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Bullismo e Cyberbullismo

MARCO LANNI

Created on January 15, 2024

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Transcript

Bullismo e cyberbullismo

caso di tiziana cantone

Ringraziamenti finali
Bullismo
Cyberbullismo
Caso di Tiziana Cantone

Il Bullismo

Quello del bullismo è un tema che non smette di interessare, soprattutto in occasione della Giornata nazionale e internazionale contro il bullismo e cyberbullismo. Il bullismo è un fenomeno tutt'altro che recente: al contrario, è un fenomeno che esiste da sempre fra gli adolescenti, anche se le ultime tendenze vedono l'età media delle persone coinvolte in episodi di bullismo abbassarsi sempre di più. I primi episodi si manifestano alle scuole medie, anche se il germe della violenza sui coetanei inizia ad insediarsi già alle elementari: queste sono le motivazioni per cui prevenire il bullismo intervenendo nelle scuole primarie è assolutamente fondamentale.

I tipi di bullismo

Bullismo verbale:Si manifesta insultando qualcuno per le sue caratteristiche fisiche, come peso, altezza e colore della pelle, o personali, come orientamento sessuale, credenze religiose e cultura, anche affibbiando soprannomi svilenti.

Bullismo fisico:Si manifesta colpendo o ferendo qualcuno, comunque provocandogli danni fisici e dolore fisico. Si manifesta anche quando si minaccia, intimidisce, deruba una persona dei suoi effetti personali. In generale, quando si entra con violenza nella sfera fisica di qualcuno.

Bullismo sociale:Si manifesta escludendo costantemente una persona dalla vita sociale del gruppo, o condividendo informazioni o immagini lesive della sua dignità

Il Bullismo a scuola

Il bullismo può essere poi diretto o indiretto. Si parla di bullismo diretto quando gli atti vengono diretti alla vittima in prima persona. Si parla di bullismo indiretto quando la vittima viene discriminata per vie traverse, ad esempio mettendo in giro voci, rendendo pubbliche informazioni personali, facendo nascere pettegolezzi su di lei.

Non sempre il bullismo si manifesta in modo palese. Si può manifestare anche attraverso sussurri o sguardi, o dando le spalle alla vittima, ignorandola, o ancora escludendola da un gruppo e dalla sua vita sociale. In tutti questi casi per i professori è molto difficile notare che certi atteggiamenti si stiano davvero verificando, e denunciare quanto accade è l'unico modo per renderlo manifesto.

Che cos'è il cyberbullismo?

L’espressione “cyberbullismo” è da alcuni anni impiegata per descrivere forme di aggressione, molestia e discriminazione che hanno trovato fertile terreno di sviluppo in tutte le nuove opportunità di comunicazione, condivisione e scambio di informazioni rese possibili dall’ormai diffuso e generalizzato accesso alla rete Internet. Ancorché privi della dimensione fisica e materiale che caratterizza i più classici episodi di bullismo, gli atteggiamenti riconducibili alla nozione di cyberbullismo non devono affatto essere sottovalutati.

Il contesto virtuale in cui essi si collocano, che potenzialmente è aperto alla partecipazione ed interazione di un numero indefinito di persone, e al contempo la sensazione di anonimato e impunità che l’uso di strumenti informatici può falsamente ingenerare negli utenti più giovani rappresentano elementi inediti e particolarmente allarmanti, in ragione delle conseguenze anche gravi che l’indiscriminato uso del web può determinare.

Definizione e caratteristiche

La parola cyberbullismo è un neologismo coniato per identificare forme di “bullismo virtuale, compiuto mediante la rete telematica”. Il termine ha recentemente trovato spazio anche in ambito giuridico, grazie all’espressa definizione fornita dalla L. 71/2017, secondo cui per cyberbullismo deve intendersi “qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on lineaventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”. Si tratta di una definizione estremamente ampia e minuziosa, e tuttavia necessaria per tentare di ricomprendere tutte le possibili e variegate sfaccettature.

Sebbene le modalità di aggressione possano variare in base alle nuove possibilità di interazione che con l’evoluzione tecnologica via via si affacceranno sulla scena, la previsione normativa contempla una vasta schiera di condotte che vanno dai più diretti attacchi all’onore e alla reputazione della persona sino a più insidiose azioni connotate da intenti ingannatori e fraudolenti; nell’ambito del fenomeno vengono inoltre ricomprese varie ipotesi connesse all’indebito utilizzo di dati personali e alla loro diffusione online. Per potersi propriamente parlare di cyberbullismo, escludendo così di trovarsi dinanzi ad isolate manifestazioni di mera aggressività “da tastiera”, verosimilmente riconducibili a maleducazione e inciviltà nell’uso degli strumenti di comunicazione, ciascuna delle menzionate condotte deve essere caratterizzata dal preciso scopo di isolare uno o più minori individuati come bersaglio. Sul piano degli effetti, tutto ciò deve tradursi in un seriopregiudizio alla persona, connotato cioè da una certa gravità, dovendosi quindi escludere dall’ambito del fenomeno episodi nei quali l’offesa presenti rilevanza minima.

