Want to create interactive content? It’s easy in Genially!

Get started free

Luigi Pirandello

Nome

Created on January 14, 2024

Start designing with a free template

Discover more than 1500 professional designs like these:

Vintage Advent Calendar

Professional Advent Calendar

Interactive Event Microsite

January School Calendar

Genial Calendar 2026

Annual calendar 2026

School Calendar 2026

Transcript

Luigi Pirandello

Drammaturgo e Scrittore

1.La Vita

2.Il Pensiero

3.Il mondo di Pirandello

4.Le Curiosità

5.Il FU MATTIA PASCAL

6.Uno, nessuno e centomila

Luigi Pirandello nasce nel 1867 vicino Agrigento in una località chiamata Caos. Un dettaglio su cui amava scherzare, definendosi un “figlio del caos”. Cresce in un clima di forte disillusione per le aspettative disattese del Risorgimento, di cui i genitori erano stati sostenitori. Nel 1887 si iscrive alla Facoltà di Lettere a Roma, ma nel 1889 si trasferisce a Bonn, in Germania, dove si laurea nel 1891 con una tesi sul dialetto di Agrigento. Tornato a Roma, entra negli ambienti letterari, collabora con alcune riviste e pubblica le prime novelle e i primi romanzi. Nel 1901 esce il romanzo “L’Esclusa” e l’anno successivo “Il turno”. Il 1903 è l’anno della svolta, a causa di due eventi. Il primo degli eventi è l’allagamento della miniera di zolfo dei genitori, che fa cadere la famiglia in rovina. Il secondo è l’iniziale manifestarsi della malattia mentale della moglie, che la costringerà a vivere in una casa di cura fino alla morte. É così che dissesto economico, follia e prigione familiare diventano temi centrali delle sue opere. Per via delle difficoltà economiche, intensifica l’attività di scrittore. Inizia l’attività teatrale (con opere in siciliano e italiano) e dà vita ai suoi romanzi più famosi. Muore nel 1936 a Roma.

Teatro

Lo sguardo di Luigi Pirandello non è quello di una persona comune. I nuclei fondamentali del suo pensiero sono 3: Vitalismo, Umorismo, Metaletteratura.Vitalismo: la realtà è un flusso continuo indistinto, come lo scorrere di un magma vulcanico, e tutto ciò che si stacca da questo flusso e assume una forma distinta, si irrigidisce, cominciando a morire. L’uomo vive una lotta continua contro la forma, le costrizioni e le maschere che la società gli impone, ma il contrasto, secondo Pirandello, non si può superare: la sconfitta è inevitabile. Umorismo: la teoria dell’umorismo è spiegata nel saggio omonimo del 1908 e fornisce uno strumento per relazionarsi alla realtà. Per Pirandello il nostro atteggiamento davanti alla negatività del mondo deve essere di tipo umoristico. L’umorismo è il “sentimento del contrario”; è una constatazione più amara su quello che c’è dietro la maschera. Metaletteratura: la letteratura per Pirandello ha sia una funzione consolatoria, che opprimente. Si propone, infatti, come un gioco umoristico, ma rappresenta anche una lotta continua tra vita e forma. Questo scontro diventa uno scontro tra la realtà e la finzione, perché letteratura è di per sé una finzione, qualcosa che non esiste. Da qui nasce il concetto di “metaletteratura”, perché Luigi Pirandello svela che è una finzione.

Luigi Pirandello vede un mondo claustrofobico e paradossale. L’uomo, secondo lui, non può veramente mai essere sé stesso: non c’è un se stesso, non c’è un solo io, ma tante forme e maschere in cui siamo imprigionati. L’uomo non può realizzarsi, è un essere incomprensibile a se stesso e agli altri. Detto questo, si potrebbe pensare che la concezione di Pirandello sia pessimistica, ma non ci si può fermare a questo. Pirandello, infatti, decide di cogliere anche gli aspetti più divertenti della vita, creando un concetto di umorismo fatto di sorriso e riflessione. La letteratura, in tutto questo, è un gioco in grado di mostrare tutti i mali che affliggono l’uomo, filtrandoli attraverso la lente dell’umorismo. Non è una soluzione al problema ma, piuttosto, una “chiave di lettura”. Si può sorridere nelle avversità, anche quando non sappiamo chi siamo.

