Want to create interactive content? It’s easy in Genially!
parchi nazionali
bernardoangela2008
Created on January 11, 2024
Start designing with a free template
Discover more than 1500 professional designs like these:
View
Vaporwave presentation
View
Women's Presentation
View
Geniaflix Presentation
View
Shadow Presentation
View
Newspaper Presentation
View
Memories Presentation
View
Zen Presentation
Transcript
i parchi nazionali
I parchi nazionali d'Italia sono aree naturali protette terrestri, marine, fluviali o lacustri che contengono uno o più ecosistemi intatti (o parzialmente alterati da interventi antropici) e/o una o più formazioni fisiche, geologiche, geomorfologiche, biologiche d'interesse nazionale /internazionale, per valori naturalistici, scientifici, culturali, estetici, educativi o ricreativi, che giustifichino l'intervento dello Stato per la loro conservazione.
inizia
sono presenti aree protette in basilicata?
Il 30% del territorio lucano si compone di aree protette:
parco nazionale del pollino
parco gallipoli cognato
parco della murgia materana
riserva di Pantano di Pignola
riserva del Lago Piccolo di Monticchio
riserva di Abetina di Laurenzana
riserva del Lago Laudemio di Lagonegro
riserva del Bosco Pantano di Policoro
Oasi di San Giuliano
il parco del pollino
, parco più grande d’Italia, si eleva oltre duemila metri e le sue cime più alte sono monte Grasta , serra del Prete, monte Pollino, serra Dolcedorme e serra di Crispo . Si estende per circa 192.000 ettari e nel versante lucano è caratterizzato da sorgenti e corsi d’acqua. Il Peschiera, il Sarmento, il Frido, il Lao, il Raganello sono fiumi e torrenti di alto pregio naturalistico. La presenza di gole ampie e profonde rende possibile la nidificazione di molti rapaci(aquila reale, nibbio reale, falco pellegrino, sparviero, gufo reale).
Neve, acqua e aria hanno determinato l’aspetto carsico del paesaggio del Pollino con grotte, voragini, caverne, fiumi sotterranei, lasciando in superficie campi solcati, valli chiuse, monoliti rocciosi. L’ultimo periodo di glaciazione ha consentito ai pini loricati di arrivare su alcune montagne della Basilicata. Con la fine del periodo glaciale il livello del mare è risalito e il pino loricato e il faggio si sono ritrovati sulle cime più alte del meridione. Oggi il pinus leucodermis è il simbolo del Pollino. L’albero prende nome dalla sua corteccia grigio-chiara simile ad una corazza ed è localizzato in tratti denudati ed aspri. La vegetazione è ricca e diversificata in fasce altitudinali:
- nelle zone vicine alla costa prevale la macchia mediterranea con la presenza di leccio, mirto, roverella, acero minore e corbezzolo;
- nella fascia sopramediterranea, dominano le diverse varietà di querce;
- nella fascia montana prevale la faggeta;
- nelle quote più basse il faggio si accompagna all’agrifoglio e all’acero.
Dal punto di vista faunistico l’area del Pollino è fra le più ricche dell’Italia meridionale: fra gli insetti si attesta la presenza di due coleotteri: Buprestis splendens e Rosalia alpina. Le zone aride del Parco ospitano esemplari di malmignatta, un ragno rosso e nero. Inoltre troviamo picchi, puzzole, lontre, cinghiali, caprioli, ghiri, istrici, lepri, pipistrelli. Il Parco Nazionale del Pollino ha intrapreso diverse attività per la salvaguardia e la valorizzazione del lupo (Canis lupus). Altro tratto caratteristico del Pollino è la presenza, nell’area sud orientale, di comunità “arberesh”, insediatesi tra il XV e il XVI secolo. Queste comunità hanno mantenuto intatte le loro cerimonie civili e religiose, le tradizioni, i costumi, i canti popolari, la loro parlata.
Il paesaggio arido e brullo della Murgia materna, risultato dell’azione erosiva di acqua, vento e ghiaccio è formato da calcari bianco-lunari, solchi e gole, depressioni, solcature carsiche e doline. La Gravina lungo cui si sviluppa la città di Matera corrisponde all’alveo di una antico corso d’acqua che un tempo solcava le Murge, collegando l’area al mar Ionio. Pareti alte e ripide, piccoli ed isolati rilievi, grotte e cavità, altipiani e pianori contraddistinguono la Gravina di Matera. L’intera area dell’altopiano murgico materano con le sue gravine è di notevole interesse naturalistico: la natura del terreno favorisce la fioritura di alcune orchidee uniche e rare. A testimonianza della più ricca e varia vegetazione del passato restano sul costone sinistro della Murgia due complessi boschivi: quello del Comune ed il bosco di Lucignano. Il loro manto boschivo è caratterizzato da un querceto a roverella, da pino d’aleppo, ginepro e biancospino. La fauna è ricca di uccelli come calandri, merli, gufi reali; il grillaio, un rapace coloniale, vola nel periodo che va da aprile ad agosto sui dirupi delle gravine e sui ripiani della Murgia.
parco della murgia materana
fine
Angela Bernardo IIB