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LA DIETA IPOCALORICA
annazaccariotto
Created on January 10, 2024
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Transcript
La Dieta Ipocalorica
Zaccariotto Anna, Nesha Alessia, Toffolon Elena
START
SEZIONE 01
COS'É LA DIETA IPOCALORICA?
PREMESSA: dispendio energetico
Il mantenimento del peso corporeo è garantito dall’equilibrio tra l’energia introdotta con l’alimentazione e l’energia consumata dall’organismo (dispendio energetico).Le componenti del dispendio energetico sono tre:
- metabolismo basale, energia necessaria per le funzioni vitali;
- quota di calorie consumate per digerire gli alimenti e assorbire i nutrienti;
- attività fisica
Cos'è la dieta ipocalorica
La dieta ipocalorica è un regime alimentare che ci permette di introdurre meno calorie di quelle consumate con il dispendio energetico: le riserve di grasso accumulate nel tessuto adiposo saranno le prime ad essere utilizzate e trasformate in energia. Conseguenze: riduzione del peso corporeo e fisico più “asciutto”.
ATTENZIONE!La sostenibilità delle dieta ipocalorica è variabile in base a:
- Entità del taglio energetico;
- Soggettività; può dipendere molto dallo stato nutrizionale al momento dell'inizio della dieta, o dalla durata della strategia stessa.
+ info
SEZIONE 02
CHI PRESCRIVE UNA DIETA IPOCALORICA?
Quante calorie è bene introdurre ogni giorno?
INDICAZIONI ASSOLUTAMENTE GENERALI PER UNA PERDITA DI PESO DI CIRCA 2-4 KG MENSILI
Solitamente si imposta un deficit calorico pari al 15-20% del fabbisogno.Una dieta, però, non dovrebbe mai scendere al di sotto delle 1200 kcal al giorno, per non provocare pericolose carenze.
1.400-1800 kcal/giorno
1.200-1.500 kcal/giorno
Peso corporeo che si perde con un’alimentazione non eccessivamente ipocalorica e bilanciata in nutrienti, associata ad un adeguato programma di attività fisica:
12
MASSA GRASSA
MASSA MAGRA (MUSCOLARE)
Se si effettuano diete eccessivamente restrittive o sbilanciate e non si effettua un adeguato programma di attività fisica, si perderà sempre più massa magra. Si consideri che una perdita di peso sostenibile funziona attraverso un cambiamento permanente dello stile di vita, in cui dieta, esercizio fisico e motivazione giocano un ruolo importante!
La dieta ipocalorica è una terapia alimentare
"terapia" significa "cura" o "guarigione"
L'applicazione della dieta include delle discriminanti:
- dovrebbe essere prescritta/valutata/strutturata e seguita da un professionista qualificato;
- deve essere utilizzata con cautela, non giova alle persone sane;
- non dovrebbe riguardare le finalità estetiche.
In ambito di cultura fisica è importante che queste strategie vengano adottate con un approccio molto più "morbido" e "flessibile".Molti pseudo - professionisti prescrivono diete ipocaloriche, ignorando o aggirando le normative vigenti. Gli errori più frequenti sono:
- Trascrizione di uno schema alimentare ipocalorico privo di quantità le cui porzioni vengono specificate "a voce"
- La stampa della dieta ipocalorica priva di firma di autenticazione
- La composizione di un regime dietetico fatto autenticare da un professionista abilitato ed eticamente scorretto.
SEZIONE 03
PERCHÉ INTRAPRENDERLA?
Quando usare la dieta ipocalorica?
L'utilizzo "primario" di questa dieta è finalizzato al dimagrimento, -> riduzione della massa grassa, infatti l’accumulo di tessuto adiposo interferisce con i sistemi metabolici dell’organismo, impedendo all'insulina di mantenere la glicemia in equilibrio (diabete di tipo 2 e dislipidemie) -> riduzione della circonferenza addominale. Il sovrappeso e, ancor peggio l'obesità, sono correlati all'insorgenza di malattie metaboliche come:
- dislipidemie
- iperglicemia o diabete mellito tipo 2
- ipertensione arteriosa
- iperuricemia e/o gotta;
La dieta ipocalorica, oltre a ridurre il sovrappeso, ha anche un effetto diretto sui parametri fisiologici quali indicatori dello stato di salute. Si applica solo nei soggetti in sovrappeso, allo scopo di migliorare qualità e aspettativa di vita attraverso la riduzione della massa grassa e il ripristino dei parametri fisiologici ottimali.
ALLENAMENTO
- aumento della spesa energetica della giornata;
- l'allenamento con i pesi, aiuta a preservare la massa magra.
