Correggio
Il Manierismo
BIOGRAFIA
Antonio Allegri e stato uno dei piu importanti autori rinascimentali della scuola di Parma, nacque e morì a Correggio, la piccola città da cui prese il nome Della vita di Correggio si sa molto poco ed anche relativamente alla sua formazione artistica le notizie con fondamento sono molto scarse
Per quanto riguarda la vita privata sappiamo solamente che si sposa con Girolama Merlini, con lei ha 4 figli, tre femmine e un maschio che seguirà le orme paterne senza però emergere in modo particolare Correggio muore a soli 45 anni, nel 1534 in seguito ad una morte improvvisa
formazione artistica
- la prima formazione avviene nel suo paesino presso alcuni pittori locali
- si sposta successivamente a Modena presso il pittore Francesco Bianchi Ferrari
- determinante per la sua realizzazione artistica fu anche l'ambiente di Mantova dove assimila la lezione dell’opera tarda del Mantegna da cui impara, l’amore per l’antichità classica, per il mito e l’illusionismo pittorico, che però reinterpreta conferendo meno solennità alle figure ed esprimendole in un modo più dolce.
lo stile
il suo temperamento artistico è simile a quello di Leonardo Da Vinci
- predilige il chiaroscuro
- ha un sottile utilizzo di luce ed ombra per creare morbidezza del contorno
- crea un effetto più suggestivo dato dall’uso dello sfumato e da immagini dai contorni volutamente indefiniti.
Dalle sue opere si puo inoltre dedurre che sia entrato in contatto con Roma e subì l’influenza degli affreschi di Michelangelo e Raffaello è visibile anche l’influenza di Giorgione per la sensibilità della natura e di Raffaello per la grazia dei soggetti. nonostante ciò Correggio e in grado di rielaborare le diverse fonti da cui trae isporazione per ricavarne uno stile tutto suo, originale e innovativo che gli permette di essere considerato un grande pittore del Cinquecento
Tra le maggiori opere decorative del Correggio spiccano sicuramente: - la decorazione della Camera della Badessa nel convento di San Paolo a Parma da cui emerge il contatto con la maniera moderna romana - le cupole per San Giovanni Evangelista e per il Duomo, a Parma, che anticipando le soluzioni adottate poi in epoca barocca
LA CAMERA DELLA BADESSA
CAMERA DI SAN PAOLO
Si trova in una delle stanze dell'appartamento della badessa Giovanna di Piacenza, all'interno del convento benedettino femminile di San Paolo.
Sopra la cappa del camino è raffigurata trionfalmente la dea Diana sul cocchio. La volta si trasforma in un pergolato naturalistico che si apre in una serie di ovali. Da ognuno di essi si affaccia una coppia di putti, ritratti in atteggiamenti giocosi
1518-1519
Cupola di san giovanni
L'attività di Correggio nella chiesa di San Giovanni a Parma si articola in diversi momenti tra il 1520 e il 1524.
La volta della cupola raffigura la Seconda Venuta di Cristo annunciata nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento che la tradizione attribuisce appunto a Giovanni evangelista. Al centro, circondata dalla luce, si staglia la figura di Gesù, mentre tutto attorno undici apostoli assistono alla scena, seduti su nuvole.
IL COMPIANTO SUL CRISTO MORTO
La Cappella del Bono
Rappresenta il compianto delle persone vicino a cristo che si raccolgono attorno al suo corpo dopo la deposizione della croce. i personaggi attorno al cristo sono Maria, San Giovanni che sorregge la madonna visibilmente addolorata, la Maddalena piangente ai piedi del cristo, nello sfondo Nicodemo ha tolto i chiodi dalla croce. Questo tema fu caro alla devozione popolare perchè permetteva di immedesimarsi e partecipare al dolore per il sacrificio di Gesù. L'opera è organizzata secondo una diagonale suggerita dal corpo di cristo, è studiata per essere vista da un’angolazione obliqua, tenendo conto del punto di vista dell’osservatore che si trova all’ingresso della cappella.
