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L'energia mareomotrice
Laura Maiani
Created on January 21, 2024
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Transcript
L'energia mareomotrice
L’energia marina è una delle principali forme di energia rinnovabile. Convertibile in energia elettrica mediante la forza meccanica dei movimenti dell’acqua, l’energia prodotta dal mare si presenta in varie forme. Le più diffuse sono: Energia delle correnti marine, prodotta meccanicamente grazie all’azione delle pale, come avviene per l’energia eolica; Energia cimoelettrica, ovvero prodotta dal moto ondoso; Energia talassotermica, prodotta dalla variazione di temperatura tra la superficie marina e la profondità; Energia osmotica, nota anche come energia a gradiente salino, ricavata dalla differenza nella concentrazione del sale fra l’acqua marina e l’acqua dolce; Energia mareomotrice (energia delle maree), prodotta dagli spostamenti d’acqua causati dalle maree.
Energia delle maree
Con energia mareomotrice si intende la creazione di energia mediante i naturali movimenti dell’acqua generati dalle maree. Si tratta quindi di una fonte di energia rinnovabile e alternativa alle fonti fossili, utilizzata fin dall’antichità dai “mulini a marea” che, trasformavano l’energia delle maree in energia meccanica fornita a una macina. In tutto il mondo la marea in solo 12.4 ore è in grado di smuovere 115 miliardi di tonnellate di acqua. Tuttavia, nonostante l’energia del vento venga sfruttata da millenni dall’uomo, solo oggi si sta assistendo ad una crescita senza pari, dovuta ai miglioramenti tecnologici.
Come produrre energia con le maree
La marea è un fenomeno naturale che provoca l'innalzamento e l'abbassamento ritmico del livello del mare conseguente all'effetto gravitazionale della luna e del sole sul nostro pianeta. Ogni 28 giorni la terra, il sole e la luna sono allineati perfettamente, generando la marea più forte ma in generale ogni movimento della luna provoca un effetto sulle maree. L'energia prodotte dalle maree può essere sfruttata attraverso specifiche tecnologie in grado di ricavare energia meccanica ed elettrica. I primi ad usufruire di questa enorme fonte di energia offerta dal nostro pianeta furono padre e figlio Girard nel 1799, anno in cui fu depositato il primo brevetto per trarre energia dal movimento delle onde. Un vantaggio enorme dello sfruttamento dell’energia da maree e moto ondoso è che, essendo connesse alle maree, sono facilmente prevedibili ed è quindi possibile stimare quanta energia si possa produrre durante l’arco di un anno.
Come si ricava energia dalle maree?
Esistono due modalità principali: Centrale mareomotrice: tramite sistemi a barriera si spostano orizzontalmente grandi masse d’acqua. Questi impianti vengono costruiti in genere in mare aperto e lungo i fiumi. Nelle fasi di alta marea, l’acqua viene raccolta in grandi bacini. Quando, viceversa, la marea è bassa, l’acqua defluisce tramite conduttore idrauliche all’interno delle quali sono presenti turbine collegate ai generatori elettrici. Una centrale mareomotrice ha un elevato impatto ambientale e un costo molto alto. Idrogeneratori: a basso impatto ambientale, sono turbine marine galleggianti. Queste sfruttano l’energia cinetica derivante dalle correnti d’acqua. Le turbine sono collocate a mezz’acqua, oppure vengono ancorate al fondo del mare.
Utilizzo dell'energia rinnovabile
Il settore delle energie rinnovabili è cresciuto significativamente nei primi anni del ventunesimo secolo, e nel 2008, l'energia da fonti rinnovabili ha fornito circa il 19% del fabbisogno energetico mondiale. Il settore delle rinnovabili ha visto una crescita sostanziale dalla fine del secolo scorso, e nel 2009 il totale dei nuovi investimenti è stato estimato a 150 miliardi di dollari americani. Il risultato è stato un incremento della capacità nominale di 80 GW durante l'anno stesso.
Secondo un recente rapporto, la quantità di energia rinnovabile utilizzata dai Paesi dell'Ue è in aumento. Eurostat, l'ufficio statistico dell'Unione Europea, ha rilevato che la quota di fonti rinnovabili nel consumo lordo di energia a livello europeo ha raggiunto il 23% nel 2022. Si tratta di un leggero aumento rispetto al 2021, quando il 21,9% proveniva dalle fonti rinnovabili.
In base alla Direttiva sulle energie rinnovabili, l'Ue ha aumentato l'obiettivo di utilizzo delle fonti rinnovabili per il 2030 dal 32% al 42,5%. Ma l'Unione non vuole fermarsi qui e mira a incrementare ulteriormente tale obiettivo per raggiungere quota 45%. "I Paesi dell'Ue devono intensificare gli sforzi per rispettare collettivamente il nuovo obiettivo per il 2030", si legge nel rapporto di Eurostat, "che richiede un aumento della quota di fonti energetiche rinnovabili nel consumo finale lordo di energia dell'UE di quasi il 20%".
Aumento dell'uso dell'energia mareomotrice
L’energia marina attualmente è un'enorme riserva energetica quasi inutilizzata, con un potenziale inesauribile. Se si riuscisse a sfruttare a pieno la forza di mari e oceani si coprirebbe la totalità dei consumi energetici previsti dalla IEA (International Energy Agency) già entro il 2035. Un potenziale che però si scontra con gli attuali limiti in termini di costi e replicabilità delle tecnologie necessarie. Mari e oceani hanno appena iniziato a recitare il proprio ruolo sul palcoscenico delle energie rinnovabili: il report IRENA (International Renewable Energy Agency) 2019 conferisce all’energia marina una capacità installata di 500 MW, ancora lontana dalle possibilità delle “sorelle maggiori”. Ma le vie del mare sono infinite: secondo l'Ocean Energy System 2014 della IEA e l'Ocean Energy Europe 2016, entro il 2050 l'energia marina si diffonderà prevalentemente in Europa, arrivando a una capacità di 100 GW nel Vecchio Continente, in grado di soddisfare il 10% dei consumi elettrici, con una stima di 40 mila posti di lavoro aggiuntivi.
https://www.enelgreenpower.com/it/learning-hub/energie-rinnovabili/energia-marina
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