PRIMO LEVI: TRA VERITà E NEGAZIONISMO
Presentazione realizzata da Avoti Emanuele, Conti Andrea e Rubiu Veronica 5C SIA a.s. 2023/2024
indice
NEGAZIONISMO ed EVOLUZIONE TESI NEGAZIONISTE
BIOGRAFIA
POESIA: "Se questo è un uomo"
AUSCHWITZ ALBUM
SINTESI CAPITOLO 3°: Iniziazione da "Se questo è un uomo".
DISCORSI DI POSEN
indice
CANZONE DEL BAMBINO NEL VENTO (AUSCHWITZ)
RAPPORTO PILECKI
le PROVE dell'Olocausto per combattere il negazionismo
CONCLUSIONI
SITOGRAFIA
FILM: LA VERITà NEGATA
SLIDE FINALE
Nasce a Torino il 31 luglio 1919 da una famiglia ebrea piemontese.Laureato in chimica diventa scrittore per raccontare la sua terribile esperienza vissuta nel campo di sterminio ad Auschwitz. Nel 1942 entra nel Partito d'Azione clandestino e dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 si unisce a un gruppo partigiano di "Giustizia e libertà", operante nella Valle d'Aosta. Viene catturato dai fascisti il 13 dicembre 1943, imprigionato nel campo di concentramento di Fossoli e successivamente deportato ad Auschwitz il 22 febbraio 1944, dove vi rimarrà per un anno. In questo lager riuscirà a salvarsi grazie alla sua laurea e all'incontro con un muratore.
PRIMO LEVI: biografia
31 luglio 1919 - 11 aprile 1987 Torino
L'esperienza di Auschwitz è stata per me tale da spazzare qualsiasi resto di educazione religiosa... C'è Auschwitz, quindi non può esserci Dio.
Dopo la sua liberazione da parte dell'esercito russo, comporrà La Tregua, il suo secondo libro di memoria, pubblicato nel 1963.
Nel 1947 pubblica Se questo è un uomo, libro che sarà riconosciuto come il capolavoro della letteratura concentrazionaria.
Narra il viaggio di ritorno in patria dell'autore.
descrive il viaggio di un gruppo di partigiani ebrei russi che vanno dalla Bielorussia all'Italia passando per la Palestina.
Direttamente a La Tregua si collegano il romanzo del 1982 e il libretto memoriale-ragionativo del 1986.
Se non ora, quando?
I sommersi e i salvati
torna sulla tragedia di Auschwitz con l'intento non più di raccontare ma di riflettere, riallacciandosi a Se questo è un uomo.
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"Se questo è un uomo"
Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.
Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.
Primo Levi
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CAPITOLO TERZO - INIZIAZIONE
Nel campo di concentramento all’autore viene assegnata una cuccetta, che deve condividere con Diena, che lo accoglie amichevolmente.
Non ha sonno e ha tante cose da chiedere ma, nel momento in cui pone le domande, gli viene imposto di stare in silenzio dagli altri prigionieri, i quali parlano lingue diverse.
Ben presto si rende conto che nessuno ha tempo, nessuno ha pazienza e nessuno ha voglia di ascoltarlo.
All’alba tutti si alzano, si vestono frettolosamente e corrono verso il lavatoio perché presto verrà distribuito il pane.
CAPITOLO TERZO - INIZIAZIONE
Il lavatoio è pieno di correnti d’aria, il pavimento in mattoni è coperto di fango e l’acqua non è potabile; bisogna lavarsi la faccia senza sapone, nell’acqua sporca e asciugarsi nella giacca.
Dopo una settimana di prigionia in lui è scomparso l’istinto della pulizia.
Ben presto Steinlauf, un suo amico, gli fa capire che per restare vivi bisogna opporsi al degrado al quale il campo di concentramento spinge tutti i prigionieri.
Il lager riduce a bestie ma loro non devono diventare bestie, ma devono resistere per testimoniare e per affermare la loro dignità.
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NEGAZIONISMO DELL'OLOCAUSTO
Si tratta di una corrente di pensiero antistorica e antiscientifica basata sulla negazione della veridicità dell’Olocausto: i sostenitori di tale teoria pretendono prove. Stando all’Enciclopedia dell’Olocausto, negare il genocidio degli ebrei e minimizzare i fatti avvenuti in quel periodo rappresentano un vero e proprio antisemitismo.
