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Cronotopo (Promessi sposi)

EDOARDO BONAZZI

Created on January 16, 2024

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Transcript

Promessi sposi - Cronotopo

Gruppo 5
  • Manuele Romano
  • Perla Rahal
  • Edoardo Bonazzi

Cronotopo

Il Cronotopo si riferisce alla connessione tra tempo e spazio in un contesto narrativo o letterario. Il cronotopo descrive come la trama di una storia sia intrecciata con l'ambiente in cui si svolge, influenzando reciprocamente la percezione del tempo e dello spazio nella narrazione.

primi sedici capitoli

Cronotopo

11 novembre1628

9 novembre1628

7 novembre1628

10 novembre 1628

8 novembre1628

12 novembre1628

7 novembre 1628 - sul lago di como

Nella sera del 7 novembre 1628, avviene l'incontro tra i bravi di don Rodrigo e Don Abbondio, che gli ordinano di non sposare Renzo e Lucia, matrimonio previsto il pomeriggio del giorno seguente.

8 novembre 1628 - casa del curato, casa di Lucia, Lecco e studio dell'avvocato

Renzo si presentò alla porta del curato per stabilire l'orario del matrimonio, ma il curato gli disse che il matrimonio doveva essere rimandato, Renzo insospettito, lo minacciò e scoprì il vero motivo. Tornando a casa, Renzo, pensò ad un piano per minacciare Don Rodrigo, ma agnese gli cosigliò di andare dall'avvocato azzecca-garbugli, Renzo andò a Lecco, nell' ufficio dell'avvocato per chiedergli cosa potesse fare contro don Rodrigo, ma essendo anche lui spaventato da don Rodrigo, gli disse che non poteva fare nulla. Fra galdino andò a casa di Lucia e chiamò padre Cristoforo.

9 novembre 1628 - casa di Lucia e palazzo di don Rodrigo

Padre Cristoforo arrivò a casa di Lucia, lei e sua madre gli raccontarono dell'accaduto. Fra Cristoforo decise di affrontare don Rodrigo e gli chiese un colloquio, una volta ricevuto il frate disse che la violenza non dovrebbe essere mai usata, don Rodrigo interruppe il colloquio e lo mandò via il frate, che all'uscita venne informato che don rodrigo voleva rapire Lucia. Tornò a casa e raccontò l'accaduto agli sposi,vche ingegnarono un piano per ingannare il curato e sposarsi.

10 novembre 1628 - casa del curato

Nella notte attuarono il piano, Tonio andò a casa del curato, lo fecero entrare, Agnese distrasse Perpetua e i 2 sposi entrarono in casa, Renzo velocissimo pronunciò la frase, Lucia insicura non riuscì a finire la frase che il curato fece in tempo a nascondersi in modo da non sentire la frase, quindi a sposarli.

11 novembre 1628 - Lago di como, Locanda, Monastero di Monza, Milano, casa paterna di Gertrude, paese, palazzotto di don Rodrigo, osteria della Luna piena, Palazzo di giustizia e strade. Renzo, Lucia e Agnese viaggiarono tutta la notte in barroccio, fino ad arrivare all'alba a monza, dopo aver alloggiato in una locanda, fecero colazione e renzo andò a Milano, mentre le 2 donne vennero condotte del barrocciaio al convento dei cappuccini, dove incontreranno Gertrude. Mentre i 3 personaggi stanno conversando, avviene un flashback nel quale spiegato il passato di Gertrude, vissuto in una prima fase a casa del padre, per poi essere spedita in convento. Intanto che don Rodrigo aspettava nel suo palazzotto delle notizie sul rapimento fallito di Lucia, Renzo viene coinvolto nella rivolta tra la folla a Milano, e seguirà gli sviluppi della rivolta la quale durerà per tutta la mattinata, finchè un cancelliere di nome Antonio Ferrer sederà la rivolta. Successivamente Renzo si lancerà in un discorso a favore di Ferrer, poi si ubriacherà all'osteria della Luna piena dove una spia che si fingeva l'oste, lo portò in una stanza e lo rinchiuse lì. Renzo venne denunciato al palazzo di giustizia, successivamente un notaio criminale venne a fargli visita e lo portò in strada per farlo confessare, e venne "liberato" dalla folla.

12 novembre 1628 - Milano, osteria, Bergamo e Gorgonzola

Renzo decise che era meglio andare via da Milano, sfruttando la confusione della rivolta per non essere trovato, per andare a Bergamo da una sua cugina. Non sapendo la strada decise di chidere a dei passanti ma senza dare nell' occhio.Volle andare verso Gorgonzola, ma essendo stanco decise di fermarsi a riposare in un'osteria, sempre senza essere particolarmente notato, arrivò un mercante che raccontò che la rivolta era stata organizzata da un allenza di poteri, renzo indignato, pagò e uscì dall'osteria, per fare in modo di non manifestare la rabbia che provava.