APPARATO SCHELETRICO
IL SISTEMA SCHELETRICO Lo scheletro è l’insieme delle ossa del corpo, svolge funzioni di sostegno, di protezione dei tessuti molli e degli organi, e di produzione per quanto riguarda il sangue. È composto da circa 206 ossa divise tra il tronco (colonna vertebrale, coste, sterno e bacino), la testa (cranio e faccia) e gli arti sia superiori che inferiori, e forma l’apparato locomotore.
LE OSSA
osso lungo(femore)
Le ossa, definite in base a lunghezza, larghezza e spessore si dividono in: lunghe (femore e omero), piatte (cranio, coste e sterno) e corte (vertebre), e sono rivestite da un tessuto osseo compatto, ricco di vasi sanguigni: il periostio, fondamentale nella crescita, svolge il compito di riparazione dell’osso in caso di frattura. Le ossa sono soggette inoltre, al rimaneggiamento osseo (attività di demolizione e ricostruzione) grazie a cellule chiamate osteoclasti ( responsabili della distruzione e del riassorbimento del tessuto osseo) e osteoblasti (che ricostituiscono il tessuto nuovo). Esse, subiscono anche il rimodellamento osseo, ovvero un processo continuo di adattamento dell’osso. Le parti finali delle ossa ,ricoperte di cartilagine, permettono di collegarsi alle ossa vicine, costituendo le superfici articolari. Le ossa lunghe sono composte da una parte centrale chiamata diafisi, e da due estremità più larghe dette epifisi. Quest’ultime e le ossa corte e piatte contengono un tessuto osseo spugnoso, formato da trabecole, che conferiscono all’osso una maggiore resistenza come anche, il tessuto compatto delle diafisi. Nelle cavità delle ossa è contenuto il midollo osseo giallo o rosso. Il midollo rosso, presente all’interno del tessuto spugnoso, ha la funzione di generare i globuli bianchi e rossi, mentre il midollo giallo costituito da tessuto adiposo e connettivo, si trova nel canale midollare delle diafisi, e ha il compito di produrre sia globuli bianchi che rossi, quando l’organismo subisce una grave perdita di sangue.
osso piatto(scapola)
LE CURVATURE FISIOLOGICHE DELLA COLONNA
LA SUDDIVISIONE DELLO SCHELETRO
SCHELETRO ASSILE
La colonna vertebrale è suddivisa in cinque regioni principali:- REGIONE CERVICALE: Composta da sette vertebre, le prime due, l'atlante e l'epistrofeo, presentano caratteristiche speciali. L'atlante si articola con l'osso occipitale del cranio nella parte superiore e con l'epistrofeo nella parte inferiore.
- REGIONE DORSALE O TORACICA: Questa regione è costituita da dodici vertebre che si articolano con le coste della cassa toracica, contribuendo alla struttura del torace.
- REGIONE LOMBARE: Composta da cinque vertebre, si caratterizza per corpi vertebrali di dimensioni considerevoli e apofisi trasverse di forma rettangolare.
- REGIONE SACRALE: Questa area è formata da cinque vertebre fuse insieme, costituendo l'osso sacro che contribuisce alla parte posteriore del bacino.
- REGIONE COCCIGEA: Composta da quattro-cinque vertebre fuse insieme, forma il coccige negli esseri umani.
In sintesi, la colonna vertebrale, con le sue diverse regioni, svolge un ruolo cruciale nel supporto strutturale e nella mobilità del corpo umano.
TESTA
COLONNA VERTEBRALE
GABBIA TORACICA
SCHELETRO APPENDICOLARE
L'arto superiore che comprende spalla, braccio, avambraccio e mano
L'arto inferiore che comprende bacino, coscia, gamba e piede
SPALLA
BRACCIO
AVAMBRACCIO
BACINO
COSCIA
MANO
GAMBA
PIEDE
LE ARTICOLAZIONI
LA STRUTTURA E IL FUNZIONAMENTO DELLE DIARTROSI
La diartrosi è costituita dalla presenza di una capsula articolare, che ha il compito di unire le superfici articolari dei capi ossei, rivestiti di cartilagine, un tessuto morbido e flessibile.La stabilità di ogni articolazione è garantita: dai legamenti, nastri fibrosi, che hanno il compito di limitare i movimenti che i capi articolari possono compiere; dai tendini, muscoli che la circondano, e dai muscoli stessi.
