REFLUSSO GASTROESOFAGEO
Il reflusso gastroesofageo è un disturbo caratterizzato dalla risalita nell'esofago del contenuto acido dello stomaco. Bruciore di stomaco, acidità e rigurgito: sono i sintomi tipici del reflusso gastroesofageo. Può essere un disturbo passeggero, ma può diventare anche una vera e propria malattia, soggetta a complicazioni anche gravi. Il sintomo più caratteristico del reflusso gastroesofageo è il rigurgito, cioè il ritorno in gola o in bocca di materiale acido.
ULCERA
L'ulcera gastrica è un'erosione della mucosa gastrica, il rivestimento interno dello stomaco. Si può manifestare poco dopo aver mangiato, ma possono anche verificarsi complicazioni tra cui emorragie, perforazioni e occlusioni dovute alla cicatrizzazione dei tessuti. La maggior parte delle ulcere vengono curate con successo con farmaci che inibiscono e sopprimono la secrezione gastrica acida, perciò neutralizzano l'acidità e danno alla mucosa il tempo di rigenerarsi.
EPATITE
L'epatite è l'infiammazione delle cellule epatiche che può verificarsi per via di infezioni, intossicazioni alimentari, assunzione di alcuni farmaci o fenomeni autoimmuni e porta ad un malfunzionamento del fegato stesso con effetti vari sull'organismo.Le epatiti virali vengono classificate in: Epatite A: è causata dal virus HAV appartenente alla famiglia dei picornavirus; si contrae per via oro-fecale mangiando alimenti o acque contaminati, oppure per contatto. Epatite B: è causata dal virus HBV e si trasmette attraverso sangue infetto, rapporti sessuali non protetti, oppure al momento del parto dalla madre infetta al figlio/a. Epatite C: è causata dal virus HCV e la trasmissione avviene mediante sangue infetto. Epatite D: è causata dal virus HDV che però è un virus e ha bisogno di un altro virus per potersi replicare, e dunque agisce in presenza del virus dell’epatite B. Anche questo si trasmette con sangue infetto. Epatite E: è causata dal virus HEV e si trasmette per via via oro-fecale tramite l’ingestione di alimenti o acque contaminati, oppure per contatto.
DIABETE
Il diabete è una malattia cronica molto diffusa in tutto il mondo e destinata ad aumentare per il progressivo invecchiamento della popolazione. Provoca un aumento dei livelli di zucchero (glucosio) nel sangue superiori ai valori normali. I livelli di glicemia sono regolati da l’insulina, che controlla il trasporto del glucosio dal sangue nelle cellule, dove è utilizzato per produrre energia. Nelle persone con diabete, i livelli di glucosio nel sangue aumentano perché la produzione di insulina nel corpo è assente, non è sufficiente, oppure perché l’insulina prodotta non funziona correttamente. Esistono due tipi principali di diabete:Diabete mellito di tipo 1, che si manifesta generalmente nel periodo dell’infanzia e nell’adolescenza, anche se non sono rari i casi di insorgenza nell’età adulta. È una malattia autoimmune, il sistema immunitario attacca per errore le cellule del pancreas che non è più in grado di produrre insulina, l’ormone che regola i livelli di glucosio nel sangue e senza di essa, il glucosio non può essere trasportato dal sangue nelle cellule per produrre energia. Diabete di tipo 2: la glicemia aumenta perché l’insulina non funziona correttamente o le cellule del nostro corpo non rispondono a questo ormone. Il diabete di tipo 2 è molto più comune del diabete di tipo 1. Diabete gestazionale: in gravidanza, alcune donne possono presentare un aumento temporaneo dei livelli di glucosio nel sangue. Si tratta del diabete gestazionale e colpisce fino al 18% delle donne in dolce attesa.
