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La Seconda guerra mondiale
Francesco Pota
Created on January 21, 2024
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Transcript
Dallo Scoppio alla sconfitta della Francia
01
L'invasione dell'Unione Sovietica
02
La seconda guerra mondiale
La Shoah
03
Pearl Harbor
04
La guerra cambia verso
05
il 1943
06
La Resistenza italiana
07
La fine della guerra
08
L'operazione Barbarossa
L'attacco all'URSS
L'orrore della storia, la storia dell'orrore
La Shoah
ovvero come la guerra si mette male per Ro.Ber.To. anche se ancora non sembra
Gli Stati uniti entrano in guerra
1942
L'inizio della fine di Ro.Ber.To.
Stalingrado
El Alamein
Midway
L'inizio della fine
i regimi traballano
La guerra torna in Europa
La Sicilia
La Normandia
La resistenza italiana
molto più di una guerra civile
La fine della guerra
e il nuovo ordine mondiale
L'ora delle decisioni irrevocabili
10 giugno 1940, l'Italia entra in guerra
Nel 1939 l'Italia si dichiara non belligerante, Mussolini e gli altri gerarchi sanno che il paese non è pronto a un conflitto di ampia portata. L'esercito è molto arretrato e solo nel 1938 si era avviato un processo di ammodernamento che però non poteva avvenire in tempi brevi a causa dell'arretratezza dell'industria bellica italiana. Ma a metà del 1940 la guerra sembrava già finita e Mussolini voleva sfruttare le vittorie tedesche per condividerne i risultati, quindi, contro il parere dei comandi militari il 10 giugno 1940 decise di dichiarare guerra a Francia e Gran Bretagna
La guerra parallela
L'Italia vorrebbe essere una potenza
L'Italia fascista non voleva rimanere sotto l'ombrello nazista e tentò di portare avanti una guerra autonoma per ottenere una sfera di influenza nel Mediterraneo. Dopo dei piccoli conflitti sulle Alpi occidentali contro il già sconfitto esercito francese, le direttrici della guerra italiana furono due: le colonie inglesi a partire dall'Egitto e la Grecia. I risultati però furono catastrofici su entrambi i fronti. I greci, con l'aiuto inglese, penetrarono in Albania e gli inglesi respinsero l'attacco in Egitto e penetrarono in Libia. Nel paese si diffuse un clima di sfiducia per l'evidente inadeguatezza delle forze armate. Intanto le colonie del corno d'Africa venivano conquistate dagli inglesi già nel maggio 1941. Fu l'intervento tedesco su entrambi i fronti a salvare la faccia agli italiani. Un corpo di spedizione in Africa, l'Afrikakorps, riconquistò la Libia e la riconsegnò agli italiani. Mentre l'esercito tedesco invase la Iugoslavia nella primavera del 1941 e arrivò fino ad Atene tre settimane dopo.
Inizia l'invasione
Le prime fasi del conflitto
I Nazisti volevano invadere l'URSS sia per questioni ideologiche, distruggere il comunismo, che per questioni economiche, conquistare il grano e il carbone dell'Ucraina e il petrolio del Caucaso, senza dimenticare la possibilità di sfruttare milioni di persone come forza lavoro. Nel giugno del 1941 lanciarono un imponente offensiva verso la Russia, affiancata da un corpo di spedizione italiano. L'inizio fu un'avanzata inarrestabile e a fine dell'anno avevano messo sotto assedio Leningrado, quasi raggiunto Mosca e raggiunto il Mar Nero a sud. I russi arretrando utilizzarono la tattica della terra bruciata, spostando gli impianti industriali verso est e ditruggendo tutto ciò che rimaneva in modo da non lasciare niente che i tedesci potessero utilizzare per rifornirsi. A fine anno poi, con l'arrivo del terribile inverno russo l'avanzata si arrestò. A quel punto la Germania si trovò con due fronti che sembravano chiusi ma che non lo erano: a ovest con la Gran Bretagna e a est con l'URSS. Per alcuni storici la seconda guerra mondiale si decide in questi mesi.
