Rivoluzione americana
La rivoluzione americana
Il Boston Tea Party - 16/17 dicembre 1773
Post guerra dei 7 anni (1756- 1763)
Le 13 colonie (inizio XVIII secolo)
Guerra aperta e nascita degli Stati Uniti d'America
L'autogoverno
Il ruolo delle donne
Il boicottaggio alla madrepatria
No taxation without rappresentation
Costruire la nazione
Ordinamento statuintense
Il massacro di Boston - 5 marzo 1770
Introduzione
Cosa accomuna le tredici colonie della costa nordamericana: - volontà di difendere le propie istituzioni di autogoverno mantenendo un contesto sociale democratico e aperto La rivoluzione nasce dall'ostilità dei coloni verso la madrepatria a causa della pesante politica fiscale. L'indipendenza verrà raggiunta il 4 luglio del 1776
Post guerra dei 7 anni (1756-1763)
L’Inghilterra, nei due anni successivi alla guerra dei 7 anni, deve necessariamente imporre delle tasse alle 13 colonie americane per recuperare le spese derivanti dal conflitto e per potersi permettere il mantenimento di un esercito permanente in America. Queste norme fiscali sono lo “Sugar Act” e lo “Stamp Act”. Il secondo provvedimento causò addirittura una ribellione da parte di una “motley crew” che assalì la casa di Henry Laurens, un ricco mercante di Charleston, perché la folla era convinta che fosse lui a possedere le marche da bollo che avrebbero dovuto poi comprare per svolgere le loro attività quotidiane. Successivamente anche gli afroamericani rivendicheranno il loro diritto alla libertà e all’uguaglianza.
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Le 13 colonie (inizio XVIII secolo)
Esse si estendevano per centinaia di chilometri, dal Canada alla Florida, dall’Oceano ai Monti Appalachi. Nell’entroterra si era sviluppato e aveva trovato fama il mito della wilderness, cioè della natura selvaggia da domare. Inoltre gli indiani d’America o “pellerossa”, stanziati al di là della catena montuosa, erano un ostacolo per l’espansione degli abitanti delle colonie che per questo provavano odio e disprezzo nei loro confronti.
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Le 13 colonie (inizio XVIII)
COLONIE DEL CENTRO: New York, Delaware, Pennsylvania, New Jersey. Qui, grazie a centri urbani molto importanti, era presente una grande varietà culturale e religiosa mentre, dal punto di vista economico, si prediligevano attività commerciali e manifatturiere, l’artigianato ed inoltre si sviluppò la piccola proprietà contadina attraverso il sistema della “freehold tenure”.
COLONIE DEL NORD: Massachusetts, Connecticut, Rhode Island, New Hampshire. La popolazione qui era quasi ed esclusivamente puritana e si dedicava alla creazione di cantieri navali ma anche alla lavorazione delle merci che poi venivano esportate.
COLONIE DEL SUD: Maryland, Georgia, Virginia, Carolina del Nord e del Sud. La maggior parte della popolazione era di fede anglicana e venivano esportati prodotti come il tabacco e il cotone coltivati nelle piantagioni dei grandi proprietari terrieri. Nei campi lavoravano sia servi a contratto, sia schiavi neri.
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L'autogoverno
Ogni colonia aveva un proprio governatore scelto o da Londra per le colonie regie, o dalle compagnie commerciali per le colonie con carta, oppure dal proprietario della colonia, cioè il suo fondatore.
Al governatore era affiancato un Consiglio coloniale formato da persone leali alla Corona inglese ed esistevano anche le assemblee coloniali.
L’accesso al voto era riservato solo a coloro che possedevano terre, per questo nelle colonie del sud i votanti erano solo pochi privilegiati mentre in quelle del centro e del nord erano la maggior parte della popolazione.
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Il boicottaggio alla madrepatria
I coloni, dopo disordini urbani e assalti ai palazzi dei funzionari dei governi britannici passano al boicottaggio del commercio con la madrepatria. Durante l'inverno del 1765, nei principali porti americani i bastimenti provenienti dall'Inghilterra non hanno potuto attraccare e scaricare le prorpie merci. Ciò era impedito dai "Sons of Liberty", una società segreta che sostenuta dagli abitanti delle zone portuali bloccavano le manovre delle navi.Il 18 marzo 1766 viene ritirato lo Stamp Act, il primo ministro britannico Rockingham ha convinto il Parlamento. Ricca di riferimenti simbolici è la vignetta satirica commissionata dal ministro a Benjamin Wilson, utilizzata per convincere l'opionione pubblica britannica dell'opportunità di revocare lo Stamp Act.