Un’articolazione, ha il compito di mantenere in contatto due o più ossa. Nel corpo umano ci sono tre principali tipi di articolazioni: - le sinartrosi, articolazioni fisse, in cui non è possibile nessun movimento;
- le anfiartrosi, articolazioni semimobili, nella quale l’inserimento di una struttura cartilaginea permette piccoli movimenti in tutte le direzioni;
- le diartrosi, articolazioni mobili, hanno il compito di consentire grandi possibilità di movimento, essendo soggette però, a distorsioni o lussazioni.
L’interno della capsula articolare è rivestito da una membrana di tessuto connettivo, chiamata membrana sinoviale, che produce un liquido, la sinovia. Codesta ha la funzione di lubrificare i capi articolari, e di nutrire la cartilagine, che una volta danneggiata ha scarse possibilità di riparazione. In alcuni articolazioni, inoltre, sono presenti dischetti cartilaginei, che hanno la funzione di ammortizzare gli urti, e possono separare l’articolazione in modo completo (dischi articolari) oppure in modo parziale (menischi).
CHE COS'E' LA POSTURA?
La postura è il modo in cui manteniamo una posizione nello spazio, influenzata dalla struttura del corpo, carattere e stato d'animo. Per evitare disagi e dolori articolari, è essenziale mantenere una postura corretta. Questo coinvolge il bilanciamento del baricentro all'interno della base d'appoggio, con informazioni provenienti da vista, orecchio interno, muscoli e articolazioni. Una postura stabile si ottiene quando il baricentro cade nella base d'appoggio, specialmente in posizione eretta, corrispondente al poligono disegnato dai piedi in contatto col suolo.
I VIZI DEL PORTAMENTO
Il "vizio del portamento" nei giovani può essere classificato come "paramorfismo" se correggibile volontariamente, mentre diventa "dismorfismo" se la postura è irrimediabilmente alterata da modificazioni anatomiche. La ricerca suggerisce che il paramorfismo raramente sviluppa in dismorfismo, e quest'ultimo è spesso associato a uno stato di malattia. Entrambi, paramorfismi e dismorfismi, sono comuni cause di mal di schiena precoce, poiché influenzano i carichi e gli equilibri della colonna vertebrale.
Come mantenere una postura corretta?
- mantenere la schiena allungata: spinta verso l'alto:
- abbassare le spalle: spinta verso il basso.
- allineare il collo: spinta del mento indietro.
- contrarre gli addominali: spinta verso l'ombelico.
- avvicinare le scapole: spinta verso avanti.
- Appoggiare completamente i piedi al suolo: spinta al suolo.
- allineare le ginocchia: spinta delle rotule verso l'esterno
COME SI ESEGUE L'ANALISI POSTURALE?
L'analisi posturale comprende i piani corporei frontale, sagittale e trasversale. Nel piano frontale, si valuta l'altezza e l'orientamento dei segmenti corporei, sia anteriormente che posteriormente. Sul piano sagittale, si verifica la flessione o estensione dei segmenti, cercando una postura corretta con una linea perpendicolare al terreno che attraversi orecchio, spalla, anca, ginocchio. Sul piano trasversale, si osservano rotazioni nei segmenti del corpo. Questa approfondita analisi aiuta a identificare e correggere deviazioni posturali.
La testa comprende il cranio e la faccia, composti entrambi da ossa piatte. Il cranio, invece, è formato da otto ossa che proteggono l’encefalo, collegate fra di loro attraverso delle articolazioni chiamate suture (come due temporali e due parietali). La faccia, mentre, è composta da quattordici ossa. Le principali sono le ossa: orbitali, palatine(formano il palato), e mascellari. La mandibola, è l’unico osso mobile, su cui si articolano i denti dell’arcata inferiore. A svolgere un ruolo importante nella masticazione e deglutizione è l’osso ioide, che si trova nella parte anteriore del collo,legato allo scheletro tramite muscoli e legamenti.