La shoah
Lo sterminio di massa
La soluzione finale del problema ebraico
Nell'inverno 1941/42, i vertici nazisti idearono la soluzione finale, cioè definitiva, al "problema ebraico". Lo sterminio di massa. Venne stilato un protocollo, detto di Wannsee, secondo il quale gli ebrei sarebbero stati impiegati per il lavoro forzato fino alla morte nella produzione. Coloro che non sarebbero morti per fame, stenti o malattie sarebbero stati poi eliminati. I già esistenti campi di concentramento vennero posti al servizio dell'economia di guerra tedesca. Imprese pubbliche e private stilarono contratti con le SS per sfruttare il lavoro dei prigionieri dei campi. Altri campi vennero trasformati in campi di sterminio che avrebbero eliminato gli ebrei con le camere a gas. I corpi poi venivano bruciati nei forni crematori. Anche se questi campi vennero tenuti segreti alla popolazione è impossibile che, almeno chi visse nei dintorni di questi campi non si sia accorto di nulla.
7 dicembre 1941, attacco a Pearl Harbor
Il N.O.A
Le cause
Messina, giugno 1943
Lo sbarco in Sicilia
La guerra arriva in Italia
Africa settentrionale
Gli inglesi riprendono inziativa
Le truppe dell'Asse nell'estate del 1942 erano riuscite ad arrivare a El Alamein in Egitto con una importante avanzata. Ma l'Afrikakorps rimase senza risorse e la flotta inglese nel Mediterraneo ne ostacolava i rifornimnti, gli inglesi allora ripresero iniziativa. Mentre i tedeschi e gli italiani venivano sconfitti a El Alamein nel novembre 1942, le truppe americane erano sbarcate in Marocco e in Algeria circodando gli italo- tedeschi. La conquista del Nord Africa avrà conseguenze importanti sul resto del conflitto.
Il progetto Grande Germania
Attraverso un controllo asfissiante, attuato con il controllo poliziesco della Gestapo, i nazisti volevano estrarre dai territori controllati materie prime e manodopera. Annientando le razze inferiori con un piano di sfruttamento: slavi e russi sarebbero diventati schiavi mentre per gli ebrei si iniziò a pensare allo sterminio.
Il Nuovo Ordine Asiatico
La strategia giapponese
Pur alleato di Germania e Italia, il Giappone non era ancora entrato nel confitto e si era concentrato sull'espansione e il consolidamento del proprio impero in oriente. L'obbiettivo era quello di un nuovo ordine, sostituendosi alle potenze europee coloniali. Anche l'ordine giapponese era basato sulle razze, con la propria in cima, le altre razze asiatiche sotto e sul fondo gi europei.
La Resistenza è violenta
I movimenti armati di Resistenza all'occupazione nazifascista furono ovviamente movimenti violenti. Spesso nascevano dalla reazione alle violenze che gli occupanti infliggevano alle popolazioni locali. Le violenze dei resistenti quindi vanno anche inquadrate nel contesto storico in cui avvennero. Ciò non toglie che, almeno in alcuni casi, le violenze perpetrate divennero crimini e non solo reazione. Come nel caso delle cosiddette Foibe: i partigiani jogoslavi colpirono coloro che ritenevano fascisti o loro collaboratori e senza processo li gettavano nelle foibe, cioè delle cavità carsiche nel
terreno. Furono tra i 5 e i 10 mila i morti coinvolti e sicuramente tra le vittime finirono anche civili innocenti. Non fu però una puliza etnica, i partigiani non cercavano gli italiani in quanto tali ma per questioni politiche. A partire dagli anni '90 questa questione ha assunto connotazioni politiche legate ai nostri giorni e per questo è diventato argomento di dibattito pubblico anche se per gli storici la questione è abbastanza delineata.