IL MARTIRIO DI 4 SANTI
La Cappella del Bono
I 4 santi in questione sono i figli del patrizio romano Tertullo: Pacido e Flavia in primo piano, Eutichio e Vittorino sulla destra. Questi ultimi sono già stati uccisi, decapitati, Placido sta per subire la stessa sorte, Flavia invece viene trafitta al seno. Un angelo in volo tiene in mano la palma del martirio. Correggio si prese la libertà di rappresentare in modo innovativo questi soggetti, non avendo una salda tradizione iconografica.
Inizialmente l’opera era stata pensata in modo molto simmetrico, le 4 figure con al centro un putto assiso su una nuvola che portava la corona del martirio, in un secondo momento l’autore prestò più attenzione al punto di vista obliquo: Flavia assunse una posizione più frontale, con le braccia chiuse e lo sguardo al cielo.
L'assunzione della vergine
Risale alla fine degli anni ’20, fa parte della decorazione della cupola di Parma, da quest’opera percepiamo un senso di movimento inarrestabile. Al centro della cupola vediamo cristo nel vuoto, circondato da una luce abbagliante, sta attendendo l’arrivo di Maria che viene sospinta verso l’alto da una festosa schiera angelica, percepiamo del movimento dato dal moto vorticoso delle nuvole. Nell’opera riconosciamo vari personaggi del vecchio e nuovo testamento: Adamo ed Eva, Mosè, Abramo e Isacco, Noè, David e altri. Tutti questi personaggi sono chiamati a testimoniare l’arrivo in cielo della Vergine in cielo.
Le persone appoggiate al tamburo della cupola sono gli apostoli, sono fermi, sbalorditi e spaventanti allo stesso tempo nel vedere la madonna.
L'assunzione della vergine
Correggio fu il primo dopo Mantega a rappresentare con continuità lo spazio reale e quello virtuale, rappresenta la figura umana portata in paradiso nonostante il suo peso.
Quest’opera è molto innovativa e anticipa di cento anni le conquiste del Barocco.
Ai contemporanei dell’artista non piacque quest’opera, la definirono un piatto di “rane condite in salsa”. Solo Tiziano ebbe parole di conforto, sosteneva che se la cupola fosse stata rovesciata e riempita d’oro, Correggio non sarebbe stato comunque pagato abbastanza.
GRANDI PALE
Madonna di san girolamo
La "Madonna di San Girolamo" conosciuta anche come "Il Giorno" è una pittura a olio su tavola.
L'opera risale al 1526-1530 ed è attualmente conservata presso la Galleria Nazionale di Parma.
La pala fu commissionata da Briseide Colla per la Cappella di San Girolamo all'interno della chiesa di Sant'Antonio Abate a Parma.
Il soggetto della rappresentazione è la presentazione a Gesù, da parte di san Girolamo, della traduzione della Bibbia dall'ebraico al latino popolare. La leggenda voleva che il Santo si fosse ritirato a lungo in penitenza nella Grotta di Betlemme solo con la compagnia di un leone da lui guarito, e che lì avesse fatto la traduzione del testo sacro.
Le figure, modellate morbidamente, sono disposte a semicerchio, secondo uno schema compositivo che era funzionale ad accrescere la partecipazione emotiva degli spettatori chiamati a chiudere l'anello idealmente suggerito dai personaggi della storia sacra. L'opera è chiamata "Il Giorno" poiché la scena sembra svolgersi in una luce divina, con la Madonna che illumina il mondo con la sua presenza.
GRANDI PALE
ADORAZIONE DEI PASTORI
L'Adorazione dei pastori conosciuta anche come La Notte, in contrapposizione al Giorno è un dipinto a pittura a olio su tavola databile al 1525-1530 circa e conservato a Dresda.
Il dipinto venne commissionato da Alberto Pratonieri e posto sull'altare della cappella di famiglia. Se il dipinto precedente è detto il Giorno per la sua luminosità, questo è chiamato la Notte proprio per le sue tinte crepuscolari. Correggio utilizza una composizione ovale, enfatizzando la centralità della Madonna che tiene il Bambino Gesù, mentre gli angeli e i putti circondano la scena. Le figure sembrano fluttuare nell'aria, dando un senso di leggerezza e movimento alla scena.