Lo scheletro si divide in due parti: lo scheletro assile, che comprende le ossa della testa, della colonna vertebrale, della cassa toracica e dello sterno, e lo scheletro appendicolare, che comprende le ossa sia degli arti superiori che inferiori.
La colonna vertebrale rappresenta l’asse portante del corpo ed è formata da 33-34 vertebre sovrapposte, ossa corte, variabili, a seconda del posto che occupano nella colonna. Ogni vertebra si compone di una parte anteriore detta corpo, e di una posteriore, l’arco, che si congiunge con il corpo delimitando il foro vertebrale in cui passa il midollo spinale. L’arco vertebrale presenta tre apofisi, sporgenze, su cui sono si inseriscono i piccoli muscoli posturali profondi, posti tra una vertebra e l’altra, a contatto tra l’apofisi spinosa dorsale e le apofisi trasverse laterali. Tra corpi vertebrali sono invece, presenti strutture elastiche dette: dischi intervertebrali.
La cassa toracica, ha il compito di proteggere il cuore e i polmoni. È composta da 12 paia di costole e dallo sterno. Le prime sette si articolano direttamente con lo sterno, mentre dall’ottava alla decima si congiungono allo sterno indirettamente per mezzo della cartilagine della settima costola. Le ultime due paia non si articolano, e sono dette fluttuanti. Lo sterno è un osso piatto, costituito da una parte superiore allargata detta manubrio, una parte centrale chiamata corpo e una inferiore, che può variare, detta processo xifoideo, su cui si inseriscono importanti muscoli come il diaframma
La colonna vertebrale, di profilo, presenta quattro curvature fisiologiche, attribuendo loro maggiore resistenza: la curva circolare, con curvatura anteriore (lordosi cervicale), la curva dorsale, con curvatura posteriore (cifosi dorsale), la curva lombare, con curvatura anteriore (lordosi lombare), la curva sacro-coccigea, con curvatura posteriore (cifosi sacrale). Le prime tre curve sono mobili, il loro compito è quello di consentire capacità di espansione al torace, e garantire movimenti del tronco. L’ultima,invece, è statica (non permette nessun movimento), ed è formata da vertebre saldate insieme. La colonna vertebrale, ha inoltre, due fondamentali esigenze meccaniche: elasticità (le vertebre della colonna sono collegate tra loro da dischi, muscoli e legamenti) e rigidità, grazie all’azione di muscoli e legamenti. La colonna, può quindi, modificare la propria forma rimanendo sempre rigida
La spalla è costituita da tre ossa: clavicola, scapola e omero. Clavicola e scapola formano il cingolo scapolare, che connette l'omero al tronco. La scapola, di forma triangolare, ha una cavità glenoidea per l'articolazione con l'omero. La spina posteriore della scapola termina con l'acromion, che si articola con la clavicola, un osso a forma di S che si collega all'estremità opposta dello sterno.
Il braccio è formato principalmente dall'omero, un osso lungo con una diafisi quasi cilindrica. La sua epifisi prossimale si articola con la cavità glenoidea della scapola, mentre quella distale presenta un condilo laterale per l'articolazione con il radio e una troclea mediale per l'articolazione con l'ulna. Insieme a ulna e radio, l'omero contribuisce a formare l'articolazione del gomito.
L'avambraccio è costituito da ulna (mediale) e radio (laterale). L'epifisi prossimale dell'ulna, chiamata olecrano, si articola con omero e radio, mentre l'epifisi distale si collega alle ossa del carpo e al radio. La testa del radio, all'epifisi prossimale, si articola con omero e ulna, mentre l'epifisi distale si collega alle ossa del carpo.
