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Baracca

Il cavallo rampante è il simbolo di Baracca, lo scelse come ricordo del suo ex reggimento, il Reggimento Reale Piemonte, dove Baracca andò dopo essere stato nella scuola militare di Modena, dove scelse come sua strada, la cavalleria, che poi cambiò idea andando in Francia per diventare un'aviatore. Enzo Ferrari scelse come suo simbolo il cavallo rampante, come Baracca, perché Paolina Baracca, madre di Francesco, disse a Enzo Ferrari, che il simbolo delle sue auto, doveva essere il cavallo rampante di suo figlio.

In questa fotografia in bianco e nero, è raffigurato l'asso degli assi, Francesco Baracca, il più grande aviatore della storia italiana e importantissimo uomo per l'Italia, nella prima guerra mondiale, con dietro, nello sfondo, il suo caccia. Baracca era considerato un uomo molto bello, per l'epoca, perché era più alto delle persone di quel tempo, aveva i baffi, era un soldato, ed era molto elegante.

In questa parte dell'aereo si trovava il fucile, che era molto difficile da usare, perché l'aviatore, in questo caso Francesco Baracca, doveva alzarsi in piedi per sparare. Il pilota doveva inoltre però stare attento a non colpire l'elica, perché il fucile era pari all'elica e poteva capitare di colpirla; l'aviatore doveva pilotare l'areo con le gambe, perché era in piedi.

Francesco Baracca, nacque a Lugo nel 1888, da una famiglia ricca: sua madre, Paolina Baracca era di Bagnacavallo, suo padre era un uomo ricco, possedeva molte terre, e 2 case, una in centro a Lugo e l'altra nelle campagne lughesi. I genitori volevano che il figlio studiasse e andasse all'università: Francesco all'inizio era d'accordo, ma poi cambiò idea, e volle fare il soldato, infatti andò, nel 1905, alla scuola militare di Modena, dove scelse la cavalleria. Nel 1907 si trasferì in Piemonte, al Reggimento Reale Piemonte, che come simbolo aveva il cavallino rampante. Nel 1912, abbondò il reggimento e la cavalleria, per fare l'aviatore, e andò in Francia, a per imparare, perché in Italia non c'erano ancora scuole di aviazione. I genitori erano contrari a questo suo cambio di idea, perché l'aviatore era un tipo di soldato nuovo e anche gli aerei era una nuova invenzione. Nel 1915 si arruolò con l'Italia, nella prima guerra mondiale come cacciatore, lui non aveva mai guidato i caccia prima di quel momento. Baracca era anche soprannominato l'aviatore rampante, dal suo simbolo, il cavallo rampante, e veniva chiamato pure l'asso degli assi dell'aviazione italiana, dal nome della sua squadriglia, la squadriglia degli assi, composta dai migliori aviatori italiani. Dopo la disfatta di Caporetto, nel 1917, l'Italia indietreggiò verso il fiume Piave, vicino al quale c'era un monte, il Montello. Il 19 Giugno 1918, Baracca e Asnago, un altro aviatore della stessa squadriglia di Francesco, furono mandati sul Montello, dove si trovavano i soldati nemici, austriaci e tedeschi. Baracca, mentre erano sotto attacco dei cecchini nemici, fece una brusca manovra e Asnago non lo vide più, tornò dalla squadriglia e disse che il comandante Baracca era morto. Le opzioni sulla morte di Baracca sono tre: che si suicidò (la meno probabile), che incontrò un altro aereo nemico o che fu colpito da un cecchino (la più probabile). Il corpo di baracca non venne messo i una fossa comune, ma venne riportato a Lugo, e venne fatto un funerale di Stato, a cui partecipò anche D'annunzio, che fece un discorso che parla di quanto fu coraggioso e importante Baracca per l'Italia.