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RITA ATRIA UN TESTIMONE DI LEGALITA'

salvatore buonaugurio

Created on January 17, 2024

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Transcript

RITA ATRIA

LA STORIA, LA CRESCITA E LA MORTE

Rita nasce a Partanna, il 4 settembre 1974.E' figlia di Giovanna Cannova e Vito Atria.Il padre e il fratello facevano parte di una cosca mafiosa Rita Atria nasce a Partanna in una famiglia mafosa e, in seguito all’assassinio del padre e del fratello, a soli diciassette anni, decide di collaborare con la giustizia.

A 11 anni il padre viene ucciso, perchè opposto all' entrata della droga a Partanna. Il fratello, Nicola vuole vendicare il padre, ma finisce anche lui con lo spacciare. Nicola tenta 6 anni dopo un agguato che sbaglia e viene ucciso nella sua pizzeria. La cognata Piera Aiello vede l'assassino e denuncia i killer, Rita prenderà poi esempio.Infatti 5 mesi dopo Rita incontrerà il procuratore Paolo Borsellino, poi interrogata dal magistrato Alessandra Camassa.

Grazie alla sua confessione vengono arrestati molti criminali,ma provocando il ripudio della mamma che la preferisce morta piuttosto che infame. Riesce a convertire la sua sete di vendetta in ricerca di giustizia, assume un altra visione dello Stato.

Rita viene allora trasferita a Roma per sicurezza con nuovi documenti.

Rimasta sola senza familiari e il fidanzato lontano per lavoro, trova in Paolo Borsellino un secondo padre. Venuta a sapere però dell'attentato a Borsellino il suo sogno si spezza, uccidendosi , buttandosi dal sesto piano, Al suo funerale, a porte chiuse,la madre non si presenta nemmeno ma scoperta qualche mese dopo a distruggere la lapide con la foto della figlia, finendo in carcere per due mesi

Prima della sua morte scrive,spesso, pensieri molto forti

“Prima di combattere la mafa devi farti un esame di coscienza e poi, dopo aver sconftto la mafa dentro di te, puoi combatterla nel giro dei tuoi amici. La mafia siamo noi e il nostro modo sbagliato di comportarci’’

“Andate dai ragazzi che vivono all’interno della mafa e dite loro che fuori esiste un altro mondo’’

’Forse un modo onesto non esisterà mai, ma chi ci impedisce di sognare. Forse se ognuno di noi prova a cambiare, ce la faremo’’.
“Quelle bombe in un secondo spazzarono via il mio sogno, perché uccisero coloro che, col loro esempio di coraggio, rappresentavano la speranza di un mondo nuovo, pulito, onesto. Ora tutto è fnito”.
“Borsellino sei morto in ciò in cui credevi, ma io senza di te sono morta’’.

LA SUA VITA

UN FUMETTO

FATTO DABUONAUGURIO SALVATORE IIL