La tesi negazionista invece, è caratterizzata da uno scetticismo storiografico che nega una serie di eventi legati al fascismo e al nazismo.
TESI NEGAZIONISTE NELLA LORO EVOLUZIONE STORICA
Le prime contestazioni della responsabilità tedesca nella Seconda guerra mondiale, furono formulate negli anni 50.
Secondo queste tesi sarebbe stato “l’ebraismo mondiale” a dichiarare guerra alla Germania nel 1933.
Stando ai negazionisti odierni, risulta che:
non ci sia mai stata la volontà da parte dei nazisti di sterminare gli ebrei, ma solo di imprigionarli in campi di concentramento
non siano mai esistite le camere a gas
la Shoah serva solo a giustificare la costituzione dello Stato di Israele e i crimini commessi dagli Alleati durante la Seconda guerra mondiale.
il numero degli ebrei morti non corrisponda alla realtà
i cieli fossero coperti di fumo nero quando invece le foto scattate dagli americani non ne darebbero conferma
Oltre a tali tesi si aggiunge la convinzione che le testimonianze dei sopravvissuti e degli imputati al processo di Norimberga si sarebbero rivelate incongruenti sui modi dello sterminio.
Alcuni negazionisti hanno inoltre sostenuto che alcune delle prove e delle testimonianze presentate a tale processo sarebbero risultate false nel sostenere che:
gli operatori entrassero nelle camere a gas subito dopo la morte delle vittime, comportamento che avrebbe provocato la morte degli stessi operatori. In realtà, come testimoniano i sopravvissuti, venivano usati dei ventilatori che spazzavano via il gas e raramente le SS entravano subito, lasciando il compito ai prigionieri
le immagini riprese dagli americani si riferiscono a luoghi e persone abbandonati da parecchi giorni nei campi di concentramento dalle forze militari.
Infine i negazionisti sostengono che inizialmente sarebbero stati ritenuti veritieri alcuni elementi che oggi non vengono più presi in considerazione dagli storici.
AUSCHWITZ ALBUM
È una collezione di circa 200 fotografie scattate da un membro delle SS per documentare l’arrivo al campo di concentramento di un treno con i deportati.Fornisce l’unica documentazione fotografica esistente dell’arrivo dei treni di prigionieri e della loro sorte.
Lilly Jacob, una giovane ebrea deportata ad Auschwitz e poi trasferita a Dora-Mittelbau, trovò l’album in un armadietto vicino al suo letto in un ospedale. Vide al suo interno delle immagini di sé e della sua famiglia.
I deportati scendono dai vagoni
L'inizio della selezione con la separazione degli uomini dalle donne e dai bambini
Si procede alla selezione. Coloro giudicati INABILI al lavoro sono fatti incamminare verso le camere a gas
L'attesa finale nel boschetto di betulle accanto al crematorio
I prigionieri giudicati ABILI al lavoro sono condotti all'interno del campo
Sulla piattaforma restano solo i bagagli lasciati dai deportati
Nel 1960 alcune foto furono utilizzate come prova ai processi su Auschwitz a Francoforte.
Nel 1980 Lilly donò l’album all’istituto Yad Vashem, il museo dell’Olocausto di Gerusalemme.
L’album ha 56 pagine e contiene 193 fotografie.
Le foto corrispondono esattamente alle modalità della selezione descritte dal comandante del lager, nella sua deposizione, durante il Processo di Norimberga del 1946.
I due dottori esaminavano i prigionieri che arrivavano con il treno, li facevano camminare di fronte a loro e prendevano subito una decisione sul loro destino.Chi veniva ritenuto abile al lavoro veniva inviato al campo, gli altri direttamente alle camere a gas.
DISCORSI DI POSEN
I discorsi tenuti a Posen nel 1943 sono due dei 132 discorsi di Himmler (membro delle SS) dei quali è arrivata una trascrizione.
Il 4 novembre Himmler si rivolse a 92 generali delle SS, mentre il 6 ottobre si rivolge a importanti autorità politiche dicendo che il ruolo delle SS era quello di realizzare lo sterminio degli ebrei.
Himmler tenne i suoi discorsi in un momento della guerra non favorevole alla Germania.
La versione finale dattiloscritta di 115 pagine del discorso del 4 ottobre è stata trovata negli archivi delle SS e presentata come Documento 1919-PS al Processo di Norimberga contro i principali criminali di guerra.
