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Presentazione analisi iconografica e iconologica

Emanuele Aniello Esposito

Created on January 8, 2024

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Transcript

Pieter Paul Rubens

Lo sbarco di Maria de Medici a marsiglia

L’arrivo di Maria De Medici a Marsiglia è un dipinto di Pieter Paul Rubens; Si tratta di una delle ventuno scene storico-mitologiche sulla vita di Maria de' Medici, commissionate dalla regina di Francia per il Palazzo del Lussemburgo. Durante il regno di Napoleone le tele lasciarono il palazzo, destinato a sede del Senato, per essere trasferite al Louvre, dove, dal 1900, sono state sistemate in una sala apposita. Rubens disegnò gli schizzi a Parigi, ma l'esecuzione fu compiuta con l'aiuto di collaboratori ad Anversa e tutte le tele furono dipinte tra il 1622 e il 1625. Il dipinto misura 394×295 cm e il tono è allegorico-mitologico. Nonostante ciò, l’interpretazione dell’evento è relativamente semplice e immediata.

Analisi preiconografica

L'intera scena è vista dal basso con una inquadratura a campo medio con figure intere posizionata a livello del mare.I personaggi sono rappresentati in uno spazio aperto e naturale ma nettamente diviso in cielo e mare dalla passerella dorata coperta da un manto rosso:- Il primo registro in basso è rappresentato dalle figure svestite che si agitano tra le onde. - Il registro di metà, poi, è occupato dalla nave con la passerella sulla quale si incontrano i due gruppi di figure. - Nel registro superiore, infine, è rappresentato lo sfondo con gli alberi delle navi, i vessilli e, a destra l’architettura classica; questa è accompagnata anche da una figura umana alata.

analisi strutturale

Alla scena della parte superiore del dipinto, dove è rappresentato di scorcio il gruppo delle dame e dei sudditi, che con i loro gesti rendono più statica questa parte della composizione, è contrapposta quella in basso che assume ben altro rilievo, uno dei brani più audaci e vitali dell'arte di Rubens, la scena con le divinità marine in torsioni inaudite, spinte da slanci esagitati, da possenti ondate di ritmi violenti. Il prorompere di nudi opulenti concatenati in torsioni richiama l’impeto del Laocoonte e nella prima figura a destra inoltre si può leggere una ripresa in chiave barocca dell’Afrodite di Callipigia, vista dall’artista durante il suo soggiorno romano.

Lo sguardo è attratto in primo luogo dalla luminosità delle tre sirene che voltandosi verso sinistra, lo spostano in direzione dei tritoni, indicando la regina attirano verso di lei l’attenzione. La composizione risulta ciclica in quanto, una volta giunto verso la figura centrale e il suo seguito, lo sguardo è riportato verso il basso dalla figura col mantello blu e i gigli. L'inganno è ben reso grazie alla presenza della passerella della nave e della corda che lega le sirene alla stessa. Tale linea fa parte di un sistema di diagonali escogitato dall’artista per far riposare l’occhio dell’osservatore

A ribadire lo scarto tra le due parti è anche l’evidente contrasto dei colori: la sezione inferiore infatti è caratterizzata da colori caldi, tipici della scuola veneziana, mentre quella superiore ha dei colori più freddi che rendono l’insieme distaccato. L’accostamento di tinte fortemente antitetiche quali il rosso acceso del drappo della passerella e il leggero rosa dei nudi, che vengono in questo modo accentuati e ben illuminati Il tono generale dell’opera è molto caldo, tendente al rosso e al dorato.

Analisi Iconografica

Alcuni dei personaggi rappresentati nella scena hanno un valore allegorico: il personaggio di Maria de' Medici è accolto a Marsiglia da due personaggi femminili a rappresentare la Francia e la città di Marsiglia stessa, precedute dalla creatura alata che ne annuncia l'arrivo, identificata come personificazione della Fama della futura regina. Un altro personaggio è quello, che secondo alcuni critici, rappresenta il distacco emotivo e l'autocontrollo, raffigurato dal personaggio scuro (il cavaliere di Malta che dal ponte osserva la regina). Nettuno e altre divinità marittime si affollano e guardano verso la regina in alto. Si noti il ruolo marginale dato alle divinità marine: le tre sirene tengono infatti con un cavo la galera nell’istante in cui attracca, mentre Nettuno è figura di un carattere comune.

Analisi Iconologica

Rubens valorizza con la scelta dei colori e dei materiali la regalità della sovrana: in particolare la veste è minuziosamente decorata con dettagli dorati, tipici del barocco, e pietre preziose. Del resto il gusto ricercato del pittore si palesa nell'architettura della nave, come in quella del porto che rivela un edificio con colonne dai capitelli corinzi.

I nudi femminili di Rubens in questo caso, come in molte altre sue opere, tra cui Il giudizio di Paride (1638), non appartengono alle forme ideali della bellezza classica. Le tre sirene non hanno infatti una bellezza astratta, ma sono caratterizzate da fisici sensuali e barocchi. La concezione da parte di Rubens dei suoi personaggi è a tutto tondo, con corpi scultorei e ambientati in uno spazio reale.

Il lavoro compiuto venne per la prima volta mostrato al pubblico nel 1625 in occasione del matrimonio, molto atteso e desiderato dalla regina che poteva così avere il titolo di “trium regum mater”, tra la terza figlia Enrichetta Maria e Carlo I. L’importante evento le diede la perfetta occasione per esibire tutto il suo potere mentre la sua immagine, venti volte ripetuta sulle pareti, appariva accanto agli dei e alle dee dell’Olimpo, nelle allegorie faste o nefaste, adorna di tutte le perfezioni. Rappresentare la storia sotto il velame dell’allegoria, oltre ad essere nel gusto del tempo, gli avrebbe infatti permesso di rifugiarsi nel campo del vago ogni qualvolta la resa della realtà storica avrebbe potuto indispettire, eludendo in questo modo ogni pericoloso contrasto soprattutto di natura politica.

Fine

Emanuele Esposito

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