SEZIONE 04
COME SI REALIZZA UNA DIETA IPOCALORICA?
LA POZIONE PER UNA DIETA IPOCALORICA
L'obiettivo di un terapista nutrizionale nel prescrivere una dieta ipocalorica è che questa venga applicata e seguita correttamente.Per fare sì che questo accada nella "pozione" della dieta ipocalorica si devono mischiare:
- elementi oggettivi
- elementi sogettivi
SEZIONE 05
EQUILIBRIO NUTRIZIONALE DELLA DIETA IPOCALORICA
Tra i fattori che stanno alla base della prescrizione di una dieta ipocalorica, c’è l’equilibro nutrizionale,
Nelle diete ipocaloriche più restrittive è davvero complicato raggiungere le quote necessarie di certi nutrienti senza eccedere con la razione di altre componenti.
Tra le molecole la cui "dose" giornaliera è più difficile da raggiungere ci sono:
- calcio
- acidi grassi saturi
- vitamina B2 ( per chi non consuma poco latte o intollerante a esso)
- folati (soggetti che non consumano verdura e frutta crude)
- vitamina D (importante nei soggetti in accrescimento o anziani)
- fibra alimentare (soprattutto in chi consuma poca verdura e frutta)
- zuccheri semplici (in tutte le diete ipocaloriche, anche se questo conteggio non dovrebbe considerare il fruttosio e il lattosio naturalmente presenti nei cibi)
- acidi grassi semiessenziali della famiglia omega 3 ( quali EPA e DHA)
- sodio (nei soggetti che fanno ampio consumo di sale discrezionale e di prodotti conservati come scatolame, formaggi stagionati e salumi)
elementi oggettivi vs elementi soggetivi
- salubrità
- equilibrio nutrizionale
- educazione alimentare
- caratteristiche fisiche
- necessità terapeutiche
- rapporto paziente operatore
- acuratezza del metodo
- personalizazione
SEZIONE 06
TIPOLOGIE DI DIETE
In base alle proprie necessità si possono seguire diversi tipi di diete mirate come per esempio:
- iperproteica: con un ridotto contenuto di carboidrati e un elevato apporto di proteine, la dieta iperproteica accelera il metabolismo e stimola la lipolisi (scissione di trigliceridi e liberazione di acidi grassi liberi e glicerolo) mantenendo inalterati i livelli di insulina e aumentando quelli di glucagone, stimolando i processi catabolici che bruciano energia e favoriscono il processo di dimagrimento
- iposodica: la dieta iposodica è indicata per coadiuvare il trattamento del diabete e dell'ipertensione infatti richiede la messa in atto di schemi alimentari che escludano il consumo di cibi contenenti sale aggiunto, evitando quelli salati in fase di lavorazione industriale o casalinga.
- ipocalorica vegetariana: la dieta vegetariana esclude l'assunzione di uno o più prodotti animali primari cioè carne, pesce e derivati, privilegiando alimenti di origine vegetale come: frutta, verdura, cereali integrali, legumi e frutta secca. Questi alimenti, oltre ad essere ricchi di vitamine, minerali e antiossidanti, apportano una notevole quantità di fibra alimentare e acqua che favorisce il senso di sazietà oltre ad apportare importanti benefici per la salute dell’organismo.
- ipoglucidica/ low-carb: In una dieta low carb i carboidrati vengono ridotti causando un consumo relativamente maggiore di proteine e grassi. L'assunzione di carboidrati che oscilla tra il 45% e il 10% fa sì che l’organismo non abbia più a disposizione gli zuccheri come fonte di energia, e bruci i grassi, innescando un processo di dimagrimento.
- chetogenica
La dieta chetogenica (keto)
La dieta chetogenica è un tipo di alimentazione fortemente ipocalorica. basata infatti sul calcolo delle calorie, che richiede l'introduzione di alimenti in quantità tali da rispettare sempre precise proporzioni.Nella dieta keto la percentuale di carboidrati viene ridotta del 30% rispetto alle indicazioni SINU. Le proteine vengono lievemente aumentate invece l’’apporto dei grassi raggiunge il 60% delle calorie introdotte. Questo regime permette di utilizzare le riserve di tessuto adiposo per la produzione di energia, ma la conseguenza è la produzione di chetoni, una condizione detta chetonemia. Viene spesso utilizzata in ambito sportivo in particolare di bodybuilding, per il suo contributo alla definizione muscolare, ma anche in casi di obesità ed epilessia resistente ai farmaci seppur con alcune limitazioni. A differenza delle comuni diete ipocaloriche, non è indicata in gravidanza.
