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Pusher Antonio Ferrara
Vincenzo
Created on January 9, 2024
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Transcript
Genially di Vincenzo Ardolino
BREVE TRAMA
“Pusher” di Antonio Ferrara è un libro che racconta la storia di Tonino, uno scugnizzo napoletano di tredici anni che si trova coinvolto nel mondo dello spaccio di droga. Ambientato nella difficile realtà di certi quartieri di Napoli, il protagonista, figlio e nipote di camorristi, affronta le sfide della sua vita quotidiana. La trama si sviluppa attraverso le sue esperienze, i legami familiari e l’influenza di un professore che cerca di guidarlo verso un futuro diverso. Il racconto offre uno sguardo crudo e realistico su una vita segnata dalla criminalità e dalla mancanza di opportunità. La storia si complica con incidenti, il coinvolgimento della polizia e un finale incerto. Il libro è un’opportunità per i lettori di riflettere sulla dura realtà che alcuni ragazzi affrontano e sui temi della speranza e del cambiamento.
Citazioni e riflessioni
Che mi hanno colpito
"Erano lá, appostati con i caschi in testa…"(LELLO E TONI) Nonostante Lello sia senza la patente, entrambi indossano il casco, un dettagli che mi ha colpito. Questo elemento non va dato per scontato, soprattutto considerando che fanno già parte della mafia e non hanno la patente. La scelta di indossare il casco potrebbe rivelare una consapevolezza della pericolosità della loro attività, aggiungendo un'ulteriore sfaccettatura all'immagine di questi personaggi nel contesto della storia.”
“Mi dispiaceva che tutte quelle persone che erano là, in chiesa e nella piazza quando era vivo il nonno, non fossero mai venute a trovarlo.”Penso che Toni esprima il suo disappunto nel sapere che molte delle persone presenti al funerale non avevano mai fatto visita al nonno quando era in vita. Penso che Toni si ponga diverse domande: “Chissà se a quelle persone sorge un senso di rimorso per la mancanza di attenzione nei confronti del nonno.” Credo che si interroghi anche sul motivo per cui quelle persone fossero presenti, se perché conoscevano il nonno o se, invece, erano lì per “la fama” del nonno, rispettando un boss morto come si farebbe tra membri della mafia. La sua riflessione aggiunge un elemento critico al comportamento delle persone
"Lo rispettavano tutti, il mio padre, ma io sapevo che non era il rispetto vero, rispetto che veniva dalla paura." Appena ho letto questa frase, ho pensato: "Magari anziché pagare il pizzo, le persone pagavano con bei pranzetti la domenica." Tuttavia, ho anche riflettuto sul fatto che potrebbero essere amici, ma sono giunto a una conclusione finale. Penso che il padre di Toni, da mafioso, abbia un carattere intimidatorio; il rispetto non proviene sicuramente da una genuina ammirazione. Toni dimostra una percezione critica nei confronti del padre, e mi chiedo se cambierà oppure seguirà le orme paterne. La sua evoluzione potrebbe essere un elemento interessante da seguire nel corso della storia.
“"Ci sono anche napoletani onesti?" Mi chiedo spesso perché i napoletani e non solo, vengano etichettati con tali caratteristiche. Oltre al fatto che io penso che questa affermazione sia completamente falsa, penso anche che ci siano molti altri pregi dei napoletani, i quali non vengono elogiati. Non bisogna pensare solo al quartiere Sanità, Scampia o la periferia di Napoli. I pregi positivi degli abitanti di Napoli non sono solo saper cucinare ed essere scaramantici; parlo del carattere, della loro empatia, dell'altruismo, della loro ospitalità che è molto alta. Potrei continuare a elencare le loro qualità.”