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Condizione femminile nel mondo latino

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Created on January 13, 2024

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Transcript

LA CONDIZIONE DELLA DONNA NELLA LETTERATURA LATINA

GOLINO CHIARA - LIGUORI ANNA - NAPPO ELEONORA

INTRODUZIONE

Il ruolo della donna nella società romana in età arcaica e repubblicana è caratterizzata da una quasi generalizzata subalternità. La perfetta matrona romana, in astratto, era quella che riusciva a trascorrere una vita intera nel silenzio attenendosi al mos maiorum, cioè ai propri doveri di sposa e di madre. Ma in realtà l’universo femminile dell'antica Roma era alquanto vario. Vi si potevano trovare donne integerrime e dedite al marito e ai figli come Cornelia madre dei Gracchi, donne intelligenti ma mal viste come Sempronia, donne stravaganti come la matrona di Efeso, donne appassionanti come Clodia (la Lesbia di Catullo). Diverse furono le donne che, pur non affacciandosi apertamente alla scena politica, fecero ricordare il loro nome per l’influenza che ebbero nella società romana. Molti autori latini ci hanno fornito di loro ritratti interessanti e puntuali. Spesso erano le mogli e le madri di grandi uomini come Antonio, Augusto, Claudio, Nerone... Come si suol dire: dietro un grande uomo, c’è sempre una grande donna!

ESISTEVANO DUE TIPOLOGIE DI DONNE...

I SUOI DOVERI Secondo la mentalità latina, le donne devono tacere, perché non sanno usare la parola. Quest’ultima è l’espressione dell’intelligenza e della sapienza, che permetteva agli uomini di vivere nel mondo politico. La donna non sapeva fare buon uso della parola, poiché creava solo scompigli. La debolezza fisica della donna è un altro tema della letteratura latina ma presente anche nei testi giuridici. Per tale motivo ella era incapace di prendere decisioni consistenti.

Donne abili manipolatrici delle vicende politiche:

AGRIPPINA

Donne succubi del sistema di violenza dell'impero

OCTAVIA

GIULIA AGRIPPINA MINORE

Agrippina fu una delle più significative figure femminili dell'Impero romano, e l'unica che riuscì a conseguire uno status effettivo comparabile a quello di un Principe-donna, ovvero di un'autentica imperatrice, il suo potere contava più di quello del princeps Nerone, anche ufficialmente. Ella quando si recava nei bordelli, dopo ogni rapporto, appuntava su un suo diario personale i nomi dei suoi amanti e le eventuali congiure e tradimenti contro il marito Claudio e, successivamente, contro suo figlio Nerone. Era capace, autorevole e stimata da tutto il popolo. Divenne la massima sacerdotessa romana. Sulla storia e le gravi vicende della sua dinastia, Agrippina scrisse dei Commentari, utilizzati da Tacito e Plinio il Vecchio come fonte storica

Madre di Nerone e ultima moglie di Claudio

CLAUDIA OCTAVIA

Era stata imperatrice di Roma, figlia di un grande imperatore, moglie di un Imperatore che sarà ricordato per la sua pazzia, orfana di madre e di padre, donna ripudiata, accusata di adulterio e, infine, vittima di un omicidio politico. Claudia Ottavia aveva solo 22 anni, ma aveva visto un orrore che in poche rivedranno in questa crudezza. La sua fu un’esistenza all’apparenza dorata, ma, nella sostanza, fu solo una discesa negli inferi dell’odio.

Figlia di Claudio e prima moglie di Nerone

FIGURE FEMMINILI DESCRITTE DA AUTORI LATINI...

Primo esempio è Lesbia di Catullo

Ella era sicuramente una donna dai costumi emancipati ed immersa in un ambiente mondano e galante. Lo stesso Cicerone ne denunciò gli atteggiamenti libertini e talvolta incestuosi nell'orazione Era una donna fedifraga per natura che tante e tante volte deluse l'ormai disincantato Catullo che in alcune liriche afferma di voler perdonare le scappatelle della donna finchè stremato dalla sofferenza le attribuisce epiteti offensivi tanto da arrivare a definire la sua casa come una salax taberna e lei stessa come una prostituta capace di fiaccare 300 uomini nel carme 11. In una società maschilista come quella latina infatti la donna non poteva esercitare professioni virili e non poteva condurre vita pubblica. Ella viveva l'intera sua esistenza asservita all'uomo: prima il padre e poi il marito e gli unici 2 compiti fondamentali che doveva portare avanti una volta sposata erano la procreazione e l'educazione della prole