Maschera

Il Fu Mattia Pascal (1904) è il primo capolavoro dello scrittore siciliano. All’epoca non ebbe molto successo. Le vicende iniziano con la fuga di Mattia Pascal a Montecarlo, dove vince una grande somma al gioco. Tornando a casa scopre di essere stato dichiarato morto, poiché l’hanno scambiato per il cadavere di un suicida. Il protagonista coglie al volo l’occasione per liberarsi di tutti i legami sociali. Si finge, dunque, davvero morto, in modo da ricominciare una nuova vita. Si trasferisce a Roma, con il nome di Adriano Meis e si innamora della figlia del suo padrone di casa. Di fronte alla legge Adriano Meis non esiste, quindi non può coronare il sogno d’amore con la sua bella. Decide allora di fingersi nuovamente morto. Torna al suo paese e riprendere il suo ruolo di Mattia Pascal. Il problema è che la la moglie ha ormai una nuova famiglia. Decide, quindi, di vivere in una biblioteca e scrivere la propria storia. In questo romanzo ci sono molti dei temi cari a Pirandello: l’identità, la maschera, la finzione, la condizione dell’uomo come personaggio, il tentativo di fuggire dal mondo e la sconfitta finale. Il mondo che si voleva rifiutare, finisce per rifiutare il protagonista.

Il suo fu un matrimonio di convenienza. La moglie, Antonietta Portulano, era figlia di un socio d’affari del padre e la dote avrebbe permesso di sanare i debiti dei Pirandello. Nel 1903 un’alluvione provoca l’allagamento della solfatara dei Pirandello. Luigi deve insegnare per garantire un reddito alla famiglia. La moglie manifesta negli anni una forte nevrastenia. Arriva ad accusarlo di avere un rapporto incestuoso con la figlia Lietta. Il marito è costretto a chiuderla in un sanatorio nel 1919.

Grazie ai drammi Sei personaggi in cerca d’autore e Enrico IV, intraprende un tour con la sua compagnia Teatro d’Arte nel 1925-27, che si scioglierà nel 1928 per motivi finanziari. Dona la medaglia Nobel, vinta nel 1934, al governo fascista nel corso della manifestazione Oro alla patria, per sostenere la guerra in Etiopia.

“Uno, nessuno e centomila” è un celebre romanzo scritto da Luigi Pirandello. Quest’opera rappresenta la quintessenza del suo pensiero e della sua scrittura, e fu l’ultimo romanzo che Pirandello scrisse. Vitangelo Moscarda, il protagonista, è un uomo ordinario senza grandi preoccupazioni. Tuttavia, la sua vita cambia quando sua moglie gli fa notare che il suo naso è leggermente storto. Da quel momento in poi, Vitangelo inizia a osservarsi da diverse prospettive e a interrogarsi sulla sua identità. Il romanzo esplora la molteplicità delle apparenze. Vitangelo scopre che ogni persona lo vede in modo diverso, creando una sorta di “collage di immagini” che compongono la sua identità. Queste immagini sono vere e false allo stesso tempo, relative e fugaci, e hanno realtà solo nella mente degli altri. Uno, nessuno e centomila rappresenta la crisi d’identità di Vitangelo e la sua lotta per comprendere chi sia veramente. Pirandello, attraverso questo romanzo, esplora la complessità dell’individuo e la difficoltà di definire una vera identità. In sintesi, il romanzo invita a riflettere sulla percezione di sé e sugli infiniti punti di vista che gli altri hanno su di noi

Pirandello è famoso per aver inventato il concetto di maschera. Riteneva che tutte le persone vestivano una maschera e la cambiavano a seconda della realtà sociale in cui vivevano. Lui crede che la realtà sia sempre in movimento e cambia sempre, quindi che è un caos.Tipico oggetto di scena nel teatro classico, tragica o comica, la maschera può essere anche quell'identità che ogni individuo sceglie e nelle quali si immedesima, per poter interpretare il suo corretto ruolo all'interno della comunità.

Il Teatro

I romanzi di Pirandello ottengono grande diffusione in Italia, ma è il teatro che lo porta al successo internazionale. Nel 1921, dopo il fiasco della prima rappresentazione a Roma, viene riproposto a Milano “Sei personaggi in cerca d’autore“. Ottiene un grandissimo successo. Inizia così un percorso che culmina con il Nobel, nel 1934. Nel frattempo riunisce anche le sue novelle nella raccolta “Novelle per un anno” e dà alle stampe il suo ultimo romanzo, nel 1926: “Uno, nessuno e centomila”.