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YAYOI KUSAMSA

Viola Clemente

Created on January 18, 2024

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Transcript

yayoi kusama

l'artista dei pois

INDEX

works

introduction

rooms

thought

family

today

symbols

story

documentry

fashion

career

Thanks

chi è yayoi kusama, l'artista che vive in manicomio

Eterno moltiplicarsi di pois di diverse dimensioni in un complesso mondo dai colori forti,frutto di allucinazioni che l'hanno tormentata fin da bambina.

La madre avrebbe voluto che andasse a scuola di etichetta, magari per instradarla nella carriera della geisha, ma a lei piaceva disegnare, già da quando aveva dieci anni. Il talento artistico della piccola Yayoi faceva infuriare la mamma che appena la vedeva con una matita in mano le strappava il disegno e la menava. Non solo: avendo un padre molto attivo nelle relazioni extraconiugali, a Yayoi toccava il compito di spiarlo mentre intratteneva le sue amanti. Da qui il suo disgusto per il sesso maschile e per il sesso più in generale. Ebbe quindi un'infanzia piena di traumi.

LA SUA FAMIGLIA

la sua storia

Sempre negli stessi anni elabora una nuova serie di opere d’arte chiamata Accumulatium o Sex Obsession. E' un'artista poliedrica: pittura, scultura, disegno, collage, installazione, performance, happening, fino all’esperienza immersiva e totalizzante delle sue infinity room rivestite di specchi. Ritorna in Giappone, durante i primi anni '70, dove inizia a scrivere poesie e romanzi surreali.

Kusama ha cominciato a dipingere a 7 anni, da quando ha iniziato ad avere disturbi mentali ed emotivi. A 10 sono iniziate le allucinazioni e la pittura è stata il mezzo che le ha permesso, fin da bambina, di esternare il suo complesso mondo interiore. Nata nel 1929, a fine degli anni ’50 si trasferisce a New York, attirata dal potenziale sperimentale della scena artistica dell'epoca. Nel 1959 crea i suoi primi lavori della serie Infinity Net, grandi tele lunghe quasi 10 metri.

Approda a New York, che dopo gli inizi fatti di stenti, la consacra – anche grazie al patrocinio di Andy Warhol – come una delle artiste più innovative del suo tempo e come la regina degli hippie e del pacifismo, icona delle lotte contro il sessismo e il tradizionalismo, pur non avendo mai partecipato attivamente al movimento femminista. Fino al 1975, anno del suo rientro in Giappone, la sua produzione è intensissima: il suo mondo fatto di “puntini”, la sua ricerca artistica fortemente influenzata dall’infanzia trascorsa a Matsumoto con la famiglia, l’approdo a performance provocatorie e osé in cui il corpo umano entra a far parte dell’opera d’arte e diventa esso stesso – attraverso il body painting di cui Kusama è negli anni Sessanta geniale esponente – oggetto artistico da fruire, divengono segno distintivo dell’artista.

LA SUA CARRIERA

le sue opere

stanza degli specchi infiniti

1965

ossessione per i punti

1968

stanza dell'oblio

2002

"why look like other people? Buck the establishment. Haven’t you a personality? Express it!”.

Yayoi Kusama

I SIMBOLI DI YAYOI KUSAMA

I fiori

Le zucche

I pois

Le collaborazioni di Yayoi Kusama con il mondo della moda

La creazione del punto vendita di Yayoi Kusama non è l’unico contatto con il mondo della moda per l’artista. Nel 2012 infatti Kusama ha collaborato con Louis Vuitton e il suo direttore artistico, Marc Jacobs, per la realizzazione di una delle capsule collection più note e apprezzate di sempre.

Per la collezione l’artista ha utilizzato i suoi pois su capi d’abbigliamento, borse e articoli di pelletteria su cui sono stati stampati altri motivi cari all’artista, come le zucche.

yayoi kusama

Le sue installzioni

Gleaming lights of the Souls

Infinity room - i tentacoli

Questa opera rappresenta al meglio Yayoi Kusama ed è la mia preferita

Yayoi Kusama oggi

Oggi Kusama ha 95 anni, vive in Giappone e continua la sua vita da artista, dipingendo ogni giorno nel suo studio nel quartiere Shinjuku di Tokyo.

Quest’anno le opere di Yayoi Kusama sono in mostra a Tel Aviv e si possono ammirare anche nelle mostre permanenti di diversi musei, tra cui il Museum of Modern Art di New York, il Walker Art Center nel Minneapolis, la Tate Modern a Londra, dove ci sono le Infinity Mirror Room, e il National Museum of Modern Art di Tokyo.

L’arte di Yayoi Kusama è una testimonianza della sua immaginazione sfrenata. Ogni pezzo racconta una storia, che sia la sua fascinazione per i pois, il suo amore per le zucche o la sua contemplazione dell’impermanenza della vita.

documentario

Viola Clemente 3^B

the endTHANKS!

Yayoi Kusama è una degli artisti più noti che aprono la strada alle installazioni di specchi infiniti. Le sue Infinity Rooms sono un’esperienza immersiva e totalizzante. Nell'opera "A Bouquet of Love I Saw in the Universe" il giallo dei taxi di New York e il nero del suo asfalto sono rappresentati attraverso le sue amate zucche.

L'inizio di una grande avventura

Dedicandosi con grande dedizione allo studio dell’arte, un giorno trovò in un negozio un libro con i dipinti di Giorgia O’Keeffe, moglie di Alfred Stieglitz, e prese la decisione di scriverle. Fu proprio dopo aver ricevuto la sua risposta che per Yayoi Kusama si spalancarono le porte degli Stati Uniti, trasferendosi prima a Seattle e poi a New York. Dopo un periodo di difficoltà, la geniale artista giapponese iniziò ad esporre le sue prime creazioni, consolidando poi sempre di più la sua posizione nell’avanguardia newyorkese e diventando a tutti gli effetti una rivoluzionaria.

La sua decisione

Dopo anni di intensa produzione, in cui ha esposto nei più grandi musei del mondo, nel 1975 la Kusama decise di tornare in Giappone per ricoverarsi in un ospedale psichiatrico di Shinjuku, a causa di alcuni problemi alla vista e delle allucinazioni.

LE ALLUCINAZIONI

Fin da bambina ha iniziato ad avere allucinazioni visive e uditive, percependo un’aura particolare intorno ad alcuni oggetti e sentendo gli animali parlare. Il suo modo di reagire è stato appoggiarsi all’arte: con l’ausilio di una semplice matita ha iniziato a riprodurre ciò che faceva parte di questo mondo, trasformando l’arte in un antidoto. Appassionata di pittura, è stata ostacolata in tutti i modi dai genitori, che volevano relegarla ad un ruolo minore: proprio da quel momento la Kusama ha iniziato a ribellarsi al sistema, sognando di abbandonare il Giappone non appena ne avesse avuto la possibilità.