I versi di Catullo sono: - dolcissimi, come quelli in cui, probabilmente ai tempi del suo innamoramento, l’autore paragona ad un Dio l’uomo fortunato (forse il marito) che siede con disinvoltura accanto a Lesbia; a lui invece basta un sorriso di Lesbia per sentire che le membra gli si sciolgono percorse da una fiamma sottile e la lingua si paralizza.

la storia di catullo e lesbia

Che cosa poteva provare nei confronti di una donna del genere Catullo, poeta giovane e scanzonato, anticonformista e bohémienne? I Carmina (questo il termine latino che significa “poesie” e che intitola la raccolta) testimoniano infatti il coinvolgimento dell’autore in un’ampia gamma di sentimenti e sensazioni che risentono degli umori del momento.

"ille mì par èsse deò vidètur, ille, sì fas èst, superàre divos, quì sedèns advèrsus idèntidèm te spèctat et àudit dulce ridentèm, miserò quod omnes èripit sensus mihi: nàm simul te, Lèsbia, aspexi, nihil èst supèr mi <vòcis in òre;> lingua sèd torpèt, tenuis sub artus flàmma dèmanàt, sonitù supte tintinant aurès, geminà teguntur lùmina nocte. Òtiùm, Catulle, tibì molèstus: òtio èxsultàs nimiùmque gèstis: òtium èt regès prius èt beatas pèrdidit urbes"

Carme 51

''sed haec lupatria providet omnia, et ubi non putes. Est sicca, sobria, bonorum consiliorum: tantum auri vides. Est tamen malae linguae, pica pulvinaris. Quem amat, amat; quem non amat, non amat''

LA FIGURA DI FORTUNATA

Satyricon, Petronio
Satyricon,37

La donna non ha un ruolo di primo piano durante il banchetto ma, come nella vita, vive e si muove all'ombra del marito, al quale però è indispensabile come amministratrice delle enormi ricchezze che lui va accumulando. Fortunata è descritta come una donna oculata e pacata, perfettamente in sintonia con la volgarità del marito e dell'ambiente che la circonda. Verso la fine del banchetto l'autore ne mette in evidenza una serie di tratti di piccola umanità e abbozzando un suo ritratto fisico

Fortunata, la moglie di Trimalchione, che è come lui una ex schiava ('Fortunata' perché appunto era stata prescelta ad essere liberata). Fortunata rappresenta l'anti-matrona romana, il tipico rovesciamento delle figure della società romana attuato da Petronio nel suo Satyricon. Alla matrona romana, dunque, simbolo di purezza, si contrappone Fortunata, ex schiava ed ex meretrice.

ieri vs oggi

La donna di oggi riesce ad essere lo specchio del passato, ma anche la proiezione nel futuro. La donna manager, la donna presidente del Consiglio, la donna presidente della Repubblica, la donna presidente di Confindustria non sono però un risultato occasionale, ma il risultato di una guerra fatta di tante battaglie vinte e altrettante perse, ma che alla fine l’hanno portata, nel mondo occidentale, all’apice della piramide. Purtroppo la stessa emancipazione non è avvenuta nel mondo islamico in cui le donne sono ancora sottoposte all’autorità del padre, dei fratelli, del marito; il loro corpo, considerato una tentazione diabolica per i credenti è motivo di vergogna e per questo va velato. Dunque la strada verso la parità dei sessi riamane ancora lunga e tortuosa. Tuttavia i progressi fatti nel mondo occidentale lasciano ben sperare che un giorno le donne di tutto il mondo possano finalmente avere gli stessi diritti dell’uomo e pari dignità e riconoscimento sociale.

Durante i secoli la donna ha acquistato nella società un ruolo sempre più importante, arrivando alla pari con l’uomo. Le storie greche e romano ci mostrano la donna come una semplice figura presente nel nucleo familiare, a cui erano concessi pochi diritti e poche libertà. L’unico dovere che aveva, era pensare al mantenimento dei figli e del marito; d’altronde non poteva far altro: basti pensare che in alcune società, alla donna non veniva permesso di uscire di casa, o comunque svolgere alcuni compiti che la donna di oggi fa abitudinariamente.

grazie per l'attenzione