[…] Il popolo ebraico sarà sterminato […].
Del secondo discorso nel Municipio di Posen sono state conservate sia le brevi note del discorso di Himmler che il testo completo.
Tale documento fu confiscato dalle autorità americane nel 1945.
[…] Non pensavo di avere il diritto di sterminare gli uomini […]. Doveva essere presa la difficile decisione di far scomparire questo popolo dalla terra […]. La questione ebraica nei Paesi da noi occupati sarà risolta entro la fine di quest’anno. Rimarranno solo quei pochi singoli ebrei che saranno riusciti a sfuggire nascondendosi.
I negazionisti dell’Olocausto cercano di mettere in discussione il valore probatorio dei discorsi di Posen.
Alcuni sostengono che il primo discorso sia stato contraffatto in quanto, un discorso segreto non sarebbe mai stato registrato in modo permanente; altri invece ritengono che tale discorso fosse genuino, solo i passaggi dello sterminio degli ebrei sono stati tradotti in modo errato e che Himmler utilizzava la parola “sterminio” solo come metafora.
La scoperta del secondo discorso di Posen ha, però, eliminato tutte le ipotesi di falsificazione; il passaggio del testo più aperto e più eclatante sullo sterminio degli ebrei, in esso contenuto, non lascia spazio a reinterpretazioni.
Per questo la scienza storica respinge le affermazioni dei negazionisti dell’Olocausto come infondate.
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RAPPORTO PILECKI
È un fascicolo dattiloscritto di oltre 100 pagine.
Fu il primo resoconto dettagliato di ciò che accadde nei campi di concentramento ad essere ottenuto dagli alleati durante la Seconda guerra mondiale.
Il rapporto W fu redatto nel 1943 da Witold Pilecki, soldato polacco deportato e poi evaso da Auschwitz. Nel rapporto risultano dettagli sull’uso delle camere a gas, sugli esperimenti effettuati e sulla selezione applicata ai prigionieri. Si afferma inoltre che c’erano tre forni crematori a Birkenau, in grado di cremare ottomila persone al giorno.
La versione conclusiva di tale rapporto fu scritta da Pilecki in Italia, nel 1945.
In questa ultima trascrizione l’autore inserisce anche riflessioni personali e ricordi degli anni vissuti nel lager.
Alcune parti erano crittografate per proteggere i dati personali dei membri dell’organizzazione segreta ZOW.
Il testo completo del rapporto è stato pubblicato per la prima volta in Polonia solo nel 2000; fino ad allora il testo rimase sconosciuto sia alla comunità scientifica polacca che ai cittadini dell’ex repubblica popolare, in quanto l’autore fu accusato di spionaggio.
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COMBATTERE IL NEGAZIONISMO: LE PROVE DELL’OLOCAUSTO PRESENTATE AI PROCESSI DI NORIMBERGA
Al termine della Seconda guerra mondiale ci furono vari processi contro i tedeschi, il più famoso ebbe luogo a Norimberga, in Germania.
Alcuni esponenti del regime nazista furono processati davanti al Tribunale Militare Internazionale (TMI).
I processi raccolsero elementi che provano i crimini compiuti dai tedeschi, tra i quali quelli relativi all’Olocausto.
Anche se molti documenti furono distrutti, gli eserciti alleati riuscirono ad impossessarsi di moltissime carte.
L’esercito americano recuperò molti documenti e beni di cui i Nazisti si erano appropriati (oro, denaro, opere d’arte).
Furono presentati come prova dei crimini compiuti anche i filmati che gli stessi nazisti avevano realizzato “con orgoglio”, relativi allo sterminio nei campi di concentramento.
Molte furono le testimonianze dei sopravvissuti e dei colpevoli, che portarono alla luce dettagli raccapriccianti sulla fabbrica di morte, che fu Auschwitz.
Nessuno dei colpevoli negò mai l’Olocausto, alcuni cercarono soltanto di scaricare la responsabilità dei massacri: avevano eseguito gli ordini.
Il comandante di Auschwitz affermò che, durante la guerra, furono uccisi più di un milione di ebrei, ma i racconti dei prigionieri scampati al massacro rappresentano un antidoto contro il negazionismo.
I documenti, le fotografie, i filmati e le varie testimonianze costituiscono una documentazione innegabile dell’Olocausto.