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L'abrogazione - Benjamin Wilson
Il massacro di Boston - 5 marzo 1770
Nelle zone poruali di Boston da diverse settimane c'era un'accampamento britannico ed erano già avvenute varie risse e scazzottate. Il 5 marzo del 1770 ad un soldato parte innavertitamente un colpo, ma la situazione degenera e si passa alle armi, nell'arco di pochi minuti ci sono cinque morti e sei feriti. Questo passa alla storia come "il massacro di Boston".I partecipanti alle rivolte sono coloro che fanno parte della già citata "ciurma meticcia" o "motley crew", nei giorni successivi all'accaduto un nome più degli altri inizia a diffondersi, è quello di Crispus Attucks, colui che verrà considerato il primo martire della rivoluzione
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"NO TAXATION WITHOUT RAPRESENTATION"
Londra, dopo il ritiro dello Stamp Act, emana subito il Declaratory Act che ribadisce il diritto del Parlamanto di legiferare sull'imposizione fiscale nelle colonie. Il dissensio tra i coloni ribelli si fa sentire e inizia a diffondersi lo slogan "No taxation without representation". Proprio in questo periodo iniziano ad emergere nelle assemblee delle colonie degli esponenti dell'elite locale: George Washington, successivamente Thomas Jefferson, John e Samuel Adams. Londra risponde alle proteste: il re Giorgio III licenzia il ministro Rockingham e vara nuove misure fiscali sui principali beni di scambio così da costringere le colonie a commerciare solo con la madrepatria. Invia inoltre delle truppe nei luoghi più tumultuosi come i porti
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Il Boston Tea Party - 16/17 dicembre 1773
Nel frattempo Londra ha già deciso di ritirare tutti i dazi che hanno causato queste sommosse, tranne la tassa che riguarda il commercio di tè. Però i coloni si rifiutano di acquistare dalla Compagnia britannica delle Indie orientali, perciò si approvvigionano tramite il contrabbando ed economicamente la madrepatria ne risente. Viene emanato quindi il Tea Act che servirebbe a rendere il tè inglese più conveniente di quello olandese... la risposta delle colonie la si ottiene nella notte tra il 16 e il 17 dicembre del 1773. Un centinaio di ribelli appartenenti alle schere dei "Figli della libertà" salgono sulle tre navi della Compagnia, appena attraccate e gettano in mare tutta la merce. I danni sono quasi di 10.000 sterline.
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Boston Tea Party - 16/17 dicembre 1773
La risposta della madrepatria
Il Re Giorgio III sospende tutte le forme di autogoverno delle colonie e ribadisce alcuni divieti. La popolazione delle colonie si spacca in due:- lealisti: fedeli al Re - patrioti: indipendentisti Nel 1774 viene convocato dal partito dei patrioti a Philadelphia il primo Congresso continentale dove partecipano rappresentati per ognuna delle 13 colonie. Il Re è chiaro con i coloni: "Saranno le armi a decidere se devono essere sudditi della patria o indipendenti"
+ inf
Guerra aperta e nascita degli Stati Uniti d'America
Nel 1775 le colonie americane convocano il secondo Congresso continentale, da questa assemblea nasce il Continental Army guidato da George Washington. Nonostante l’unità iniziale l’esercito risulta molto debole, molti patrioti si schierano con la britannia a causa della leva militare mentre molti schiavi chiedono la libertà in cambio dell’arruolamento; per questo viene inviato a contrattare con il re Luigi XVI, Benjamin Franklin, la Francia doveva riscattarsi dalla guerra dei sette anni. Nel 1776 Thomas Paine, Inglese schieratosi con le colonie, pubblica il "Senso comune", dove spiega la necessità dell’America di autogovernarsi; da questo testo nascerà poco dopo, il 4 luglio 1776 (independence day), la Dichiarazione d’Indipendenza scritta per lo più da Thomas Jefferson.
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Dichiarazione d'indipendenza e fine della guerra
Nel documento vengono citati i diritti inalienabili degli uomini quali vita, libertà e ricerca della felicità; per Jefferson un popolo a cui venivano negati doveva necessariamente staccarsi dall’oppressore per creare un nuovo governo. La guerra che fino ad ora sembrava già vinta per gli inglesi si capovolge dopo le due vittorie dei coloni a Saratoga: infatti dopo di esse la Francia si unirà finalmente alla guerra stravolgendo gli equilibri; dopo solo un anno gli Inglesi sono messi in difficoltà anche da Spagna e Province Unite che minacciano le colonie nei Caraibi. Londra è in estrema difficoltà e dopo la battaglia di Yorktown nella quale Washington affiancato dai francesi guidati da La Fayette infliggono una durissima sconfitta agli inglesi. Nel 1783 viene firmata la pace a Parigi, questa porterà a cambiare leggermente gli equilibri in Europa ma soprattutto alla nascita degli Stati Uniti.