Lo studiolo di isabella
Isabella d'Este, marchesa di Mantova, commissionò a Correggio due opere che avrebbero completato la decorazione del suo studiolo nel Palazzo Ducale di Mantova. Vengono così realizzati verso il 1531, l'Allegoria del Vizio e l'Allegoria della Virtù.
ALLEGORIA DEL VIZIO
L’Allegoria del Vizio è un dipinto a olio su tela conservato al Louvre di Parigi. L’opera è collocata a sinistra della porta d’ingresso dello studiolo.
La scena è stata oggetto negli ultimi decenni di diversi tentativi interpretativi, che tuttavia non smentiscono la lettura tradizionale del dipinto come ammonizione sui pericoli del vizio. Correggio usa la luce in modo da enfatizzare le ombre e creare un'atmosfera più pesante. La figura del Vizio è resa in modo realistico, con dettagli che sottolineano il decadimento.
Lo studiolo di isabella
ALLEGORIA DELLA VIRTù
L'opera è in dipinto a tempera su tela conservata al Louvre di Parigi. L’opera è collocata a destra della porta di ingresso.
Il punto d'incrocio delle due diagonali della tela si trova esattamente sulla bocca della protagonista trionfante. Tutte queste figure sono state oggetto negli ultimi decenni di diversi tentativi interpretativi, che tuttavia non smentiscono la lettura tradizionale del dipinto come celebrazione della virtù.
GLI AMORI DI GIOVE
Sono i 4 capolavori con cui concluse la sua attività e furono 4 opere commissionatogli dal duca Federico II Gonzaga sul tema degli amori di Giove.
DANAE
Il dipinto è ispirato al mito dell'eroina greca Danae, figlia del re di Argo, Acrisio: avendo un oracolo predetto al padre che sarebbe stato ucciso da un figlio nato da lei, venne fatta rinchiudere in una torre di bronzo ma Giove la raggiunse nella sua prigione sotto forma di pioggia d'oro e la rese madre di Perseo.
La maggior luce nella stanza torrigiana proviene da destra ed è ampia e forte e produce ombre morbide ed effetti di sfumato.
LEDA E IL CIGNO
Il dipinto illustra il mito di Leda, moglie del re di Sparta, Tindaro. Giove, invaghitosene, si unì a lei sotto forma di cigno: la donna partorì poi due uova giganti, da cui uscirono due coppie di gemelli.
GLI AMORI DI GIOVE
Il ratto di ganimede
Secondo il mito greco, Ganimede era un fanciullo troiano. Giove, innamoratosi di lui, prese le sembianze di un'aquila, lo rapì mentre era intento al pascolo sul monte Ida e lo condusse con sé sull'Olimpo, facendone il coppiere degli dei.
Giove e io
Il dipinto è dedicato alla vicenda di Io, sacerdotessa di Era: invaghitosi di lei ma timoroso della gelosia di sua moglie, Giove fece calare una fitta nebbia sulla terra e sedusse l'affascinante fanciulla.
THANKS!
Appena al di sotto della cerchia di nubi e dell’assemblea degli apostoli, san Giovanni viene raffigurato nella sua vecchiaia, appena visibile , al di sotto del cerchio degli apostoli. rappresentato a mezzo busto con le mani aperte verso il cielo e lo sguardo rapito dalla visione
Appena al di sotto della cerchia di nubi e dell’assemblea degli apostoli, san Giovanni viene raffigurato nella sua vecchiaia, piegato a terra, davanti a un libro sorretto dall’aquila, sin dall’età paleocristiana simbolo dell’evangelista. Giovanni guarda verso l’alto aprendo entrambe le mani in segno di stupore per il manifestarsi di Gesù.
Sotto ciascun ovale, Correggio finge illusionisticamente una lunetta, contenente bassorilievi anticheggianti e sostenuta da semi-capitelli con teste di ariete. Tra di esse, un drappo sostiene un vaso o un piatto.