I SINTOMI TIPICI DEL DIABETE: necessità di bere frequentemente; necessità di urinare più spesso, in particolare di notte; sensazione di stanchezza; perdita di peso e di massa muscolare inspiegabile; visione offuscata. MONITORARE I LIVELLI DI GLICEMIA Dopo otto ore di digiuno, i livelli di glucosio nel sangue sono di norma, inferiori a 100 milligrammi/decilitro (mg/dl). Si parla di diabete diagnosticato quando, per almeno due volte, i livelli di glucosio nel sangue sono superiori a 126 mg/dl oppure superiori a 200 mg/dl dopo la somministrazione per bocca (carico orale) di 75 grammi di glucosio (misurazione della glicemia). LA DIETA DA SEGUIRE PER CONTROLLARE E ABBASSARE LA GLICEMIA I diabetici, in generale, devono prestare attenzione all’alimentazione, ridurre la quantità di zucchero, sale e grassi e aumentare la quantità di cibi ricchi di fibre. Le persone con diabete di tipo 1 devono: seguire una dieta sana ed equilibrata, mantenere un peso ottimale o perdere peso se si è in sovrappeso, smettere di fumare, bere alcolici con moderazione, praticare esercizio fisico regolare.
Nel caso in cui sia diagnosticato il diabete di tipo 2, si raccomanda di:aumentare il consumo di cibi ricchi di fibre: pane, cereali integrali, fagioli, lenticchie, verdura e fruttascegliere alimenti a basso contenuto di grassi, sostituire il burro con oli vegetali, preferire il latte scremato o parzialmente scremato e lo yogurt a basso contenuto di grassi, mangiare pesce e carne magra ed evitare carni lavorate, preferire il cibo cotto alla griglia, al forno, al vapore piuttosto che fritto, evitare i cibi ad alto contenuto di grassi: maionese, patatine fritte, paste elaborate
mangiare frutta, noci senza sale ed evitare dolci, torte e biscotti.
CELIACHIA
La celiachia è una malattia infiammatoria permanente dell’intestino scatenata dal consumo di alimenti contenenti glutine, in soggetti geneticamente predisposti.Il glutine può causare un’ampia varietà di disturbi, di gravità variabile. I più frequenti sono: diarrea, gonfiore addominale, dolore addominale, perdita di peso (come conseguenza di malassorbimento intestinale), rallentamento della crescita nei bambini.La celiachia si verifica quando il sistema di difesa dell’organismo (sistema immunitario) attacca erroneamente il tessuto sano della parete intestinale. Più nel dettaglio, la superficie dell'intestino è ricoperta da milioni di piccole escrescenze a forma di dita, chiamate villi, che hanno la funzione di accrescerne la superficie utile ad assorbire i nutrienti introdotti con il cibo. Nei soggetti celiaci il glutine attiva il sistema immunitario che riconosce come dannose alcune molecole dell’intestino e reagisce contro di esse provocando danni, infiammazione e l’appiattimento dei villi.
COLITE
Compresa tra le malattie digestive, la colite è un’infiammazione del colon, la grandn parte dell’intestino crasso. Si accompagna a dolore addominale associato a crampi, sensazione di gonfiore, stitichezza. *I sintomi principali sono: *Crampi e dolore addominali nella parte inferiore dell’addome. I crampi possono essere intermittenti o costanti e possono variare in intensità.
*Urgenza nell’evacuazione: alcune persone affette da colite possono sperimentare l’impulso di andare in bagno, spesso accompagnato dalla sensazione di non riuscire a trattenere le feci.
*Sanguinamento rettale o presenza di muco: alcune forme, come la colite ulcerosa, possono causare sanguinamento rettale. Questo può manifestarsi come sangue visibile nelle feci o sulla carta igienica.
*Gonfiore addominale con la sensazione di distensione addominale.
*Perdita di peso involontaria per senso di sazietà precoce e diminuzione dell’appetito.
Affaticamento.
APPENDICITE
L'appendicite è una malattia infiammatoria a carico di un piccolo diverticolo, chiamato appendice vermiforme, che diparte dal tratto iniziale dell'intestino crasso. alcuni sintomi sono : Senso di malessere generale, accompagnato a febbre lieve;
Dolori addominali localizzati intorno all'ombelico. mal di stomaco, nausea e vomito; perdita di appetito;
febbre e brividi;
malessere generale. stitichezza o diarrea. gonfiore dell’addome.