Gli Usa e l'Europa
La popolazione statunitense non era favorevole all'ingresso in guerra, anche se era colpita dall'avanzata nazista. Il presidente Frnklin Delano Roosevelt riuscì a far passare l'idea che gli Usa diventassero l'arsenale della democrazia offrendo un aiuto concreto a chi stava combattendo contro il nazifascismo. Per questo venne approvata il Lend-Lease Act (Legge affitti e prestiti) che concedeva ai paesi in guerra contro la Germania materiale bellico a condizioni agevolate. Questo riportò l'industria americana a lavorare a pieno ritmo.
La conferenza di Casablanca
Stali da tempo chiedeva agli anglo-americani di aprire un secondo fronte in Europa, così una volta liberata tutta l'Africa del nord, Churchill e Roosevelt si incontrarono a Casablanca in Marocco e stabilirono di aprire un fronte in Italia. Il nostro paese fu scelto per la sua posizione geografica ma anche per la sua debolezza politica, il regime infatti era già in crisi a causa dei continui insuccessi militari e delle sempre più difficili condizioni di vita degli italiani.
link a Wikipedia
La carta atlantica
Il 14 agosto 1941 Roosevelt e Churchill firmano la Carta Atlantica. Negli 8 punti del documento si dichiarava:
- La volontà di sconfiggere il nazismo
- La costruzione di un nuovo ordine mondiale democratico
- basato su autodeterminazione, cooperazione e rinuncia all'uso della forza nei rapporti tra gli Stati
La Carta atlantica
Pearl Harbor
Il 7 dicembre 1941, la flotta e l'aviazione giapponese, senza che prima il paese avesse dichiarato guerra, attaccarono la base americana alle Hawai'i. La flotta americana venne quasi completamente distrutta e 2400 soldati e marinai morirono nell'attacco. Questo attacco colpì l'opinione pubblica USA che si convinse a entrare nel conflitto.
Una nuova alleanza
un'alleanza antinazista
Con l'attacco a Pearl Harbor e l'operazione Barbarossa il fronte alleato della Gran Bretagna si allargò. Nella conferenza di Wahsington (1941-42), Usa, Gb e Urss e altri paesi sottoscrissero il Patto delle Nazioni Unite sostanzialmente aderendo ai principi della Carta atlantica.
Il ghetto più grande, dove vivevano circa 350.000 persone, fu quello di Varsavia. Qui, quando divenne chiaro l'intento di sterminio, scoppiò una rivolta che venne repressa duramente. Con l'inizio dell'operazione Barbarossa, il processo di eliminazione accelerò, in tutta i territori conquistati si organizzarono fucilazioni di massa che non risparmiarono donne e bambini.
Lo sterminio degli untermensh
Dall'espulsione all'eliminazione
Dopo le conquiste sono quasi 3 milioni e mezzo gli ebrei residenti in territorio nazista, a partire dal 1939 i nazisti decidono di trasferire tutti gli ebrei nella parte orientale della ex Polonia, per loro il Governatorato generale. Fu uno dei più stretti collaboratori di Hitler a gestire questo piano, Heinrich Himmler. Nelle città vennero costruiti dei ghetti dove venivano forzatamente rinchiuse tutte le persone di origine ebraica. Si viveva in una situazione ai limiti della sopravvivenza, in condizione di sovraffolamento e scarsità di cibo.
La Resistenza europea
Nell'Europa occupata erano sorti dei movimenti di civili e militari in reazione alla dominazione nazifascista che operavano con azioni di sabotaggio e guerriglia. Questi movimenti pagarano un altissimo prezzo per la repressione da parte degli occupanti.
La nascita della Resistenza
Subito dopo l'armistizio la popolazione italiana e parti dell'esercito si organizzarono subito spontaneamente per reagire all'occupazione nazista e alla RSI. Ricostituiti i partiti politici si organizzarono e organizzarono delle brigate combattenti per opporsi al regime fantoccio nel nord. I più organizzati furono il PSIUP, con le Brigate Matteotti, il PCI, con il Partito d'Azione, con le Brigate di Giustizia e Libertà. La Resistenza italiana fu un movimento composito dal punto di vista politico organizzato dal Comitato di Liberazione Nazionale che lo dirigeva militarmente e politicamente. Anche se inizialmente non c'era collaborazione con il governo di Badoglio.