Nel dipingere questi soggetti, Correggio si allontana dalla proporzione anatomica del canone antico optando per forme più formose
CORREGGIO
andreon.sofia
Created on January 14, 2024
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Corporate Christmas Presentation
View
Snow Presentation
View
Winter Presentation
View
Hanukkah Presentation
View
Vintage Photo Album
View
Nature Presentation
View
Halloween Presentation
Explore all templates
Transcript
Correggio
Il Manierismo
BIOGRAFIA
Antonio Allegri e stato uno dei piu importanti autori rinascimentali della scuola di Parma, nacque e morì a Correggio, la piccola città da cui prese il nome Della vita di Correggio si sa molto poco ed anche relativamente alla sua formazione artistica le notizie con fondamento sono molto scarse
Per quanto riguarda la vita privata sappiamo solamente che si sposa con Girolama Merlini, con lei ha 4 figli, tre femmine e un maschio che seguirà le orme paterne senza però emergere in modo particolare Correggio muore a soli 45 anni, nel 1534 in seguito ad una morte improvvisa
formazione artistica
lo stile
il suo temperamento artistico è simile a quello di Leonardo Da Vinci
Dalle sue opere si puo inoltre dedurre che sia entrato in contatto con Roma e subì l’influenza degli affreschi di Michelangelo e Raffaello è visibile anche l’influenza di Giorgione per la sensibilità della natura e di Raffaello per la grazia dei soggetti. nonostante ciò Correggio e in grado di rielaborare le diverse fonti da cui trae isporazione per ricavarne uno stile tutto suo, originale e innovativo che gli permette di essere considerato un grande pittore del Cinquecento
Tra le maggiori opere decorative del Correggio spiccano sicuramente: - la decorazione della Camera della Badessa nel convento di San Paolo a Parma da cui emerge il contatto con la maniera moderna romana - le cupole per San Giovanni Evangelista e per il Duomo, a Parma, che anticipando le soluzioni adottate poi in epoca barocca
LA CAMERA DELLA BADESSA
CAMERA DI SAN PAOLO
Si trova in una delle stanze dell'appartamento della badessa Giovanna di Piacenza, all'interno del convento benedettino femminile di San Paolo.
Sopra la cappa del camino è raffigurata trionfalmente la dea Diana sul cocchio. La volta si trasforma in un pergolato naturalistico che si apre in una serie di ovali. Da ognuno di essi si affaccia una coppia di putti, ritratti in atteggiamenti giocosi
1518-1519
Cupola di san giovanni
L'attività di Correggio nella chiesa di San Giovanni a Parma si articola in diversi momenti tra il 1520 e il 1524.
La volta della cupola raffigura la Seconda Venuta di Cristo annunciata nell’Apocalisse di Giovanni, l’ultimo libro del Nuovo Testamento che la tradizione attribuisce appunto a Giovanni evangelista. Al centro, circondata dalla luce, si staglia la figura di Gesù, mentre tutto attorno undici apostoli assistono alla scena, seduti su nuvole.
IL COMPIANTO SUL CRISTO MORTO
La Cappella del Bono
Rappresenta il compianto delle persone vicino a cristo che si raccolgono attorno al suo corpo dopo la deposizione della croce. i personaggi attorno al cristo sono Maria, San Giovanni che sorregge la madonna visibilmente addolorata, la Maddalena piangente ai piedi del cristo, nello sfondo Nicodemo ha tolto i chiodi dalla croce. Questo tema fu caro alla devozione popolare perchè permetteva di immedesimarsi e partecipare al dolore per il sacrificio di Gesù. L'opera è organizzata secondo una diagonale suggerita dal corpo di cristo, è studiata per essere vista da un’angolazione obliqua, tenendo conto del punto di vista dell’osservatore che si trova all’ingresso della cappella.