La mano è formata da 27 ossa. Otto fanno parte del carpo, che, con radio e ulna, costituisce l'articolazione del polso. Le ossa del carpo sono divise in due file: quattro nella fila prossimale (scafoide, semilunare, piramidale, pisiforme) e quattro in quella distale (trapezio, trapezoide, capitato, uncinato). Cinque ossa formano il metacarpo, il palmo della mano. Le restanti quattordici ossa sono le falangi, con tre per dito, tranne il pollice che ne ha solo due.
Il bacino (chiamato anche cingolo pelvico) è costituito dalle due ossa dell’anca unite, formate, a loro volta,da tre ossa: l’ileo, l’ischio e il pube. Inoltre, sono articolate anteriormente da una cartilagine fibrosa ,chiamata sinfisi pubica, e posteriormente, dall’osso sacro. Queste hanno la funzione di sorreggere e proteggere i visceri.
La coscia, è costituita da un osso lungo e voluminoso: il femore, costituito a sua volta da una testa (epifisi prossimale) liscia e sferica, che si inserisce nel bacino in una fossa detta acetabolo, costituendo l’articolazione coxo-femorale. L’epifisi distale termina con due sporgenze rotonde(condilli) che insieme alla tibia e alla rotula formano il ginocchio. La rotula è un osso corto, ha una forma triangolare,e ha la funzione di facilitare l’azione del muscolo del ginocchio: il quadricipite.
La gamba è costituita da due ossa lunghe: la tibia e il perone. Nelle superfici concave dell’epifisi prossimale (testa) della tibia si collocano i condilli femorali con due cartilagini, chiamate menischi, essi hanno la funzione di assorbire gli urti. Le epifisi distali presentano, invece, delle sporgenze (malleoli), che si congiungono con un osso del piede chiamato astragalo, formando la caviglia.
Il piede è formato da 26 ossa: sette nel tarso, cinque nel metatarso e tre falangi per ciascun dito, con l’eccezione del primo, e l’alluce, che ne ha solo due. Il tarso è composto da tallone (calcagno), posteriormente e anteriormente dallo scafoide, dal cuboide e da tre cuneiformi. Le ossa del piede, assumono una forma ricurva detta volta plantare, che permette di sorreggere il peso del corpo, riuscendo ad ammortizzare sia nel cammino che nella corsa.
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Created on January 14, 2024
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APPARATO SCHELETRICO
IL SISTEMA SCHELETRICO Lo scheletro è l’insieme delle ossa del corpo, svolge funzioni di sostegno, di protezione dei tessuti molli e degli organi, e di produzione per quanto riguarda il sangue. È composto da circa 206 ossa divise tra il tronco (colonna vertebrale, coste, sterno e bacino), la testa (cranio e faccia) e gli arti sia superiori che inferiori, e forma l’apparato locomotore.
LE OSSA
osso lungo(femore)
Le ossa, definite in base a lunghezza, larghezza e spessore si dividono in: lunghe (femore e omero), piatte (cranio, coste e sterno) e corte (vertebre), e sono rivestite da un tessuto osseo compatto, ricco di vasi sanguigni: il periostio, fondamentale nella crescita, svolge il compito di riparazione dell’osso in caso di frattura. Le ossa sono soggette inoltre, al rimaneggiamento osseo (attività di demolizione e ricostruzione) grazie a cellule chiamate osteoclasti ( responsabili della distruzione e del riassorbimento del tessuto osseo) e osteoblasti (che ricostituiscono il tessuto nuovo). Esse, subiscono anche il rimodellamento osseo, ovvero un processo continuo di adattamento dell’osso. Le parti finali delle ossa ,ricoperte di cartilagine, permettono di collegarsi alle ossa vicine, costituendo le superfici articolari. Le ossa lunghe sono composte da una parte centrale chiamata diafisi, e da due estremità più larghe dette epifisi. Quest’ultime e le ossa corte e piatte contengono un tessuto osseo spugnoso, formato da trabecole, che conferiscono all’osso una maggiore resistenza come anche, il tessuto compatto delle diafisi. Nelle cavità delle ossa è contenuto il midollo osseo giallo o rosso. Il midollo rosso, presente all’interno del tessuto spugnoso, ha la funzione di generare i globuli bianchi e rossi, mentre il midollo giallo costituito da tessuto adiposo e connettivo, si trova nel canale midollare delle diafisi, e ha il compito di produrre sia globuli bianchi che rossi, quando l’organismo subisce una grave perdita di sangue.