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Il ruolo delle donne
Le colonie si trovano in difficoltà e l’unica scelta per poter vincere è la guerra di logoramento che durerà per ben 8 anni. L’esercito è formato da uomini, ciononostante il ruolo delle donne sarà fondamentale: infatti si organizzano nelle “Figlie della Libertà” le quali bloccano l’accesso portuale ai lealisti e controllano le merci vendute al mercato nero. Questo tipo di guerra è molto statico e i ruoli delle donne cambiano, nella maggior parte si occupano di badare alla fattoria mentre il marito è sul fronte e di protestare e combattere per la mancanza dei beni di prima necessità.
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Costruire la nazione
Ancor prima della fine della guerra ogni colonia ha la propria carta costituzionale e queste tredici repubbliche sono organizzate in una Confederazione, nonostante questa unione alla fine della guerra le differenze tra le diverse aree sono ingenti; a nord si concentrano sul commercio mentre a sud c’è un forte disagio causato dalla liberazione degli schiavi. Dopo la sconfitta inglese gli Stati Uniti convocano la Convenzione di Philadelphia nella quale si decide che le colonie si uniranno in una federazione, nasce così la costituzione degli Stati Uniti.
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Ordinamento statunitense
Il governo degli stati uniti si basava sulla divisione dei poteri così strutturata:Potere legislativo: Congresso formato da Senato e Camera dei Rappresentanti
Potere esecutivo: Presidente dell’Unione eletto dal popolo
Potere giudiziario: Corte Suprema Nel 1789 avvengono le prime elezioni e George Washington viene eletto, il nuovo presidente aggiunge alla costituzione il Bill of Rights, un insieme di dieci emendamenti che mirava alla difesa della libertà e dei diritti dei cittadini. Nonostante lo spirito che aveva mosso la guerra d’indipendenza dal voto sono esclusi: donne, afroamericani, nativi americani e appartenenti ai ceti più umili.
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Grazie!
Anna Boccanera, Martina Cardelli, Rodolfo Leonesi 4°A scientifico ordinario
Rivoluzione americana
Anna Boccanera
Created on January 15, 2024
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Rivoluzione americana
La rivoluzione americana
Il Boston Tea Party - 16/17 dicembre 1773
Post guerra dei 7 anni (1756- 1763)
Le 13 colonie (inizio XVIII secolo)
Guerra aperta e nascita degli Stati Uniti d'America
L'autogoverno
Il ruolo delle donne
Il boicottaggio alla madrepatria
No taxation without rappresentation
Costruire la nazione
Ordinamento statuintense
Il massacro di Boston - 5 marzo 1770
Introduzione
Cosa accomuna le tredici colonie della costa nordamericana: - volontà di difendere le propie istituzioni di autogoverno mantenendo un contesto sociale democratico e aperto La rivoluzione nasce dall'ostilità dei coloni verso la madrepatria a causa della pesante politica fiscale. L'indipendenza verrà raggiunta il 4 luglio del 1776
Post guerra dei 7 anni (1756-1763)
L’Inghilterra, nei due anni successivi alla guerra dei 7 anni, deve necessariamente imporre delle tasse alle 13 colonie americane per recuperare le spese derivanti dal conflitto e per potersi permettere il mantenimento di un esercito permanente in America. Queste norme fiscali sono lo “Sugar Act” e lo “Stamp Act”. Il secondo provvedimento causò addirittura una ribellione da parte di una “motley crew” che assalì la casa di Henry Laurens, un ricco mercante di Charleston, perché la folla era convinta che fosse lui a possedere le marche da bollo che avrebbero dovuto poi comprare per svolgere le loro attività quotidiane. Successivamente anche gli afroamericani rivendicheranno il loro diritto alla libertà e all’uguaglianza.
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Le 13 colonie (inizio XVIII secolo)
Esse si estendevano per centinaia di chilometri, dal Canada alla Florida, dall’Oceano ai Monti Appalachi. Nell’entroterra si era sviluppato e aveva trovato fama il mito della wilderness, cioè della natura selvaggia da domare. Inoltre gli indiani d’America o “pellerossa”, stanziati al di là della catena montuosa, erano un ostacolo per l’espansione degli abitanti delle colonie che per questo provavano odio e disprezzo nei loro confronti.