IL MARTIRIO DI 4 SANTI
La Cappella del Bono
I 4 santi in questione sono i figli del patrizio romano Tertullo: Pacido e Flavia in primo piano, Eutichio e Vittorino sulla destra. Questi ultimi sono già stati uccisi, decapitati, Placido sta per subire la stessa sorte, Flavia invece viene trafitta al seno. Un angelo in volo tiene in mano la palma del martirio. Correggio si prese la libertà di rappresentare in modo innovativo questi soggetti, non avendo una salda tradizione iconografica. Inizialmente l’opera era stata pensata in modo molto simmetrico, le 4 figure con al centro un putto assiso su una nuvola che portava la corona del martirio, in un secondo momento l’autore prestò più attenzione al punto di vista obliquo: Flavia assunse una posizione più frontale, con le braccia chiuse e lo sguardo al cielo.
L'assunzione della vergine
Risale alla fine degli anni ’20, fa parte della decorazione della cupola di Parma, da quest’opera percepiamo un senso di movimento inarrestabile. Al centro della cupola vediamo cristo nel vuoto, circondato da una luce abbagliante, sta attendendo l’arrivo di Maria che viene sospinta verso l’alto da una festosa schiera angelica, percepiamo del movimento dato dal moto vorticoso delle nuvole. Nell’opera riconosciamo vari personaggi del vecchio e nuovo testamento: Adamo ed Eva, Mosè, Abramo e Isacco, Noè, David e altri. Tutti questi personaggi sono chiamati a testimoniare l’arrivo in cielo della Vergine in cielo. Le persone appoggiate al tamburo della cupola sono gli apostoli, sono fermi, sbalorditi e spaventanti allo stesso tempo nel vedere la madonna.
L'assunzione della vergine
Correggio fu il primo dopo Mantega a rappresentare con continuità lo spazio reale e quello virtuale, rappresenta la figura umana portata in paradiso nonostante il suo peso. Quest’opera è molto innovativa e anticipa di cento anni le conquiste del Barocco. Ai contemporanei dell’artista non piacque quest’opera, la definirono un piatto di “rane condite in salsa”. Solo Tiziano ebbe parole di conforto, sosteneva che se la cupola fosse stata rovesciata e riempita d’oro, Correggio non sarebbe stato comunque pagato abbastanza.
GRANDI PALE
Madonna di san girolamo
La "Madonna di San Girolamo" conosciuta anche come "Il Giorno" è una pittura a olio su tavola. L'opera risale al 1526-1530 ed è attualmente conservata presso la Galleria Nazionale di Parma. La pala fu commissionata da Briseide Colla per la Cappella di San Girolamo all'interno della chiesa di Sant'Antonio Abate a Parma.
Il soggetto della rappresentazione è la presentazione a Gesù, da parte di san Girolamo, della traduzione della Bibbia dall'ebraico al latino popolare. La leggenda voleva che il Santo si fosse ritirato a lungo in penitenza nella Grotta di Betlemme solo con la compagnia di un leone da lui guarito, e che lì avesse fatto la traduzione del testo sacro.
Le figure, modellate morbidamente, sono disposte a semicerchio, secondo uno schema compositivo che era funzionale ad accrescere la partecipazione emotiva degli spettatori chiamati a chiudere l'anello idealmente suggerito dai personaggi della storia sacra. L'opera è chiamata "Il Giorno" poiché la scena sembra svolgersi in una luce divina, con la Madonna che illumina il mondo con la sua presenza.
GRANDI PALE
ADORAZIONE DEI PASTORI
L'Adorazione dei pastori conosciuta anche come La Notte, in contrapposizione al Giorno è un dipinto a pittura a olio su tavola databile al 1525-1530 circa e conservato a Dresda. Il dipinto venne commissionato da Alberto Pratonieri e posto sull'altare della cappella di famiglia. Se il dipinto precedente è detto il Giorno per la sua luminosità, questo è chiamato la Notte proprio per le sue tinte crepuscolari. Correggio utilizza una composizione ovale, enfatizzando la centralità della Madonna che tiene il Bambino Gesù, mentre gli angeli e i putti circondano la scena. Le figure sembrano fluttuare nell'aria, dando un senso di leggerezza e movimento alla scena.