osso piatto(scapola)
LE CURVATURE FISIOLOGICHE DELLA COLONNA
LA SUDDIVISIONE DELLO SCHELETRO
SCHELETRO ASSILE
La colonna vertebrale è suddivisa in cinque regioni principali:
- REGIONE CERVICALE: Composta da sette vertebre, le prime due, l'atlante e l'epistrofeo, presentano caratteristiche speciali. L'atlante si articola con l'osso occipitale del cranio nella parte superiore e con l'epistrofeo nella parte inferiore.
- REGIONE DORSALE O TORACICA: Questa regione è costituita da dodici vertebre che si articolano con le coste della cassa toracica, contribuendo alla struttura del torace.
- REGIONE LOMBARE: Composta da cinque vertebre, si caratterizza per corpi vertebrali di dimensioni considerevoli e apofisi trasverse di forma rettangolare.
- REGIONE SACRALE: Questa area è formata da cinque vertebre fuse insieme, costituendo l'osso sacro che contribuisce alla parte posteriore del bacino.
- REGIONE COCCIGEA: Composta da quattro-cinque vertebre fuse insieme, forma il coccige negli esseri umani.
In sintesi, la colonna vertebrale, con le sue diverse regioni, svolge un ruolo cruciale nel supporto strutturale e nella mobilità del corpo umano.TESTA
COLONNA VERTEBRALE
GABBIA TORACICA
SCHELETRO APPENDICOLARE
L'arto superiore che comprende spalla, braccio, avambraccio e mano
L'arto inferiore che comprende bacino, coscia, gamba e piede
SPALLA
BRACCIO
AVAMBRACCIO
BACINO
COSCIA
MANO
GAMBA
PIEDE
LE ARTICOLAZIONI
LA STRUTTURA E IL FUNZIONAMENTO DELLE DIARTROSI
La diartrosi è costituita dalla presenza di una capsula articolare, che ha il compito di unire le superfici articolari dei capi ossei, rivestiti di cartilagine, un tessuto morbido e flessibile.La stabilità di ogni articolazione è garantita: dai legamenti, nastri fibrosi, che hanno il compito di limitare i movimenti che i capi articolari possono compiere; dai tendini, muscoli che la circondano, e dai muscoli stessi.
Un’articolazione, ha il compito di mantenere in contatto due o più ossa. Nel corpo umano ci sono tre principali tipi di articolazioni:- le sinartrosi, articolazioni fisse, in cui non è possibile nessun movimento;
- le anfiartrosi, articolazioni semimobili, nella quale l’inserimento di una struttura cartilaginea permette piccoli movimenti in tutte le direzioni;
- le diartrosi, articolazioni mobili, hanno il compito di consentire grandi possibilità di movimento, essendo soggette però, a distorsioni o lussazioni.
L’interno della capsula articolare è rivestito da una membrana di tessuto connettivo, chiamata membrana sinoviale, che produce un liquido, la sinovia. Codesta ha la funzione di lubrificare i capi articolari, e di nutrire la cartilagine, che una volta danneggiata ha scarse possibilità di riparazione. In alcuni articolazioni, inoltre, sono presenti dischetti cartilaginei, che hanno la funzione di ammortizzare gli urti, e possono separare l’articolazione in modo completo (dischi articolari) oppure in modo parziale (menischi).
CHE COS'E' LA POSTURA?
La postura è il modo in cui manteniamo una posizione nello spazio, influenzata dalla struttura del corpo, carattere e stato d'animo. Per evitare disagi e dolori articolari, è essenziale mantenere una postura corretta. Questo coinvolge il bilanciamento del baricentro all'interno della base d'appoggio, con informazioni provenienti da vista, orecchio interno, muscoli e articolazioni. Una postura stabile si ottiene quando il baricentro cade nella base d'appoggio, specialmente in posizione eretta, corrispondente al poligono disegnato dai piedi in contatto col suolo.