Il Caso di Tiziana Cantone

Il caso Tiziana Cantone è un fatto di cronaca italiana che vide protagonista la giovane ragazza Tiziana Cantone, successivamente nota anche come Tiziana Giglio. La donna, trentatreenne, il 13 settembre 2016 si suicidò dopo la diffusione in rete di alcuni suoi video pornografici amatoriali. La morte di Cantone suscitò notevole interesse mediatico in Italia e all'estero e fu oggetto di interrogazione parlamentare. Le circostanze che indussero la donna al suicidio funsero da incentivo all'approvazione unanime dell'emendamento sul cosiddetto revenge porn al D.d.l. n. S. 1200, anche noto come Codice rosso. Alla base di tutto però possiamo metterci l'intolleranza nata dagli atti di bullismo e cyberbullismo contro la sua persona.

La vita

Tiziana Cantone nacque a Casalnuovo di Napoli il 15 luglio 1983, figlia di Maria Teresa Giglio, impiegata comunale, e di un padre che la abbandonò poco dopo la nascita. Cresciuta con la madre e la nonna, si diplomò al liceo classico e iniziò studi universitari di giurisprudenza, che non portò a termine per dedicarsi all'attività di famiglia. Intraprese una relazione con Sergio Di Palo, più grande di lei di una decina d'anni, con il quale convisse brevemente nel 2015. A partire dal novembre del 2014, Tiziana Cantone ebbe rapporti sessuali consensuali con altri uomini, che vennero filmati in sei occasioni e diffusi dalla Cantone stessa via WhatsApp. In particolare, un video caricato il 25 aprile 2015 su un portale di contenuti pornografici nei mesi seguenti divenne virale, con una battuta della donna successivamente trasformata in un meme su internet e poi apparsa su magliette, gadget di vario genere e citata persino nella canzone Fuori c'è il sole di Lorenzo Fragola. L'eco mediatica ricevuta suo malgrado spinse Tiziana ad isolarsi e rinunciare al proprio impiego, rivolgendosi al contempo, il 13 luglio 2015, al tribunale di Aversa per chiedere la rimozione dei video da siti e motori di ricerca. Nel novembre del 2015, la Cantone chiese di cambiare il proprio cognome in Tiziana Giglio. La richiesta fu valutata positivamente nel gennaio del 2016 dal comando dei Carabinieri di Castello di Cisterna e accolta dal prefetto di Napoli nel luglio dello stesso anno. Nonostante la modifica del nome e vari trasferimenti in diversi comuni d'Italia, la ricerca dell'anonimato della donna incontrò enormi difficoltà: la causa legale intentata per ottenere il diritto all'oblio portò alla parziale rimozione dei video da numerosi siti web, ma, per errori procedurali del proprio legale, la Cantone fu condannata a pagare più di 20.000 euro di spese legali. Tiziana, ormai in stato di profonda depressione, tentò più volte il suicidio, riuscendo nel drammatico intento il 13 settembre 2016 impiccandosi nello scantinato della casa di una zia.

Suicidio o omicidio?

Caso chiuso quello della morte di Tiziana Cantone. Anche l'ultimo filone d'inchiesta, quello per omicidio che era stato aperto contro ignoti dalla Procura di Napoli Nord, è stato archiviato. Secondo la madre Maria Teresa Giglio e i suoi legali, però, non si sarebbe trattato di un suicidio, ma di un omicidio. A seguito dell'opposizione contro l'archiviazione del procedimento, presentata dai legali della donna, gli avvocati Gianluca Condrò ed Emiliano Iasevoli del Foro di Napoli e Stefano Marcialis del Foro di Cagliari, a febbraio 2023 il gip di Napoli Nord Raffaele Coppola ha disposto ulteriori indagini sulla morte della ragazza, in particolare verificando ulteriormente la compatibilità del foulard adoperato, l'attrezzo ginnico e la posizione nella quale è stata ritrovata Tiziana Cantone, con un decesso per asfissia da impiccagione. Le nuove, approfondite, indagini condotte dal pm Giovanni Corona non hanno fattoemergere elementi sufficienti a sostenere un'ipotesi diversa da quella del suicidio. Anche dalla riesumazione del cadavere non sono arrivate tracce utili. Stessa cosa anche dai cellulari sequestrati e sbloccati dopo mesi e mesi. Ormai però è stata presa la decisione del gip di archiviare il filone aperto contro ignoti per l'accusa di omicidio.

Grazie per la visione

IV BLST

Stefano Bucci Valeria Reveglia

Marco Lanni