Sfera di co-prosperità della Grande Asia orientale
cioè l'impero giapponese
Grazie alla distruzione della flotta Usa e al fatto che le potenze europee erano in altre faccende affaccendate, il Giappone conquistò entro l'estate 1942, le isole e penisole dell'Asia orientale. L'obbiettivo a quel punto erano l'India e l'Australia ma la guerra avrebbe cambiato direzione presto.
Sfera di co-prosperità della Grande Asia orientale
L'occupazione nazista
I nazisti si aspettavano il crollo dell'Italia e avevano preparato un piano, il piano Alarico, per l'occupazione diretta il controllo del paese. Dopo l'armistizio dell'8 settembre lo misero in atto incontrando poca resistenza a causa della fuga dei vertici dello stato italiano. Occuparono il Nord e il Centro del paese, fino a Roma, attestandosi lungo la linea Gustav dove fermarono l'avanzata degli Alleati. Il 12 settembre, liberarono Mussolini e lo misero a capo di uno stato fantoccio chiamato Repubblica Sociale Italiana (RSI) il cui compito principale sarebbe stato di controllare il fronte interno. Iniziarono così venti mesi di violenze nazifasciste che portarono, solo considerando le stragi che avvennero direttamente contro la popolazione, a 15.000 morti.
Non da meno fu la persecuzione degli ebrei italiani, il caso più famoso fu quello del rastrellamento del ghetto di Roma del 16 ottobre 1943. In totale furono 6.000 gli ebrei vittime delle violenze dei tedeschi e dei repubblichini
Una questione economica
L'espansionismo giapponese aveva portato a una reazione statunitense. Nel luglio 1941, gli Usa avevano bloccato le esportazioni di acciaio e petrolio e la riscossione dei crediti da parte del Giappone. Ai giapponesi era risultato chiaro che la loro volontà di potenza nel Pacifico si sarebbe dovuta scontrare con la potenza americana e quindi decisero l'attacco pensando così di mettere fuori gioco gli Usa e poter continuare e consolidare le proprie conquiste, alla ricerca di materie prime di cui il paese necessitava.
La Resistenza in Unione sovietica
Nella parte occupata dell'Unione sovietica si sviluppò un imponente movimento partigiano. Le azioni nelle retrovie resero ancora più complicata la presenza nazifascita che doveva affrontare due minacce: l'avanzata delle truppe regolari da est e le azioni di guerriglia e sabotaggio nelle retrovie
La caduta del fascismo
Il regime fascista era già in crisi, i fallimenti militari si accompagnavano alle crescenti difficoltà economiche della popolazione. Gli Alleati bombardavano le città e spesso si doveva far ricorso al mercato nero. Già nel marzo del 1943, il nord del paese fu attraversato da una serie di scioperi imponenti. Per mantenere l'ordine politico e sociale ed evitare di essere travolti dal crollo del regime, il re e alcuni esponenti politici decisero che fosse arrivato il momento di allontanare Mussolini. Questo allontamento avvenne il 25 luglio 1943 durante una seduta del Gran consiglio del fascismo. Il duce fu sfiduciato e invitato da Vittorio Emanuele III ad abbandonare il suo posto. Il re fece arrestare Mussolini e al suo posto mise il maresciallo Pietro Badoglio.
La popolazione italiana si convinse che la guerra era finita ma le sue speranze vennero presto infrante. Il nuovo governo firmò segretamente un armistizio a Cassibile, in Sicilia, con gli anglo-americani che venne annunciato l'8 settembre. Il re e Badoglio fuggirono a Brindisi senza dare nessuna indicazione all'esercito e alla popolazione. I nazisti reagirono da par loro, iniziò così la fase forse più dura della guerra per il popolo italiano.