ANORESSIA
L'anoressia, o anoressia nervosa, è un disturbo del comportamento alimentare che colpisce in particolare le giovani donne ed è finalizzato al raggiungimento e al mantenimento di un peso significativamente inferiore a quello normale. Le persone che ne soffrono vorrebbero mangiare, ma rifiutano il cibo per paura di ingrassare. I sintomi iniziali a cui bisogna stare attenti sono l'amenorrea, non più criterio di diagnosi di anoressia nervosa ma comunque segno dell'eccessivo e rapido calo ponderale, e l'aumento dell'attività fisica a volte più evidente della restrizione alimentare. Ci può essere anche la comparsa della colorazione giallo-arancio del palmo delle mani e della pianta dei piedi, dovuto all'eccesso di cibi vegetali ricchi di carotenoidi che si accumulano nella pelle.
BULIMIA
La bulimia nervosa rientra nella categoria diagnostica dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Per poter fare una diagnosi di bulimia nervosa devono essere presenti tutte le seguenti caratteristiche:
*Abbuffate ricorrenti caratterizzate dal consumo di grandi quantità di cibo e dalla sensazione di perdere il controllo sull’atto di mangiare.
*Ricorrenti ed inappropriate condotte di compenso per prevenire l’aumento di peso. Molte persone utilizzano il vomito autoindotto, altre ricorrono a lassativi, diuretici o estenuanti sessioni di attività fisica.
*Le abbuffate e le condotte compensatorie devono verificarsi in media almeno 1 volta alla settimana per tre mesi
I livelli dell’autostima sono fortemente influenzati dal peso e dalla forma del corpo
I fenomeni di bulimia non si manifestano esclusivamente nel corso di episodi di anoressia nervosa.
MALATTIE DELL'APPARATO DIGERENTE
sara desogus
Created on January 9, 2024
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REFLUSSO GASTROESOFAGEO
Il reflusso gastroesofageo è un disturbo caratterizzato dalla risalita nell'esofago del contenuto acido dello stomaco. Bruciore di stomaco, acidità e rigurgito: sono i sintomi tipici del reflusso gastroesofageo. Può essere un disturbo passeggero, ma può diventare anche una vera e propria malattia, soggetta a complicazioni anche gravi. Il sintomo più caratteristico del reflusso gastroesofageo è il rigurgito, cioè il ritorno in gola o in bocca di materiale acido.
ULCERA
L'ulcera gastrica è un'erosione della mucosa gastrica, il rivestimento interno dello stomaco. Si può manifestare poco dopo aver mangiato, ma possono anche verificarsi complicazioni tra cui emorragie, perforazioni e occlusioni dovute alla cicatrizzazione dei tessuti. La maggior parte delle ulcere vengono curate con successo con farmaci che inibiscono e sopprimono la secrezione gastrica acida, perciò neutralizzano l'acidità e danno alla mucosa il tempo di rigenerarsi.
EPATITE
L'epatite è l'infiammazione delle cellule epatiche che può verificarsi per via di infezioni, intossicazioni alimentari, assunzione di alcuni farmaci o fenomeni autoimmuni e porta ad un malfunzionamento del fegato stesso con effetti vari sull'organismo.Le epatiti virali vengono classificate in: Epatite A: è causata dal virus HAV appartenente alla famiglia dei picornavirus; si contrae per via oro-fecale mangiando alimenti o acque contaminati, oppure per contatto. Epatite B: è causata dal virus HBV e si trasmette attraverso sangue infetto, rapporti sessuali non protetti, oppure al momento del parto dalla madre infetta al figlio/a. Epatite C: è causata dal virus HCV e la trasmissione avviene mediante sangue infetto. Epatite D: è causata dal virus HDV che però è un virus e ha bisogno di un altro virus per potersi replicare, e dunque agisce in presenza del virus dell’epatite B. Anche questo si trasmette con sangue infetto. Epatite E: è causata dal virus HEV e si trasmette per via via oro-fecale tramite l’ingestione di alimenti o acque contaminati, oppure per contatto.