I VIZI DEL PORTAMENTO
Il "vizio del portamento" nei giovani può essere classificato come "paramorfismo" se correggibile volontariamente, mentre diventa "dismorfismo" se la postura è irrimediabilmente alterata da modificazioni anatomiche. La ricerca suggerisce che il paramorfismo raramente sviluppa in dismorfismo, e quest'ultimo è spesso associato a uno stato di malattia. Entrambi, paramorfismi e dismorfismi, sono comuni cause di mal di schiena precoce, poiché influenzano i carichi e gli equilibri della colonna vertebrale.
Come mantenere una postura corretta?
COME SI ESEGUE L'ANALISI POSTURALE?
L'analisi posturale comprende i piani corporei frontale, sagittale e trasversale. Nel piano frontale, si valuta l'altezza e l'orientamento dei segmenti corporei, sia anteriormente che posteriormente. Sul piano sagittale, si verifica la flessione o estensione dei segmenti, cercando una postura corretta con una linea perpendicolare al terreno che attraversi orecchio, spalla, anca, ginocchio. Sul piano trasversale, si osservano rotazioni nei segmenti del corpo. Questa approfondita analisi aiuta a identificare e correggere deviazioni posturali.
La testa comprende il cranio e la faccia, composti entrambi da ossa piatte. Il cranio, invece, è formato da otto ossa che proteggono l’encefalo, collegate fra di loro attraverso delle articolazioni chiamate suture (come due temporali e due parietali). La faccia, mentre, è composta da quattordici ossa. Le principali sono le ossa: orbitali, palatine(formano il palato), e mascellari. La mandibola, è l’unico osso mobile, su cui si articolano i denti dell’arcata inferiore. A svolgere un ruolo importante nella masticazione e deglutizione è l’osso ioide, che si trova nella parte anteriore del collo,legato allo scheletro tramite muscoli e legamenti.
Lo scheletro si divide in due parti: lo scheletro assile, che comprende le ossa della testa, della colonna vertebrale, della cassa toracica e dello sterno, e lo scheletro appendicolare, che comprende le ossa sia degli arti superiori che inferiori.
La colonna vertebrale rappresenta l’asse portante del corpo ed è formata da 33-34 vertebre sovrapposte, ossa corte, variabili, a seconda del posto che occupano nella colonna. Ogni vertebra si compone di una parte anteriore detta corpo, e di una posteriore, l’arco, che si congiunge con il corpo delimitando il foro vertebrale in cui passa il midollo spinale. L’arco vertebrale presenta tre apofisi, sporgenze, su cui sono si inseriscono i piccoli muscoli posturali profondi, posti tra una vertebra e l’altra, a contatto tra l’apofisi spinosa dorsale e le apofisi trasverse laterali. Tra corpi vertebrali sono invece, presenti strutture elastiche dette: dischi intervertebrali.
La cassa toracica, ha il compito di proteggere il cuore e i polmoni. È composta da 12 paia di costole e dallo sterno. Le prime sette si articolano direttamente con lo sterno, mentre dall’ottava alla decima si congiungono allo sterno indirettamente per mezzo della cartilagine della settima costola. Le ultime due paia non si articolano, e sono dette fluttuanti. Lo sterno è un osso piatto, costituito da una parte superiore allargata detta manubrio, una parte centrale chiamata corpo e una inferiore, che può variare, detta processo xifoideo, su cui si inseriscono importanti muscoli come il diaframma
La colonna vertebrale, di profilo, presenta quattro curvature fisiologiche, attribuendo loro maggiore resistenza: la curva circolare, con curvatura anteriore (lordosi cervicale), la curva dorsale, con curvatura posteriore (cifosi dorsale), la curva lombare, con curvatura anteriore (lordosi lombare), la curva sacro-coccigea, con curvatura posteriore (cifosi sacrale). Le prime tre curve sono mobili, il loro compito è quello di consentire capacità di espansione al torace, e garantire movimenti del tronco. L’ultima,invece, è statica (non permette nessun movimento), ed è formata da vertebre saldate insieme. La colonna vertebrale, ha inoltre, due fondamentali esigenze meccaniche: elasticità (le vertebre della colonna sono collegate tra loro da dischi, muscoli e legamenti) e rigidità, grazie all’azione di muscoli e legamenti. La colonna, può quindi, modificare la propria forma rimanendo sempre rigida
La spalla è costituita da tre ossa: clavicola, scapola e omero. Clavicola e scapola formano il cingolo scapolare, che connette l'omero al tronco. La scapola, di forma triangolare, ha una cavità glenoidea per l'articolazione con l'omero. La spina posteriore della scapola termina con l'acromion, che si articola con la clavicola, un osso a forma di S che si collega all'estremità opposta dello sterno.