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Le 13 colonie (inizio XVIII)
COLONIE DEL CENTRO: New York, Delaware, Pennsylvania, New Jersey. Qui, grazie a centri urbani molto importanti, era presente una grande varietà culturale e religiosa mentre, dal punto di vista economico, si prediligevano attività commerciali e manifatturiere, l’artigianato ed inoltre si sviluppò la piccola proprietà contadina attraverso il sistema della “freehold tenure”.
COLONIE DEL NORD: Massachusetts, Connecticut, Rhode Island, New Hampshire. La popolazione qui era quasi ed esclusivamente puritana e si dedicava alla creazione di cantieri navali ma anche alla lavorazione delle merci che poi venivano esportate.
COLONIE DEL SUD: Maryland, Georgia, Virginia, Carolina del Nord e del Sud. La maggior parte della popolazione era di fede anglicana e venivano esportati prodotti come il tabacco e il cotone coltivati nelle piantagioni dei grandi proprietari terrieri. Nei campi lavoravano sia servi a contratto, sia schiavi neri.
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L'autogoverno
Ogni colonia aveva un proprio governatore scelto o da Londra per le colonie regie, o dalle compagnie commerciali per le colonie con carta, oppure dal proprietario della colonia, cioè il suo fondatore. Al governatore era affiancato un Consiglio coloniale formato da persone leali alla Corona inglese ed esistevano anche le assemblee coloniali. L’accesso al voto era riservato solo a coloro che possedevano terre, per questo nelle colonie del sud i votanti erano solo pochi privilegiati mentre in quelle del centro e del nord erano la maggior parte della popolazione.
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Il boicottaggio alla madrepatria
I coloni, dopo disordini urbani e assalti ai palazzi dei funzionari dei governi britannici passano al boicottaggio del commercio con la madrepatria. Durante l'inverno del 1765, nei principali porti americani i bastimenti provenienti dall'Inghilterra non hanno potuto attraccare e scaricare le prorpie merci. Ciò era impedito dai "Sons of Liberty", una società segreta che sostenuta dagli abitanti delle zone portuali bloccavano le manovre delle navi.Il 18 marzo 1766 viene ritirato lo Stamp Act, il primo ministro britannico Rockingham ha convinto il Parlamento. Ricca di riferimenti simbolici è la vignetta satirica commissionata dal ministro a Benjamin Wilson, utilizzata per convincere l'opionione pubblica britannica dell'opportunità di revocare lo Stamp Act.
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L'abrogazione - Benjamin Wilson
Il massacro di Boston - 5 marzo 1770
Nelle zone poruali di Boston da diverse settimane c'era un'accampamento britannico ed erano già avvenute varie risse e scazzottate. Il 5 marzo del 1770 ad un soldato parte innavertitamente un colpo, ma la situazione degenera e si passa alle armi, nell'arco di pochi minuti ci sono cinque morti e sei feriti. Questo passa alla storia come "il massacro di Boston".I partecipanti alle rivolte sono coloro che fanno parte della già citata "ciurma meticcia" o "motley crew", nei giorni successivi all'accaduto un nome più degli altri inizia a diffondersi, è quello di Crispus Attucks, colui che verrà considerato il primo martire della rivoluzione
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"NO TAXATION WITHOUT RAPRESENTATION"
Londra, dopo il ritiro dello Stamp Act, emana subito il Declaratory Act che ribadisce il diritto del Parlamanto di legiferare sull'imposizione fiscale nelle colonie. Il dissensio tra i coloni ribelli si fa sentire e inizia a diffondersi lo slogan "No taxation without representation". Proprio in questo periodo iniziano ad emergere nelle assemblee delle colonie degli esponenti dell'elite locale: George Washington, successivamente Thomas Jefferson, John e Samuel Adams. Londra risponde alle proteste: il re Giorgio III licenzia il ministro Rockingham e vara nuove misure fiscali sui principali beni di scambio così da costringere le colonie a commerciare solo con la madrepatria. Invia inoltre delle truppe nei luoghi più tumultuosi come i porti
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Il Boston Tea Party - 16/17 dicembre 1773
Nel frattempo Londra ha già deciso di ritirare tutti i dazi che hanno causato queste sommosse, tranne la tassa che riguarda il commercio di tè. Però i coloni si rifiutano di acquistare dalla Compagnia britannica delle Indie orientali, perciò si approvvigionano tramite il contrabbando ed economicamente la madrepatria ne risente. Viene emanato quindi il Tea Act che servirebbe a rendere il tè inglese più conveniente di quello olandese... la risposta delle colonie la si ottiene nella notte tra il 16 e il 17 dicembre del 1773. Un centinaio di ribelli appartenenti alle schere dei "Figli della libertà" salgono sulle tre navi della Compagnia, appena attraccate e gettano in mare tutta la merce. I danni sono quasi di 10.000 sterline.