DIABETE
Il diabete è una malattia cronica molto diffusa in tutto il mondo e destinata ad aumentare per il progressivo invecchiamento della popolazione. Provoca un aumento dei livelli di zucchero (glucosio) nel sangue superiori ai valori normali. I livelli di glicemia sono regolati da l’insulina, che controlla il trasporto del glucosio dal sangue nelle cellule, dove è utilizzato per produrre energia. Nelle persone con diabete, i livelli di glucosio nel sangue aumentano perché la produzione di insulina nel corpo è assente, non è sufficiente, oppure perché l’insulina prodotta non funziona correttamente. Esistono due tipi principali di diabete:Diabete mellito di tipo 1, che si manifesta generalmente nel periodo dell’infanzia e nell’adolescenza, anche se non sono rari i casi di insorgenza nell’età adulta. È una malattia autoimmune, il sistema immunitario attacca per errore le cellule del pancreas che non è più in grado di produrre insulina, l’ormone che regola i livelli di glucosio nel sangue e senza di essa, il glucosio non può essere trasportato dal sangue nelle cellule per produrre energia. Diabete di tipo 2: la glicemia aumenta perché l’insulina non funziona correttamente o le cellule del nostro corpo non rispondono a questo ormone. Il diabete di tipo 2 è molto più comune del diabete di tipo 1. Diabete gestazionale: in gravidanza, alcune donne possono presentare un aumento temporaneo dei livelli di glucosio nel sangue. Si tratta del diabete gestazionale e colpisce fino al 18% delle donne in dolce attesa.
I SINTOMI TIPICI DEL DIABETE: necessità di bere frequentemente; necessità di urinare più spesso, in particolare di notte; sensazione di stanchezza; perdita di peso e di massa muscolare inspiegabile; visione offuscata. MONITORARE I LIVELLI DI GLICEMIA Dopo otto ore di digiuno, i livelli di glucosio nel sangue sono di norma, inferiori a 100 milligrammi/decilitro (mg/dl). Si parla di diabete diagnosticato quando, per almeno due volte, i livelli di glucosio nel sangue sono superiori a 126 mg/dl oppure superiori a 200 mg/dl dopo la somministrazione per bocca (carico orale) di 75 grammi di glucosio (misurazione della glicemia). LA DIETA DA SEGUIRE PER CONTROLLARE E ABBASSARE LA GLICEMIA I diabetici, in generale, devono prestare attenzione all’alimentazione, ridurre la quantità di zucchero, sale e grassi e aumentare la quantità di cibi ricchi di fibre. Le persone con diabete di tipo 1 devono: seguire una dieta sana ed equilibrata, mantenere un peso ottimale o perdere peso se si è in sovrappeso, smettere di fumare, bere alcolici con moderazione, praticare esercizio fisico regolare.
Nel caso in cui sia diagnosticato il diabete di tipo 2, si raccomanda di:aumentare il consumo di cibi ricchi di fibre: pane, cereali integrali, fagioli, lenticchie, verdura e fruttascegliere alimenti a basso contenuto di grassi, sostituire il burro con oli vegetali, preferire il latte scremato o parzialmente scremato e lo yogurt a basso contenuto di grassi, mangiare pesce e carne magra ed evitare carni lavorate, preferire il cibo cotto alla griglia, al forno, al vapore piuttosto che fritto, evitare i cibi ad alto contenuto di grassi: maionese, patatine fritte, paste elaborate mangiare frutta, noci senza sale ed evitare dolci, torte e biscotti.