SEZIONE 07
CONSIGLI PER UNA DIETA IPOCALORICA
SCHEMA DEI PASTI
- Colazione
- Pranzo
- Cena
- Spuntini
BUONI CONSIGLI DA SEGUIRE
- mangiare con varietà, per non privarsi di nessuna sostanza utile o fondamentale per l’organismo;
- mangiare lentamente masticando bene, per aiutare lo stomaco e l’intestino a digerire;
- prevedere una porzione di verdura a ogni pasto;
- non trascurare i legumi
- preferire grassi vegetali di qualità (primo su tutti l’olio extravergine d’oliva) e usarli nelle quantità prescritte
- assumere la giusta quantità di proteine, preferibilmente da fonti magre, come il pollo, il tacchino e il pesce, in modo da non perdere massa magra e da non privare gli organi di importanti elementi
- limitare il consumo di sale sconsigliato per il suo effetto in termini di ritenzione idrica e di contributo negativo all’insorgenza dell’ipertensione
- limitare il consumo di latticini e riservarlo agli elementi meno grassi, come il latte scremato e i formaggi freschi e magri (ricotta vaccina, mozzarella, feta).
Curiosità
l’ Harvard Medical School di Boston, ha definito la composizione ideale che dovrebbe avere ogni pasto della giornata, sintetizzandola nella regola del piatto sano. Quest’ultimo elaborato a partire dai principi della dieta mediterranea, prevede un’integrazione bilanciata di cereali (preferibilmente integrali), proteine sane, ortaggi, grassi buoni per il condimento, frutta e acqua
SEZIONE 08
GLI EFFETTI DELLA DIETA IPOCALORICA
L'esperimento dell'Università del Minnesota
Fra il 1944 e il 1945, un gruppo di cinque ricercatori dell’Università del Minnesota condusse un esperimento con l’obiettivo di trovare il modo migliore per rialimentare le popolazioni del vecchio continente sopravvissute alla Seconda Guerra Mondiale. L’esperimento però portò a dimostrare gli effetti sul fisico e sulla psiche dei regimi alimentari insufficienti.
Reclutarono 100 uomini volontari d’età compresa fra i 22 e i 33 anni e scelsero i 36 con una migliore condizione fisica, un più affidabile equilibrio psicologico e una maggiore resistenza allo stress. L'esperimento durò poco meno di un anno ed era diviso in tre parti:
- 12 settimane di osservazione, in cui i 36 soggetti furono lasciati liberi di cibarsi a piacimento;
- 24 settimane in cui il gruppo fu sottoposto a una dieta restrittiva;
- Intervento nutrizionale riabilitativo.
Solo 32 terminarolo l'esperimento e gli studiosi notarono qualcosa d’imprevisto: dopo la seconda fase si osservavano modificazioni del comportamento, dell’affettività e del modo di intrattenere i rapporti sociali.Poi si resero conto che le manifestazioni cliniche dei partecipanti erano simili a quelle delle pazienti anoressiche: avevano dimostrato che molti sintomi del disturbo non sono altro che la conseguenza della rigida restrizione alimentare.
L'esperimento dell'Università del Minnesota
I vari tipi di effetti
Effetti comportamentali
Effetti sociali
Effetti fisici
Effetti psicologici
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Altri effetti avversi della dieta ipocalorica
La restrizione calorica può portare anche all’insorgenza di effetti avversi come infiammazione epatica, livelli elevati di trimetilammina-N-ossido circolante, manifestazioni correlate all’anoressia nervosa, e alterazioni del microbiota (diminuzione di batteri produttori di butirrato che espone i pazienti a implicazioni sfavorevoli per la salute, in quanto il butirrato esercita un’ampia gamma di funzioni metaboliche antiobesogeniche e antinfiammatorie.
Le diete ipocaloriche costituiscono un fattore di rischio importante per l'insorgenza della depressione, soprattutto in seguito all'assunzione di farmaci anoressizzanti; Altri farmaci associati alle diete dimagranti favoriscono la comparsa di malumore, stanchezza e sedazione. Sia nei soggetti predisposti che in quelli non predisposti, la dieta ipocalorica inadeguata può favorire la depressione.
Effetti sulle cellule e i tessuti
Un gruppo di ricerca guidato dal dottor Shuai Ma, ha posto sotto osservazione alcuni topi da laboratorio di 18 mesi di età in media.Hanno compsto due drappelli: uno ha seguito un nutrimento ipocalorico con il 30% in meno di kcal ingerite rispetto all’altro gruppo. Dopo 9 mesi (circa 60 anni umani) gli studiosi hanno rilevato un rallentamento dei processi di invecchiamento pari al 50%. Questo dopo avere analizzato delle cellule estratte da diverse parti del corpo dei roditori, tra reni, midollo osseo, pelle, fegato ed altro. Viene esaltata, in particolare la dieta ipocalorica ricca di grassi insaturi, da adottare per 5 giorni continui al mese (utile per ridurre il colesterolo e la pressione arteriosa e per potenziare la proteina C-reattiva).