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Paesi di produzione: Regno Unito, Stati Uniti d'AmericaAnno pubblicazione: 2016Produttori: Gary Foster, Russ Krasnoff
Il film, si concentra sulla storia vera della professoressa americana di studi sull'Olocausto, Deborah Lipstadt, coinvolta in una battaglia legale contro il negazionista dell'Olocausto, David Irving.
Irving aveva citato in giudizio Lipstadt e la casa editrice Penguin Books per diffamazione, affermando che lo avevano calunniato dichiarandolo negazionista nei loro scritti.
Per difendersi, Lipstadt forma un team legale guidato dall'avvocato Anthony Julius e dall'esperto di legge sulla diffamazione, Richard Rampton.
La sfida principale per la difesa è dimostrare in modo convincente che Irving ha deliberatamente distorto la storia e che l'Olocausto è un fatto storico incontestabile.
La Lipstadt visita Auschwitz insieme a Rampton e al professor Robert van Pelt per raccogliere prove e testimonianze che confutino le affermazioni di Irving.
Durante il processo, Irving cerca di screditare le prove, specialmente quelle del professor van Pelt sull'esistenza delle camere a gas ad Auschwitz. La sua argomentazione chiave, "niente Olocausto", diventa una frase emblematica che domina la copertura mediatica.
Tuttavia, Rampton riesce abilmente a smontare le argomentazioni di Irving durante il controinterrogatorio.
Alla fine, nonostante il giudice Charles Gray suggerisca che Irving potrebbe credere alle sue affermazioni, decide a favore della difesa. Gray riconosce la veridicità delle accuse di Lipstadt riguardo alla manipolazione storica di Irving.
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canzone del bambino nel vento (Auschwitz)
Francesco Guccini
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CONCLUSIONI
Lo scrittore Primo Levi il 22 febbraio del 1944 venne rinchiuso nel campo di concentramento ad Auschwitz, in Polonia.Verrà liberato dagli Alleati il 27 gennaio 1945. L'esperienza nel lager lo aveva segnato profondamente e scrisse un testo che potesse rappresentare una testimonianza di quello che accadeva nei campi di sterminio, intitolato "Se questo è un uomo". Egli voleva lasciare un segno a tutta l'umanità, in modo che nessuno possa mai dimenticare tante atrocità commesse dai tedeschi di Hitler. Il regime dittatoriale tedesco considerava la razza ariana superiore, mentre gli ebrei dovevano essere eliminati. Inizialmente furono ammassati nei ghetti delle varie città occupate dai tedeschi, successivamente si decise di rinchiuderli nei campi di sterminio per l'eliminazione di massa SOLUZIONE FINALE.
...
All'interno dei lager i prigionieri vivevano in condizioni disumane, privati della loro dignità e considerati dei numeri; lavoravano al freddo e lottavano per un pezzo di pane, nel momento in cui non servivano più venivano mandati nelle camere a gas e nei forni crematori."Se questo è un uomo?". Esistono documenti, fotografie, testimonianze di sopravvissuti e di colpevoli che dimostrano, senza ombra di dubbio, tali brutalità, tuttavia ci sono persone che sposano le tesi negazioniste legate all'Olocausto. Quali altre prove servono per confermare il genocidio degli ebrei da parte del regime nazista? Soltanto a guardare alcune fotografie che compongono l'album di Auschwitz, ad ascoltare i discorsi di Posen e soprattutto a prestare attenzione ai fatti narrati da prigionieri come Primo Levi o Liliana Segre, ci si dovrebbe solo vergognare a mostrare il minimo dubbio in relazione a quanto accaduto.
...
Non rispondiamo alle tesi negazioniste come hanno fatto i generali delle SS durante i processi di Norimberga, scaricando le responsabilità su altri; mostrare indifferenza ci rende tutti complici, pertanto dobbiamo respingere e contrastare con fermezza le teorie revisioniste sull'Olocausto e fare in modo che nessuno possa mai dimenticare quanto accaduto.
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata per ricordare le vittime dell'Olocausto.
Ricordare è necessario per evitare che tale scempio si possa ripetere.