Barbarossa perde
Forse l'Urss non capitola così in fretta
Se ancora nell'estate del 1942 la Wehrmacht ha avuto la forza di tentare un attacco in Russia, i ruoli dei due contendenti si stavano ribaltando. A inizio settembre 1942 i tedeschi assediarono la città di Stalingrado e la battaglia si protrasse fino a febbraio 1943, è una delle due battaglie che segnano l'inizio del ripiegamento tedesco. Con un attacco in pieno inverno i sovietici distruggono gli attaccanti, è la prima grande sconfitta nazista. Nel resto d'Europa risorse la speranza.
La Resistenza in Francia
Dopo l'occupazione del 1940, il generale De Gaulle era riparato a Londra e lì aveva fondato il movimento della Francia Libera. Questo movimento aveva creato dei collegamenti con la lotta partigiana in Francia e a partire dal 1943 si spostò ad Algeri dove nel 1944 nacque il Governo provvisorio della Repubblica francese. Questo carattere istituzionale della Resistenza francese permise alla Francia di avere un ruolo al fianco degli anglo-americani ma non va sottovalutato il ruolo dei partigiani francesi sul territorio nazionale che permetterà una sollevazione di massa dopo lo sbarco in Normandia.
Luglio-novembre 43 in Italia
Gli alleati sbarcarono in Sicilia il 10 luglio 1943 e la conquistarono in un mese, accolti spesso come liberatori dalla popolazione civile. Con una serie di altri sbarchi, come quelli di Salerno e Taranto, gli anglo-americani iniziarono l'offensiva nell'Italia continentale. La popolazione di Napoli insorse e nel corso delle "Quattro giornate" riuscì a cacciare l'esercito tedesco. Il 1° ottobre le truppe inglesi entrarono in città. I tedeschi resistettero e dovettero riorganizzarsi a causa dell'armistizio di Cassibile e nel novembre di quell'anno riuscirono ad assestarsi lungo una linea di difesa chiamata Linea Gustav. Intanto con l'operazione Alarico avevano occupato il resto d'Italia. Il nostro paese così era diviso in due parti:
il centro nord era sotto il controllo dei fascisti e dei nazisti, mentre il sud era sotto il controllo della monarchia e degli anglo americani.
Le Isole Midway
L'offensiva Usa nel Pacifico
Dopo Pearl Harbor, gli Usa riuscirono a mettere in campo una nuova flotta pronta per la guerra aeronavale del Pacifico, molto superiore a quella nipponica. Il piano giapponese era fallito. Due sono le grandi battaglie che segnaano il cambio di rotta nello scenario del Pacifico: quella delle isole Midway nel giugno 1942; la conquista di Guadalcanal, luglio 42-febbraio 43. Queste due vittorie Usa, fermarono l'avanzata giapponese e permise l'assalto statunitense alle Filippine.
La battaglia di Inghilterra
Non si chiude il fronte occidentale
Sconfitta la Francia, Hitler tentò di conquistare o indurre alla resa anche la Gran Bretagna. Con l'operazione Leone Marino si voleva distruggere l'aviazione inglese e colpire psicologicamente la popolazione. Furono undici mesi di battaglie aeree che videro fermare l'avanzata nazista grazie anche a tecnologie come il radar. Nonostante le sofferenze della popolazione e le distruzioni materiali il piano tedesco fallì e la battaglia d'Inghileterra fu la prima sconfitta del Terzo Reich.
