, la scienza di quello che dovrebbe temere e la sua ipotesi sulla più intima della realtà.Il mythos non rappresenta solo la volontà di conoscere e comprendere la vita, ma anche il pensiero che arriva a dare la sua opinione sullo stato di natura, del divino, dell’uomo e sulle loro sofferenze. Il mito è sempre al fianco dell’uomo: utilizzato dalle religioni e filosofie, creando ispirazioni e concretizzando le nostre paure, ma soprattutto dando colore alla vita e alle relazioni mortali e divine dell’essere umano, che lo portano a sentire nel suo cuore emozioni vivaci, terribili e fugaci, senza le quali non potrebbe vivere.

i tre generi

All'inizio la specie umana era costituita di tre generi:

  • il femminile: formato da donna-donna
  • il maschile: formato da uomo-uomo
  • l'ermafrodito: formato da uomo-donna

descrizione degli ermafroditi

Questi uomini erano tondeggianti, proprio per la somiglianza con i loro genitori. Erano formati da quattro gambe, quattro braccia, due visi rivolti in senso contrario su una sola testa, che poggiava su un collo rotondo. Avevano quattro orecchie, due organi per la generazione e camminavano in posizione eretta.

Proprio perché somigliavano ai loro genitori, erano incredibilmente forti e vigorosi e il loro orgoglio era immenso.

l'attacco agli dei e la punizione di Zeus

Allora gli uomini attaccarono gli dei tentando di scalare l'Olimpo per combatterli.Così Zeus decise di dividerli in due, in modo tale da indebolirli e renderli più numerosi, e quindi più utili. Ordinò inoltre ad Apollo di ruotare il viso e la metà del collo dalla parte del taglio, in modo che gli uomini potessero sempre vedere la ferita causata dalla loro avidità. Mentre Apollo li ricuciva era solito lasciare qualche piega, come ricordo della punizione subita.

la disperazione delle due metà

Ciascuna delle due metà desiderava ricongiungersi con l'altra, ricercando l'unità originaria perduta. Si stringevano l’un l’altra, desiderando formare un solo essere come un tempo. Così morivano per la fame e per l'inerzia, perché ciascuna parte non voleva fare nulla senza l’altra. Allora Zeus spostò gli organi della riproduzione sul davanti, in modo tale che l'uomo e la donna, accoppiandosi, avrebbero generato un bambino e la specie non si sarebbe estinta.

le tre forme di Eros

Esistevano tre tipi di attrazione:

  • amore etero: incontro tra uomo e donna, con l'obiettivo della procreazione
  • amore omosessuale: incontro fra due uomini, esaltato perchè considerato puro dato che non ha come fine ultimo la riproduzione della specie
  • amore lesbico: incontro fra due donne, considerato come l'amore più basso, poichè la società greca era fortemente maschilista

L'uomo dunque sarà sempre attratto dalla specie di cui è parte

il desiderio ultimo

Se Efesto, dio delle fucine e dell'ingegneria, si presentasse con i suoi strumenti e chiedesse loro cosa desiderano di più al mondo, si evincerebbe che il loro sogno sarebbe quello di essere una persona sola: riunirsi e fondersi con la persona amata.Non più due, ma un essere solo, esattamente come un tempo.

avvertimento e previsione futura

Zeus ha separato gli uomini in due persone, perciò ora bisogna temere che, se i doveri verso gli dei non saranno rispettati, verremo tutti ancora una volta dimezzati. Coloro che resistono all'amore sono invisi agli dei, bisogna quindi diventare amici di questi ultimi poichè, se saremo in pace con loro, riusciremo a incontrare e a scoprire l’anima della nostra metà, cosa che adesso capita a ben pochi.

l'amore secondo Platone

Secondo Platone l’amore è diviso in 3 stadi:

  1. amore per la bellezza del corpo: siamo attratti dalla bellezza (sensibile e singolare) del corpo di un altro, perché ci manca e la vogliamo possedere
  2. amore per la bellezza dell'animo: possedendo la bellezza del corpo, però, ci accorgiamo che essa riguarda soltanto la forma, quindi non è singolare, perché si può trovare anche in altri individui. Perciò, a questo punto, ci si concentra sulla bellezza dell’animo, focalizzandoci sulle azioni
  3. amore per la bellezza della conoscenza: la bellezza dell’animo, ci spinge ad amare e a voler possedere la bellezza della conoscenza, che scaturisce dallo studio delle scienze e del sapere

il confronto: Freud e Platone

Nell’amore secondo Freud si possono distinguere 3 momenti in cui si trova la libido, ovvero il desiderio amoroso:

