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Novella Decameron

melise amadotey

Created on January 18, 2024

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Transcript

Giovanni Boccaccio Isabella e la badessa Usimbarda

Decameron, giornata IX, novella 2

TRAMA

Una notte la giovane monaca, Isabetta, venne colta in fragrante con il suo amante dalle altre monache del monastero. Le sue compagne decisero così di denunciarla alla badessa Usimbalda. Quest’ultima però si trova a sua volta col suo amante, un prete: quando le monache la chiamano per punire, nel cuore della notte, Isabetta, la badessa per la fretta, si mette in testa, al posto del velo, le “brache del prete”. Ad accorgersi dell'errore della badessa fu proprio Isabetta, che prontamente disse con malizia alla badessa, che non si è ancora accorta di nulla: «Madonna, annodatevi la cuffia» Usimbarda, che si accorse di aver in testa le “brache del prete", in mezzo all’imbarazzo generale, tramuta il castigo Così, senza poter più far finta di nulla, dichiarò che era evidente che era impossibile difendersi dalle tentazioni dell'amore e disse che potevano fare così anche tutte le altre, ma con discrezione.

Ambientazione

La novella è ambientata in Lombardia in un famossisimo monastero per la sua devozione religiosa.

Personaggi

Isabetta
Badessa Usimbalda
Monache

Personaggio principale. Monaca giovane, bella e di nobile famiglia.

descritta come una donna santa, pura e rispettosa delle regole .

Le monache invidiose del fatto che Isabetta avesse un' amante e che le tesero un imboscata.

Temi Principali

  • Il disprezzo delle regole
  • Invidia tra compagne

Conclusione

Elissa sceglie di parlare delle astuzie amorose e di celebrare coloro che grazie all'ingegno sono riusciti a capovolgere una situazione sfavorevole a loro favore senza ripercussioni negative.

Traduzione versi

[20-29]

Ultimamente, essendo entrambi desiderosi di appagare il loro desiderio, al giovane venne in mente un modo per potersi recare dalla sua giovane senza essere scoperti; essendo Isabetta soddisfatta della soluzione, più di una volta egli la andò a trovare rendendo entrambi contenti. Continuando così, con questo stratagemma, una notte egli venne visto da una delle donne dentro il monastero, senza che nè lui nè Isabetta se ne accorgessero, lei partì e se ne andò. La monaca che l'aveva visto riferì questo fatto alle altre donne. Prima decisero di riferire l'accaduto alla badessa, che si chiamava Usimbalda e che secondo l'opinione delle altre monache e di chiunque la conoscesse era una donna buona e santa; poi pensarono, affinchè Isabetta non avesse modo di negare, di far sì che la badessa cogliesse lei e il giovane sul fatto. Dopo che si furono accordate in questo modo, si divisero in segreto i turni di guardia per cogliere sul fatto Isabetta.

[70-75]

Qundi la badessa, essendosi accorta del suo stesso errore, e accorgendosi che non aveva possibilità di rimediare, cambiò atteggiamento e cominciò a parlare in modo del tutto diverso da quanto aveva fatto sino a quel momento, alla fine del suo discorso arrivò a dire che era impossibilie difendersi dagli stimoli del corpo; im modo discreto, come aveva fatto fino a quel momento, disse che ciascuna si divertisse quando ne avesse l'occasione.

Grazie per l'attenzione

Presentazione di: Melise Amadotey Agbeto e Emilia Pezzetta