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MITO ECO E NARCISO

Giovanni Tartaglione

Created on January 22, 2024

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Transcript

ECO E NARCISO

TRAMA DEL MITO

Il mito narra di Eco, la più bella tra le ninfe, che vagando tra le campagne solitarie si innamorò perdutamente di Narciso, un giovane così bello da far perdere la testa a chiunque lo vedesse. Purtoppo, Narciso decise di rifiutarla. Egli, non se ne curò e la sua indolenza fu punita dagli dei; infatti un giorno Narciso, desideroso di placare la propria sete, si avvicinò a una sorgente e vide la sua immagine riflessa nell'acqua, se ne innamorò perdutamente, e cercò di immergere le braccia per stringerle il collo e baciarla senza alcun risultato. Egli si lasciò morire trasformandosi in un fiore che oggi prende il nome di Narciso.

CHI SONO ECO E NARCISO?

Narciso, figlio di una ninfa e del dio delle acque, era un ragazzo dall’aspetto incantevole che per preservare tanta bellezza non avrebbe mai dovuto vedere il suo volto. non esisteva ninfa che potesse resistere a tanta bellezza, per cui anche eco, figlia dell’aria e della terra, la più bella tra le ninfe della montagna che si innamorò perdutamente di narciso, si ridusse a sole ossa e voce.

L' INCONTRO TRA ECO E NARCIso

Te iuxta sento, te videre cupio Te videre. Quia me comitaris Me comitaris. Cohibee, Te cum me loqueris: qui es? Qui es? Ego tibi petivi et tibi repeto: quod tibi nomen est? Quod tibi nomen est? Verba ne repeats, obsecro te! Obsecro te! Solus tu me sentire.me respondet! Me respondet!

DOPO L'INCONTRO...

Narciso, scosso da questa strana conversazione e senza aver mai visto eco, la lascia arrabbiato. lei, addolorata, si lascia cadere a terra tra quegli alberi che la tenevano nascosta. Eco non sapeva di aver incontrato narciso, un giovane bellissimo condannato a non amare nessuno. egli a nessuno permetteva di prendergli il cuore. Narciso non sapeva nulla della sua bellezza, infatti se avesse conosciuto chi era, non avrebbe raggiunto la vecchiaia

LA MALEDIZIONE DI NARCISO

Filius meus longos dies senectutis suae videbit? Filius tuus multis annis vivet, etiam. De conditione… De conditione? De conditione ut nunmquam se ipsum

LA straordinaria BELLEZZA DI NARCISO

Uomini e donne, dei e dee si innamoravano di narciso, e lui non sapeva perché suscitasse tanto amore. Un giorno un giovane volle il suo amore E narciso gli donò una spada per ammazzarsi. Il giovane così fece. La sofferenza di tutti quelli che aveva rifiutato diventó una preghiera che venne ascoltata dalla fonte Ramnusia. Quando Narciso un giorno capitó sulle sue rive lei lo specchió. Lui si vide e si innamorò immediatamente della sua immagine riflessa,conobbe la sua bellezza, seppe chi era e si mise a piangere. Voleva quel giovane, desideró sdoppiarsi, essere un altro ed accoppiarsi con se stesso.

NARCISO E IL SUO AMORE PER Sè STESSO

O silvae, quis unquam crudelius amorem sensit? Novistine unquam hominem infeliciorem me? Ego amo quem video, sed habere non possum. Non moenia, non maria, non montes nos dividunt, tenues tantum agones Non possum tamen habere quem video et amo,

NARCISO IN BILICO SULLE RIVE

Narciso era in bilico sulle rive della fonte. eco avrebbe saputo come salvarlo, ma doveva aspettare che lui gli rivolgesse la parola.

IL SECONDO INCONTRO TRA ECO E NARCISO

Quis es? Quid mihi vis? …de me! Abi hinc, non amo te! …non te amo!

NARCISO CADE NELL'ACQUA

NARCISO Vacilla, e perde l equilibrio. non é colpa di Eco, non é colpa di nessuno. Cade. nell’acqua per baciare l’immagine che ama. Mentre penetra la superficie si dissolve. Quei tratti così desiderati si frantumano.

LA MORTE DI NARCISO

Mater, ut ego nihil sum? Imago on aqua tractus quod amittitur... Propterea nonne ego me scire putavi? Quemadmodum pallidus cogitationis filius tuus fuit? Estne hic nobis?

NARCISO SI TRASFORMA IN UN FIORE

Quando Liriope accorre, non c’è più nessuno. Tutto s’é perso. Solo un’ eco in lontananza. Solo l’aria, Aria madre di Eco, che vorrebbe consolarla. E sulla sponda della fonte un fiore. Bianco, lo stelo che reclina leggermente su di sé: narciso. Perché Liriope é un giglio. E suo figlio non puó essere che un fiore

FINE.

TARTAGLIONE GIOVANNI CIARMIELLO AGOSTINO ANDREOZZI SILVIA CERVONE EMANUELE