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La camera ad Arles di Van Gogh

ANTONIO PETTINATO

Created on January 12, 2024

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Transcript

la camera da letto

La camera di Vincent Van Gogh ad Arles, è una serie di dipinti realizzati tra il 1998 1 il 1999. Erano destinata ad un ubicazione personale.È un olio ad impasto steso su tela di 57,5 cm di altezza 74 cm di larghezza

olio ad impasto

Antonio Pettinto

Il dipinto è attraversato da 3 linee fondamentali che s'intersecano nel punto della sedia più vicina al letto. In quel punto sta il significato del quadro, cioè il desiderio di un incontro. Il punto principale non è solo quello di fuga ma anche quello di vista, cioè pur sembrando arretrato sullo sfondo, in realtà emerge in primo piano e coinvolge direttamente lo spettatore, che però non può che ammirare un'assenza o un campo vuoto.

La finestra è semichiusa, come quando, appena alzati, si va ad aprirla per respirare un po' d'aria fresca; anche le ante esterne sono semichiuse. Probabilmente non erano spalancate in quanto sarebbe entrata troppa luce che avrebbe dato fastidio, essendo in linea diretta allo sguardo del pittore.

La camera da letto ad Arles doveva rappresentare per Van Gogh il simbolo di un luogo rilassante dove riuscire a trovare calma e riposo. Questa calma è percepibile attraverso il mobilio semplice e l’ordine e la pulizia dovevano trasmettere un senso di tranquillità. Basta però guardarla bene per vedere che la camera è piena di movimento e di bizzarie prospettiche che danno all’osservatore una sensazione nettamente diversa.

La prima cosa che salta subito agli occhi è il letto. Un letto vuoto in quanto qualcuno s'è alzato di recente, non è però in disordine. E' stato rifatto, anche se della quantità di luce sembri mattino presto.

Dietro al letto notiamo un cappello e altri indumenti d'uso quotidiano appoggiati a un attaccapanni: dunque chi li usa non è ancora uscito di casa, e noi sappiamo che questa è la stanza da letto dell'artista.

3° versione:

dipinta nel 1889, questa è significativamente diversa nelle tonalità rispetto alle prime due versioni.Le pareti sono dipinte sui toni del rosa e del viola. E' attualmente conservata in Franci presso il Musée d'Orsay.

Già in fase di progetto, in una lettera al fratello Theo, Vincent fornisce molte e precise informazioni circa i colori che intende utilizzare per realizzare il dipinto, rosso, verde, giallo, viola, blu e arancio, mischiati fra loro e combinati secondo gli audaci accostamenti antinaturalistici che gli sono propri, con profusione di gialli e di violetti, i colori di una realtà assurda travisata dalla xantopsia e dall'immaginazione malata.

xantopsia

I colori sono molto brillanti e puri. Spicca il rosso della coperta che crea un contrasto di complementari con la seduta verde, brillante, delle due sedie. Le pareti e alcuni oggetti sono di un blu intenso, come anche le porte, complementare al giallo arancio degli arredi. Il pavimento è di legno marrone e grigio. Gli arredi in legno, letto, tavolino e sedie sono di un marrone tendente all’arancione. Il colore viene utilizzato in modo emotivo.

Ritratto di Eugene Boche

Curiosità:

Nel giugno del 1890 il letto era stato smontato e spedito da Arles a Auvers-sur-Oise, un villaggio a nord di Parigi in cui l’artista stava lavorando. Il mese successivo al suicidio di Van Gogh, Theo ereditò il letto. Esso restò poi nella casa di suo figlio a Laren, nei dintorni di Amsterdam, fino alla fine della Seconda guerra mondiale. Il nipote di Theo, Johan Van Gogh, ha raccontato che nel 1945 suo padre donò il letto alle vittime dei bombardamenti bellici che vivevano “da qualche parte nell’area di Arnhem”, nei Paesi Bassi orientali. Allora Bailey contattò uno storico locale, che gli spiegò che gli abitanti di Laren avevano raccolto diversi carichi di mobili da donare a Boxmeer, un piccolo villaggio 40 km a sud di Arnhem. La storia del letto di Boxmeer è stata trattata ampiamente dai media olandesi per diversi anni; nel 2016 esisteva una remota speranza che il letto di Van Gogh potesse saltare fuori da qualche soffitta. Purtroppo, non fu mai ritrovato.

Oltre al letto anche sul tavolo si nota come sia tutto in ordine, dove le cose utili per la toilette personale sono già state usate e risistemate, la brocca è dentro il catino, e nulla è fuori posto.

Ritratto di Millet

In un’epoca nella quale la fotografia era già chiaramente presente, Van Gogh vuole rappresentare uno spazio personale. Per fare questo deforma l’evidenza della materia.

Oltretutto ciò poteva avere un senso, in quanto la Casa Gialla in cui Vincent viveva faceva angolo ed era stata costruita in modo da allinearsi al piano della strada. La facciata ed il muro laterale erano effettivamente storti. Ma allo stesso tempo il pittore,scriveva in una lettera al fratello Theo, di aver scelto deliberatamente di ‘schiacciare’ l’interno della camera da letto e di non dipingere alcuna ombra con l’intento di avvicinarsi allo stile delle stampe giapponesi che tanto ammirava.

Rocce con albero di quercia

1° versione

dipinta nel 1888, è tra tutte la versione più nota. Presenta i classici colori vivaci che caratterizzano gran parte delle opere di Van Gogh, come il blu intenso delle pareti e giallo luminoso della parte mobilire del legno e del pavimento. E' attualmete conservata al Van Gogh Museum di Amsterdam.

E' strana che la sedia rivolta verso il letto, che aveva probabilmente la funzione di un comodino, sia vuota. Può esserci stato appoggiato un libro, una pipa? Può avere anche un che di particolare, come se qualcuno dovesse sedercisi, magari lo spettatore.

2° versione

dipinta nel 1888, molto simile alla prima ma presenta alcune variazioni nei colori, come il colore del pavimento, che tende ad un viola e verde acqua, e anche dei dettagli che sembrano maggiormente definiti, da una più marcata linea di contorni. E' attualmente conservata presso l'Art Institute of Chicago.

Lo spettatore alla fine ha l'impressione che debba essere lui stesso a mettersi a sedere su una delle due sedie, perché nel quadro è evidente lo sforzo di farsi accettare, che resta però "forzoso", a causa dell'eccessiva preminenza del letto, sia fisica che prospettica.

Vincent Van Gogh

Van Gogh nasce il 30 marzo 1853 nel Brabante olandese.Abbandonati gli stui giovanili, viene assunto da una compagnia di mercato d'arte contemporanea. In seguito viaggia verso Londra, poi Parigi sino a diventare predicatore in Belgio. In seguito si iscrive a diverse accademie d'arte e a Montmatre incontra Paul Gauguin. I 2 instaurano grande amicizia e decideno di andare a vivere insieme ad Arles. Fu qui che partorino i loro capolovori migliori però purtroppo le diversità di carattere sono troppo marcate sino a sfociare in una lite in cui Van Gogh si mutila il lobo dell'orecchio. Questo è uno dei segnali dei seri distrubi che oprimevano l'artista che er più volte lo faranno entrare ed uscire da case di cura. il 27 luglio 1890 uscito da manicomio, si spara un colpo di pistola al petto, dopo 2 giorni, il 29 luglio, muore.