Lo studiolo di isabella
Isabella d'Este, marchesa di Mantova, commissionò a Correggio due opere che avrebbero completato la decorazione del suo studiolo nel Palazzo Ducale di Mantova. Vengono così realizzati verso il 1531, l'Allegoria del Vizio e l'Allegoria della Virtù.
ALLEGORIA DEL VIZIO
L’Allegoria del Vizio è un dipinto a olio su tela conservato al Louvre di Parigi. L’opera è collocata a sinistra della porta d’ingresso dello studiolo.
La scena è stata oggetto negli ultimi decenni di diversi tentativi interpretativi, che tuttavia non smentiscono la lettura tradizionale del dipinto come ammonizione sui pericoli del vizio. Correggio usa la luce in modo da enfatizzare le ombre e creare un'atmosfera più pesante. La figura del Vizio è resa in modo realistico, con dettagli che sottolineano il decadimento.
Lo studiolo di isabella
ALLEGORIA DELLA VIRTù
L'opera è in dipinto a tempera su tela conservata al Louvre di Parigi. L’opera è collocata a destra della porta di ingresso.
Il punto d'incrocio delle due diagonali della tela si trova esattamente sulla bocca della protagonista trionfante. Tutte queste figure sono state oggetto negli ultimi decenni di diversi tentativi interpretativi, che tuttavia non smentiscono la lettura tradizionale del dipinto come celebrazione della virtù.
GLI AMORI DI GIOVE
Sono i 4 capolavori con cui concluse la sua attività e furono 4 opere commissionatogli dal duca Federico II Gonzaga sul tema degli amori di Giove.
DANAE
Il dipinto è ispirato al mito dell'eroina greca Danae, figlia del re di Argo, Acrisio: avendo un oracolo predetto al padre che sarebbe stato ucciso da un figlio nato da lei, venne fatta rinchiudere in una torre di bronzo ma Giove la raggiunse nella sua prigione sotto forma di pioggia d'oro e la rese madre di Perseo.
La maggior luce nella stanza torrigiana proviene da destra ed è ampia e forte e produce ombre morbide ed effetti di sfumato.
LEDA E IL CIGNO
Il dipinto illustra il mito di Leda, moglie del re di Sparta, Tindaro. Giove, invaghitosene, si unì a lei sotto forma di cigno: la donna partorì poi due uova giganti, da cui uscirono due coppie di gemelli.
GLI AMORI DI GIOVE
Il ratto di ganimede
Secondo il mito greco, Ganimede era un fanciullo troiano. Giove, innamoratosi di lui, prese le sembianze di un'aquila, lo rapì mentre era intento al pascolo sul monte Ida e lo condusse con sé sull'Olimpo, facendone il coppiere degli dei.
Giove e io
Il dipinto è dedicato alla vicenda di Io, sacerdotessa di Era: invaghitosi di lei ma timoroso della gelosia di sua moglie, Giove fece calare una fitta nebbia sulla terra e sedusse l'affascinante fanciulla.
THANKS!
Appena al di sotto della cerchia di nubi e dell’assemblea degli apostoli, san Giovanni viene raffigurato nella sua vecchiaia, appena visibile , al di sotto del cerchio degli apostoli. rappresentato a mezzo busto con le mani aperte verso il cielo e lo sguardo rapito dalla visione
Appena al di sotto della cerchia di nubi e dell’assemblea degli apostoli, san Giovanni viene raffigurato nella sua vecchiaia, piegato a terra, davanti a un libro sorretto dall’aquila, sin dall’età paleocristiana simbolo dell’evangelista. Giovanni guarda verso l’alto aprendo entrambe le mani in segno di stupore per il manifestarsi di Gesù.
Sotto ciascun ovale, Correggio finge illusionisticamente una lunetta, contenente bassorilievi anticheggianti e sostenuta da semi-capitelli con teste di ariete. Tra di esse, un drappo sostiene un vaso o un piatto.
Nel dipingere questi soggetti, Correggio si allontana dalla proporzione anatomica del canone antico optando per forme più formose