  1. Possedere il corpo in maniera sessuale
  2. Amicizia: amare una persona senza amare il corpo (non essendoci rapporto sessuale, la libido non ha uno scopo)
  3. Sublimazione: amare un concetto astratto (la libido si trasforma, perdendo il rapporto con la sessualità e investendo un oggetto astratto)

collegamento: le costellazioni nella mitologia greca

Sin dai tempi del Paleolitico, osservare il cielo stellato era importante per orientarsi, per misurare lo scorrere del tempo o per interpretare determinati eventi, chiedendo aiuto alle divinità astrali. Nacquero così le prime costellazioni, ovvero gruppi di stelle che assumono una particolare forma sulla volta celeste; molte di loro prendono il nome da personaggi della mitologia greca. Ad esempio la costellazione di “Orione”, un famoso cacciatore che, secondo la leggenda, si vantava di riuscire a sottomettere qualsiasi animale. “Cassiopea”, invece, era una ninfa del mare che credeva di essere la più bella tra le Nereidi. Anche il nome di alcune stelle deriva dalla tradizione classica. La maggior parte di loro ha nomi parlanti, che ne descrivono le caratteristiche. Emblematico è il caso delle due stelle più brillanti della costellazione dei Gemelli, Polluce e Castore: questi sono due personaggi della mitologia greca e romana, figli gemelli di Zeus e Leda. Invece la stella più brillante della costellazione dello Scorpione, Antares, ha un nome derivante dal greco e significa “rivale di Marte”, il suo colore è infatti rosso-arancione, simile a quello del pianeta.

collegamento: i pianeti nella mitologia greca

Anche i nomi dei pianeti del sistema solare sono fortemente legati alla mitologia classica, formando addirittura un albero genealogico:

  • Urano: dio del cielo e sposo di Gea (Terra) è il padre dei Titani. Fra essi, il più importante è Crono (Saturno)
  • Giove (Zeus): è figlio di Crono e sposo della sorella Era. È il re degli dei, dio del cielo e governatore dei fenomeni meteorologici
  • Marte (Ares), figlio di Zeus ed Era. È il dio degli aspetti più violenti della guerra e della lotta intesa come sete di sangue
  • Mercurio (Ermes): figlio di Zeus e della Pleiade Maia. Il suo ruolo è quello di messaggero degli dèi, ma è anche il dio dei commerci, dei viaggi, dei ladri e delle discipline atletiche
  • Venere (Afrodite): è la dea della bellezza, dell'amore, della generazione. Nata da Poseidone e dalla schiuma del mare.
  • Nettuno (Poseidone): fratello di Zeus. È il dio del mare e dei terremoti

attualizzazione: Io e l'Altro

«In effetti, non possiamo pronunciare alcun ‘Io’ senza almeno un ‘Tu’ da cui poterci distinguere».Questa è la nostra condizione: non esistiamo senza lo sguardo dell'Altro. Infatti la risposta al nostro "chi siamo" si crea solo da un continuo rapportarci con l’Altro. Tra "chi siamo" e l'Altro s'instaura un legame che ci appaga solamente nel momento in cui riusciamo a godere della reciproca presenza. Cogliere "chi siamo" è un processo che si fa assieme all'Altro, perciò la vita brilla quando il divenire entra in relazione con ciò che si muove attorno al nostro involucro di pelle. Per questo l'identità è trasformazione, per questo l'identità è un flusso.

approfondimento: insieme per conoscerci

Questo incontro è paradossale perché testimonia l'originale relazione che si instaura tra "Io" e «Altro», infatti l'Io emerge solamente dalla relazione con l'Altro, e viceversa. Difatti, si dice che l'identità sia fluida e in costante trasformazione non perché vi sia in essa incertezza, ma in virtù del fatto che risponde a una relazione tra due individui, e solamente in essa è in grado di emergere.Nel corso della sua vita, ciascun essere umano prova sulla propria pelle un profondo senso d'incompletezza e sente il desiderio che lo spinge a trovare una relazione con l'Altro.