CELIACHIA
La celiachia è una malattia infiammatoria permanente dell’intestino scatenata dal consumo di alimenti contenenti glutine, in soggetti geneticamente predisposti.Il glutine può causare un’ampia varietà di disturbi, di gravità variabile. I più frequenti sono: diarrea, gonfiore addominale, dolore addominale, perdita di peso (come conseguenza di malassorbimento intestinale), rallentamento della crescita nei bambini.La celiachia si verifica quando il sistema di difesa dell’organismo (sistema immunitario) attacca erroneamente il tessuto sano della parete intestinale. Più nel dettaglio, la superficie dell'intestino è ricoperta da milioni di piccole escrescenze a forma di dita, chiamate villi, che hanno la funzione di accrescerne la superficie utile ad assorbire i nutrienti introdotti con il cibo. Nei soggetti celiaci il glutine attiva il sistema immunitario che riconosce come dannose alcune molecole dell’intestino e reagisce contro di esse provocando danni, infiammazione e l’appiattimento dei villi.
COLITE
Compresa tra le malattie digestive, la colite è un’infiammazione del colon, la grandn parte dell’intestino crasso. Si accompagna a dolore addominale associato a crampi, sensazione di gonfiore, stitichezza. *I sintomi principali sono: *Crampi e dolore addominali nella parte inferiore dell’addome. I crampi possono essere intermittenti o costanti e possono variare in intensità. *Urgenza nell’evacuazione: alcune persone affette da colite possono sperimentare l’impulso di andare in bagno, spesso accompagnato dalla sensazione di non riuscire a trattenere le feci. *Sanguinamento rettale o presenza di muco: alcune forme, come la colite ulcerosa, possono causare sanguinamento rettale. Questo può manifestarsi come sangue visibile nelle feci o sulla carta igienica. *Gonfiore addominale con la sensazione di distensione addominale. *Perdita di peso involontaria per senso di sazietà precoce e diminuzione dell’appetito. Affaticamento.
APPENDICITE
L'appendicite è una malattia infiammatoria a carico di un piccolo diverticolo, chiamato appendice vermiforme, che diparte dal tratto iniziale dell'intestino crasso. alcuni sintomi sono : Senso di malessere generale, accompagnato a febbre lieve; Dolori addominali localizzati intorno all'ombelico. mal di stomaco, nausea e vomito; perdita di appetito; febbre e brividi; malessere generale. stitichezza o diarrea. gonfiore dell’addome.
ANORESSIA
L'anoressia, o anoressia nervosa, è un disturbo del comportamento alimentare che colpisce in particolare le giovani donne ed è finalizzato al raggiungimento e al mantenimento di un peso significativamente inferiore a quello normale. Le persone che ne soffrono vorrebbero mangiare, ma rifiutano il cibo per paura di ingrassare. I sintomi iniziali a cui bisogna stare attenti sono l'amenorrea, non più criterio di diagnosi di anoressia nervosa ma comunque segno dell'eccessivo e rapido calo ponderale, e l'aumento dell'attività fisica a volte più evidente della restrizione alimentare. Ci può essere anche la comparsa della colorazione giallo-arancio del palmo delle mani e della pianta dei piedi, dovuto all'eccesso di cibi vegetali ricchi di carotenoidi che si accumulano nella pelle.
BULIMIA
La bulimia nervosa rientra nella categoria diagnostica dei disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Per poter fare una diagnosi di bulimia nervosa devono essere presenti tutte le seguenti caratteristiche: *Abbuffate ricorrenti caratterizzate dal consumo di grandi quantità di cibo e dalla sensazione di perdere il controllo sull’atto di mangiare. *Ricorrenti ed inappropriate condotte di compenso per prevenire l’aumento di peso. Molte persone utilizzano il vomito autoindotto, altre ricorrono a lassativi, diuretici o estenuanti sessioni di attività fisica. *Le abbuffate e le condotte compensatorie devono verificarsi in media almeno 1 volta alla settimana per tre mesi I livelli dell’autostima sono fortemente influenzati dal peso e dalla forma del corpo I fenomeni di bulimia non si manifestano esclusivamente nel corso di episodi di anoressia nervosa.