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SITOGRAFIA
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Grazie per l'attenzione
lavoro svolto per scopi didattici e non per scopi commerciali
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PRIMO LEVI: tra verità e negazionismo
Andrea Conti
Created on January 10, 2024
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PRIMO LEVI: TRA VERITà E NEGAZIONISMO
Presentazione realizzata da Avoti Emanuele, Conti Andrea e Rubiu Veronica 5C SIA a.s. 2023/2024
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NEGAZIONISMO ed EVOLUZIONE TESI NEGAZIONISTE
BIOGRAFIA
POESIA: "Se questo è un uomo"
AUSCHWITZ ALBUM
SINTESI CAPITOLO 3°: Iniziazione da "Se questo è un uomo".
DISCORSI DI POSEN
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CANZONE DEL BAMBINO NEL VENTO (AUSCHWITZ)
RAPPORTO PILECKI
le PROVE dell'Olocausto per combattere il negazionismo
CONCLUSIONI
SITOGRAFIA
FILM: LA VERITà NEGATA
SLIDE FINALE
Nasce a Torino il 31 luglio 1919 da una famiglia ebrea piemontese.Laureato in chimica diventa scrittore per raccontare la sua terribile esperienza vissuta nel campo di sterminio ad Auschwitz. Nel 1942 entra nel Partito d'Azione clandestino e dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 si unisce a un gruppo partigiano di "Giustizia e libertà", operante nella Valle d'Aosta. Viene catturato dai fascisti il 13 dicembre 1943, imprigionato nel campo di concentramento di Fossoli e successivamente deportato ad Auschwitz il 22 febbraio 1944, dove vi rimarrà per un anno. In questo lager riuscirà a salvarsi grazie alla sua laurea e all'incontro con un muratore.
PRIMO LEVI: biografia
31 luglio 1919 - 11 aprile 1987 Torino
L'esperienza di Auschwitz è stata per me tale da spazzare qualsiasi resto di educazione religiosa... C'è Auschwitz, quindi non può esserci Dio.
Dopo la sua liberazione da parte dell'esercito russo, comporrà La Tregua, il suo secondo libro di memoria, pubblicato nel 1963.
Nel 1947 pubblica Se questo è un uomo, libro che sarà riconosciuto come il capolavoro della letteratura concentrazionaria.
Narra il viaggio di ritorno in patria dell'autore.
descrive il viaggio di un gruppo di partigiani ebrei russi che vanno dalla Bielorussia all'Italia passando per la Palestina.
Direttamente a La Tregua si collegano il romanzo del 1982 e il libretto memoriale-ragionativo del 1986.
Se non ora, quando?
I sommersi e i salvati
torna sulla tragedia di Auschwitz con l'intento non più di raccontare ma di riflettere, riallacciandosi a Se questo è un uomo.
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"Se questo è un uomo"
Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi; Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, La malattia vi impedisca, I vostri nati torcano il viso da voi.
Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case, Voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e visi amici: Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce pace Che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana d’inverno.
Primo Levi
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CAPITOLO TERZO - INIZIAZIONE
Nel campo di concentramento all’autore viene assegnata una cuccetta, che deve condividere con Diena, che lo accoglie amichevolmente. Non ha sonno e ha tante cose da chiedere ma, nel momento in cui pone le domande, gli viene imposto di stare in silenzio dagli altri prigionieri, i quali parlano lingue diverse. Ben presto si rende conto che nessuno ha tempo, nessuno ha pazienza e nessuno ha voglia di ascoltarlo. All’alba tutti si alzano, si vestono frettolosamente e corrono verso il lavatoio perché presto verrà distribuito il pane.
CAPITOLO TERZO - INIZIAZIONE
Il lavatoio è pieno di correnti d’aria, il pavimento in mattoni è coperto di fango e l’acqua non è potabile; bisogna lavarsi la faccia senza sapone, nell’acqua sporca e asciugarsi nella giacca. Dopo una settimana di prigionia in lui è scomparso l’istinto della pulizia. Ben presto Steinlauf, un suo amico, gli fa capire che per restare vivi bisogna opporsi al degrado al quale il campo di concentramento spinge tutti i prigionieri.
Il lager riduce a bestie ma loro non devono diventare bestie, ma devono resistere per testimoniare e per affermare la loro dignità.
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NEGAZIONISMO DELL'OLOCAUSTO
Si tratta di una corrente di pensiero antistorica e antiscientifica basata sulla negazione della veridicità dell’Olocausto: i sostenitori di tale teoria pretendono prove. Stando all’Enciclopedia dell’Olocausto, negare il genocidio degli ebrei e minimizzare i fatti avvenuti in quel periodo rappresentano un vero e proprio antisemitismo.