Il braccio è formato principalmente dall'omero, un osso lungo con una diafisi quasi cilindrica. La sua epifisi prossimale si articola con la cavità glenoidea della scapola, mentre quella distale presenta un condilo laterale per l'articolazione con il radio e una troclea mediale per l'articolazione con l'ulna. Insieme a ulna e radio, l'omero contribuisce a formare l'articolazione del gomito.
L'avambraccio è costituito da ulna (mediale) e radio (laterale). L'epifisi prossimale dell'ulna, chiamata olecrano, si articola con omero e radio, mentre l'epifisi distale si collega alle ossa del carpo e al radio. La testa del radio, all'epifisi prossimale, si articola con omero e ulna, mentre l'epifisi distale si collega alle ossa del carpo.
La mano è formata da 27 ossa. Otto fanno parte del carpo, che, con radio e ulna, costituisce l'articolazione del polso. Le ossa del carpo sono divise in due file: quattro nella fila prossimale (scafoide, semilunare, piramidale, pisiforme) e quattro in quella distale (trapezio, trapezoide, capitato, uncinato). Cinque ossa formano il metacarpo, il palmo della mano. Le restanti quattordici ossa sono le falangi, con tre per dito, tranne il pollice che ne ha solo due.
Il bacino (chiamato anche cingolo pelvico) è costituito dalle due ossa dell’anca unite, formate, a loro volta,da tre ossa: l’ileo, l’ischio e il pube. Inoltre, sono articolate anteriormente da una cartilagine fibrosa ,chiamata sinfisi pubica, e posteriormente, dall’osso sacro. Queste hanno la funzione di sorreggere e proteggere i visceri.
La coscia, è costituita da un osso lungo e voluminoso: il femore, costituito a sua volta da una testa (epifisi prossimale) liscia e sferica, che si inserisce nel bacino in una fossa detta acetabolo, costituendo l’articolazione coxo-femorale. L’epifisi distale termina con due sporgenze rotonde(condilli) che insieme alla tibia e alla rotula formano il ginocchio. La rotula è un osso corto, ha una forma triangolare,e ha la funzione di facilitare l’azione del muscolo del ginocchio: il quadricipite.
La gamba è costituita da due ossa lunghe: la tibia e il perone. Nelle superfici concave dell’epifisi prossimale (testa) della tibia si collocano i condilli femorali con due cartilagini, chiamate menischi, essi hanno la funzione di assorbire gli urti. Le epifisi distali presentano, invece, delle sporgenze (malleoli), che si congiungono con un osso del piede chiamato astragalo, formando la caviglia.
Il piede è formato da 26 ossa: sette nel tarso, cinque nel metatarso e tre falangi per ciascun dito, con l’eccezione del primo, e l’alluce, che ne ha solo due. Il tarso è composto da tallone (calcagno), posteriormente e anteriormente dallo scafoide, dal cuboide e da tre cuneiformi. Le ossa del piede, assumono una forma ricurva detta volta plantare, che permette di sorreggere il peso del corpo, riuscendo ad ammortizzare sia nel cammino che nella corsa.