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la guerra di Piero

Matteo Galeotti

Created on January 10, 2024

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la canzone di piero

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indice

Il tema della canzone

Informazioni generali

Testo

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Descrizione della canzone

Analisi della canzone

Il successo della canzone

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Il contesto storico

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Fabrizio de André

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Sparagli Piero, sparagli ora E dopo un colpo sparagli ancora Fino a che tu non lo vedrai esangue Cadere in terra a coprire il suo sangue E se gli sparo in fronte o nel cuore Soltanto il tempo avrà per morire Ma il tempo a me resterà per vedere Vedere gli occhi di un uomo che muore E mentre gli usi questa premura Quello si volta, ti vede e ha paura Ed imbracciata l'artiglieria Non ti ricambia la cortesia Cadesti a terra senza un lamento E ti accorgesti in un solo momento Che il tempo non ti sarebbe bastato A chiedere perdono per ogni peccato Cadesti a terra senza un lamento E ti accorgesti in un solo momento Che la tua vita finiva quel giorno E non ci sarebbe stato un ritorno Ninetta mia, a crepare di maggio Ci vuole tanto, troppo coraggio Ninetta bella, dritto all'inferno

Fermati Piero, fermati adesso lascia che il vento ti passi un po' addosso dei morti in battaglia ti porti la voce chi diede la vita ebbe in cambio una croce Ma tu non lo udisti e il tempo passava con le stagioni a passo di giava ed arrivasti a varcar la frontiera in un bel giorno di primavera E mentre marciavi con l'anima in spalle vedesti un uomo in fondo alla valle che aveva il tuo stesso identico umore ma la divisa di un altro colore

Avrei preferito andarci in inverno E mentre il grano ti stava a sentireDentro alle mani stringevi il fucile Dentro alla bocca stringevi parole Troppo gelate per sciogliersi al sole Dormi sepolto in un campo di grano Non è la rosa, non è il tulipano Che ti fan veglia dall'ombra dei fossi Ma sono mille papaveri rossi

Dormi sepolto in un campo di grano non è la rosa non è il tulipano che ti fan veglia dall'ombra dei fossi ma son mille papaveri rossi Lungo le sponde del mio torrente voglio che scendano i lucci argentati non più i cadaveri dei soldati portati in braccio dalla corrente Così dicevi ed era inverno e come gli altri verso l'inferno te ne vai triste come chi deve il vento ti sputa in faccia la neve

TESTO

  • Nome canzone: La guerra di Pietro
  • Genere: schlager und volksmusik e pop
  • Cantante: Fabrizio de Andrè
  • Data di uscita: 1º settembre 1964
  • Album di provenienza: Tutto Fabrizio De André
  • Durata: 3:02 min

Informazioni generali

Il tema della canzone

Il tema principale della canzone La guerra di Piero, come lo stesso De André ha dichiarato, è quello della guerra: è una sorta di denuncia contro le atrocità della guerra stessa. L'ispirazione per questa canzone fu lo zio del cantautore, sopravvissuto del campo di concentramento durante la Seconda guerra mondiale. I racconti il suo ricordo e il resto della vita trascorso alla deriva segnarono nel profondo il cantautore e la sua sensibilità.

Descrizione della canzone

Il testo della canzone La guerra di Piero inizia con la narrazione di un soldato che cammina, da solo, durante l'inverno. Piero sta combattendo una guerra che non vuole combattere, poiché è stanco di vedere solo morte e distruzione. Tra i passaggi più famosi della canzone vi è l'incontro di Piero con un soldato nemico. ma che versa nella stessa tragica condizione di Piero, indossando però una divisa diversa. Piero non riesce a ucciderlo come dovrebbe fare, poiché ha un momento di umanità in cui non riesce a sparargli. Questa pietà non è però corrisposta, poiché l'altro soldato, impaurito, lo uccide per sopravvivere.

Analisi della canzone

La canzone La guerra di Piero è una ballata (forma poetica che, attraverso una successione di strofe, racconta una storia con una morale contenuta di solito nel ritornello). La canzone è composta da tredici strofe, ognuna composta da 4 endecasillabi; le rime si alternano tra baciate e incrociate. La canzone presenta numerose ripetizioni a livello testuale che le conferiscono un ritmo molto particolare e che sottolineano nel testo stesso i passaggi più carichi di emotività e significato. È il tempo infatti ad essere uno dei protagonisti della situazione de La guerra di Piero: mentre Piero riflette su come sarà il tempo stesso a dargli la possibilità di vedere un uomo che muore, lui perde irrimediabilmente tempo, dando cosi modo di agire al soldato nemico. Il testo La guerra di Piero è narrato da 2 voci: Piero, il protagonista, e il narratore esterno, ma che in alcuni momenti entra nella narrazione attraverso delle esortazioni rivolte proprio a Piero, immedesimandosi nella situazione e perciò provocando anche un maggior coinvolgimento nel lettore/ascoltatore.