La tesi negazionista invece, è caratterizzata da uno scetticismo storiografico che nega una serie di eventi legati al fascismo e al nazismo.
TESI NEGAZIONISTE NELLA LORO EVOLUZIONE STORICA
Le prime contestazioni della responsabilità tedesca nella Seconda guerra mondiale, furono formulate negli anni 50. Secondo queste tesi sarebbe stato “l’ebraismo mondiale” a dichiarare guerra alla Germania nel 1933.
Stando ai negazionisti odierni, risulta che:
non ci sia mai stata la volontà da parte dei nazisti di sterminare gli ebrei, ma solo di imprigionarli in campi di concentramento
non siano mai esistite le camere a gas
la Shoah serva solo a giustificare la costituzione dello Stato di Israele e i crimini commessi dagli Alleati durante la Seconda guerra mondiale.
il numero degli ebrei morti non corrisponda alla realtà
i cieli fossero coperti di fumo nero quando invece le foto scattate dagli americani non ne darebbero conferma
Oltre a tali tesi si aggiunge la convinzione che le testimonianze dei sopravvissuti e degli imputati al processo di Norimberga si sarebbero rivelate incongruenti sui modi dello sterminio. Alcuni negazionisti hanno inoltre sostenuto che alcune delle prove e delle testimonianze presentate a tale processo sarebbero risultate false nel sostenere che:
gli operatori entrassero nelle camere a gas subito dopo la morte delle vittime, comportamento che avrebbe provocato la morte degli stessi operatori. In realtà, come testimoniano i sopravvissuti, venivano usati dei ventilatori che spazzavano via il gas e raramente le SS entravano subito, lasciando il compito ai prigionieri
le immagini riprese dagli americani si riferiscono a luoghi e persone abbandonati da parecchi giorni nei campi di concentramento dalle forze militari.
Infine i negazionisti sostengono che inizialmente sarebbero stati ritenuti veritieri alcuni elementi che oggi non vengono più presi in considerazione dagli storici.
AUSCHWITZ ALBUM
È una collezione di circa 200 fotografie scattate da un membro delle SS per documentare l’arrivo al campo di concentramento di un treno con i deportati.Fornisce l’unica documentazione fotografica esistente dell’arrivo dei treni di prigionieri e della loro sorte.
Lilly Jacob, una giovane ebrea deportata ad Auschwitz e poi trasferita a Dora-Mittelbau, trovò l’album in un armadietto vicino al suo letto in un ospedale. Vide al suo interno delle immagini di sé e della sua famiglia.
I deportati scendono dai vagoni
L'inizio della selezione con la separazione degli uomini dalle donne e dai bambini
Si procede alla selezione. Coloro giudicati INABILI al lavoro sono fatti incamminare verso le camere a gas
L'attesa finale nel boschetto di betulle accanto al crematorio
I prigionieri giudicati ABILI al lavoro sono condotti all'interno del campo
Sulla piattaforma restano solo i bagagli lasciati dai deportati
Nel 1960 alcune foto furono utilizzate come prova ai processi su Auschwitz a Francoforte. Nel 1980 Lilly donò l’album all’istituto Yad Vashem, il museo dell’Olocausto di Gerusalemme. L’album ha 56 pagine e contiene 193 fotografie. Le foto corrispondono esattamente alle modalità della selezione descritte dal comandante del lager, nella sua deposizione, durante il Processo di Norimberga del 1946.
I due dottori esaminavano i prigionieri che arrivavano con il treno, li facevano camminare di fronte a loro e prendevano subito una decisione sul loro destino.Chi veniva ritenuto abile al lavoro veniva inviato al campo, gli altri direttamente alle camere a gas.
DISCORSI DI POSEN
I discorsi tenuti a Posen nel 1943 sono due dei 132 discorsi di Himmler (membro delle SS) dei quali è arrivata una trascrizione. Il 4 novembre Himmler si rivolse a 92 generali delle SS, mentre il 6 ottobre si rivolge a importanti autorità politiche dicendo che il ruolo delle SS era quello di realizzare lo sterminio degli ebrei. Himmler tenne i suoi discorsi in un momento della guerra non favorevole alla Germania.