La Resistenza italiana
Le prime forme di Resistenza erano nate sia dalle forme di antifascismo storico che da un sentimento che non aveva mai lasciato la popolazione italiana ma che non aveva mai trovato una forma stabile a causa delle violenze del regime. Ma fu l'intervento di Palmiro Togliatti, leader del PCI, a permettere un deciso cambio di passo della Resistenza. Nella primavera del 1944, propose, nella cosiddetta Svolta di Salerno, una collaborazione tra tutti i partiti politici che esprimessero il governo del Regno del Sud. Il nuovo governo di unità nazionale poteva trattare con gli Alleati gli aiuti alle formazioni partigiane in lotta nel nord del paese. L'apporto militare delle formazioni partigiane divenne importante anche per gli Alleati perché poteva distrarre le forze tedesche dal fronte
Si costituì così il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia e le formazioni partigiane vennero unificate nel Corpo Volontari della Libertà. Il 4 giugno intanto gli Alleati raggiunsero Roma, ad agosto venne liberata Firenze ma poi l'avanzata alleata si fermò lungo la linea Gotica e si chiese ai partigiani di smobilitare, cosa impossibile per loro. L'inverno 1944-45 fu un terribile inverno di rappresaglie nazifasciste.
Il progetto Grande Germania
Il nuovo ordine europeo immaginato dai nazisti prevede al centro uno stato che contenga tutte le popolazioni di origine tedesca che domini su base razziale sugli altri popoli europei. Al livello più basso le colonie popolate da slavi. Poi degli Stati vassalli divisi tra quelli controllati direttamente (come Belgio e Francia del Nord) e quelli relativamente autonomi (come la Francia di Vichy). Infine gli alleati. Un posto a sé aveva l'Italia che in teoria era allo stesso livello della Germania ma si era dimostrata inaffidabile.
La fine della guerra in Europa
Dallo sbarco in Normandia al suicidio di Hitler
Con la conferenza di Teheran del 1943, Churchill (GB), Roosevelt (USA) e Stalin (URSS) si accordardono per un nuovo grande fronte in Europa e si decise di invadere la Francia dalla Normandia. L'attacco venne sferrato il 6 giugno 1944 e Parigi venne liberata da militari e partigiani il 25 luglio dello stesso anno. Dopo un ultimo attacco nazista nelle Ardenne, respinto, la marcia da ovest e da est verso la Germania fu inarrestabile.
Hilter rifiutò la resa condannando la Germania a bombardamenti che causarono 600.000 vittime civili. Si tolse poi la vita, con i sovietici già dentro Berlino, il 30 aprile 1945, il 7 maggio la Germania firmò la resa incondizionata.
La liberazione d'Italia
Anche se la guerra sul fronte italiano aveva rallentato con l'offensiva sia degli alleati che dei partigiani nei primi mesi del 1945, i tedeschi avevano deciso di abbandonare il paese e i loro alleati fascisti tentarono di salvarsi. Il 25 aprile 1945, prima dell'arrivo delle truppe alleate, tutte le formazioni partigiane insorsero e liberarono Torino, Milano, Genova e Bologna e il CLNAI assunse i poteri civili e militari. Mussolini fu catturato mentre fuggiva e gustiziato alla frontiera con la Svizzera, il suo corpo fu poi esposto a Piazzale Loreto a Milano.
La resa del Giappone
Dopo la battaglia di Okinawa, aprile - giugno 1945, Il giappone era destinato alla resa ma la dirigenza nazionalista rifiutava di arrendersi. Gli USA decisero allora di usare la boba atomica, una nuova arma appena inventata, e lo annunciarono agli alleati nella conferenza di Potsdam del luglio-agosto 1945. Il 6 agosto 1945 a Hiroshima e poi il 9 agosto 1945 a Nagasaki vennero sganciati due ordigni atomoci che causarono 120.000 morti civili nell'immediato e decine di migliaia negli anni a venire a causa delle radiazioni. Il Giappone si arrese il 2 settembre 1945.
Il nuovo ordine europeo
Nel febbraio 1945 i "tre grandi" si incontrarono di nuovo, la guerra era virtualmente finita e quindi stabilirono il nuovo assetto geopolitico del continente. Decisero che si sarebbe rispettato la situazione degli eserciti sul campo e che la Germania sarebbe stata divisa in quattro zone di occupazione. Si posero le basi anche per la nascita dell'ONU.