Effetti sull'invecchiamento
In un recente studio condotto dal Professor Vishwa Deep Dixit alla Yale School of Medicine e pubblicato sulla rivista Science, si parla della relazione tra dieta ipocalorica e invecchiamento. Si sono basati sui risultati ottenuti da un trial clinico chiamato CALERIE, disegnato per studiare gli effetti di 2 anni di restrizione calorica su 200 volontari sani. Dopo una prima misurazione effettuata all’inizio, a un gruppo di partecipanti è stato richiesto di diminuire del 14% il loro apporto calorico giornaliero, mentre un secondo gruppo ha continuato con una normale dieta durante tutto il tempo, i partecipanti di entrambi i gruppi sono stati sottoposti a periodiche analisi di marcatori di invecchiamento e indicatori di benessere. In particolare si sono focalizzati sul timo, organo estremamente sensibile all’invecchiamento.
Quello che i ricercatori hanno potuto osservare è che il timo dei soggetti sottoposti a riduzione calorica, dopo due anni, presentava una più alta produzione di cellule immunitarie e un ridotto volume del tessuto adiposo. Perché? La spiegazione è arrivata con ulteriori analisi, che hanno trovato nella proteina PLA2G7 il potenziale fattore responsabile degli effetti benefici della restrizione calorica. Questa proteina infatti è coinvolta nel meccanismo di infiammazione e risultava assente nei partecipanti sottoposti a due anni di dieta ipocalorica. Da qui il suo effetto protettivo, tramite la riduzione del processo infiammatorio e un conseguente aumento della longevità.
Questi risultati hanno permesso di capire come comunicano tra di loro il sistema metabolico e quello infiammatorio.Gli studi suggeriscono che la restrizione calorica aumenta la longevità prevenendo le malattie metaboliche e altre malattie non trasmissibili, si pensa attraverso la modulazione del microbiota intestinale. Non è ancora chiaro però quale approccio risulti ottimale nel promuovere esiti favorevoli riducendo al minimo gli effetti avversi.
Falsi miti sulla dieta ipocalorica
La scorretta applicazione e l'estremizzazione della dieta ipocalorica ne hanno determinato un rigetto collettivo.Inoltre, secondo certe correnti di pensiero, la dieta ipocalorica fa male, non fa dimagrire e abbassa il metabolismo! Certe affermazioni non tengono assolutamente conto del fatto che la dietoterapia convenzionale prevede un aggiornamento costante delle ricerche sperimentali e statistiche in campo medico-nutrizionale: i professionisti dovrebbero essere sempre ben aggiornati e consapevoli sulle varie "novità" (con riserva di professionalità individuale).
Gracias!
Eureka!
Bibliografia
Sito 1
Sito 2
Sito 3
Sito 4
Sito 5
Sito 6
Sito 7
- Alterazioni nella concentrazione e nella vigilanza.
- Un aumento delle preoccupazioni legate al cibo e all'alimentazione.
- Sbalzi d’umore
- Accresciuta irritabilità, momenti d’ansia e di tensione
- Cambiamenti transitori di alcuni tratti di personalità
- Diminuzione dell'interesse sessuale
L'ETIMOLOGIA
- DIETA: regole di alimentazione o regime alimentare controllato, frutto di un'indicazione terapeutica; dal greco "dìaita" che significa "stile di vita";
- IPO-: particella diminutiva;
- CALORICA: che ha o apporta calorie/energia
- peggioramento delle relazioni interpersonali
- peggioramento del senso d’inadeguatezza
- aumentata propensione all’isolamento
- Molti dei partecipanti avevano sviluppato veri e propri rituali.
- Il consumo di bevande calde, soprattutto tè e caffè, era aumentato (anche del tabacco).
- In molti era nato un particolare interesse per i libri di cucina e per le ricette.
- La frequenza di episodi di alimentazione incontrollata, o bulimici, era aumentata.
- Disturbi del sonno
- Disturbi gastrointestinali
- Cefalee
- Ipotermia (meno tolleranza al freddo)
- Bradicardia
- Calo della frequenza respiratoria
- Precoce senso di sazietà
- Ipersensibilità agli stimoli sensoriali
- Vertigini, capogiri
- Senso diffuso di debolezza