La versione finale dattiloscritta di 115 pagine del discorso del 4 ottobre è stata trovata negli archivi delle SS e presentata come Documento 1919-PS al Processo di Norimberga contro i principali criminali di guerra.
[…] Il popolo ebraico sarà sterminato […].
Del secondo discorso nel Municipio di Posen sono state conservate sia le brevi note del discorso di Himmler che il testo completo. Tale documento fu confiscato dalle autorità americane nel 1945.
[…] Non pensavo di avere il diritto di sterminare gli uomini […]. Doveva essere presa la difficile decisione di far scomparire questo popolo dalla terra […]. La questione ebraica nei Paesi da noi occupati sarà risolta entro la fine di quest’anno. Rimarranno solo quei pochi singoli ebrei che saranno riusciti a sfuggire nascondendosi.
I negazionisti dell’Olocausto cercano di mettere in discussione il valore probatorio dei discorsi di Posen. Alcuni sostengono che il primo discorso sia stato contraffatto in quanto, un discorso segreto non sarebbe mai stato registrato in modo permanente; altri invece ritengono che tale discorso fosse genuino, solo i passaggi dello sterminio degli ebrei sono stati tradotti in modo errato e che Himmler utilizzava la parola “sterminio” solo come metafora.
La scoperta del secondo discorso di Posen ha, però, eliminato tutte le ipotesi di falsificazione; il passaggio del testo più aperto e più eclatante sullo sterminio degli ebrei, in esso contenuto, non lascia spazio a reinterpretazioni. Per questo la scienza storica respinge le affermazioni dei negazionisti dell’Olocausto come infondate.
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RAPPORTO PILECKI
È un fascicolo dattiloscritto di oltre 100 pagine. Fu il primo resoconto dettagliato di ciò che accadde nei campi di concentramento ad essere ottenuto dagli alleati durante la Seconda guerra mondiale.
Il rapporto W fu redatto nel 1943 da Witold Pilecki, soldato polacco deportato e poi evaso da Auschwitz. Nel rapporto risultano dettagli sull’uso delle camere a gas, sugli esperimenti effettuati e sulla selezione applicata ai prigionieri. Si afferma inoltre che c’erano tre forni crematori a Birkenau, in grado di cremare ottomila persone al giorno.
La versione conclusiva di tale rapporto fu scritta da Pilecki in Italia, nel 1945. In questa ultima trascrizione l’autore inserisce anche riflessioni personali e ricordi degli anni vissuti nel lager. Alcune parti erano crittografate per proteggere i dati personali dei membri dell’organizzazione segreta ZOW.
Il testo completo del rapporto è stato pubblicato per la prima volta in Polonia solo nel 2000; fino ad allora il testo rimase sconosciuto sia alla comunità scientifica polacca che ai cittadini dell’ex repubblica popolare, in quanto l’autore fu accusato di spionaggio.
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COMBATTERE IL NEGAZIONISMO: LE PROVE DELL’OLOCAUSTO PRESENTATE AI PROCESSI DI NORIMBERGA
Al termine della Seconda guerra mondiale ci furono vari processi contro i tedeschi, il più famoso ebbe luogo a Norimberga, in Germania. Alcuni esponenti del regime nazista furono processati davanti al Tribunale Militare Internazionale (TMI). I processi raccolsero elementi che provano i crimini compiuti dai tedeschi, tra i quali quelli relativi all’Olocausto. Anche se molti documenti furono distrutti, gli eserciti alleati riuscirono ad impossessarsi di moltissime carte. L’esercito americano recuperò molti documenti e beni di cui i Nazisti si erano appropriati (oro, denaro, opere d’arte).
Furono presentati come prova dei crimini compiuti anche i filmati che gli stessi nazisti avevano realizzato “con orgoglio”, relativi allo sterminio nei campi di concentramento. Molte furono le testimonianze dei sopravvissuti e dei colpevoli, che portarono alla luce dettagli raccapriccianti sulla fabbrica di morte, che fu Auschwitz. Nessuno dei colpevoli negò mai l’Olocausto, alcuni cercarono soltanto di scaricare la responsabilità dei massacri: avevano eseguito gli ordini. Il comandante di Auschwitz affermò che, durante la guerra, furono uccisi più di un milione di ebrei, ma i racconti dei prigionieri scampati al massacro rappresentano un antidoto contro il negazionismo. I documenti, le fotografie, i filmati e le varie testimonianze costituiscono una documentazione innegabile dell’Olocausto.