Consiglio di lettura: https://www.damianofina.it/una-storia-sulla-fluidita-di-genere-mito-androgino/

bibliografia e sitografia

S. Veca, G. Picinali, D. Catalano, S. Marzocchi, Il pensiero e la meraviglia. Dalle origini ad Aristotele, Bologna 2020, vol. A F. Bertini, Io penso. Dalle origini alla scolastica, 2022, seconda edizione, vol. I https://www.collegiosacrafamiglia.it/cosa-ci-dice-il-mito-oggi/ https://www.damianofina.it/una-storia-sulla-fluidita-di-genere-mito-androgino/ http://www.astronomiacasarano.it/Astronomia%20e%20Mitologia.pdf

Cos'è l'amore

L'amore è ciò che ci spinge ad unificarci con qualcosa che ci manca, questo qualcosa è:

  • secondo Platone: la bellezza e il bene
  • secondo Freud: oggetto del piacere

Noi formiamo un tutto: il desiderio di questo tutto e la sua ricerca ha il nome di amore.

L’essere umano che denigra la fluidità dell'identità e che giudica il desiderio d'effusione dei suoi simili, imponendo gerarchie ed etichette, va contro la vita. Uccide. L'essere umano che si ricorda di avere due teste, quattro braccia, due sessi, quattro gambe va incontro alla vita. Ama.

E così evidentemente sin da quei tempi lontani in noi uomini è innato il desiderio d’amore gli uni per gli altri, per riformare l’unità della nostra antica natura, facendo di due esseri uno solo.

Dunque ciascuno di noi è una frazione dell’essere umano completo originario. Per ciascuna persona ne esiste dunque un’altra che le è complementare. E’ per questo che ciascuno è alla ricerca continua della sua parte complementare.

La parte migliore di noi

Entrambe le parti, quando incontrano l’altra metà di se stesse da cui sono state separate, sono colpite dal sentimento di una straordinaria emozione: se ne innamorano e non vogliono più vivere l'una senza l'altra. Non saprebbero nemmeno dire cosa desiderano l’una dall’altra: l'anima cerca nella sua metà qualcosa che non riesce ad esprimere a parole, ma che intuisce nell'istante del primo sguardo.

Certamente, sostenere che le cose siano veramente così come io le ho esposte, non si conviene a un uomo che abbia buon senso; ma sostenere che questo o qualcosa di simile debba accadere delle nostre anime [...]: ebbene, questo mi pare che si convenga e che metta conto arrischiarsi a crederlo, perché il rischio è bello! E bisogna che, con queste credenze, noi facciamo l’incantesimo a noi medesimi: ed è per questo che io, da un pezzo, protraggo questo mio mito. Fedone, 114d

l'amore omosessuale e il nesso con la politica

"I ragazzi di questo tipo sono i soli a mostrarsi davvero molto bravi nell’occuparsi di politica."

Il maschio aveva la sua origine dal Sole, la femmina dalla Terra e l'ermafrodito dalla Luna, dato che possedeva i caratteri sia del Sole che della Terra.

La minaccia di Zeus

Se gli uomini fossero stati ancora una volta arroganti e non avrebbero mantenuto la quiete, lui li avrebbe di nuovo divisi a metà.

  1. Il mito degli Androgini
  2. motivazione e destinatari
  3. il significato e il ruolo del mito in Platone
  4. il ruolo del mito oggi
  5. i tre generi
  6. descrizione degli ermafroditi
  7. l'attacco e la punizione di Zeus
  8. la disperazione delle sue metà
  9. le tre fore di Eros
  10. il desiderio ultimo
  11. avvertimento e previsione futura
  12. l'amore secondo Platone
  13. il condronto: Freud e Platone
  14. collegamento: le costellazioni nella mitologia greca
  15. collegamento: i pianeti nella mitologia greca
  16. attualizzazione: Io e l'Altro
  17. approfondimento: insieme per conoscerci
  18. bibliografia e sitografia

L'amore platonico

L'amore platonico è quindi il desiderio dell'anima di ritornare all'origine e che la guida a innalzarsi dal mondo sensibile verso l'intelligibile e la bellezza.L'aspirazione dell'anima a ritornare nel suo luogo originario è quindi ciò che Platone definisce come "amore" (éros), cioè un processo di ascesa graduale dall'ammirazione per la bellezza terrena al desiderio della perfetta sapienza.