La guerra di Piero è sicuramente uno dei brani più famosi di De Andrè e uno dei primi che verrà inserito nelle Antologie scolastiche delle scuole elementari. Il suo successo però crebbe con il tempo: attraverso gli anni, La guerra di Piero e la storia di questo soldato diventarono un vero proprio inno contro le atrocità e la crudeltà della guerra.

il successo della canzone

FAbrizio de andré

Fabrizio de André è nato a Genova nel 1940, è considerato uno dei più grandi artisti nella storia della musica italiana. Ha introdotto tematiche diverse da quelle sentimentali che erano prevalenti nella musica leggera nazionale. Durante gli anni Sessanta, De André fu parte della cosiddetta scuola genovese insieme ad altri cantautori come Luigi Tenco e Gino Paoli. La sua musica è stata caratterizzata da un costante impegno sociale e politico, affrontando temi come l'ingiustizia, l'ipocrisia del potere, la guerra e le storie delle minoranze emarginate. Nel 1979, la vita di De André fu segnata dal rapimento lui e della compagna Dori Ghezzi in Sardegna. Dopo il pagamento di un riscatto, furono rilasciati dopo una prigionia di circa quattro mesi.Collaborò con Mauro Pagani e Ivano Fossati in queste produzioni. De André non era solo un musicista ma anche uno scrittore. Nel 1996, insieme ad Alessandro Gennari, scrisse il romanzo "Un destino ridicolo". Nel 2016, sono stati pubblicati i suoi appunti e riflessioni inediti sotto il titolo "Sotto le ciglia chissà". La sua eredità è stata celebrata anche attraverso pubblicazioni postume, come il volume "Anche le parole sono nomadi", una raccolta di testi delle sue canzoni, e il docufilm "Il concerto ritrovato", curato da Walter Veltroni, che ricostruisce il concerto storico del 1979 a Genova con la Premiata Forneria Marconi.

il contesto storico

Fabrizio de André è nato a Genova nel 1940, è considerato uno dei più grandi artisti nella storia della musica italiana. Ha introdotto tematiche diverse da quelle sentimentali che erano prevalenti nella musica leggera nazionale. Durante gli anni Sessanta, De André fu parte della cosiddetta scuola genovese insieme ad altri cantautori come Luigi Tenco e Gino Paoli. La sua musica è stata caratterizzata da un costante impegno sociale e politico, affrontando temi come l'ingiustizia, l'ipocrisia del potere, la guerra e le storie delle minoranze emarginate. Nel 1979, la vita di De André fu segnata dal rapimento lui e della compagna Dori Ghezzi in Sardegna. Dopo il pagamento di un riscatto, furono rilasciati dopo una prigionia di circa quattro mesi.Collaborò con Mauro Pagani e Ivano Fossati in queste produzioni. De André non era solo un musicista ma anche uno scrittore. Nel 1996, insieme ad Alessandro Gennari, scrisse il romanzo "Un destino ridicolo". Nel 2016, sono stati pubblicati i suoi appunti e riflessioni inediti sotto il titolo "Sotto le ciglia chissà". La sua eredità è stata celebrata anche attraverso pubblicazioni postume, come il volume "Anche le parole sono nomadi", una raccolta di testi delle sue canzoni, e il docufilm "Il concerto ritrovato", curato da Walter Veltroni, che ricostruisce il concerto storico del 1979 a Genova con la Premiata Forneria Marconi.

Questa canzone è una denuncia alla guerra, infatti, è ambientata nella seconda guerra mondiale.La seconda guerra mondiale è un conflitto nel quale furono coinvolti quasi tutti i paesi del mondo e combattuto dal 1939 al 1945. I principali contendenti furono Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti d’America e Unione Sovietica da una parte, Germania, Italia e Giappone dall’altra. Fu una guerra totale sotto diversi aspetti: geografico, perché interessò tutti i continenti; economico, perché costrinse i paesi coinvolti a uno sforzo produttivo senza precedenti; ideologico, perché combattuta per ideali radicalmente contrapposti; demografico, perché coinvolse la popolazione civile in pari misura delle forze militari.

Video

FINE