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Paesi di produzione: Regno Unito, Stati Uniti d'AmericaAnno pubblicazione: 2016Produttori: Gary Foster, Russ Krasnoff
Il film, si concentra sulla storia vera della professoressa americana di studi sull'Olocausto, Deborah Lipstadt, coinvolta in una battaglia legale contro il negazionista dell'Olocausto, David Irving.
Irving aveva citato in giudizio Lipstadt e la casa editrice Penguin Books per diffamazione, affermando che lo avevano calunniato dichiarandolo negazionista nei loro scritti.
Per difendersi, Lipstadt forma un team legale guidato dall'avvocato Anthony Julius e dall'esperto di legge sulla diffamazione, Richard Rampton. La sfida principale per la difesa è dimostrare in modo convincente che Irving ha deliberatamente distorto la storia e che l'Olocausto è un fatto storico incontestabile. La Lipstadt visita Auschwitz insieme a Rampton e al professor Robert van Pelt per raccogliere prove e testimonianze che confutino le affermazioni di Irving.
Durante il processo, Irving cerca di screditare le prove, specialmente quelle del professor van Pelt sull'esistenza delle camere a gas ad Auschwitz. La sua argomentazione chiave, "niente Olocausto", diventa una frase emblematica che domina la copertura mediatica. Tuttavia, Rampton riesce abilmente a smontare le argomentazioni di Irving durante il controinterrogatorio.
Alla fine, nonostante il giudice Charles Gray suggerisca che Irving potrebbe credere alle sue affermazioni, decide a favore della difesa. Gray riconosce la veridicità delle accuse di Lipstadt riguardo alla manipolazione storica di Irving.
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canzone del bambino nel vento (Auschwitz)
Francesco Guccini
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CONCLUSIONI
Lo scrittore Primo Levi il 22 febbraio del 1944 venne rinchiuso nel campo di concentramento ad Auschwitz, in Polonia.Verrà liberato dagli Alleati il 27 gennaio 1945. L'esperienza nel lager lo aveva segnato profondamente e scrisse un testo che potesse rappresentare una testimonianza di quello che accadeva nei campi di sterminio, intitolato "Se questo è un uomo". Egli voleva lasciare un segno a tutta l'umanità, in modo che nessuno possa mai dimenticare tante atrocità commesse dai tedeschi di Hitler. Il regime dittatoriale tedesco considerava la razza ariana superiore, mentre gli ebrei dovevano essere eliminati. Inizialmente furono ammassati nei ghetti delle varie città occupate dai tedeschi, successivamente si decise di rinchiuderli nei campi di sterminio per l'eliminazione di massa SOLUZIONE FINALE.
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All'interno dei lager i prigionieri vivevano in condizioni disumane, privati della loro dignità e considerati dei numeri; lavoravano al freddo e lottavano per un pezzo di pane, nel momento in cui non servivano più venivano mandati nelle camere a gas e nei forni crematori."Se questo è un uomo?". Esistono documenti, fotografie, testimonianze di sopravvissuti e di colpevoli che dimostrano, senza ombra di dubbio, tali brutalità, tuttavia ci sono persone che sposano le tesi negazioniste legate all'Olocausto. Quali altre prove servono per confermare il genocidio degli ebrei da parte del regime nazista? Soltanto a guardare alcune fotografie che compongono l'album di Auschwitz, ad ascoltare i discorsi di Posen e soprattutto a prestare attenzione ai fatti narrati da prigionieri come Primo Levi o Liliana Segre, ci si dovrebbe solo vergognare a mostrare il minimo dubbio in relazione a quanto accaduto.
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Non rispondiamo alle tesi negazioniste come hanno fatto i generali delle SS durante i processi di Norimberga, scaricando le responsabilità su altri; mostrare indifferenza ci rende tutti complici, pertanto dobbiamo respingere e contrastare con fermezza le teorie revisioniste sull'Olocausto e fare in modo che nessuno possa mai dimenticare quanto accaduto.
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno come giornata per ricordare le vittime dell'Olocausto.
Ricordare è necessario per evitare che tale scempio si possa ripetere.
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SITOGRAFIA
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Grazie per l'attenzione
lavoro svolto per scopi didattici e non per scopi commerciali
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