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Boston Tea Party - 16/17 dicembre 1773
La risposta della madrepatria
Il Re Giorgio III sospende tutte le forme di autogoverno delle colonie e ribadisce alcuni divieti. La popolazione delle colonie si spacca in due:- lealisti: fedeli al Re - patrioti: indipendentisti Nel 1774 viene convocato dal partito dei patrioti a Philadelphia il primo Congresso continentale dove partecipano rappresentati per ognuna delle 13 colonie. Il Re è chiaro con i coloni: "Saranno le armi a decidere se devono essere sudditi della patria o indipendenti"
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Guerra aperta e nascita degli Stati Uniti d'America
Nel 1775 le colonie americane convocano il secondo Congresso continentale, da questa assemblea nasce il Continental Army guidato da George Washington. Nonostante l’unità iniziale l’esercito risulta molto debole, molti patrioti si schierano con la britannia a causa della leva militare mentre molti schiavi chiedono la libertà in cambio dell’arruolamento; per questo viene inviato a contrattare con il re Luigi XVI, Benjamin Franklin, la Francia doveva riscattarsi dalla guerra dei sette anni. Nel 1776 Thomas Paine, Inglese schieratosi con le colonie, pubblica il "Senso comune", dove spiega la necessità dell’America di autogovernarsi; da questo testo nascerà poco dopo, il 4 luglio 1776 (independence day), la Dichiarazione d’Indipendenza scritta per lo più da Thomas Jefferson.
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Dichiarazione d'indipendenza e fine della guerra
Nel documento vengono citati i diritti inalienabili degli uomini quali vita, libertà e ricerca della felicità; per Jefferson un popolo a cui venivano negati doveva necessariamente staccarsi dall’oppressore per creare un nuovo governo. La guerra che fino ad ora sembrava già vinta per gli inglesi si capovolge dopo le due vittorie dei coloni a Saratoga: infatti dopo di esse la Francia si unirà finalmente alla guerra stravolgendo gli equilibri; dopo solo un anno gli Inglesi sono messi in difficoltà anche da Spagna e Province Unite che minacciano le colonie nei Caraibi. Londra è in estrema difficoltà e dopo la battaglia di Yorktown nella quale Washington affiancato dai francesi guidati da La Fayette infliggono una durissima sconfitta agli inglesi. Nel 1783 viene firmata la pace a Parigi, questa porterà a cambiare leggermente gli equilibri in Europa ma soprattutto alla nascita degli Stati Uniti.
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Il ruolo delle donne
Le colonie si trovano in difficoltà e l’unica scelta per poter vincere è la guerra di logoramento che durerà per ben 8 anni. L’esercito è formato da uomini, ciononostante il ruolo delle donne sarà fondamentale: infatti si organizzano nelle “Figlie della Libertà” le quali bloccano l’accesso portuale ai lealisti e controllano le merci vendute al mercato nero. Questo tipo di guerra è molto statico e i ruoli delle donne cambiano, nella maggior parte si occupano di badare alla fattoria mentre il marito è sul fronte e di protestare e combattere per la mancanza dei beni di prima necessità.
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Costruire la nazione
Ancor prima della fine della guerra ogni colonia ha la propria carta costituzionale e queste tredici repubbliche sono organizzate in una Confederazione, nonostante questa unione alla fine della guerra le differenze tra le diverse aree sono ingenti; a nord si concentrano sul commercio mentre a sud c’è un forte disagio causato dalla liberazione degli schiavi. Dopo la sconfitta inglese gli Stati Uniti convocano la Convenzione di Philadelphia nella quale si decide che le colonie si uniranno in una federazione, nasce così la costituzione degli Stati Uniti.
+ info
Ordinamento statunitense
Il governo degli stati uniti si basava sulla divisione dei poteri così strutturata:Potere legislativo: Congresso formato da Senato e Camera dei Rappresentanti Potere esecutivo: Presidente dell’Unione eletto dal popolo Potere giudiziario: Corte Suprema Nel 1789 avvengono le prime elezioni e George Washington viene eletto, il nuovo presidente aggiunge alla costituzione il Bill of Rights, un insieme di dieci emendamenti che mirava alla difesa della libertà e dei diritti dei cittadini. Nonostante lo spirito che aveva mosso la guerra d’indipendenza dal voto sono esclusi: donne, afroamericani, nativi americani e appartenenti ai ceti più umili.
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Grazie!
Anna Boccanera, Martina Cardelli, Rodolfo Leonesi 4°A scientifico ordinario